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mercoledì 10 ottobre 2007

Ballmer (Microsoft): Google legge la vostra posta






“Google legge la vostra posta elettronica. Noi no”. Suona pressappoco così il discorso tenuto al Microsoft Startup Accelerator Programme inglese del Ceo di Microsoft, Steve Ballmer, che ha portato (nuovamente) l’attenzione di tutto il mondo nei confronti delle piattaforme totalmente supportate dagli sponsor.

La questione, ha spiegato Ballmer, è semplice: Google legge la vostra posta e, in base alle parole chiave, vi fornisce pubblicità rilevante. La nostra Windows Live Hotmail e i servizi ad essa collegati, continua Ballmer, non generano poi così tanti guadagni… e così ci vien da pensare che l’invasione della privacy in qualche modo paghi.

Tra l’altro, continua, per cercare di monetizzare l’enorme traffico che arriva verso i nostri server Hotmail abbiamo addirittura dovuto creare un portale apposito tutto intorno (Msn). Poi Ballmer abbassa i toni: non è detto che Google sia peggiore o migliore di Microsoft, sono due sistemi di lavoro.

L’argomento è stato spesso dibattuto in queste pagine e attraverso i vostri commenti. Per questo vorrei avere da voi, che ci seguite sempre attentamente, un’opinione in merito.

martedì 18 settembre 2007

Google vuole unificare le diverse regole mondiali sulla privacy






Unificare le regole che, nei diversi paesi del mondo, disciplinano la privacy. Un sogno di molti che però si è, fino ad ora, rivelato solamente un’utopia. E se a riuscirci, invece, fosse il gigante Google? Ne parla approfonditamente un articolo del quotidiano spagnolo El Mundo che spiega come tre paesi su quattro non abbiano alcuna legislazione sulla tutela dei dati personali online, mentre le norme del restante 25 per cento dei paesi sono riduttive o insufficienti a far fronte alla continua crescita della rete.

Per questo motivo Google, società vista da molti come un “Grande Fratello” per la quantità di informazioni private che deve trattare ogni giorno, ha iniziato una campagna per cercare di convincere i governi di tutto il mondo a creare uno standard globale sulla privacy. La notizia è passata un po’ sotto silenzio, ma i primi contatti sono già avvenuti.


Venerdì Peter Fleischer, consigliere della privacy di “Big G” ha affrontato il problema in una visita alla sede dell’Unesco a Bruxelles, spiegando che è importante creare standard minimi affinché le informazioni dei cittadini di tutto il mondo che utilizzano internet siano sempre e da tutti tutelate. All’iniziativa, almeno per il momento, è difficile che seguano azioni concrete. Il gesto, in ogni caso, è servito a riportare l’attenzione nei confronti di un problema, quello della privacy, a cui gli utenti della rete fanno sempre più caso.

Già verso la fine degli anni Ottanta l’Ocse aveva pubblicato una guida sulla protezione della privacy e del “flusso transnazionale di dati personali”, con delle regole che ancora sono vigenti (ma che, aggiungiamo noi, forse andrebbero un po’ aggiornate). Il problema, in ogni caso, sta diventando sempre più serio: basti pensare che una normale transazione con carta di credito può arrivare a coinvolgere numerosi paesi (il proprio, quello dove si trova il server, quello dove si trovano il servizio clienti e il magazzino, e così via).

Che ne pensate della scelta di Google? Un modo per spostare l’attenzione sui “troppi dati personali” che spesso è accusata di conservare… oppure una vera crociata a favore della sicurezza dei propri utenti?

martedì 11 settembre 2007

Gb, un "cybercrime" ogni 10 secondi






In Gran Bretagna ogni 10 secondi viene commesso un crimine informatico. Parola del “Uk Cybercrime Report” (Rapporto sui crimini informatici in Gran Bretagna) stilato dalla società 1871 Ltd, secondo cui nell’ultimo anno nell’”internet di sua maestà” sono stati denunciati più di tre milioni di episodi.

Tra i crimini informatici la società annovera l’abuso dell’anonimato fino alle offese sessuali e alle frodi finanziarie.

