domenica 30 settembre 2007

Myanmar alla ribalta internazionale grazie alla rete. E ora?






La scia di sangue che sta accompagnando la durissima repressione del governo birmano (pardon, del Myanmar) contro le migliaia di persone scese in strada per chiedere maggiore democrazia è stata accompagnata anche, come tutti sapete, da un totale oscuramento dei canali tradizionali d’informazione. Oltre alla “caccia al giornalista” (che ha portato, tra le altre cose, all’uccisione di un fotoreporter), la rete, i blog e le nuove tecnologie si sono rivelati fondamentali, forse per la prima volta, per far uscire dal Paese informazioni sulla tragedia che, altrimenti, non avremmo mai potuto avere.

Da ieri però, purtroppo, è impossibile connettersi a internet praticamente da ogni parte del Myanmar “a causa della rottura di un cavo sottomarino”, spiega il governo (ma sappiamo tutti che non è così). La strategia governativa, infatti, punta a non fare uscire dai confini nazionali informazioni sugli scontri e sulle migliaia di persone imprigionate e pestate a sangue (se non uccise).

I blog aggiornati in tempo reale dal paese asiatico e dagli stati confinanti sono sempre meno, ma comunque alcuni di essi continuano a funzionare e trasmettere informazioni importantissime. E se far uscire notizie dai confini è sempre più difficile, arriva una novità dal cielo: i satelliti geostazionari (quelli che fanno le fotografie per Google Earth, ad esempio) stanno mandando a Terra informazioni utili a capire la vastità degli scontri e della distruzione.

Dalle immagini, in particolare, è possibile notare la sparizione di villaggi interi, il rafforzamento delle strutture e delle presenze militari ai confini del paese, nonché anche la violazione (sono stati registrati oltre settanta casi) dei diritti umani. Internet e le nuove tecnologie, dunque, anche se parzialmente oscurati si stanno rivelando ancora una volta (come già successo in Darfur) vitali per portare a conoscenza dell’opinione pubblica notizie che altrimenti non sarebbero mai arrivate.

Nielsen//NetRatings, i dati di agosto 2007






Come ogni mese eccoci al consueto appuntamento con i dati sull’utilizzo di internet di Nielsen//NetRatings. Un mese, quello di agosto, sicuramente diverso dagli altri in quanto la maggior parte delle persone è andata in vacanza e si è connessa di meno ai propri siti preferiti.

Come a luglio, però, l’agenzia non ha riscontrato un allontanamento di massa dalla Rete, ma solo una riduzione dei consumi nei confronti della stessa. Il numero complessivo di navigatori, infatti, è rimasto stabile (22,2 milioni di utenti connessi almeno una volta). Gli accessi, invece, sono calati del 34 per cento dagli uffici e del 6 per cento da casa.

La spiegazione può essere cercata nella durata delle vacanze, di solito non superiore a due o tre settimane, e nell’abitudine sempre crescente al mezzo, che fa sì che gli utenti non riescano a farne a meno per un mese intero.

Per quanto riguarda la tipologia dei siti più visitati, ad agosto si è potuto assistere ad un utilizzo della rete più “ludico” e dedicato alle attività del tempo libero, come i viaggi, lo sport, i giochi online, il broadcasting televisivo e radiofonico. In crescita anche i siti dedicati alla famiglia, alla salute e al fitness, alla casa e al giardinaggio, alle informazioni.

La classifica dei siti più visitati in Italia ad agosto segnala gli ottimi risultati di YouTube, che raggiunge i 5,3 milioni di visitatori, Repubblica e Corriere che crescono rispettivamente del 4 e del 3 per cento, Tim e Gazzetta dello Sport.

Amazon Music Store, le prime recensioni






Arrivano le prime recensioni dell’Amazon Mp3 Music Store, il nuovo mercato online della musica digitale (disponibile al momento solo negli Stati Uniti) che con i suoi prezzi concorrenziali fa paura a iTunes.

Sono molti, infatti, che pensano che il nuovo store superi iTunes in tutto (eccetto ovviamente che in popolarità). La ricerca e il download dei brani è semplicissimo, i prezzi sono più bassi della concorrenza (in media un file, mp3 a 256kbps, costa 0,89 dollari) e la mancanza di Drm ti fa sentire che veramente ciò che acquisti è tuo in tutto e per tutto.

Se siete interessati vi rimando anche a una bella galleria di screenshot su Lifehacker.

sabato 29 settembre 2007

Google e Yahoo! hanno rubato il nome alle tribù della Tanzania…?






Google e Yahoo! avrebbero rubato il proprio nome da alcune tribù della Tanzania, e ora devono pagare. È quanto sostiene un uomo, in carcere a Houston per problemi legati all’immigrazione, che sta intentando una causa legale contro i due colossi di internet. In particolare, Google avrebbe rubato il nome alla tribù dei Gogo, mentre Yahoo! dagli Yao.

