giovedì 31 agosto 2006

E l'ultima pioggia d'agosto mette in ginocchio la Puglia


da REPUBBLICA BARI - pag. VI

Raffiche di vento hanno flagellato tutta la regione. Mobilitate le capitanerie

di DANIELE SEMERARO


Piogge e forte vento hanno caratterizzato la penultima giornata di agosto in Puglia, con problemi per la circolazione stradale e la navigazione. Le raffiche di vento, che nelle zone di Acquaviva delle Fonti, Putignano, Sammichele e Gioia del Colle hanno raggiunto velocità di 80 chilometri orari, sono state causate, spiegano gli esperti del servizio meteorologico, «da aria calda di libeccio che sollevandosi in maniera repentina a tratti ha causato vere e proprie trombe d´aria». A Bari i vigili urbani e i vigili del fuoco hanno ricevuto moltissime segnalazioni di pannelli pubblicitari caduti, tende da sole pericolanti e vasi di fiori in bilico sui balconi. In alcuni casi è stato necessario intervenire con le autoscale. All´aeroporto di Palese alcuni viaggiatori hanno segnalato atterraggi più bruschi del solito, ma tutto è avvenuto in sicurezza. Velivoli fermi, invece, all´Aeroclub.

Tanti i tamponamenti sulle strade dovuti al terreno bagnato, nessuno grave, mentre gli operai dell´Anas sono intervenuti per rimuovere numerosi alberi caduti e rami sporgenti in particolare sulla statale 90 nella zona di Foggia, sulla 100 a Sammichele e sulla 96 in località Mellitto. I problemi maggiori però sono stati causati dal mare molto mosso. A Bari due ragazzi, partiti con un gommone dalla spiaggia di Pane e pomodoro, allontanatisi dalla riva sono rimasti bloccati sulla barriera frangiflutti. Sono stati tratti in salvo dai militari della capitaneria di porto dopo un´operazione molto difficile a causa delle forti raffiche di vento. Nonostante la pioggia non è scattato il divieto di balneazione sulla spiaggia barese.

Problemi anche a Brindisi, dove due motovedette hanno riportato a riva le tre persone a bordo di una nave da diporto, la Barbarossa, incagliata sulla costa nella zona di Torre Cavallo. A Torre Suda, vicino a Gallipoli, soccorsi due ragazzi di 14 e 15 anni che a causa dello choc e delle abrasioni dovute agli sfregamenti contro gli scogli sono stati portati in ospedale.

A Monopoli due diciottenni sono stati portati in salvo dai militari della capitaneria; a bordo di due canoe non riuscivano a tornare a riva a causa del forte vento. Sempre a Monopoli sono state salvate altre quattro persone: la loro imbarcazione aveva una vela rotta e il motore in avaria. Bloccati i collegamenti fra Termoli e le isole Tremiti. Fermi anche molti pescherecci.

mercoledì 30 agosto 2006

Adesso rubano anche gli scogli


da REPUBBLICA BARI - pag. X

Ladri al lavoro di notte sulla costa pugliese: le rocce vendute per ornare ville e fontane di lusso
Non solo trulli e ulivi. Losappio: "Siamo all´emergenza". Ieri sventato il furto di un pinnacolo a Cisternino

di DANIELE SEMERARO


Portare via un pezzo di Puglia e riprodurlo nella propria villa in Veneto o a Beverly Hills? Basta pagare qualche migliaia di euro per avere un trullo, un terreno con ulivi secolari o il giardino di casa arricchito da chianche della Murgia e delimitato da muretti a secco. Il problema, difficile da estirpare, è in aumento, come dimostrano gli ultimi due casi su cui stanno indagando le autorità impegnate nella tutela del territorio: il furto di scogli e quello dei pinnacoli dei trulli.

Ultimo nato tra gli espropri illegali di territorio è proprio quello degli scogli. Un´attività che avviene soprattutto durante il periodo invernale da Torre a Mare e Polignano fino a Brindisi e al Salento. Nottetempo, scogli millenari con un diametro di circa un metro e mezzo per 30 chili di peso vengono sollevati da esperti del luogo con piccole palanche e poi caricati su grossi camion. Andranno ad arricchire piscine e fontane delle ville di lusso.

Ieri, invece, l´ultimo caso di danneggiamento ai danni di un trullo. I carabinieri di Fasano hanno arrestato un uomo che in pieno giorno si era arrampicato su un trullo disabitato a Cisternino per smontarne e rubare il pinnacolo. Questo, poi, sarebbe stato rimontato su un´altra costruzione a pochi chilometri di distanza. «L´uomo - dice il tenente Filippo Vanni, dei carabinieri di Fasano - è stato denunciato per furto pluriaggravato e rischia fino a un anno e mezzo di reclusione, anche se, essendo incensurato, la sua pena sarà sospesa per condizionale».

Il sospetto degli investigatori è che tra i ladri di territorio si nasconda la criminalità organizzata. Ormai, oltre a ulivi, pietre dei trulli e muretti a secco, i predoni sono arrivati a rubare edicole votive, tegole, lastre di pietra dei cimiteri e tutto ciò che trovano, di notte, nelle antiche masserie. «Qui da noi sparisce davvero di tutto - spiega l´assessore regionale all´Ambiente, Michele Losappio - perché dal punto di vista paesaggistico e architettonico siamo ricchissimi. Basti pensare che abbiamo avuto numerose dominazioni: greci, romani, angioini, aragonesi, svevi. Purtroppo le normative a difesa del territorio ci sono: il problema è controllarlo». Per adesso, conclude Losappio, «stiamo combattendo l´espianto di ulivi secolari. Proprio domani arriverà in giunta la prima legge italiana che andrà a tutelare cinque dei 25 milioni di ulivi presenti in tutta la Puglia. Per capire l´emergenza, basti pensare che per ogni scoglio rimosso ci sono cento ulivi rubati»

lunedì 28 agosto 2006

Scuola, l'odissea dei precari


da REPUBBLICA BARI - pag. IV

Ieri convocati in 349 per coprire i vuoti degli insegnanti di sostegno nelle medie
Il Csa: "Lavoriamo anche di sabato per garantire un inizio d' anno con tutti i prof"
In centinaia al "Panetti" per contendersi le supplenze: "Con i bar chiusi e nemmeno una macchinetta per il caffè"

di DANIELE SEMERARO


È un sabato di fine agosto e via Re David, solitamente deserta d' estate, è affollata da centinaia di persone. Non si tratta di studenti, ma dei docenti non di ruolo che attendono le nomine per l' anno scolastico 2006-2007. Istituto tecnico industriale "Panetti", ore 9: è qui che il Centro servizi amministrativi (l' ex Provveditorato) ha deciso di convocare i 349 professori idonei a ricoprire il ruolo di docente di sostegno alle scuole medie (236 le cattedre a disposizione). In coda ci sono circa 500 persone e, come ogni anno, non sono mancati i momenti di tensione.

Le nomine quest' anno si svolgono anche di sabato, per snellire le operazioni e cercare di finire in tempo utile per l' inizio della scuola. Il Csa il 24 agosto scorso ha reso noto il calendario per le nomine dei docenti abilitati, che si basa su una graduatoria provinciale permanente. Risultato? Mai come quest' anno le scuole saranno piene di supplenti: lo scorso anno sono andati in pensione molti tra docenti e presidi (in tutta Italia oltre trentamila) e le nomine per i prof di ruolo sono state pochissime (in Puglia sono 1400, una briciola rispetto ai posti vacanti).

Ieri docenti giovani e meno giovani (tra di loro anche mamme con bambini) hanno assediato il cortile e l' atrio del "Panetti", con la situazione che è andata migliorando solo nel pomeriggio, anche se il caldo e la completa assenza di bar aperti in zona hanno surriscaldato gli animi anche dei più pazienti. Stanchi ma anche carichi di speranza, in molti cercavano di farsi coraggio: «A te com' è andata?», chiede una ragazza in attesa da ore. «Tutto sommato bene - racconta un docente appena nominato - mi mandano a Gravina, non è molto distante da casa mia». Domanda che si ripeteva sistematicamente per ogni persona uscita dalla famigerata porta, al di là della quale lavoravano (a mano, di computer neanche l' ombra) sei addetti del Csa.

«Si tratta di operazioni urgenti - spiega il provveditore agli studi, Fabio Scrimitore - e per questo lavoriamo anche di sabato. Posso rassicurare che per l' inizio dell' anno scolastico ce la faremo, abbiamo diluito tutte le operazioni in tre giorni, ma se dovesse servire le prolungheremo anche nei giorni successivi».

Abbastanza soddisfatti i sindacati: «Abbiamo apprezzato molto la precisione con cui vengono fatte le nomine», spiega Maddalena Gissi, segretario generale della Cisl scuola di Bari. E Domenico Mileo, segretario generale di Flc-Cgil di Bari, aggiunge: «Bisogna riconoscere l' importante lavoro che sta facendo il Provveditorato». Poi, però, arrivano le critiche: «Purtroppo - spiega Gissi - sta emergendo quello che temevamo: i posti sono aggiornati al 15 luglio, e abbiamo già segnalazioni di istituti che avranno cattedre scoperte. Certamente per l' inizio dell' anno mancheranno molti docenti». «Quella dei precari è una situazione molto grave - aggiunge Mileo - Se ci fossero immissioni in ruolo su tutti i posti liberi avremmo certezze maggiori. Così, invece, con un' alta percentuale di supplenti, ogni anno tanti studenti, soprattutto i portatori di handicap, dovranno cambiare insegnanti».

venerdì 25 agosto 2006

Introna: è come una guerra. "Sicurezza, più investimenti"


da REPUBBLICA BARI - pag. II

Idv chiede una task force regionale. Fratoianni: situazione drammatica

di DANIELE SEMERARO


«In tempo di pace non si può rimanere inermi di fronte a quella che assomiglia a una vera e propria guerra non dichiarata». Non ha dubbi l´assessore regionale Onofrio Introna, che in questi giorni sostituisce il presidente Vendola: «L´Ilva deve cominciare ad investire una parte rilevante degli ingenti utili in nuovi impianti di sicurezza e tutela ambientale». La Regione, poi, interverrà perché s´inneschi «un processo che porti ad interventi sia nell´ambito delle relazioni industriali che nei processi produttivi, perché andare a lavoro non sia più come andare in guerra.

