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mercoledì 10 ottobre 2007

E la Cina ora blocca anche i Feed Rss






Sappiamo tutti benissimo che la libertà di espressione e di informazione in terra cinese è spesso un miraggio, così come sono note a tutti le vicende di bloggers arrestati e di siti Web occidentali oscurati. Adesso arriva la notizia che, oltre a numerosi siti, sono stati bloccati anche i Feed Rss.

Generalmente, fino a qualche tempo fa i feed potevano essere scaricati liberamente da ogni cittadino (il che dava a tutti la possibilità di informarsi anche senza visitare direttamente un sito “vietato”). Qualche giorno fa è stato bloccato Feedburner, poi via via moltissimi altri feed.

Non è bloccato per il momento il Feed di Geekissimo, ma sono invece bloccati moltissimi Feed di siti occidentali, soprattutto statunitensi. E si tratta di siti che nemmeno trattano argomenti di politica e religione. Incredibile che ancora avvengano cose del genere in un Paese, la Cina, in cui il numero di abbonati a internet si appresta a sorpassare, entro 18 mesi, quello degli statunitensi.

La Cina, come tutti sappiamo, sta diventando una delle principali potenze economiche, con una crescita inarrestabile dell’industria e del commercio. Davvero in controtendenza, dunque, la scelta di continuare a bloccare molti siti internet, che in questo modo creano potenzialmente anche gli affari di tanti commercianti.

martedì 25 settembre 2007

Cina: "Siamo vittime - non responsabili - della pirateria"






La Cina è diventata uno dei bersagli preferiti per gli attacchi informatici, e negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare numerosi e insistenti tentativi di intrusione da parte di hacker di paesi occidentali. Lo ha detto un ricercatore militare della repubblica cinese.

La Cina, ha aggiunto l’esperto, “sta fronteggiando una situazione più grave in termini di sicurezza rispetto a molti altri paesi”. Dunque, da responsabile di molti attacchi (così come più volte segnalato da numerosi governi occidentali) la Cina invece si ritiene vittima.

Il paese della Grande Muraglia ha sempre respinto vivamente le recenti notizie secondo le quali hacker cinesi sarebbero penetrati nei sistemi del Pentagono, nella cancelleria e in altri ministeri del governo tedesco e del ministero degli Esteri della Gran Bretagna.

mercoledì 11 luglio 2007

Troppe teen-ager in dolce attesa? Colpa di internet






Sempre più ragazze molto giovani in dolce attesa? "È colpa di internet". Almeno secondo il governo cinese. Non a caso, secondo una ricerca, la metà delle teen-ager residenti a Shangai e rimaste incinte avrebbero conosciuto il proprio partner grazie a internet.

L'indagine, molto curiosa ma che fa riflettere, è stata commissionata da un'associazione che sostiene le ragazze in dolce attesa. Singolare che questo fenomeno si verifichi più che mai in un paese, la Cina, dove il controllo delle nascite e quello di internet sono molto stretti.

"Molti neo-papà non sono contenti di sapere che la propria partner aspetta un bambino - ha dichiarato Zhang Zhengrong, uno dei responsabili dell'associazione - e addirittura molto spesso ammettono di non sapere nemmeno nome della ragazza". Zhang, in particolare, critica molto l'attuale situazione, in cui per colpa della rete i giovani vengono sempre più a contatto con siti per adulti e si appella a genitori, educatori e istituzioni affinché prestino più attenzione all'educazioone sessuale.

Secondo l'inchiesta, infatti, solo il 7,9 per cento degli intervistati ha ricevuto un'educazione sessuale da parte dei genitori mentre quasi l'ottanta per cento ha dichiarato che tutto quello che sa sul sesso lo deve a internet. È finita, dunque, l'era in cui si sbirciavano di nascosto, nel bagno della scuola, le riviste per adulti dei fratelli maggiori?

sabato 9 giugno 2007

Amnesty: "Il 'virus' della censura si allarga a macchia d'olio"






Nuovo attacco contro la censura in internet da parte di Amnesty International. Ieri, durante una conferenza stampa in Inghilterra dal titolo "Some people think the internet is a bad thing: the struggle for freedom of expression in Cyberspace" (trad: alcuni pensano che la rete internet sia dannosa: la lotta per la libertà di espressione nel cyberspazio), l'Associazione ha puntato il dito contro la crescita sempre maggiore dei filtri ai contenuti del web da parte di enti governativi condotta in venticinque paesi del mondo.