L’uomo, che si dice discendente (ma va?) di entrambe le tribù, ha chiesto ai due motori di ricerca di pagare, come risarcimento danni, 10mila dollari ad ogni membro delle tribù da oggi e, andando indietro, per le tre generazioni precedenti. Quante speranze ci sono che un giudice dia ragione a quest’uomo? Davvero poche. Però è curioso vedere come molti nomi di siti o servizi internet siano presi proprio da quelli di antiche tribù.

Tra le lingue preferite, chissà perché, dai programmatori ci sarebbe lo Swahili, da cui derivano, solo per citarne alcuni, Kijiji, Joomla, Renkoo, Wiki, Tafiti, Jambo. In questo caso, però, la discendenza di Google e Yahoo! sembra molto difficile da dimostrare. I due motori di ricerca, infatti, hanno sempre ben documentato la nascita dei propri nomi. L’uomo, però, non si arrende e continua: chiedo alla corte di rispondere a un domanda, il termine Google è più vicino, semanticamente e lessicalmente, a “Gogo” o a “Googol”?

Non sappiamo come andrà a finire (anzi, speriamo di potervelo raccontare perché la storia è davvero spassosa) ma certamente un dubbio ci viene: non è che l’uomo, che vive in carcere, ha intentato la causa solo perché aveva molto tempo davanti a sé per argomentare le proprie accuse? Che ne pensate?

Dagli Usa un videogame per imparare a mangiare






Quando la tecnologia e internet si mettono a servizio delle persone e dei loro problemi è sempre una bella notizia da raccontare. Negli Stati Uniti il problema dell’obesità infantile sta raggiungendo livelli record (circa il 20 per cento di tutti i ragazzi) e così la principale agenzia sanitaria del Paese ha deciso di lanciare un gioco online che possa insegnare ai bambini come nutrirsi correttamente.

Il gioco, “The Incredible Adventures of the Amazing Food Detective” (trad: le avventure incredibili del sorprendente detective del cibo) è stato progettato appositamente per i bambini tra i 9 e i 10 anni e li fa esercitare, in modo da istruirli, sulle buone regole di alimentazione. La vera novità è che invece di tenere incollati i bambini davanti al Pc per ore, però, dopo 20 minuti di tempo il gioco si disattiva, e il bambino non può più accenderlo a meno che non sia passata un’ora.

“I bambini negli Stati Uniti passano moltissimo tempo davanti alla Tv, e i messaggi che ricevono sulle abitudini alimentari sono tutti sbagliati”, ha spiegato un esperto, che ha assicurato che il gioco, scaricabile da qui e disponibile in inglese e spagnolo, ha molta più probabilità di “entrare nella testa” dei bambini che invece una lezione tradizionale.

Davvero una bella idea, a mio parere. Insegnare ai bambini (e ai ragazzi) parlando il loro stesso linguaggio è sicuramente il modo migliore per suscitare il loro interesse. E se il loro linguaggio passa da internet, computer e videogames, allora ben vengano, anche a scuola, metodi innovativi per spiegare argomenti importanti. E così, per una volta, saranno gli stessi genitori a dire: “Bambini, basta con i compiti, andate a giocare al Pc”.

venerdì 28 settembre 2007

Arriva Wikipedia 2.0. Forse ci si potrà fidare






Uno dei problemi principali di Wikipedia è quello del cosiddetto “vandalismo” ai danni di termini cosiddetti “sensibili”. La pagina di un politico come quella di un’azienda senza scrupoli o di una squadra di calcio, complice il fatto che Wikipedia è l’enciclopedia di tutti, può venire da tutti modificata liberamente con cambiamenti offensivi o fasulli. La comunità di moderatori fa ogni giorno un lavoro molto attento (spesso anche troppo attento - magari un giorno ne parliamo meglio) ma è molto difficile riuscire a filtrare tutte le varie frasi offensive (o notizie false) ai danni dei vari Prodi e Berlusconi.

Per questo, tra l’altro, molte voci da qualche tempo sono state protette e rese non modificabili. Ma non basta: per questo Wikipedia sta per lanciare un nuovo progetto, chiamato Wikiscanner, che permetterà ai lettori di capire immediatamente quali sono state le modifiche fatte a un determinato termine, nel corso del tempo, e quali sono state le motivazioni della modifica. Per adesso si tratta di un’indiscrezione, quindi ancora non sappiamo dirvi esattamente come funzionerà.

I cambiamenti, che secondo molti potrebbero aiutare a trasformare l’enciclopedia da una rozza guida di base per orientarsi su determinati argomenti in una fonte autorevole, potrebbe però, data (immaginiamo) la macchinosa nuova politica di giustificazione delle modifiche, eliminare la vera libertà al contributo che è il fenomeno principale dell’enciclopedia online.