Per Nicola Fratoianni, segretario regionale di Rifondazione, la situazione è ormai «drammatica». «Dobbiamo intervenire - spiega - per invertire questa tragica tendenza agli incidenti: si modifichino i rapporti della Regione con l´azienda, se questa non è in grado di fare la sua parte in termini di sicurezza». Per Fratoianni, inoltre, il silenzio del gruppo Riva, proprietario dell´Ilva, è emblematico: «Probabilmente si trovano in un momento di difficoltà: l´Ilva non ha garanzie di sicurezza per i lavoratori». Pierfelice Zazzera, coordinatore regionale di Italia dei Valori, propone invece «una task force regionale, con il compito di verificare le strutture e di suggerire nuovi strumenti per arginare il fenomeno preoccupante delle morti bianche».

Dure critiche alla gestione dell´Ilva arrivano, poi, dai Comunisti Italiani: «L´ultimo omicidio sul lavoro - spiegano dalla federazione di Taranto - deve rappresentare il momento della rottura istituzionale e politica con questa proprietà. Consentire ad Ilva di continuare ad organizzare il lavoro in modo bestiale e ad usare come ostaggi i lavoratori e la loro vita non può essere più consentito».

Per Michele Tucci dell´Udc «il problema deve essere affrontato a livello centrale. Per questo - spiega - sto preparando un´interrogazione parlamentare, perché «a livello regionale né le istituzioni né le organizzazioni sindacali sono state in grado d´intervenire. Per Pietro Lospinuso, presidente di Alleanza nazionale a Taranto, «un´azienda come l´Ilva è importantissima, ma bisogna certamente coniugare le ragioni dello sviluppo con quelle della sicurezza».

Una voce fuori dal coro arriva da Pietro Franzoso, coordinatore di Forza Italia per la provincia di Taranto: «Non bisogna dimenticare - spiega - che all´Ilva si lavora con macchine e strutture complesse. Proprio per questo motivo bisogna evitare ogni tipo di distrazione, soprattutto tra le nuove generazioni di lavoratori, che conoscono meno l´impianto».

giovedì 24 agosto 2006

La Fiera è ancora un cantiere. "Ma per Prodi sarà tutto pronto"


da REPUBBLICA BARI - pag. IX

Il premier ha confermato la presenza all´inaugurazione, il 14 ci sarà Napolitano
Edizione numero 70: orario continuato dalle 8,30 alle 21,30 Il biglietto costerà 6,50 euro

di DANIELE SEMERARO


I visitatori? «Di sicuro non avranno il tempo per annoiarsi». Non ha dubbi il segretario generale della Fiera del Levante, Gianni Tursi. A poco più di quindici giorni dall´inizio dell´esposizione, che si aprirà ufficialmente il 9 settembre, la macchina organizzativa sta lavorando a pieno ritmo. Attualmente l´area destinata alla Fiera (300mila metri quadrati tra padiglioni e aree all´aperto) è ancora piena di polvere e calcinacci, ma gli addetti rassicurano: finiremo in tempo per l´apertura.

La settantesima edizione punta a rappresentare sia la regione Puglia, sia l´estero e i Paesi del Mediterraneo, con un occhio di riguardo ai Balcani. Le due giornate clou della manifestazione saranno sicuramente l´inaugurazione, sabato 9, alla presenza del presidente del Consiglio Romano Prodi, e la visita il 14 settembre del presidente della Repubblica. «La presenza di Napolitano - spiega Tursi - ci onora molto, perché durante la sua prima visita ufficiale, che avverrà a Bari, ci ha chiesto espressamente di poter visitare la Fiera». Come ogni anno la presenza dei personaggi politici sarà un punto importante della manifestazione, in un momento in cui, dopo la pausa estiva, riparte il confronto politico ed economico. Per adesso hanno dato la propria disponibilità a partecipare, oltre che il vicepresidente del Consiglio D´Alema, il ministro delle Infrastrutture Di Pietro, quello dell´Economia Padoa Schioppa e quello delle Politiche agricole, De Castro. Confermata la presenza anche del primo ministro albanese Berisha.

«Di anno in anno - aggiunge Tursi - stiamo cercando di rivolgerci sempre più al consumatore finale, pur curando gli aspetti della vendita business e della valorizzazione del prodotto». In particolare, quest´anno la Fiera guarderà al settore agroalimentare e ai prodotti della Puglia. Nel padiglione 4 saranno allestite la mostra in anteprima nazionale dedicata al famoso architetto Saarinen e una grande esposizione sul lusso, dall´arredamento della casa agli hotel all´illuminotecnica.

Per quanto riguarda i servizi per i visitatori, gli operai sono al lavoro per migliorare la viabilità, con il rifacimento del manto stradale, e stanno installando sistemi di aria condizionata in alcuni padiglioni che ne erano privi. Migliorie anche per la rete idrica, la fogna e la sicurezza antincendio.

L´esposizione, che chiuderà il 17 settembre, sarà aperta con orario continuato dalle 8.30 alle 21.30 (il giorno dell´inaugurazione aprirà alle 15.30). I biglietti costano 6,50 euro, ma sono previste molte agevolazioni. Tra queste viene confermata quella dell´anno scorso: chi arriva in bicicletta non paga. La Rai come ogni anno seguirà in diretta la cerimonia di apertura e manderà in onda anche un filmato inedito sulla storia della Fiera.

martedì 22 agosto 2006

"Aiuto papà, mi vuole portare via". E il rapitore rischia il linciaggio


da REPUBBLICA BARI - pag. V

Un rumeno di 52 anni è stato bloccato, un altro è riuscito a fuggire. Rabbia e paura nel Foggiano

di DANIELE SEMERARO


FOGGIA - «Siamo esasperati, temo una reazione della città». A lanciare l´allarme è Alcide Di Pumpo, sindaco di Torremaggiore, paese di 17mila abitanti a pochi chilometri da San Severo, nel Foggiano. Domenica sera l´ultima di una lunga serie d´aggressioni da parte di cittadini extracomunitari. Questa volta a farne le spese è stata una bambina di sei anni, inabile per certi aspetti perché da piccolina aveva subito una delicata operazione. Due uomini, un ragazzo giovane (che si è dato alla fuga) e un rumeno di 52 anni, Ion Nita, hanno cercato di rapirla molto probabilmente per abusarne sessualmente. Solo l´intervento del padre della bimba e di un carabiniere hanno evitato il peggio, mentre già amici e parenti, attirati dalle urla, erano scesi in strada per farsi giustizia da soli.

C´è dunque preoccupazione in città, la cui maggiore attività economica è la produzione di vino, olio e pomodori e dove ogni estate le campagne si riempiono di cittadini stranieri in cerca di lavoro. «Ne arrivano circa quattromila ogni anno - racconta il sindaco - e credo che noi siamo persone ospitali, che cerchiamo di integrarli nella nostra società e gli offriamo un´occupazione. Loro però devono rispettare le regole e sapersi integrare. Se non le rispettano che vadano via. La cittadinanza - continua - non può più subire il perdurare di situazioni di questo genere, perché l´episodio di domenica è solo l´ultimo di una lunga serie. La situazione è grave, ci sentiamo abbandonati dalle forze dell´ordine». Poi conclude: «Sono mortificato e lancio un appello: aiutateci a tenere sotto controllo la situazione».

La preoccupazione maggiore arriva soprattutto, e anche questo caso lo dimostra, dalla grande quantità di birra e superalcolici che gira tra gli stranieri, e che li porta a compiere, in stato di ebbrezza, atti che vanno dal furto all´aggressione personale. «Abbiamo paura - racconta un ragazzo - anche perché agiscono sempre in gruppo, e fronteggiarli non è facile».

Una persona che ha sempre cercato di aiutare gli stranieri presenti nella zona è il parroco di San Nicola e della Chiesa dello Spirito Santo, don Giuseppe Ciavarella: «Il tentato rapimento fa riflettere parecchio, in una realtà, come quella di Torremaggiore, che purtroppo non è nuova a episodi incresciosi di questo genere. La presenza del "diverso" è molto sentita all´interno della comunità, ma come ripeto sempre non è una presenza negativa, c´è anche e soprattutto del positivo. Purtroppo gli episodi negativi come questo - continua - esistono dappertutto, e sono compiuti sia da extracomunitari che da italiani che dagli abitanti di Torremaggiore».

Una convivenza, però, che come conferma il parroco non è sempre pacifica, e a volte può portare anche all´esasperazione: «C´è chi stima e rispetta queste persone - aggiunge - ma c´è anche chi non le vede di buon occhio perché ha subito furti o reati più gravi. L´anno scorso, solo per fare un esempio, proprio nella mia parrocchia c´è stato un omicidio, conseguenza proprio di un´esagerazione nel bere».

Sul tentato rapimento è intervenuto ieri anche il presidente dell´Osservatorio per i diritti dei Minori, Antonio Marziale, che ha lodato il lavoro svolto dai carabinieri e dalle forze di polizia in genere, ma ha accusato la legislazione europea di «lacune nell´attività di controllo dei fenomeni criminali che la libertà di circolazione comporta». «Per questo - aggiunge - sarebbe auspicabile ripristinare i controlli doganali, che non significa impedire lo sviluppo della democrazia europea, bensì favorirlo nel pieno rispetto delle regole e delle norme di sicurezza».

Cerca di rapire bimba di sei anni, carabiniere lo salva dal linciaggio


da REPUBBLICA NAZIONALE - pag. 23

Foggia, arrestato un rumeno. Era con un complice che è riuscito a fuggire. Il movente: abusi sessuali
Il primo a intervenire è stato il padre dopo aver sentito la figlia gridare

di DANIELE SEMERARO


FOGGIA - Si è chiuso in un «mutismo ermetico», così raccontano i carabinieri, il cittadino rumeno che nella serata di domenica ha cercato di rapire una bimba di sei anni che giocava nel cortile della sua casa di Torremaggiore, piccolo centro agricolo del foggiano, 7 chilometri ad ovest di San Severo.

Erano da poco passate le 23 quando il papà della bambina è uscito di casa, come ogni sera, per prendere una boccata d´aria e fare il giro dell´isolato con la macchina. Una consuetudine, soprattutto nelle sere d´estate, quando la zona è isolata e tra i vicini ci si dà una mano per controllare che non ci siano movimenti sospetti. Durante la perlustrazione in auto l´uomo, un bracciante agricolo di 30 anni, attraverso i finestrini aperti ha sentito in lontananza le urla della figlia. Immediatamente ha fatto dietrofront e si è diretto a tutta velocità verso casa, dove ha visto che due uomini stavano cercando di portare via la bambina. Subito è uscito dalla macchina e si è scaraventato verso il più giovane, che gli era corso incontro per non farlo avvicinare. Il ragazzo, spaventato, è scappato a piedi e di lui si sono perse le tracce.