“Misurare questo tipo di reati è molto difficile - spiega Stefan Fafinski, autore della ricerca - ma è chiaro che questi reati” che i criminali commettono sperando nella protezione dell’identità data (non sempre) dalla rete e nell’ingenuità altrui “stanno per superare quelli commessi nel mondo reale”.

martedì 24 luglio 2007

Microsoft cancellerà i dati delle ricerche web






Microsoft ha reso noto ieri che renderà anonimi i dati delle ricerche web degli utenti tramite il servizio "Live Search" dopo un periodo di diciotto mesi, a meno che non riceva il consenso degli utenti a salvare le informazioni per un periodo maggiore. La società di Redmond ha spiegato che anche i "cookies", gli indirizzi web o altri dati che potrebbero consentire l'identificazione univoca dell'utente saranno rimossi in modo permanente.

La strategia di Microsoft, dunque, sembra essere quella di voler farsi vedere impegnata a rafforzare la protezione della privacy dei consumatori nel settore delle ricerche web e della pubblicità online, rispondendo così alle preoccupazioni dell'opinione pubblica sulle recenti fusioni nel settore della pubblicità, ma anche al crescente interesse per la materia da parte delle autorità di settore, in un appello complessivo alla protezione della privacy.

"Pensiamo che sia il momento - ha spiegato Peter Cullen, responsabile della privacy per Microsoft - di un dialogo che coinvolga tutta l'industria: l'attuale mosaico di misure di protezione e di diverse spiegazioni da parte delle aziende sta confondendo i consumatori".

Nelle settimane scorse Google aveva annunciato di voler cancellare i dati personali di ricerca degli utenti dopo un anno e mezzo; tuttavia ora Microsoft fa un passo in avanti, introducendo la retroattività della sua decisione.

martedì 26 giugno 2007

Problemi tedeschi per Gmail






Il servizio di posta elettronica di Gmail sarebbe a rischio chiusura, almeno in Germania. Il suo destino, così come quello di numerosi altri servizi, è legato all'approvazione o meno di una nuova legge da parte del Parlamento, che inasprirebbe gli obblighi di fornire dati anagrafici all'atto dell'iscrizione.

Secondo l'autorità che garantisce il rispetto della privacy, la nuova legge prevede un giro di vite nei confronti dei servizi (non solo di posta elettronica, per il telefoni cellulari è la stessa cosa) che offrono account anonimi.

Se la normativa fosse approvata, ogni scambio di dati attraverso internet, telefono, sms (non esclusa anche la posizione geografica dei propri apparecchi) sarà conservato in un mega-archivio per sei anni.

mercoledì 30 maggio 2007

Come usare il buonsenso per gli acquisti online






Da Polizia postale e eBay una campagna per comprare in rete senza sorprese
Un sito e materiale informativo per affinare il "buonsenso" dei navigatori


Acquisti su internet in sicurezza
Ecco i "cinque sensi" per difendersi


di DANIELE SEMERARO

LEGGI ANCHE IL SERVIZIO SU DOWNLOADBLOG.IT


ROMA - Guarda, ascolta, assaggia, tocca, fiuta. Sono le cinque regole di "buonsenso" per fare acquisti su internet in tutta sicurezza presentate a Roma nell'ambito di una nuova campagna creata dalla Polizia postale in collaborazione con eBay. La campagna, "Buonsenso in tutti i sensi", è affiancata a un sito internet molto completo, www. compraconbuonsenso. it, all'interno del quale è possibile trovare numerose informazioni utili per acquistare in rete senza brutte sorprese.

"Non servono competenze tecnologiche particolari né programmi sofisticati", ha spiegato Domenico Vulpiani, direttore del servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni. "Basta usare pochi accorgimenti e seguire, come avviene per i negozi tradizionali, la regola fondamentale del buonsenso. Fare acquisti su internet è come dare le proprie chiavi di casa a qualcuno. Ecco perché bisogna prestare la massima attenzione". Andiamo a vedere nel dettaglio, allora, le cinque regole dell'iniziativa.

"Guarda di scegliere bene la password e non comunicarla a nessuno", recita la prima regola. La propria parola chiave, infatti, per essere sicura dovrebbe consistere in una combinazione di lettere, numeri e simboli di almeno otto caratteri. Mai utilizzare sempre la stessa password o termini facili da indovinare.