Io personalmente sono d’accordo con la decisione: Wikipedia è ormai diventato un “must” per tutti gli utenti della rete che si vogliono documentare su argomenti che non conoscono, e quindi trovare una soluzione al vandalismo era non solo necessario, ma proprio obbligatorio per la Wikimedia Foundation (la società senza scopo di lucro che sta alla base di Wikipedia). Siete d’accordo? O avete in mente altre soluzioni al problema?

eBay, rubati i dati di 1.200 utenti






“Bel” (si fa per dire) problema di sicurezza ieri su eBay: un cracker ha pubblicato sul forum “Trust and Safety” del sito di aste online informazioni personali e dati di carte di credito, appena rubati dai server eBay, di oltre 1.200 utenti.

La società si è affrettata a mettere offline il forum e a cancellare tutti i post, ma per gli utenti “colpiti” si tratta di un bel problema. eBay ha riferito che si sta mettendo in contatto con gli utenti i cui dati sono stati rubati in modo da allertarli e consigliare loro come comportarsi.

Cerchi lavoro? Occhio che Google assume in Europa






Google starebbe programmando di espandere di un terzo il proprio staff, con la maggior parte delle nuove assunzioni che dovrebbero avvenire in Europa. A riferirlo alcune indiscrezioni rilanciate da quotidiani europei.

Il motore di ricerca, stando a queste voci, assumerà diverse migliaia (!!) di ingegneri nel Vecchio Continente, in modo da creare un team di ricerca e sviluppo grande come quello degli Stati Uniti.

L’espansione avverrà da qui a tre anni. Occhio agli annunci di lavoro, dunque. Potrebbe eessere un’ottima opportunità.

Google Trends aggiornato giornalmente






Ieri “Big G” ha presentato un’altra novità legata allo stesso servizio: i grafici sull’andamento delle ricerche dei singoli termini saranno aggiornati giornalmente, invece che su base mensile o settimanale (vedi foto).

In un post sul blog di Google vengono spiegati alcuni utilizzi pratici del servizio (come, ad esempio, quello di scoprire in tempo reale quale telefilm - ma il “gioco” è applicabile a qualsiasi cosa - tra “The Office” o “Heroes” è il più “trendy” al momento).

Tra le novità, infine, anche un gadget/widget da aggiungere al proprio sito.

Monitorare i video con Google Alerts






Dopo Hot Trends, di cui vi abbiamo parlato ieri, novità anche per il servizio “Alerts” di Google, quello, per intenderci, che ci permette, specificato un termine e un intervallo di tempo, di ricevere in posta elettronica le segnalazioni sui siti in cui lo stesso compare.

Oltre ai siti web, ai blog, ai newsgroup e alle notizie, è ora possibile monitorare anche i video (inseriti su Google Video o YouTube).

Se, ad esempio, siete patiti di una serie televisiva o di una squadra di calcio, potete abbonarvi a Google Alerts e ricevere un avviso ogni volta che un nuovo video su quell’argomento viene pubblicato.

giovedì 27 settembre 2007

Vista o Xp, questo è il dilemma






Non so voi, ma diverse persone che conosco, dopo aver acquistato un nuovo computer con Windows Vista preinstallato, hanno fatto di tutto per cancellarlo e reinstallare Windows Xp. La pratica, sempre sconsigliata da Redmond, è diventata ora parzialmente “tollerata” da parte di Microsoft, che ha dato il via libera ai produttori di Pc di offrire l’opzione di un “downgrade” agli utenti che, con Vista preinstallato, vogliono passare a Xp.

Il programma, però, si riferisce solo alle macchine con Windows Vista Business o Ultimate e sta ai costruttori decidere se rendere disponibile anche l’opzione Xp. Tra le case, la Fujitsu ha già iniziato a distribuire computer nuovi comprensivi del cd di Windows Xp. Questa mossa, secondo molti, aiuterà piccole e medie imprese a comprare computer nuovi senza dover cambiare sistema operativo.

Anche la Hp, per i modelli business, ha iniziato un programma simile. “Per computer desktop, workstations e notebook inseriremo senza costi un cd di Windows Xp per coloro che non vogliono Vista”. In realtà, nella licenza di Windows Ultimate e Business c’è sempre stata la facoltà, per gli utenti, di effettuare un downgrade a Xp, ma Microsoft si è sempre detta contraria alla pratica. Questo forse a causa di una richiesta sempre maggiore da parte degli utenti professionali.

Ma fino a quando questo downgrade continuerà ad essere una pratica legale? Secondo alcuni fino al 31 gennaio, secondo altri per un altro anno. Certo è che Vista porta con sé numerose migliorie, soprattutto dal punto di vista della sicurezza, rispetto a Xp, ma è altrettanto vero che gli utenti (e non solo le aziende!) devono poter avere la possibilità di scegliere qualche sistema operativo avere preinstallato nei nuovi computer che comprano. Cosa ne pensate? Vi è mai capitato di dover far fare un “salto nel passato” ai vostri software?