Proprio in quel momento passava, per caso, un brigadiere dei carabinieri, Fausto Fuscatelli, che si stava dirigendo in caserma per prendere servizio. Il militare, che conosceva di vista la famiglia, ha lasciato la macchina in mezzo alla strada ed è accorso verso il cortile, dove, insieme al padre della bambina, è riuscito a fermare l´aggressore, mettendogli le manette ai polsi. Il tutto si è consumato in pochi minuti. Sentendo le urla, parenti e conoscenti della zona sono accorsi in strada e solo grazie all´intervento del carabiniere l´aggressore, Ion Nita, 52 anni, rumeno, è riuscito a salvarsi dal sicuro linciaggio.

Sui motivi del tentato rapimento c´è ancora il massimo riserbo, anche se è chiaro che lo scopo non era quello di ottenere un risarcimento in denaro: il padre della bambina, infatti, è un bracciante agricolo e non dispone di elevate risorse economiche. La pista che va per la maggiore, invece, è quella del rapimento a scopo sessuale: il rumeno, che si trovava in stato di ebbrezza, stordito dai fumi dell´alcol potrebbe essere stato attratto dalla bambina.

Condotto in caserma per gli accertamenti, Nita si è chiuso in un profondo silenzio e non ha voluto riferire né i motivi del suo gesto né le sue generalità (è privo di documenti e di permesso di soggiorno e i militari sono riusciti a risalire al suo nome soltanto grazie a una segnalazione fotografica effettuata alcuni mesi fa alla frontiera). Adesso si trova nel carcere di Foggia in attesa di giudizio. L´altro ragazzo, invece, ha fatto perdere le tracce di sé e le ricerche sono ancora in corso.

Sotto choc i familiari, mentre la bambina, che da piccola aveva subito un delicato intervento chirurgico che la rende per il momento ancora inabile per certi aspetti, sembra non essersi accorta di quello che stava realmente accadendo.

lunedì 21 agosto 2006

Il movimento insiste: NO alle autorizzazioni


da REPUBBLICA BARI - pag. V

Le associazioni apprezzano le aperture però non cambiano idea
"C' è una violazione di legge per la mancata valutazione d'impatto ambientale" contrari

di DANIELE SEMERARO


«APPREZZIAMO l' apertura del governo ma chiediamo attenzione e risolutezza». è quanto si legge in una nota che il Movimento che si oppone alla realizzazione del rigassificatore della British Gas al porto di Brindisi (tra cui figurano, tra gli altri, Italia Nostra, Legambiente, Wwf e Coldiretti) ha inviato al presidente del Consiglio, Prodi, e ai ministri delle Attività produttive, dell' Ambiente e delle Infrastrutture. Destinatari della lettera anche il presidente della Regione Puglia, Vendola, quello della provincia di Brindisi, Errico, e il sindaco del capoluogo, Mennitti. Motivo: ritirare immediatamente il provvedimento autorizzativo sull' impianto, dopo averlo sottoposto a un' ampia e complessiva analisi che riscontrasse «tutti i profili sia di illegittimità, alcuni dei quali oggi all' esame della magistratura penale, e sia di merito, per la contrarietà del progetto all' interesse pubblico, partendo proprio dal giudizio che di questo interesse hanno ripetutamente dato gli enti locali e la regione Puglia».

Secondo il Movimento, ci troviamo di fronte a una «violazione di legge costituita dalla mancata effettuazione di un' appropriata valutazione d' impatto ambientale, richiesta per la massiccia invasività dell' opera», come dimostrano anche il «vasto dissenso popolare» e le numerose manifestazioni. «Ci sono anche - si legge - i possibili risvolti di specifiche inchieste penali aperte sulla questione del rigassificatore dalla locale Procura della Repubblica con avvisi di garanzia, perquisizioni e sequestri», nonché «avvenimenti di netta discontinuità politica e amministrativa», che giustificano la «rimozione del provvedimento autorizzativo per ragioni di legittimità e merito».

I movimenti ricordano poi «gli impegni pubblicamente assunti prima e durante la campagna elettorale per le elezioni politiche dai maggiori esponenti del centrosinistra». Chiaro il riferimento a Bertinotti, D' Alema e Prodi, che a novembre in un discorso aveva considerato «indispensabili» le indicazioni e gli orientamenti delle comunità locali «quando ci sono in gioco scelte importanti e a rilevante impatto ambientale».

Arresto nel rione, la folla insorge


da REPUBBLICA NAZIONALE - pag. 23

A Foggia, i carabinieri hanno fermato un presunto spacciatore

di DANIELE SEMERARO


FOGGIA - Sono scesi in strada in 150, tra uomini, donne e bambini, per evitare l' arresto di un presunto spacciatore di droga evaso dagli arresti domiciliari. è accaduto a Foggia, a Borgo Mezzanone, quartiere popolare alla periferia est della città, dove gli stessi carabinieri hanno ammesso di aver vissuto «momenti di forte tensione». «Quotidianamente - racconta Alessandro Punzi, comandante provinciale dei Carabinieri di Foggia - effettuiamo, nell' ambito di un' operazione chiamata "Icaro", controlli delle persone soggette a misure alternative alla detenzione per verificare che rimangano in casa». Venerdì, spiega Punzi, intorno alle 21 due militari hanno notato che Francesco Roma, 20 anni, condannato agli arresti domiciliari, stava parlando fuori dalla propria abitazione con alcune persone. Alla vista dei carabinieri, pensando di non essere stato riconosciuto, si è rintanato in casa.

I militari, però, lo hanno seguito e hanno cercato di arrestarlo. Anche se solo ventenne Roma era conosciuto dalle forze dell' ordine: si tratterebbe, infatti, di un promettente rampollo della criminalità cittadina. Mentre i militari lo ammanettavano, all' esterno dell' abitazione si è radunata una piccola folla di amici e parenti: «Così lo rovinate, è un bravo ragazzo, lasciatelo in pace», urlavano. Subito, a sirene spiegate, sono arrivate altre sei pattuglie dell' Arma e due della Polizia, ed è cominciata quella che è stata definita una «lunga ed estenuante mediazione», che ha convinto la gente ad allontanarsi. Solo così le forze dell' ordine sono riuscite ad evitare il peggio e hanno potuto lasciare la zona, portando con sé il giovane.

sabato 19 agosto 2006

I dati choc di Taranto infortuni +30% in un anno


da REPUBBLICA BARI - pag. V

L´Inail: anche a Bari aumento del 5 per cento. Brindisi: -7 per cento
Il direttore Violante: "Sulla prevenzione c´è bisogno di una rete tra tutti i soggetti"

di DANIELE SEMERARO


«Come ogni volta che accadono tragedie del genere rimaniamo senza parole». Non usa mezzi termini Alfredo Violante, direttore dell´Inail per la Puglia, nell´apprendere la notizia dei due operai morti a Monopoli e commentando gli ultimi dati disponibili, che vedono la provincia di Taranto protagonista di un tragico record: rispetto allo stesso mese del 2005, gli incidenti sul lavoro denunciati a luglio sono aumentati di oltre il trenta per cento. «Mai come ora - continua Violante - c´è bisogno di una forte rete di tutti i soggetti che si occupano di prevenzione e sicurezza sul lavoro perché abbiamo bisogno di ottenere risultati significativi».
Alla preoccupazione si aggiunge poi quella che ormai può essere definita un´emergenza, e cioè il comportamento delle ditte appaltatrici.

I due operai, infatti, lavoravano in una ditta esterna alla quale erano stati affidati lavori generici e di manutenzione: «Questa è una tematica - spiega Violante - di cui si dovrebbe parlare di più. Per vincere gli appalti molto spesso le ditte che partecipano alle gare cercano di abbassare il più possibile il proprio prezzo, in modo tale da battere la concorrenza. Il problema vero, però, è che nell´abbassare i prezzi si abbassano automaticamente anche gli standard di sicurezza. Ne sono un esempio molti degli avvenimenti accaduti all´Ilva negli ultimi anni».

In Puglia gli incidenti sul lavoro sono ormai all´ordine del giorno, e se ne contano, prendendo in considerazione quelli più gravi, almeno uno al mese. Stando ai dati forniti dall´Inail, nella regione complessivamente il numero degli infortuni, andando a confrontare i dati di luglio 2006 con quelli dell´anno precedente, rimane stabile. Tra le zone a forte industrializzazione solo a Brindisi si registra una diminuzione: 7,91 per cento rispetto al 2005. A Bari infortuni aumentati di circa il 5 per cento, mentre nella zona di Monopoli, dove è accaduto l´incidente mortale di ieri mattina, c´è un incremento del 9,2 per cento. Il triste primato va però alla provincia di Taranto (dove ha sede l´Ilva): sino a luglio di quest´anno sono stati registrati 4.679 incidenti, a fronte dei 3.566 dello scorso anno, con un aumento record del 31,21 per cento. Numeri che suscitano sdegno e preoccupazione non solo tra le forze politiche e sindacali, ma soprattutto tra i diretti interessati, i lavoratori.

Sindacati compatti. «Giocare così con la vita umana? Non è possibile». È preoccupata Mary Rina, segretario generale della Cisl per la Puglia, secondo cui la Regione dovrebbe assumere come priorità la tutela delle misure di sicurezza, «che nei luoghi di lavoro vengono assolutamente trascurate».

Una situazione che, a detta del segretario della Cgil Puglia, Domenico Pantaleo, peggiora di giorno in giorno: «La vicenda di Monopoli - spiega - è solo l´ultima di una lunga serie. Ci troviamo davanti a un ulteriore segnale che ci deve spingere a intervenire, per garantire norme che consentano ai lavoratori di poter operare in sicurezza. Bisogna smettere - continua - di considerare i lavoratori come merce da sfruttare: c´è bisogno di un´operazione preventiva di vigilanza a tappeto. Spero che si possa aprire un tavolo di discussione con le organizzazioni sindacali e gli imprenditori: non possiamo più assistere a queste morti e continuare a commemorare le vittime».