"Il virus della censura in rete si sta allargando - hanno detto - e il modello cinese di un'internet che permette la crescita economica ma non la libertà di parola, sta prendendo piede espandendosi a numerosi altri paesi". Il gruppo ha anche attaccato grandi aziende come Yahoo!, Microsoft e Google per aver contribuito ad allargare la censura collaborando con i governi nazionali.

Si tratta dell'ennesimo attacco, da parte di Amnesty, a questo brutto fenomeno. Riusciranno, prima o poi, a far sentire la propria voce?

sabato 28 aprile 2007

Anche MySpace sbarca in Cina






E così anche MySpace, una delle più grandi community virtuali del mondo, è riuscita a sbarcare in Cina. La notizia arriva dopo mesi di rumors e speculazioni intorno ai piani della società controllata da Murdoch, che ha annunciato ufficialmente di entrare nel web cinese, andando così a solleticare i 137 milioni di utenti internet all'ombra della Grande Muraglia.

Ma come hanno fatto i "furbacchioni" di News Corp. ad ottenere una licenza dal governo cinese? Semplice: MySpace China si presenta come una "compagnia locale" nella quale News Corp. di Murdoch è solo uno degli investitori.

"Il nostro team di Pechino - ha spiegato Luo Chuan, un passato alla Microsoft e ora Ceo di MySpace China - ha la possibilità di prendere decisioni su qualsiasi cosa, dai modelli operativi alle piattaforme tecnologiche alle strategie per il prodotto. Siamo uguali a tutte le altre multinazionali".

MySpace China, dunque, nasce con un forte personalizzazione e identità locale: una scelta vincente, considerando le tante compagnie che cercano di entrare in Cina e sono poi costrette a rinunciare.

mercoledì 7 marzo 2007

Il tuo sito è bloccato in Cina?







La Cina, come molti di voi sapranno, filtra tutti i siti internet affinché i propri utenti non vengano a contatto con blog o siti che trattano argomenti anche lontanamente contrari a quelli appoggiati dal regime. Un fenomeno, quello della della censura su internet, che dal 1990 è cresciuto sempre di più parallelamente al controllo di tutti i mezzi di comunicazione. Per fare filtrare tutti i siti, il governo di Pechino si affida a numerosi funzionari governativi che scandagliano il web andando così a costituire uno dei firewall più potenti esistenti.

Leggo oggi che esiste un sito, Great Firewall of China, che permette di vedere se un sito è visibile o no da Pechino e dintorni. Abbiamo fatto alcune prove, e risulta, ad esempio, che Downloadblog è visibile mentre Wikipedia no, la Cnn no mentre Google sì.

La Cina, come molti di voi sapranno, filtra tutti i siti internet affinché i propri utenti non vengano a contatto con blog o siti che trattano argomenti anche lontanamente contrari a quelli appoggiati dal regime. Un fenomeno, quello della della censura su internet, che dal 1990 è cresciuto sempre di più parallelamente al controllo di tutti i mezzi di comunicazione. Per fare filtrare tutti i siti, il governo di Pechino si affida a numerosi funzionari governativi che scandagliano il web andando così a costituire uno dei firewall più potenti esistenti.

Leggo oggi che esiste un sito, Great Firewall of China, che permette di vedere se un sito è visibile o no da Pechino e dintorni. Abbiamo fatto alcune prove, e risulta, ad esempio, che Downloadblog è visibile mentre Wikipedia no, la Cnn no mentre Google sì.

Il funzionamento del sito è semplice: una volta inserita la Url della quale vogliamo informazioni, il server si collega con un altro server in Cina che prova ad aprire quella Url. Dopodiché ci dà, dopo una ventina di secondi, i risultati. E il vostro sito preferito? È libero o bloccato?