Parte la Beta per l'Amazon "DRM-free" Music Store






Amazon ha lanciato la versione Beta del suo nuovo (tanto atteso) negozio di musica online, ribattezzato “Amazon Mp3″ e potenziale importantissimo concorrente per iTunes. Novità principale di Amazon Mp3 è che la musica digitale mp3 verrà distribuita senza vincoli Drm.

Gli utenti, così, potranno acquistare musica senza i problemi derivanti dai diritti di copia che portano in sé i brani acquistati sul negozio Apple.

Altra novità è che anche il prezzo sarà più conveniente: dagli 89 ai 99 centesimi di Dollaro (oltre la metà dei brani costerà 89 centesimi). Gli album, invece, costeranno dai 5.99 ai 9.99 Dollari.

Al momento nel catalogo sono presenti più di 180mila artisti da più di 20mila etichette “major” o indipendenti. Sarà in grado Amazon di fronteggiare lo strapotere di Apple? Date queste premesse probabilmente sì.

eBay, rubati i dati di 1.200 utenti






“Bel” (si fa per dire) problema di sicurezza ieri su eBay: un hacker ha pubblicato sul forum “Trust and Safety” del sito di aste online informazioni personali e dati di carte di credito, appena rubati dai server eBay, di oltre 1.200 utenti.

La società si è affrettata a mettere offline il forum e a cancellare tutti i post, ma per gli utenti “colpiti” si tratta di un bel problema. eBay ha riferito che si sta mettendo in contatto con gli utenti i cui dati sono stati rubati in modo da allertarli e consigliare loro come comportarsi.

mercoledì 26 settembre 2007

Mai più bollette&ricariche. Il cellulare diventa gratuito







Prendi un’azienda telefonica senza scrupoli, una buona raccolta pubblicitaria e ragazzi dai 16 ai 24 anni desiderosi di telefonare e mandarsi messaggini senza pagare un Euro. Pardon, un Pound. Ecco che arriva Blyk, il primo operatore gratuito al mondo che permetterà di telefonare, per adesso solo ai residenti in Inghilterra, senza pagare alcunché. Il costo della telefonata, infatti, sarà interamente coperto dagli sponsor.

L’abbonato potrà mandare gratis ogni mese 217 messaggi e fare 43 minuti di chiamate nazionali; in cambio, accetta di ricevere fino a sei Mms pubblicitari al giorno (quindi messaggi con foto e musica al proprio interno). Se, poi, superata la soglia, si vorranno fare altre chiamate o mandare altri messaggi, il cellulare funzionerà in modo “normale”: si potranno acquistare ricariche e telefonare fino al mese successivo.

La fascia di utenti imposta da Blyk è quella tra i 16 e i 24 anni: se, infatti, non si è in questa fascia di età non si può registrare alcun contratto. La società, fondata da un ex-uomo Nokia, punta ad espandersi in Europa in tempi molto brevi. E c’è da scommetterci che funzionerà. Ho sempre pensato, infatti, che se una società offrisse messaggini gratis, sarebbero stati in tantissimi a stipulare contratti.

Cosa ne pensate di questa iniziativa? Dal punto di vista di noi consumatori si tratta sicuramente di un bell’affare. Parliamoci (molto) chiaro: ricevere messaggini pubblicitari non è poi così noioso: una volta capito che il messaggio ricevuto è di pubblicità (e non ci vorrà molto), se non c’interessa basterà cancellarlo immediatamente. Il tutto in cambio di molti sms e un discreto numero di minuti al mese, il che non guasta in tempi di rincari economici ormai all’ordine del giorno. Peccato non rientrare più nella fascia di età…

Wordpress, arriva Dexter






È stata rilasciata la tanto attesa versione 2.3 di Wordpress, nome in codice “Dexter”.

Tra le novità della nuova versione, la modifica strutturale del database (che potrebbe portare probabilmente al mal - o non - funzionamento, almeno per i primi tempi, di alcuni plugin), una rinnovata gestione dei permessi di pubblicazione per i blog multiutente e un editor di testo con comandi avanzati.

Spiegano gli sviluppatori che potrebbe accadere che in fase di aggiornamento compaia una finestra che chiede di aggiornare il proprio database di Wordpress perché quello in uso è obsoleto: è normale e l’operazione dhttp://www.blogger.com/img/gl.link.gifi upgrade dura pochi istanti.

martedì 25 settembre 2007

Germania, “verboten” copiare cd o dvd






In Italia non se n’è parlato molto, ma la Germania ha approvato venerdì scorso una legge molto controversa che rende illegale per gli utenti creare copie (anche di backup o per uso personale) di film e musica. Il Bundesrat, la camera alta del Parlamento, non ascoltando le associazioni dei consumatori ha approvato la legge, che rende illegale anche il solo detenere cd o dvd copiati senza permesso.