Allarmato anche il segretario della Uil, Aldo Pugliese: «La nostra regione - denuncia - è il fanalino di coda del Paese per quanto riguarda l´applicazione delle norme di sicurezza sul lavoro. Queste - continua - vengono messe sempre di più al bando perché costano e richiedono un tempo per la realizzazione delle attività superiore al normale. Per questo motivo abbiamo l´obbligo di introdurre nuovi controlli, soprattutto sul sommerso: chissà quanti lavoratori in nero ogni giorno s´infortunano e noi non lo veniamo a sapere».

venerdì 18 agosto 2006

Medicine alla Coop, vendite record. Ma nelle farmacie niente sconti


da REPUBBLICA BARI - pagg. I e IX

Nei primi quattro giorni il corner della salute segna l´1,9% del fatturato dell´ipermercato
In via Quintino Sella un cartello: qui prezzi ribassati

di DANIELE SEMERARO


L´Ipercoop di Santa Caterina a Bari, tra i supermercati che hanno iniziato la commercializzazione dei farmaci di automedicazione e senza obbligo di ricetta, è quello che in Italia sta riscontrando il successo maggiore. Gli sconti, che arrivano anche al 30 per cento del prezzo indicato sulla confezione, fanno gola a centinaia di clienti ogni giorno. Ma c´è anche chi, tra i consumatori, rimane dell´idea che i farmaci si debbano acquistare esclusivamente dal farmacista sotto casa, anche se è difficile resistere agli sconti.

Coop Estense ha reso noto che nei primi giorni di apertura del corner della salute, la vendita dei farmaci al punto vendita di Santa Caterina a Bari ha fruttato circa l´1,9 per cento del fatturato dell´intero punto vendita, più di pasta, farina e riso messi insieme: «Abbiamo rilasciato oltre 1500 scontrini in quattro giorni» spiega Vittorio Varone, direttore dell´ipermercato. «Tra i prodotti più gettonati figurano Maalox, Enterogermina, Tachipirina e Moment, anche se stiamo avendo un riscontro positivo su tutte le 200 specialità che vendiamo. Da sabato scorso, giorno dell´apertura, a fare la fila al banco ci sono sempre moltissime persone, a tutte le ore. Alle farmaciste - aggiunge Varone - abbiamo spiegato che non c´interessa che servano il cliente nel minor tempo possibile, come accade per esempio al banco salumeria, ma che devono prendersi tutto il tempo necessario per dare al cliente le informazioni di cui ha bisogno».

Anche se per adesso non è ancora facile fare stime, i risultati raggiunti si possono tradurre in un guadagno netto di 250-300mila euro l´anno, come conferma Eddy Gambetti, direttore commerciale dei punti vendita Coop Estense: «È vero che in questi giorni vendiamo più farmaci che pasta, ma teniamo a precisare che non abbiamo fatto un´azione propagandistica, ma abbiamo cercato di individuare i bisogni reali delle persone, e quello di pagare di meno i farmaci ci sembra un bisogno reale. Per adesso i consumatori ci stanno premiando, forse perché sono i primi giorni, ma per il futuro non possiamo fare previsioni. La Coop di Santa Caterina - conclude - registra la vendita di medicinali maggiore in Italia, superiore rispetto al Nord, e questo si può spiegare probabilmente con la maggiore attenzione ai prezzi laddove i redditi sono più bassi».

Sul fronte dei farmacisti, facendo un giro per le strade, non del tutto deserte, del centro di Bari, la maggior parte di loro ammette, tra preoccupazione e rassegnazione, di non effettuare sconti «come quelli della Coop». Erminio Sbiroli, farmacista di via Putignani, ad esempio, è fermo sulla sua idea: «Qui non si fanno sconti. Per quelli - spiega, disponibile ma anche un po´ seccato - bisogna andare al supermercato, e insieme al pane e al prosciutto potete comprare anche alcuni medicinali scontati». E allora perché anche le farmacie non applicano sconti o riduzioni? Semplice: «Qui avete il farmacista e la comodità di andare sotto casa. Se volete invece gli sconti - spiega, riferendosi all´Ipercoop di Santa Caterina - dovete prendere la macchina e andare fuori città: conviene?». Stessa situazione in molte altre farmacie, da corso Cavour a via Melo a via De Giosa, ma per Aspirina, Tachipirina o Moment le risposte erano sempre le stesse: il prezzo è quello di listino e gli sconti, quando si applicano, sono riservati ai clienti più affezionati.

A fare qualche riduzione, ad esempio, è la farmacia di Antonio Romita, in via Quintino Sella, che ha esposto un grande cartello con tutti i prezzi ribassati: «Compatibilmente con le esigenze della farmacia - spiega Romita - pratichiamo abitualmente alcuni sconti, tra il 10 e il 20 per cento, su alcuni prodotti senza obbligo di ricetta. Certamente - prosegue - non possiamo arrivare alle riduzioni promesse dalla Coop, perché non possiamo permettercelo».

E i consumatori cosa ne pensano? «Sono curiosa e certamente appena possibile andrò all´ipermercato a fare scorta di quei farmaci che è sempre utile avere in casa», racconta entusiasta la signora Piera. «Non ho la possibilità di andare così lontano - spiega Vincenzo, 78 anni, ignaro dell´iniziativa - ma chiederò a mia figlia di accompagnarmi». E c´è anche chi, come la signora Caterina, rimane tradizionalista: «Continuo ad andare dal mio farmacista di fiducia, che mi conosce e mi sa consigliare». Antonio Romita spiega anche che numerosi clienti si sono rivolti a lui per esprimergli la propria contrarietà alla liberalizzazione della vendita dei farmaci: «Certamente - racconta - coloro che sono favorevoli all´iniziativa non vengono a dircelo, ma in molti sono venuti a lamentarsi perché non trovano seria l´iniziativa. Chissà, avranno ancora la storica visione del farmacista nella farmacia che dà consigli e suggerimenti?».

giovedì 17 agosto 2006

Tassa sul lusso, sindaci divisi


da REPUBBLICA BARI - pag. V

La proposta lanciata dal presidente della Sardegna Soru trova molti consensi anche in Puglia, ma con qualche preoccupazione
Dicono sì i primi cittadini di Alberobello, Ostuni e Otranto. Contrari invece quelli di Martina e Vieste

di DANIELE SEMERARO


La tassa sul lusso potrebbe approdare anche in Puglia? Non è uno scenario così lontano dalla realtà, almeno stando a sentire alcuni sindaci dei luoghi più incantevoli della Regione. Venerdì il ministro dell' Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio aveva appoggiato e applaudito il modello proposto da Renato Soru, presidente della Sardegna, da estendere nel nostro paese, o almeno «in quelle aree di grande pregio che in certi periodi vivono momenti di grande affollamento e che, invece, avrebbero bisogno di una tutela migliore».

Tassare il lusso significherebbe, ad esempio, applicare sovrapprezzi ai listini dei ristoranti e degli alberghi più costosi, oppure ai porti dove attraccano gli yacht. Tasse che, così, potrebbero aiutare i comuni a tutelare il territorio. «Sono d' accordo con la proposta del ministro Pecoraro Scanio e, da amministratore, sono solidale con il presidente della regione Sardegna, Renato Soru», spiega il sindaco di Alberobello, Bruno De Luca. «In linea di principio sono favorevole alle cosiddette tasse sul lusso, specialmente se queste servono a recuperare fondi per la tutela e la valorizzazione del territorio. Un problema, questo, che alla nostra amministrazione sta particolarmente a cuore. Noi alberobellesi - continua De Luca - sappiamo bene quanto sia difficile avere cura di un territorio particolarmente delicato dal punto di vista ambientale e paesaggistico». Il sindaco, poi, si lascia andare anche a una considerazione: «Questo sciopero di ricconi spilorci mi sembra tanto ridicolo quanto volgare: chi ha veramente a cuore un territorio non si tira indietro quando gli si chiede di contribuire alla sua tutela».

D'accordo anche il primo cittadino di Ostuni, Domenico Tanzarella: «Devo ammettere che in Consiglio ci abbiamo pensato più di una volta - spiega - ma non abbiamo mai messo in atto questa proposta perché sulle modalità di attuazione esistono ancora problemi. Credo in ogni caso - continua - che si tratti di una risorsa finanziaria importante in un momento di grave difficoltà per gli enti pubblici, e per Ostuni non la escludo in nessun modo. Si tratta solamente di mettere a punto la tipologia di servizi da tassare».

Più modesta la risposta di Antonio Ferraro, sindaco di Castrignano del Capo, nel cui comune ricade anche capo Santa Maria di Leuca: «Quella della tassa sul lusso mi sembra un' idea difficilmente applicabile, almeno per il momento. Leuca infatti non è la Sardegna e onestamente non mi sento di dire che possiamo fornire servizi di lusso. Attualmente - continua - siamo alle prese con il Piano urbanistico generale, e quando avremo i servizi e le infrastrutture, come ad esempio il porto, che ancora non è ancora completato, potremmo realmente iniziare a pensarci».

Anche per Francesco Bruni, sindaco di Otranto, «il problema per adesso non si pone, perché non abbiamo né ville sulla costa né punti di attracco per megayacht. Apprezzo, però - aggiunge - la filosofia di tutelare l' ambiente e far diventare le città o i tratti più larghi di costa un po' più slow e meno utilizzati in maniera selvaggia. Quello che per adesso dobbiamo fare è migliorare la qualità del tessuto urbano dal punto di vista edilizio, cercando di non svendere, ad esempio, il nostro terreno per un' utilizzazione selvaggia. Non posso dire però - conclude - di stare dalla parte di Briatore e dei vip, che si ribellano a chi cerca di tutelare al meglio il territorio».

È contraria, invece, Ersilia Nobile, sindaco di Vieste: «Noi siamo una giunta nuovissima - spiega - e non abbiamo ancora affrontato il problema. Credo che per incentivare il turismo e tutelare il territorio ci siano una serie di iniziative da mettere in atto. Io personalmente non sono d' accordo sulla tassa sul lusso: se all' ospite che viene a visitare le nostre bellezze imponiamo un' ennesima tassa, anche se può permetterselo, rischiamo di perderlo. Così a prima vista non credo che si possa parlare di vantaggio per un paese turistico né per la sua amministrazione comunale. In ogni caso - conclude - ne discuterò con la Giunta, soprattutto nel momento in cui porteremo a termine i lavori per il nuovo porto turistico».