Il secondo consiglio raccomanda di "ascoltare i feedback sulla serietà del venditore" che si trovano su siti professionali, come ad esempio eBay. l feedback sono un giudizio, positivo o negativo, che il compratore dà al venditore (e viceversa) per giudicare l'andamento della compravendita. Se un utente avrà il cento per cento di feedback positivi, allora certamente ci si potrà fidare. Se, invece, avrà dei feedback negativi, bisognerà prestare più attenzione.

"Assaggia prima i tuoi acquisti", recita il terzo consiglio, controllando la descrizione e le condizioni di spedizione e consegna e scegliendo metodi di spedizione tracciabili. Se tutti i dettagli non sono illustrati bene, contattare il venditore prima di fare l'acquisto. Per legge, è possibile recedere da un contratto d'acquisto entro dieci giorni dalla ricezione della merce.

Quarto accorgimento: "Tocca con mano il pagamento online" e scegli metodi sicuri di pagamento come il bonifico bancario, il conto corrente postale, il contrassegno o i servizi di deposito a garanzia, evitando invece di ricaricare la carta prepagata di sconosciuti (prassi abbastanza comune, soprattutto su eBay) o utilizzare servizi di trasferimento contanti.

L'ultimo, e forse più importante, consiglio è quello di "fiutare le false e-mail di phishing". Si tratta di un fronte su cui è impegnata, ogni giorno, la Polizia postale. Le nostre caselle si riempiono quotidianamente di false e-mail delle Poste italiane o di banche che ci chiedono di inserire su un sito clonato la nostra password: mai fidarsi! I siti degli istituti di credito non ci chiederanno mai, via mail, di comunicare i nostri dati. Solo pochi giorni fa c'è stato il caso eclatante di phishing del fantomatico capitano Prisco Mazzi.

Il logo della manifestazione è una scatola, che è possibile scaricare dal sito e poi montare, in modo da avere sempre sott'occhio le regole principali per fare acquisti in sicurezza. Molto interessante anche la sezione "test" del sito, che permette di misurare le proprie conoscenze sull'argomento. Utilissimo anche il glossario, che spiega termini sicuramente non di uso comune per i non addetti ai lavori, come "phishing", "popup blocker", "Ssl" e così via. Il materiale informativo sarà disponibile anche in tutti i dipartimenti della Polizia postale.

"In questi ultimi anni, con l'incremento dell'uso del mezzo telematico - spiegano gli esperti del Commissariato Online della Polizia di stato (www. commissariatodips.it) - il panorama degli illeciti commessi sulla Rete ha subito un profondo cambiamento dovuto alla consapevolezza che internet può essere utilizzato anche per ottenere facili guadagni, con un minor dispendio di costi e di energie. Basti pensare - ha aggiunto Vulpiani - che in circa due mesi, dal 15 febbraio al 30 aprile, sono state effettuate online quasi cinquemila denunce, con un totale di oltre 11mila contatti per richiesta d'informazioni".

"In Italia numerose ricerche - ha spiegato Alessandro Coppo, direttore generale di eBay Italia - ci dicono che c'è una certa resistenza agli acquisti online, soprattutto per barriere di carattere culturale. È vero, quando facciamo acquisti in rete non vediamo la faccia del venditore, ma ci sono metodi altrettanto efficaci, come i feedback, per scegliere se fidarsi o no. L'importante è non fare mai acquisti d'impulso, ma studiare e guardare bene il mercato. E in caso di dubbi, contattiamo il venditore o l'azienda intermediaria".

(30 maggio 2007)

domenica 27 maggio 2007

Google, ancora problemi di privacy






Google violerebbe le norme europee sulla privacy, conservando i dati sulle ricerche effettuate dagli utenti per un periodo di due anni. A denunciarlo è un gruppo di enti nazionali che assistono l'Unione Europea in materia di privacy, secondo cui attraverso ogni ricerca la "grande G" potrebbe ottenere informazioni su gusti e preferenze degli utenti che potrebbero essere poi utilizzate a fini pubblicitari.

"I timori del gruppo - si è limitato a confermare un portavoce di Google - riguardano il fatto che le informazioni vengono conservate per un periodo che va dai 18 ai 24 mesi. Il gruppo ritiene che si tratti di un periodo troppo lungo".