All’interno del provvedimento rientrano anche le registrazioni digitali di Iptv e programmi televisivi. Inutilmente i Verdi e altre associazioni di utenti e consumatori hanno cercato di rendere meno rigida la legge, soprattutto per non penalizzare troppo i più giovani e in generale gli utenti domestici, ma non c’è stato niente da fare. La legge entrerà in vigore nel 2008.

Questo provvedimento, ha spiegato il ministro federale della Giustizia, Brigitte Zypris, ci porterà ad essere in linea con le direttive dell’Unione Europea. La legge è ovviamente molto contestata, perché per combattere il fenomeno (seppur dilagante) della pirateria si fa di tutta l’erba un fascio, rendendo così illegale, solo per fare un esempio, anche copiarsi un cd acquistato regolarmente per avere una copia di riserva da tenere in macchina.

L’unico modo legale per farsi una copia di un cd o dvd - ma la voce non è ancora confermata - potrebbe essere quella di pagare una quota extra per avere, appunto, il diritto di copia. Pur essendo molto difficile fare controlli su cd e i dvd (considerato che ormai la maggior parte dei dvd si possono copiare sul computer o scaricare da internet e che i cd stanno dando sempre più spazio alla musica digitale mp3) si tratta a mio avviso di una legge troppo restrittiva che non eliminerà il problema della pirateria. Cosa ne pensate? In Italia una legge simile potrebbe mai essere approvata?

In arrivo una nuova versione di Gmail?






Gmail è stato lanciato il primo aprile del 2004 e, dobbiamo dirlo, sta rivoluzionando il modo di concepire la posta elettronica. L’interfaccia è rimasta praticamente sempre la stessa, ma ora, con milioni di account e di utenti in tutto il mondo, potrebbe subire una vera e propria rivoluzione.

A scoprirlo una frase apparsa nel servizio di traduzioni di Google (quello, per intenderci, a contribuzione gratuita, in cui “Big G” chiede ai volontari di tradurre le proprie pagine nelle lingue di tutto il mondo) che recita così:

“Newer version - Link that users can click on if they are part of the trusted testers program to go to the newer UI”. Facile la traduzione: Nuova versione - Link su cui gli utenti possono fare click se fanno parte del programma “tester di fiducia” e tramite cui possono andare alla nuova interfaccia.


Sembra proprio, dunque, che almeno per pochi fortunati eletti (tester di fiducia, come li chiama Google, e dipendenti dell’azienda) sarà possibile provare in anteprima la nuova interfaccia grafica che potrebbe entare in funzione a breve anche sui nostri computer. Siamo in attesa di novità: ovviamente se qualcuno di voi facesse parte degli “eletti”… aspettiamo screenshot e screencast!

Cina: "Siamo vittime - non responsabili - della pirateria"






La Cina è diventata uno dei bersagli preferiti per gli attacchi informatici, e negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare numerosi e insistenti tentativi di intrusione da parte di hacker di paesi occidentali. Lo ha detto un ricercatore militare della repubblica cinese.

La Cina, ha aggiunto l’esperto, “sta fronteggiando una situazione più grave in termini di sicurezza rispetto a molti altri paesi”. Dunque, da responsabile di molti attacchi (così come più volte segnalato da numerosi governi occidentali) la Cina invece si ritiene vittima.

Il paese della Grande Muraglia ha sempre respinto vivamente le recenti notizie secondo le quali hacker cinesi sarebbero penetrati nei sistemi del Pentagono, nella cancelleria e in altri ministeri del governo tedesco e del ministero degli Esteri della Gran Bretagna.

lunedì 24 settembre 2007

Accordo Fox-Apple per la distribuzione di video su iTunes






Durante questi ultimi giorni vi abbiamo riferito di numerosi accordi tra case produttrici di film/serie tv e società che ridistribuiscono questi contenuti sul Web. Oggi vi diamo conto di un’altra partnership: la Fox Broadcasting ha stretto un accordo con Apple per distribuire alcune serie in prima visione su iTunes. Gratuitamente

Si tratta di alcuni telefilm come “Prison Break”, “Bones” e “K-Ville”. Ogni puntata sarà disponibile per il download per un’intera settimana, dopodiché sarà eliminata. Probabilmente a questo seguiranno altri accordi per altre serie (speriamo più famose).

Da Google un nuovo blog in italiano






La sede milanese di Google ha lanciato venerdì un nuovo blog in lingua italiana. Si tratta di Google Entertainment Advertising Blog Italia, che tratterà le notizie provenienti dal mondo dell’intrattenimento AdWords.

“Abbiamo deciso di fare il grande salto nella blogosfera - si legge nel primo post - per poter condividere le nostre idee e punti di vista su una moltiplicità di argomenti legati al settore dell’Entertainment, alla pubblicità e a Google. Chi siamo e di cosa ci occupiamo? Il nostro team, basato a Milano, è focalizzato sul mondo del cinema, della musica, della tv, dell’editoria, dei videogiochi… e in generale di tutto ciò che è legato all’entertainment, con particolare attenzione alle forme di comunicazione e agli strumenti di interazione online”.