In disaccordo anche il sindaco di Martina Franca, Leonardo Conserva: «Io ritengo - spiega - che realtà come le nostre necessitano di accogliere e non di creare ulteriori limiti. Abbiamo bisogno di crescere dal punto di vista economico per creare ricchezze che si ripercuotono sul territorio. Secondo me la tassa andrebbe a costituire una pregiudiziale nello scegliere una realtà invece che un' altra per le proprie vacanze. Non è - aggiunge - che non vogliamo tutelare l' ambiente, ma invece di inventare nuove tasse potremmo sfruttare meglio alcune misure comunitarie».

sabato 12 agosto 2006

Aspirina scontata al market


da REPUBBLICA BARI - pag. IX

Assunte tre farmaciste: presidieranno l´angolo della salute.
Il presidente nazionale: "Presto anche medicine con il nostro marchio"
Da oggi 200 prodotti con ribassi fino al 30 per cento

di DANIELE SEMERARO


Parte questa mattina, all´Ipercoop di Santa Caterina, la vendita dei farmaci di automedicazione al supermercato. Il capoluogo pugliese farà da apripista, insieme a Carpi e Ferrara. «Ci interessava partire velocemente - spiega Vittorio Varone, direttore del punto vendita - dopo il via libera del Parlamento e soprattutto dopo il grande interesse e le migliaia di firme di consumatori che ci hanno voluto sostenere. La formula scelta - aggiunge - è quella di un corner della salute presidiato da un farmacista abilitato a fornire indicazioni e a vendere medicinali. Nello spazio, di circa 10 metri quadri, trovano posto per adesso circa 200 specialità di automedicazione e senza obbligo di prescrizione».

Per vendere i prodotti e assistere i clienti sono state assunte tre farmaciste iscritte all´Ordine, che hanno dovuto superare due colloqui e un periodo di formazione: avranno il compito di fornire tutte le informazioni per un scelta e un consumo oculati. La Coop praticherà sconti del 20, 25 e 30 per cento e sui farmaci non saranno praticate promozioni; inoltre i prodotti non contribuiranno alla raccolta di punti fedeltà e dovranno essere pagati direttamente nel corner e non alla cassa. «È ovvio - spiega Antonella, una delle tre farmaciste - che se un cliente chiedesse farmaci in quantità eccessiva o dei quali non sono convinta, gli consiglierò di rivolgersi a un medico». «È un lavoro molto interessante che ci lascia autonomia - spiega la sua collega Caterina - Non siamo commesse, siamo professioniste al servizio della clientela». «È qui - aggiunge Francesca, la terza farmacista - che si vede il vero professionista».

Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia, ha spiegato che c´è la possibilità di «estendere ad alcune linee di farmaci di automedicazione l´assortimento di prodotti a marchio Coop, a cominciare per esempio dall´Aspirina. Così, come nel caso del latte in polvere per neonati, saremo in grado di dimostrare che è possibile offrire un prodotto che ha tutte le caratteristiche di garanzia necessarie al consumatore, a un prezzo di vendita pari anche al 50 per cento di quello normalmente praticato».

Contrario all´iniziativa, invece, il presidente dell´Ordine dei farmacisti della provincia di Bari, Luigi d´Ambrosio Lettieri: «Mai come in questo momento è necessario impegnarsi per far capire alla gente che bisogna usare meno farmaci e usarli sotto controllo medico. Il nostro timore - continua - è che la vendita d´impulso possa portare a una banalizzazione del farmaco. Chiediamo, inoltre, che nel produrre medicinali con il marchio dell´ipermercato si faccia molta attenzione soprattutto sulla provenienza delle materie prime in termini di purezza, efficacia e bioequivalenza».

Soddisfatti, ovviamente, i consumatori. In tanti ieri mattina si erano assiepati intorno al corner, dove gli addetti terminavano l´allestimento: «Secondo me non c´è bisogno dei farmacisti, questi sono prodotti di automedicazione», racconta un cliente abituale della Coop. «Quello che più mi convince - ammette un´altra cliente - è che i medicinali sono scontati. Credo che li comprerò».

venerdì 11 agosto 2006

Ilva, interviene la Regione: "Licenziamenti da ritirare"


da REPUBBLICA BARI - pag. IX

E la Cassazione reintegra il lavoratore che aveva reagito alle provocazioni di un collega
Losappio: "Metodo che non possiamo accettare L´azienda ne discuta con i sindacati"

di DANIELE SEMERARO


Non si placa la polemica agli stabilimenti di Ilva di Taranto, dopo il licenziamento di tre operai, mandati via perché avevano denunciato troppi infortuni. Lunedì per 24 ore gli operai incroceranno le braccia, mentre ieri si è fatta sentire anche la giunta Vendola, che tramite l´assessore all´Ambiente Michele Losappio ha chiesto di «ritirare i licenziamenti e aprire con le organizzazioni sindacali percorsi per verificare le posizioni dei lavoratori». Da quello che siamo riusciti a capire, aggiunge Losappio, l´azienda ritiene che ci troviamo di fronte a casi di assenteismo mascherato come infortunio. «Il metodo del licenziamento in tronco, però, ci sembra inaccettabile, soprattutto in un periodo come quello di agosto, con un tavolo di confronto delicatissimo che si aprirà con Regione dal 4 settembre, nel quale si parlerà del piano industriale, che annovera tra le altre cose migliorie per le tecnologie e l´ambiente e la costruzione della nuova centrale da 400 megawatt. Ora - conclude - ci attendiamo una risposta al più presto».

Tante le polemiche che arrivano dai sindacati. Rocco Palombella della Uilm di Taranto spiega che la posizione delle parti sociali rimane radicale e netta: «Siamo contrari e indignati per la forma che l´Ilva ha utilizzato, perché è fuori da qualsiasi regola contrattuale e normativa». Palombella ha parlato di un incontro, avvenuto ieri con il responsabile del personale, Italo Biagiotti, trasformatosi in un muro contro muro, «perché l´azienda ci ha chiesto di ritirare lo sciopero, e noi abbiamo chiesto di ritirare i licenziamenti». I legali di Fim, Fiom e Uilm, così, hanno depositato dinanzi al giudice del lavoro il ricorso d´urgenza con cui si impugna il licenziamento dei tre operai e si chiede di annullare il provvedimento.

Ma perché di punto in bianco sono avvenuti questi licenziamenti? «Loro - spiega ancora Palombella - hanno fatto una media degli infortuni verificatisi nel reparto negli ultimi dodici anni e hanno visto che c´erano tre lavoratori le cui statistiche superavano la media. Così hanno pensato di licenziarli. Ma questo è impensabile, in nessun´altra azienda d´Italia è mai successa una cosa simile».

Intanto la Cassazione ha confermato il reintegro in azienda di un operaio dell´Ilva di Taranto, Fernando A., licenziato perché una sera, stanco di sentirsi prendere in giro pesantemente da un collega, gli aveva tirato un pugno facendogli un occhio nero. L´Ilva lo aveva licenziato in tronco per "giusta causa". Una decisione in parte condivisa dal Tribunale di Taranto che, pur condannando Fernando alla perdita del posto di lavoro, gli aveva tuttavia riconosciuto il diritto almeno alle mensilità di preavviso. In secondo grado, invece, i magistrati della Corte di Appello di Lecce ordinarono l´immediata reintegrazione di Fernando, con diritto al pagamento dello stipendio dal giorno del licenziamento a quello del reingresso, compresi i versamenti dei contributi assistenziali e previdenziali. Senza successo l´Ilva ha fatto ricorso in Cassazione.

Avaria in volo e terrorismo Palese, torna la paura di volare


da REPUBBLICA BARI - pag. IV

Un guasto a un motore costringe un Boeing Air One a scendere a Pescara
Tre ore di ritardo e supercontrolli per Londra
Atterraggio d´emergenza per il Bari-Milano

di DANIELE SEMERARO


Atterraggio di emergenza nel tardo pomeriggio di ieri per il volo Air One Bari-Milano. Il velivolo, un Boeing 737 con 66 passeggeri e 6 membri dell´equipaggio, era partito alle 18 dall´aeroporto di Palese quando, a causa di un´avaria alla pompa del carburante, uno dei motori è andato fuori uso. Alle 18.30, così, il pilota è stato costretto a un atterraggio di emergenza all´aeroporto di Pescara, dove l´aereo è atterrato senza problemi. È stato l´ultimo episodio di una lunga giornata, iniziata ieri con l´allarme antiterrorismo scattato a Londra, che ha portato alla paralisi del traffico aereo europeo. A Bari l´emergenza si è ripercossa sugli unici due voli previsti da e per Londra della British Airways, che hanno accumulato circa tre ore di ritardo.

Tutti i passeggeri hanno dovuto subire lunghe attese e controlli minuziosi ai varchi dei metal detector. Misure straordinarie, invece, per chi faceva scalo a Londra ed era diretto verso altre destinazioni: per loro sono state effettuate perquisizioni e vietati i bagagli a mano, comprese le borsette da donna. In stiva, poi, lettori mp3, macchine fotografiche, telecamere e qualsiasi tipo di liquido, compresi i medicinali; vietato anche portare a bordo i cellulari. «Sono preoccupata, non capisco tutti questi controlli - spiega Anne, una ragazza inglese in partenza, che insieme ad alcuni amici ha trascorso un periodo di vacanza sul Gargano -. Non sapevo dell´emergenza, speriamo vada tutto bene». La British Airways ha confermato, comunque, che per il volo per Londra si sono presentati quasi tutti i 128 passeggeri: più che preoccupati, erano seccati per la lunghissima attesa.

In ritardo anche il volo in arrivo da Londra. Man mano che passavano le ore, a terra l´ansia di chi aspettava amici e parenti era facilmente percepibile, e in molti, stanchi di guardare i monitor, si sono trasferiti su una terrazza esterna dell´aeroporto, scrutando il cielo e cercando di scorgere l´aereo in arrivo. Poi l´atterraggio e finalmente la tranquillità.

«È stato un lungo viaggio», commenta la signora Mimma di Bari, la prima a uscire dall´area degli arrivi, letteralmente assalita dai giornalisti presenti. «Avevamo saputo già da stamattina che c´erano stati dei problemi, e l´aeroporto era pieno di polizia. Ci hanno perquisito attentamente e ci hanno dato una bustina di plastica per depositare gli oggetti strettamente necessari al volo. Tutto il resto è stato imbarcato nella stiva». Per Vincent, originario di Taranto, si è trattato di una situazione «assurda e un po´ esagerata: non ci hanno fatto portare a bordo nemmeno le sigarette», ha raccontato. Fuori dal coro invece Domenico, secondo cui i controlli erano necessari: «Abbiamo saputo questa mattina la notizia alla Bbc. L´apprensione c´era, come sempre, ma i controlli sono stati ottimi».

Verifiche approfondite che, in realtà, erano iniziate già ieri sera: «Sono partito ieri da Londra per Forlì - racconta Michele di Trani - e le misure di sicurezza erano davvero imponenti: abbiamo dovuto subire perquisizioni corporali e addirittura a un mio amico è stata smontata la videocamera. Non potevamo immaginare, però, che da lì a poco il traffico aereo in tutta Europa sarebbe andato in tilt».