Nel blog si parlerà di come le aziende che si occupano di intrattenimento stiano affrontando le nuove sfide della pubblicità e del marketing online e si affronteranno argomenti concreti “nello spirito giocoso” che contraddistingue i blog di “Big G”.

domenica 23 settembre 2007

Un “mega-filtro” mondiale contro i pedofili






Di pedofilia su internet si parla a periodi alterni. Durante l’inverno ci sono stati molti scandali legati a MySpace o Second Life, ora invece tutto tace. Ma in realtà il pericolo è sempre imminente e non si ferma la lotta delle autorità competenti per cercare di arginare il problema. La scorsa settimana le polizie di undici paesi dell’Unione Europea si sono incontrate per progettare un filtro che impedisca ai pedofili e agli utenti della rete di accedere a pagine contenenti immagini, video o testi relativi alla pornografia infantile.

Creare un filtro in rete non sarà certamente facile. Per questo sarà necessario un accordo tra le polizie dei diversi paesi e gli internet provider degli stessi. Il filtro, spiegano gli organizzatori, sarà uno spazio ostile per coloro che vogliono commettere abusi contro i minori e un mezzo sicuro per tenere lontano anche gli utenti normali.

I primi paesi ad attuare provvedimenti simili sono stati la Norvegia, la Danimarca e la Svezia. Per ora i provvedimenti ottenuti sono molto buoni, secondo la polizia, per questo stanno esportando a livello internazionale il know-how acquisito fino ad ora. Una volta fatto partire il processo di filtraggio, i provider reindirizzeranno le richieste di accesso a siti “vietati” verso una pagina (di proprietà della polizia) nella quale si mette in guardia l’utente dal visitare siti del genere.

Il progetto si chiama Circamp e coinvolge Norvegia (paese che dirige il progetto), Regno Unito, Danimarca, Belgio, Francia, Irlanda, Italia, Svezia, Finlandia, Olanda e Spagna. Coinvolto anche l’Europol. Sicuramente si tratta di un’ottima iniziativa per cercare di debellare un fenomeno disgustoso - credo di parlare a nome di (quasi) tutti - e vietato. Pensate, però, che una pagina di “stop” possa essere l’unico mezzo da attuare? A mio parere, come in tutte le cose su internet, “fatta la legge si trova l’inganno”. Per questo ben venga il progetto, ma speriamo anche in un intervento maggiore delle polizie di tutto il mondo nel debellare il problema alla radice.

Nuove indiscrezioni su Firefox 3






Firefox 3 è la nuova versione del browser made in Mozilla che entro i prossimi sei mesi (si spera) dovrebbe arrivare sui nostri computer. Giovedì scorso Mozilla ha aggiornato la versione preview del nuovo software, portandolo alla “Alpha 8″ e svelando per la prima volta alcune caratteristiche di sicurezza di cui si parla da mesi.

All’interno di “Gran Paradiso” (questo il nome in codice di Firefox 3) saranno presenti di default degli strumenti di sicurezza che proteggeranno dal malware e dalle estensioni non sicure.

Il “malware blocker”, in particolare, bloccherà siti web che hanno in sé codice maligno o che propinano download di files infetti. A fornire le informazioni sui siti non sicuri (come già succede per gli avvisi anti-phishing presenti nella versione 2) sarà Google.

Il nuovo browser sarà anche in grado di difendersi dagli attacchi che provengono - spesso è accaduto - dagli aggiornamenti delle proprie estensioni, spesso considerati non sicuri. Firefox 3 gestirà in modo nuovo le estensioni e gli aggiornamenti, e tutti i download avverranno tramite una connessione sicura Ssl.

sabato 22 settembre 2007

“Tesoro stasera non mi va, devo stare su internet”






Vi è mai capitato di rispondere così al vostro lui o alla vostra lei, che magari cercavano di “stuzzicarvi” per passare una serata “di fuoco”? Forse a noi italiani - focosi per natura - succederà raramente, ma negli Stati Uniti il fenomeno sta diventadno un vero e proprio problema: gli americani di tutte le età preferiscono la rete agli amici e ad altri istinti primari della nostra esistenza. Lo rivela una ricerca della Jwt, la quarta più importante agenzia di pubblicità, che ha intervistato 1.011 americani adulti.

Gli americani hanno dovuto rispondere a diverse domande. Quanto tempo puoi resistere senza internet? Il 15 per cento ha risposto “un paio di giorni o anche meno”, il 21 per cento “un paio di giorni”, mentre un altro 19 per cento “qualche giorno”. La ricerca rivela che le senza internet molti diventano ansiosi, si sentono isolati e tristi. Un bel problema dunque.