Il porto di Bari si prepara a gestire l´invasione che, da domani alle 14, vedrà mobilitati forze dell´ordine, addetti ai terminal e volontari che assisteranno gli oltre 34mila passeggeri (questi i numeri che ha fornito, ieri sera, la società Bari Porto Mediterraneo) che tenteranno d´imbarcarsi alla volta di Albania e Montenegro. Cifre che continuano a salire, con un incremento del 10 per cento ogni giorno.

Intanto manca ormai solo il nulla osta della guardia di finanza e da domenica dovrebbe aprire il varco «Capitaneria», che permetterà ai croceristi di raggiungere velocemente il terminal. Si tratta, ha spiegato Manlio Guadagnuolo, commissario aggiunto dell´Autorità portuale e amministratore delegato della Bari porto mediterraneo, di «un´apertura del porto verso la città e i croceristi».

giovedì 10 agosto 2006

Mondiali yu-gi-oh! Un italiano ventenne si laurea campione


Dario Longo, 20 anni, di Milano, si è aggiudicato il titolo
del gioco di carte molto popolare soprattutto tra i giovanissimi


Ancora un italiano campione
ha vinto il mondiale di Yu-gi-oh!


di DANIELE SEMERARO

DOPO quello di calcio, l'Italia vince un altro mondiale. Questa volta, però, non si tratta di uno sport, ma di un gioco di carte collezionabili, Yu-gi-oh!, diffusissimo tra i ragazzi più giovani. A portare a casa il titolo è stato Dario Longo, 20 anni, di Milano, che ha superato le selezioni nazionali, i campionati europei e i mondiali, che si sono tenuti la scorsa settimana a Tokyo, in Giappone.

"Sono quasi tre anni che gioco, ho iniziato nel dicembre del 2003", racconta Dario, ancora molto emozionato dalla vittoria. "All'inizio giocavo tantissimo, mi allenavo sempre con un mio amico. Poi è l'esperienza che fa la differenza e per diventare forte bisogna giocare moltissimo". "Per arrivare in finale - aggiunge - sono passato prima dal torneo nazionale, che si è tenuto a Riccione a giugno. Da lì sono approdato al torneo europeo che si è tenuto in Germania, a Bochum. C'erano centinaia di altri appassionati provenienti da tutta Europa, e anche lì è andata molto bene".

Il viaggio di Dario prosegue poi verso Tokyo, dove alle finali hanno partecipato quattro ragazzi europei (più il vincitore della scorsa edizione, un ragazzo greco), quattro statunitensi, quattro giapponesi, un australiano, un canadese, un cileno, uno di Taiwan, uno della Nuova Zelanda, uno da Hong Kong, un coreano, uno di Singapore e uno dalla Malesia. "Il primo giorno hanno organizzato un girone di cinque turni. I primi otto qualificati hanno fatto le finali il giorno dopo. Ha assistito anche il pubblico, c'era tantissima gente. Sono stato premiato dall'inventore del gioco, Kazuki Takahashi, che ha regalato ai primi quattro una carta molto rara. A me ne hanno regalata una ancora più speciale, ce ne sono soltanto due al mondo. A livello collezionistico vale tantissimo. E poi abbiamo ricevuto disegni, oltre che numerosissime interviste".

Nel mondo, soprattutto in Giappone e Germania, sono milioni i praticanti di questo gioco. In Italia ci sono almeno mille giocatori. "All'inizio - ammette Dario - per crearsi un buon mazzo di carte si arriva a spendere intorno ai duecento euro. Ma adesso i prezzi sono scesi rispetto a qualche anno fa".

Il nome, Yu-gi-oh!, significa "re dei giochi", ed è un popolare manga giapponese ideato da Kazuki Takahashi, incentrato su personaggi che giocano a un gioco di carte. Pubblicato in Giappone dalla Konami e in Occidente dalla Upper Deck Entertainment, è indirizzato a un pubblico molto giovane. Ha ottenuto un grande successo ed è stato pubblicato in oltre quaranta nazioni.

Le carte sono divise in tre tipologie: le carte mostro (gialle), le carte magia (verdi) e le carte trappola (viola), e ciascun tipo di carte è diviso in più sotto-categorie. Con i mostri si attacca l'avversario. Lo scopo del gioco è quello di mandare a quota zero i punti vita dell'avversario. Ogni carta, ovviamente, ha il suo effetto e ci sono varie combinazioni e varie strategie.

(10 agosto 2006)

Niente accesso al porto per chi è senza biglietto


da REPUBBLICA BARI - pag. IV

Vertice in Prefettura: aperto solo il varco Vittoria

di DANIELE SEMERARO


Continua l´allerta per l´arrivo in massa da tutta Europa dei turisti albanesi al porto di Bari, dal quale si imbarcano per la propria terra. Ieri in Prefettura il viceprefetto vicario Luigi Varratta ha presieduto una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza, alla quale hanno partecipato anche i responsabili dell´Autorità portuale, della Polizia di frontiera e del 118. «Abbiamo analizzato - spiega Varatta - l´emergenza di questi giorni e abbiamo preso provvedimenti affinché il disagio non si ripeta anche durante il prossimo fine settimana, in cui prevediamo l´arrivo di circa trentamila persone, di cui l´80 per cento diretti verso l´Albania».

I giorni più critici saranno quelli che andranno da venerdì a domenica. Dalle 14 di venerdì verranno chiusi tutti i varchi di accesso al porto, ad eccezione di quello della Vittoria. Lì i passeggeri verranno accolti dal personale del terminal, che li dividerà tramite ticket colorati in tre categorie: prenotati, prenotabili (si tratta di almeno duemila persone che andranno ad occupare i posti restanti sulle navi) e senza biglietto (cioè coloro che dovranno aspettare almeno un giorno prima di partire). Per l´attesa è stata predisposta una grande area all´interno del parcheggio di corso Vittorio Veneto: lì saranno installati bagni chimici e ci sarà un presidio di volontari e ambulanze. Soddisfatto Manlio Guadagnuolo, commissario aggiunto dell´Autorità portuale: «È stato un vertice molto produttivo, dovremmo riuscire ad imbarcare tutti».

mercoledì 9 agosto 2006

Porto, si temono nuove invasioni


da REPUBBLICA BARI - pag. IX

Oggi riunione straordinaria in Prefettura
Nel weekend attesa un´ondata di albanesi per il rientro in patria
Non si esclude un´altra chiusura dello scalo

di DANIELE SEMERARO


Dopo l´emergenza dei giorni scorsi, con migliaia di cittadini albanesi che, senza alcuna prenotazione, hanno invaso il porto turistico di Bari in attesa di trovare posto su una nave che li riportasse alla propria terra per trascorrere le vacanze, la situazione sembra tornata alla normalità. Ieri sono partite quattro navi alla volta dell´Albania, una per la Croazia e un´altra per il Montenegro, per un totale di circa 19mila imbarchi.

Nel pomeriggio ci sono state lunghe code ai banchi dei check-in, soprattutto verso il Montenegro, ma nessun problema di ordine pubblico. Ora a lamentarsi sono soprattutto gli addetti alla sicurezza e ai banchi del check-in, che accusano la stanchezza e la pressione dei giorni scorsi. Adesso i problemi maggiori si registrano soprattutto agli sportelli delle diverse agenzie di viaggio, dove a centinaia ogni ora si accalcano, non rispettando le code, per cercare di attirare l´attenzione degli operatori in modo da essere serviti prima degli altri.

La Capitaneria di porto ha reso noto che tra le giornate di domenica e martedì si sono imbarcate oltre 55mila persone. Se nei prossimi giorni l´afflusso tornerà ad essere difficilmente gestibile, gli addetti al terminal ripristineranno l´accesso controllato. Non è esclusa una nuova chiusura del porto, soprattutto tra venerdì e domenica prossimi, in cui già il 70 per cento dei posti disponibili per i Balcani sono stati prenotati.

Questa mattina in Prefettura è prevista una riunione straordinaria del Comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza. Oltre al prefetto, al questore, al sindaco e ai rappresentanti delle forze dell´ordine, sono stati convocati anche Capitaneria di porto, Autorità portuale, 118 e Polizia stradale «per analizzare - spiegano - la situazione che si è venuta a creare e prendere contromisure per l´eventuale ripetersi dell´emergenza».

I tre mostri ridotti in polvere. Punta Perotti ora è una pianura


da REPUBBLICA BARI - pag. IX

Terminata la triturazione delle macerie, si provvede a stendere il terreno per il prato
A ottobre inizierà la semina Nell´area sarà realizzata anche la pista ciclabile

di DANIELE SEMERARO


Punta Perotti ora è solo una spianata. Sono passati quattro mesi dall´implosione dell´ecomostro di cemento e acciaio che oscurava il lungomare barese. Adesso la General Smontaggi di Novara ha annunciato di aver terminato i lavori per distruggere e smaltire i 300mila metri cubi di cemento armato. Così, dei tredici piani è rimasta solo una collinetta, sopra la quale verrà steso il terreno vegetale che andrà a creare la base per il prato all´inglese, fortemente voluto dai cittadini.

«La frantumazione è terminata, non c´è più un granello di Punta Perotti», racconta il direttore dei lavori Stefano Chiavalon. «Alcune parti delle fondamenta del palazzo sono state riempite con le macerie, mentre per le restanti parti è stato utilizzato materiale di cava. Ora - aggiunge - stiamo procedendo alla rimodellazione del terreno».

Prima le ruspe, poi i frantoi meccanici hanno lavorato a pieno ritmo per ridurre il volume dei detriti e liberare l´area. Per il prato però bisognerà aspettare almeno l´inizio di ottobre: perché la semina possa attecchire, infatti, c´è bisogno del fresco. Il terreno vegetale invece sarà pronto con l´apertura della Fiera del Levante, in settembre. «Verosimilmente - ha aggiunto Chiavalon - la semina non verrà fatta dalla General Smontaggi, ma dalla Bari Multiservizi».

Alle piante ha già pensato Legambiente, che grazie a una sottoscrizione su internet («Perottipoint: acquista un appartamento, regalerai un albero a Bari») ha raccolto circa quattromila euro. Con questi soldi il Comune potrà ritirare dal vivaio Bioflora di Andria circa 1500 tra piante e essenze per arredare la zona.

L´assessore alle Aziende partecipate del comune di Bari, Cinzia Capano, ha confermato che in Giunta «è stata approvata una delibera con cui si prende atto della volontà di fare il prato». Nella gara d´appalto iniziale, spiega ancora l´assessore, era prevista solamente la demolizione, e non la costruzione del parco. Siccome, però, parti delle fondamenta non sono state più abbattute, sono stati risparmiati tra i 100 e i 150mila euro, che verranno reinvestiti proprio nell´area verde. «In questa fase iniziale - continua la Capano - ci stiamo impegnando anche a tracciare il percorso della futura pista ciclabile che andrà a tagliare tutto il prato. Un passo che faremo immediatamente, prima di stendere il terreno vegetale.

Per l´arredo urbano, come le panchine e i giochi per i bambini, invece, dovremo aspettare un secondo momento». Per il futuro, poi, è previsto un restyling di tutto il Lungomare, di cui dovrà occuparsi la Stu, la società di trasformazione urbana che il comune ha da poco creato.

Per adesso, dunque, tutto procede nei tempi previsti, e addirittura il cantiere potrà chiudere durante la settimana di Ferragosto: «Siamo in anticipo», ammette Chiavalon.

martedì 8 agosto 2006

Brindisi, cancellato volo per Malpensa


da REPUBBLICA BARI - pag. IX

Da ottobre. Protestano i sindacati

di DANIELE SEMERARO


La notizia è di quelle che faranno molto discutere: con la nuova programmazione invernale l´Alitalia ha deciso di cancellare dallo scalo di Brindisi il volo AZ 1645 in arrivo da Malpensa alle ore 23.20 e il volo AZ 1642 in partenza alle 6.10. Si tratta, spiegano le organizzazioni sindacali, dell´«unico collegamento con l´Hub di Malpensa e quindi con i voli internazionali e intercontinentali». La decisione diverrà operativa il 29 ottobre. «Che la situazione attuale è quasi al collasso è palese - denunciano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti e Sult - ma che Alitalia cancelli due voli così importanti per il territorio ionico-salentino, adducendo che la motivazione è solo di natura economica (i voli trasportano, tra arrivo e partenza, mediamente 180 passeggeri al giorno) non solo è poco credibile, ma chiarisce tutte le intenzioni di disinteresse che la compagnia nutre verso il nostro territorio».

In campo anche il sindaco di Brindisi, che accusa la compagnia di bandiera di aver soppresso il volo in conseguenza del provvedimento dell´Autorità garante della concorrenza e del mercato, con cui è stata concessa ad Alitalia l´autorizzazione a comprare il gruppo Volare: «Stiamo valutando - ha spiegato Domenico Mennitti - l´opportunità di impugnare il provvedimento davanti al Tar del Lazio».

Esodo, è record di albanesi. Porto in tilt fino a domenica


da REPUBBLICA BARI - pag. III

In migliaia senza prenotazione attendono di rientrare in patria
Partenze turistiche da primato

di DANIELE SEMERARO


«La prenotazione? Non l´abbiamo, non sapevamo che servisse». È questa la risposta delle migliaia di cittadini albanesi che in questi giorni stanno assediando il porto di Bari. Sono arrivati in Puglia da tutta Europa, con auto o con il treno, mogli e figli al seguito, per poter tornare in patria e trascorrere lì le vacanze estive. Un viaggio di otto ore, prezzo minimo del biglietto 60 euro: il modo più economico per raggiungere la propria terra. Ma non hanno pensato di prenotare il posto, e così hanno creato una situazione molto difficile da gestire per gli addetti ai terminal e le forze dell´ordine. Emergenza che potrebbe continuare anche nei prossimi giorni.

Tra ieri e domenica quasi 15mila persone dirette in Albania hanno letteralmente invaso il porto, con la percentuale di passeggeri privi di prenotazione che ha superato di gran lunga quella di chi aveva un regolare biglietto. Nella notte tra sabato e domenica non avevano trovato posto in 2500, e così domenica la situazione è stata molto difficile da gestire, con momenti di forte tensione stemperati solamente grazie all´intervento di circa 40 agenti di polizia, tanto che nel corso di una riunione le autorità hanno deciso di chiudere l´accesso al porto, lasciando passare solamente i passeggeri in possesso di prenotazione. Almeno un migliaio gli albanesi che sono rimasti fuori.

Ieri mattina ancora difficoltà, perché nel frattempo erano arrivati altri 8200 passeggeri e duemila automobili da imbarcare. Per fronteggiare l´emergenza carabinieri e guardie giurate hanno creato, tramite delle transenne, delle vie obbligate, mentre con altoparlanti cercavano di tranquillizzare tutti che sarebbero partiti comunque in giornata. Il primo controllo divideva coloro che avevano un biglietto (a cui è stata data la priorità per l´imbarco) da coloro che non ce l´avevano. Ed è soprattutto in quest´ultima fila, lunghissima, che si sono verificati i problemi maggiori, con attese interminabili e passeggeri che, per impietosire gli agenti, mettevano davanti a sé mogli e bambini. Una volta superato il primo blocco, un´altra lunga coda per fare comprare il biglietto e fare il check-in.Situazione invece nella norma per quanto riguarda le auto: quelle dirette in Albania sono state parcheggiate, in attesa del check-in, a Marisabella, mentre quelle per Grecia, Croazia e Montenegro sono state spostate in altre aree.

Il problema, hanno spiegato gli addetti al terminal partenze, è dovuto a una cultura della prenotazione che gli albanesi non hanno: loro pensano di arrivare al porto e trovare subito il biglietto e il traghetto, ma non è così. Ci sono poi stati anche altri problemi, come la soppressione di una corsa e la mancanza di navi di linea per Durazzo dal porto di Brindisi, ove opera solo una linea con Valona. Praticamente, il 95 per cento del traffico marittimo tra Italia e Albania transita per il porto di Bari.

«Ieri abbiamo avuto circa 6500 passeggeri in imbarco verso l´Albania e oltre diecimila in imbarco verso Croazia, Montenegro e Grecia», spiega il commissario aggiunto dell´Autorità Portuale e amministratore delegato della Bari Porto Mediterraneo, Manlio Guadagnuolo. «Di solito riusciamo a organizzarci bene in base alle prenotazioni dei flussi di passeggeri. In questa situazione, con migliaia di persone senza biglietto, ci siamo trovati in seria difficoltà». La situazione, ha confermato Guadagnuolo, nel tardo pomeriggio di ieri è andata via via migliorando, anche grazie al potenziamento delle forze: in totale hanno lavorato a pieno ritmo oltre 100 dipendenti, con turni anche di tredici ore, coadiuvati da polizia, carabinieri, finanzieri e agenti della Capitaneria.

Nei prossimi giorni le situazioni di emergenza potrebbero crearsi nuovamente. Il porto, infatti, in alta stagione è sfruttato al massimo, e basta poco per superarne la capacità: «In futuro - spiega Guadagnuolo - bisognerà pensare a ulteriori infrastrutture. L´Autorità portuale insieme alla Bari Porto Mediterraneo (la società che gestisce i terminal) ha già pianificato potenziamenti tecnologici e infrastrutturali, fra cui la realizzazione di una piattaforma telematica in grado di agevolare e semplificare le prenotazioni e di velocizzare i tempi di check-in. In via straordinaria - ha aggiunto - in questi giorni abbiamo aperto il varco "capitaneria" per separare i passeggeri di crociere e traghetti. Un´apertura che speriamo possa essere definitiva per creare un vantaggio alla città e ai passeggeri».

lunedì 7 agosto 2006

Maltempo e traffico, inizia l'esodo di agosto


da REPUBBLICA BARI - pag. VII

Piogge nel Barese e nel Salento. La motonave per le Tremiti è costretta a rinviare la partenza. Ancora incidenti

di DANIELE SEMERARO


Maltempo e traffico intenso stanno caratterizzando i giorni «di fuoco» dell´estate pugliese. Giorni in cui, stando alle informazioni di Telefono Blu, in tutta Italia stanno lasciando le città oltre 25mila vacanzieri.

Sul fronte del maltempo, Salento e Valle d´Itria sono state le più flagellate, con piogge anche forti che hanno provocato disagi e allagamenti. I violenti temporali si sono abbattuti principalmente sulla provincia di Lecce, e hanno colpito alcuni centri meridionali, come Tricase, Santa Maria di Leuca, Torre Vado e Marina di Morciano a Leuca. Numerosi allagamenti anche a Casalabate; decine di richieste d´intervento ai Vigili del Fuoco a Putignano. Molti gli alberi caduti che hanno provocato difficoltà alla circolazione. Acquazzoni anche nel sud est barese. A Lecce le forti raffiche di vento, simili a una tromba d´aria, hanno provocato la rottura dei vetri di alcune finestre del Municipio.

A Sannicola un fulmine si è abbattuto su un´abitazione causando un corto circuito. Le tre persone che erano in casa sono fortunatamente rimaste illese. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco, che hanno lavorato ore e ore per sgomberare i danni provocati dal vento. Danneggiati anche altri palazzi.

A causa del maltempo, inoltre, una delle tre imbarcazioni che effettuano ogni giorno la spola tra Termoli e le isole Tremiti è rimasta in porto. Il mare forza 4, infatti, ha impedito alla barca di effettuare il collegamento turistico. La Capitaneria di Porto ha reso noto di essere in allerta, pronta per ogni intervento sia in mare che in terra. Qualche disagio anche agli imbarchi al porto di Brindisi, ma questa volta per via dell´eccessivo numero di turisti.

Per i prossimi giorni l´ondata di maltempo non lascerà la regione: domani è previsto tempo variabile con nuvole e sole che si alterneranno; lunedì, invece, potrebbero ritornare gli acquazzoni. Le temperature sono scese un po´ ovunque, e il caldo ha dato una tregua.

Sul fronte della viabilità, ieri mattina a causa del ribaltamento di un camion carico di bibite è stata chiusa la Circonvallazione di Foggia, all´altezza dell´imbocco per la statale 16 per San Severo. Code e rallentamenti anche tra Canosa (dove c´è l´allacciamento con l´A16) e Bari sud, con tempi di percorrenza anche superiori a un´ora. Code sulla statale 106 «Jonica».

Intanto il Comitato operativo per la viabilità della Prefettura di Bari ha reso noto il «Piano operativo per la gestione coordinata delle emergenze connesse all´intensificazione veicolare conseguente all´esodo estivo». In particolare, fino al tre settembre saranno sotto osservazione privilegiata la statale 16 da Bari a Monopoli e viceversa e l´A14 tra Canosa e Bari. Il piano operativo prevede controlli a tappeto e postazioni fisse con ambulanze. In caso di forti rallentamenti e afa, inoltre, entreranno in azione i volontari, che daranno agli automobilisti in difficoltà acqua potabile, beni di prima necessità e assistenza.