Si sentono, continua la ricerca, disconnessi dal mondo. Pensare (e questo è un altro dato allarmante) che quasi il 30 per cento degli intervistati ha ammesso di socializzare più in rete che di persona, mentre il 20 per cento ha ammesso di fare meno sesso da quando si è affezionato moltissimo alla rete.

Indonesia, è boom per il Corano digitale






Oggi arriva un’altra notizia nell’ambito “religione e tecnologia”. Questa volta, però, la religione è quella musulmana. Dall’Indonesia (dove risiede la più popolosa comunità al mondo di musulmani), infatti, arriva la notizia di un boom, soprattutto nel periodo del Ramadan: quello del Corano digitale.

Il prodotto in questione è una specie di lettore mp3 con il quale è possibile ascoltare i versetti - in originale o con la traduzione - e seguirli attraverso un apposito display.

Un apparecchio che risulta particolarmente utile, spiegano gli ideatori, che ne stanno vendendo oltre cinquanta al giorno, per approfondire la conoscenza della propria religione.

Digg, ecco le novità






Finalmente Digg è tornato online. Tutte le novità riguardano la possibilità di interagire con i propri amici. Innanzitutto sono stati migliorati i profili degli utenti, e ora è possibile crearsi una propria “About me area” nella quale inserire le proprie informazioni con link alle proprie pagine web personali.

Altra novità è la possibilità di crearsi una lista di amici invitando persone presenti nella propria lista contatti in posta elettronica (sono supportati Gmail, Yahoo Mail, Hotmail, AOL o Outlook). A proposito di amici, poi, dal proprio profilo è possibile monitorare l’attività degli altri (cosa votano, cosa inseriscono) e sono state inserite anche le possibilità di mandare messaggi agli altri utenti e di crearsi una propria galleria fotografica.

venerdì 21 settembre 2007

Internet e politica sempre più a braccetto






MySpace ed Mtv hanno annunciato ieri che ospiteranno, sui propri siti, una serie di dibattiti con i candidati alla presidenza degli Stati Uniti. Il primo, che si terrà il 27 settembre prossimo presso l’Università del New Hampshire e vedrà protagonista il democratico John Edwards, sarà moderato da un giornalista di Mtv News e uno del Washington Post.

La novità, appunto, è che i dibattiiti andranno in onda contemporaneamente anche su MySpace e Mtv.com con gli utenti che, nel frattempo, saranno in grado di scrivere commenti, rispondere a sondaggi e di inviare le proprie domande in tempo reale. La parte forse più interessante dei dibattiti è quella del sondaggio, che permetterà attraverso un widget, di inviare in tempo reale la propria approvazione o disapprovazione alle risposte del candidato.


Poco tempo fa la Cnn aveva lanciato una partnership con YouTube, mentre dall’altra parte del mondo, in Australia, Google ha lanciato un sito in cui inserirà video, opinioni, dibattiti, biografie dei candidati per le elezioni presidenziali di fine anno.

L’utilizzo di internet, così, sembra essere diventato uno dei mezzi principali per fare politica, anche in Italia. Walter Veltroni ha aperto il suo Twitter, ormai ogni politico ha un blog, questi giorni sempre un blog (quello di Grillo) sta mettendo in difficoltà maggioranza e opposizione. Quello che ci chiediamo è quanto possa giovare una comunicazione politica fatta in questo modo.

Voi cosa ne pensate? Credete che dibattiti come quelli che andranno in onda su Mtv/MySpace porteranno anche l’elettorato giovanile ad essere un po’ più attento e reponsabile nelle proprie scelte, oppure, invece, credete che internet sia solo uno dei tanti mezzi con cui i candidati si confrontano, ma che poi vengono accantonati una volta vinte le elezioni?

La Nbc offrirà gratis i propri programmi






Negli Stati Uniti se ne sta parlando moltissimo in queste ore. La rete televisiva Nbc ha annunciato che inizierà ad offrire download gratuiti dei propri show (come “Heroes” e “The Office”) per rafforzare la propria presenza sul Web e cercare di combattere lo strapotere di Apple.

Il servizio, chiamato “Nbc Direct”, permetterà ai soli utenti con sistema operativo Windows (!!!) di scaricare i programmi per tutta la settimana successiva alla loro messa in onda. I file video avranno in sé delle pubblicità che non potranno essere cancellate (così dice l’azienda).

Una prima versione del servizio sarà lanciata già ad ottobre, e per vedere i video sarà necessario scaricare un apposito software. Ricordiamo che la Nbc ha recentemente rotto le trattative con iTunes per discrepanze sul lato economico del contratto. Sarà per questo, quindi, che i poveri utenti Mac saranno esclusi dal servizio?

Ricordate GodTube? Sta crescendo in maniera "miracolosa"






Ricorderete tutti GodTube, la risposta cattolica al più famoso YouTube lanciata qualche mese fa tra sorrisi e incredulità. Ebbene, la community sta crescendo a un ritmo inimmaginabile, addirittura del 973 per cento ogni mese stando alle stime di Comscore.

Gli oltre tre milioni di visitatori unici hanno mandato online più di 800mila ore di video, tutti ovviamente che hanno come argomento la religione cattolica.

“Gesù 2.0 è il futuro” ha dichiarato il Ceo dell’azienda, Chris Wyatt.

giovedì 20 settembre 2007

La piaga dei falsi click sulle pubblicità e altre storie






Google AdSense, uno dei sistemi pubblicitari più diffusi sul web, perderebbe circa un miliardo di dollari americani ogni anno per falsi o invalidi click. E le aziende, che si affidano a “Big G” per pubblicizzare su internet i loro prodotti corrono all’attacco, chiedendo maggiore trasparenza e metodi più sicuri nel riconoscimento dei click invalidi. È indubbio che il servizio si basa sulla fiducia dei publishers, che inseriscono gli annunci nei propri siti e che poi, però, non devono fare click (o non devono dire ai propri amici di farlo) per guadagnare qualche soldino in più. La piaga, però, esiste e almeno per il momento è incontrollabile, nonostante le norme anche troppo dure (di cui parleremo più avanti) inflitte da Google.

Il tasso di click non validi, spiega l’azienda, dal momento del lancio di AdWords nel 2002 non è mai salito al di sopra del dieci per cento del numero globale di click. Ogni punto percentuale di click invalido, però, rappresenta per Google 100 milioni di dollari all’anno in potenziale guadagno volato via, spiega alla testata canadese Cbc Shuman Ghosemajumder, business product manager di Google. Ma cosa accade quando si fa click su link invalidi? Chi paga? Come fa ad accorgersene la compagnia? E soprattutto: perché sempre più spesso webmaster assolutamente in buona fede si sono trovati di punto in bianco esclusi dal programma pubblicitario?

I click invalidi, attualmente, non vengono pagati dai publishers a Google, e ad andarci di mezzo - in effetti - risulta solo il motore di ricerca. Per questo la protezione dei click fraudolenti è un argomento che sta molto a cuore ai tecnici di AdWords, che stanno compiendo numerosi sforzi per creare sistemi trasparenti. I risultati, al momento, dimostrano che le azioni di prevenzione, forse fin troppo eccessive, stanno però dando buoni risultati.

Proprio lo scorso anno Google ha lanciato l’AdWords Report Center, servizio che mostra agli advertiser quanti click vengono esclusi. La compagnia ha spiegato che riesce a determinare i click invalidi attraverso un sistema di tre passaggi: un primo passaggio è automatico, un secondo manuale e poi ancora un terzo misto manuale-automatico (solo lo 0,02 per cento arriva fino a questo stadio).

Purtroppo, però, ce lo avete scritto spesso tra i commenti o le e-mail ed è capitato a una marea di persone in giro per la rete, capita che webmaster completamente in buona fede si vedano annullati i propri contratti senza giustificazione. Copio/incollo un caso abbastanza emblematico. Ci scrive Antonello:

“Sono il proprietario del sito www.stivalebucato.it, un sito di satira tirato su insieme ad alcuni amici con tanta fatica. Ovviamente lo facciamo per hobby, ma quei pochi soldini che arrivavano dalla pubblicità di Google ci facevano comodo. Un giorno, durante un aggiornamento, il sito si vedeva male ed era disallineato, e così abbiamo dovuto fare numerosi refresh. Qualche giorno dopo Google ci ha scritto dicendo - senza voler sapere ragione, anche dopo numerose lettere di protesta e spiegazioni - che il nostro account era stato disabilitato. Ovviamente abbiamo perso tutti i soldi accumulati fino a quel momento e ora non guadagnamo praticamente più niente. Un problema tecnico (e non una frode) che ci è costata moltissimo”.


Questo - dicevamo - è solo uno dei tanti esempi. Dunque credo che sia arrivato il momento di trovare un metodo di selezione dei click validi/invalidi più sicuro e funzionale. Assurdo che una società democratica e “progressista” come Google si autodefinisce sia costretta, suo malgrado immaginiamo, a dover fare “la parte del cattivo” nei confronti dei propri utenti.

Il virus anzianotto che attacca Vista






Forse, chi lo sa, un virus che “si risveglia” dal lungo letargo potrebbe essere l’incubo di ogni programmatore di antivirus. A parte gli scherzi sta succedendo davvero. Nome in codice Stoned.Angelina, il virus, nato 13 anni fa e scomparso da cinque, potrebbe ora infettare oltre 100mila computer.

Il virus, in particolare, ha colpito i boot sectors di numerose macchine (tra i 10 e i 100mila laptop) messe in commercio dall’azienda tedesca Medion.

Angelina, che attacca anche i sistemi Vista, non è molto dannoso e si può rimuovere con un tool messo a disposizione dalla BullGuard antivirus.