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TARANTO - È un piccolo giallo quello che si è consumato a Marina di Lizzano. Giovedì una bagnante aveva notato nelle acque di lido Bagnara una persona in difficoltà. Nella zona soffiava un forte vento di maestrale. Subito sono scattati i soccorsi: una motovedetta e un gommone della Capitaneria di Porto di Taranto hanno scandagliato le acque ma non hanno trovato nulla. Inoltre, nessuno ha segnalato la scomparsa di amici o famigliari. Forse il bagnante è riuscito da solo a raggiungere la riva.

Via ai master con i soldi pubblici


da REPUBBLICA BARI - pag. VI

Sono 1700 i laureati ammessi. Unico impegno: tornare in Puglia
Tutti i numeri di "Bollenti spiriti": fino a 25mila euro per la specializzazione

di DANIELE SEMERARO


SONO 1695 gli studenti pugliesi che riceveranno dalla Regione una borsa di studio per l´alta formazione (corsi di perfezionamento e master). Un contributo particolare, per sostenere la mobilità giovanile mirata al rientro in regione. "Bollenti spiriti", così si chiama l´iniziativa, prevede infatti la sottoscrizione di un contratto etico: la Regione offre allo studente i fondi e il ragazzo s´impegna a ritornare in Puglia, se non per lavorare regolarmente, almeno per fare un´esperienza di stage.

Di oltre 1900 domande presentate, la maggior parte sono state accolte: 980 ragazzi potranno svolgere corsi di specializzazione o master in Puglia, 675 nel resto d´Italia e 280 all´estero. Rispettivamente, riceveranno 7500, 15mila e 25mila euro. Un´iniziativa importante, che ha visto la Puglia prima in Italia per fondi stanziati a favore dei giovani: 39 milioni di euro divisi in due trance (la prima è quella di cui anticipiamo i dati - a giorni sul Bollettino Ufficiale della Regione verrà pubblicata la graduatoria - mentre il bando della seconda scadrà il 2 novembre).

«Abbiamo deciso di investire sulla formazione - ha spiegato Guglielmo Minervini, assessore alle Politiche giovanili della Puglia - e ai ragazzi chiediamo solo un impegno morale a rientrare sul nostro territorio regionale per mettere a disposizione il bagaglio di competenze acquisite. Dovremmo riuscire - aggiunge - a finanziare circa 3500-4000 ragazzi: un numero consistente, che ci permette di dire che stiamo favorendo una formazione raffinata per un´intera generazione».

Soddisfatto anche il coartefice dell´iniziativa, l´assessore regionale al Lavoro, Marco Barbieri: «È un´operazione importante per orientare i ragazzi verso l´alta formazione. Per i tempi della pubblica amministrazione - ha aggiunto - credo che abbiamo fatto un miracolo, stendendo la graduatoria definitiva in meno di due mesi».
Ma cosa ne pensano i docenti? E i ragazzi? Per Corrado Petrocelli, nuovo rettore dell´università di Bari, si tratta di un´iniziativa «importantissima, e la clausola del ritorno dimostra un´attenzione nei confronti della formazione dei nostri ragazzi e della nostra terra».

«Io mi sono laureata in Scienze e tecniche dell´interculturalità e mi piacerebbe molto fare un master in Cooperazione allo sviluppo alla Cattolica di Milano», racconta Fiorenza, 25 anni. «Costerebbe 4800 euro e la Regione, se vinco, mi darà 15mila euro. Credo che sia una buona opportunità. L´unico problema - spiega - è che non so se riuscirò a tornare in Puglia: a me piacerebbe, ma come sappiamo il territorio non offre moltissimo».

E intanto sul blog aperto dalla Regione i ragazzi si scatenano: «Voglio complimentarmi per aver ideato questo programma», scrive Gianni; «Finalmente le acque iniziano a muoversi» aggiunge Giuseppe, mentre Francesco racconta: «Sono un violinista e porto la Puglia con me ovunque. Il mio sogno è tornare e lavorare per la mia terra».

Inossidabile tetris: arriva la versione per telefonino


Il videogame per il telefonino si ispira al popolarissimo videogioco
con qualche variante: "cascade" attiva la gravità, "sticky" la selezione per colore


Tetris, un altro "mattoncino"
Arriva la versione per cellulare


di DANIELE SEMERARO

È UNO dei videogiochi più conosciuti al mondo e ha contagiato milioni di videogiocatori, sia grandi che piccoli. Adesso Tetris, il gioco dei mattoncini che cadono, approda sul cellulare. Electronic Arts, leader mondiale del software per l'intrattenimento, ha infatti reso disponibile sul mercato dei giochi per telefonino "Tetris Mania". Un videogame che si ispira all'originale e che è stato completamente ridisegnato, dedicato "a coloro che possiedono un telefono cellulare e hanno qualche minuto libero".

Tetris da sempre figura tra i videogiochi più famosi del mondo, ed è secondo solamente a Super Mario Bros. La sua fortuna è dovuta principalmente al fatto che, dal 1989, è stato venduto insieme al Game Boy Nintendo, la più famosa piattaforma di giochi tascabile. Nel corso degli anni è stato imitato e ridisegnato per tutte le principali piattaforme, dal Pc ai palmari, dalle calcolatrici grafiche ai lettori musicali.

Il gioco, basato sul ragionamento, è stato inventato dal russo Alexey Pajitnov nel 1985 mentre lavorava per l'Accademia delle Scienze di Mosca. Il suo nome deriva dal greco "tetra", che significa quattro: i pezzi utilizzati nel gioco, infatti, rappresentano tutte le possibili strutture di quattro quadrati disposti in modo da avere un lato in comune. Il funzionamento è molto semplice: in un campo di gioco vengono fatti cadere dei "tetramini" (i pezzi del gioco si chiamano così), che bisogna muovere e ruotare prima che tocchino terra, in modo che s'incastrino con quelli già caduti. Scopo del gioco è creare linee orizzontali senza buchi, che si autoeliminano facendo spazio ai pezzi che stanno in alto. Man mano che il tempo passa i tetramini cadono con velocità sempre maggiore. La partita finisce quando non si riesce più a creare linee orizzontali e lo schermo diventa saturo.

Non tutti sanno, però, che Tetris porta con sé numerosi studi, aneddoti e misteri. Il gioco, infatti, è stato coinvolto in un enorme numero di battaglie legali dall'inizio della sua concezione. Nel giugno dell'85 Pajitnov aveva creato Tetris su un sistema chiamato "Electronica 60". Qualche mese dopo il suo collega Vadim Gerasimov ne fece una versione per computer Ibm: da allora le copie cominciarono a moltiplicarsi tra i videogiocatori appassionati della capitale russa. La versione approdò in poco tempo anche a Budapest, in Ungheria. Lì Tetris fu scoperto da una società inglese, la Andromeda, che iniziò una traduzione verso altri sistemi operativi. Gli inglesi cercarono di contattare Pajitnov per assicurargli i diritti della versione Pc, ma prima di firmare l'accordo avevano già venduto tutto alla Spectrum Holobyte, che la commercializzò nel 1986 negli Stati Uniti. La popolarità del gioco assunse dimensioni epocali, e il software diventò un vero blockbuster.

Tutto questo clamore attirò l'attenzione del governo sovietico e nel 1988 l'Elektronorgtechnica (Elorg), l'agenzia russa che seguiva l'import-export di hardware e software, chiese un risarcimento per la fuoriuscita della licenza dai propri territori. Dopo diverse trattative, però, Henk Rogers, presidente della Bullet-prooof Software, se ne aggiudicò i diritti, che vennero rivenduti, per una cifra che oscilla tra i 5 e i 10 milioni di dollari, alla Nintendo. Un'operazione che vide anche il coinvolgimento del presidente dell'Urss, Mikhail Gorbachev.

Nel corso degli anni numerosi matematici si sono dedicati all'interpretazione del gioco e alla definizione della sua complessità. Erik D. Demanine, Susan Hohenbergere e David-Liben Nowell scrissero addirittura un trattato, Tetris is hard, even to approximate, nel quale dimostrarono che una partita di tetris si conclude quasi certamente con una sconfitta del giocatore ("teoria della misura").

E così siamo arrivati ai giorni nostri: con la Nintendo Tetris al suo massimo splendore, con oltre tre milioni di copie vendute. Oggi il lancio di una nuova versione sui telefoni cellulari. Tetris Mania porta con sé anche una ventata di novità, con alcune varianti. Tra queste, la modalità "cascade" attiva la gravità, così che qualunque blocco privo di supporti cadrà giù, aiutando i giocatori a fare punteggi a valanga. La modalità "sticky", invece, consente di attaccare insieme i blocchi dello stesso colore, creando forme innovative.

sabato 5 agosto 2006

"Per mia nipote Chiara un risarcimento umiliante"


da REPUBBLICA BARI - pag. V

Atr, parla la nonna, domani l'anniversario
Lettera a Prodi sulle rogatorie da Vendola Emiliano e Divella "Il governo provveda"

di DANIELE SEMERARO


È un no secco al risarcimento dei danni quello che viene dai parenti di due vittime del naufragio dell´Atr 72 diretto da Bari a Djerba, precipitato il 6 agosto scorso. A causa della tragedia, di cui domani cade il primo anniversario, persero la vita 16 persone. «Mia nipote - racconta Annarosa Suppa, nonna di Chiara Aquaro, la più piccola delle vittime, morta insieme alla mamma Elisabetta - era senza giubbotto, non aveva la cintura e nessuno l´ha aiutata. Per lei è stata stabilita una cifra risarcitoria di 200mila euro. Mi chiedo: una bambina vale meno di un adulto?». Per la figlia Elisabetta sono stati offerti, infatti, 800mila euro. «Non è questione di soldi», ha spiegato Suppa, che devolverà la somma in beneficenza, ma c´è «sconcerto» per i metodi usati per definirla. Un no anche da Vito Albergo, zio di Barbara Baldacci, che ha annunciato di rifiutare «qualsivoglia eventuale proposta transattiva, onde poter essere presente al processo come parte civile costituita».

Intanto, il presidente della Regione Nichi Vendola, quello della provincia di Bari, Vincenzo Divella, e il sindaco del capoluogo, Michele Emiliano, scriveranno una lettera al presidente del Consiglio, Romano Prodi, «affinché faccia un passo ufficiale nei confronti del governo tunisino», con la speranza che «la questione delle rogatorie chieste dai pm di Palermo «non sia abbandonata a un aggrovigliatissimo iter burocratico. Vivi e morti - ha aggiunto Vendola - hanno diritto ad un impegno politico preciso per ottenere verità e giustizia».

Via ai farmaci al supermercato: inizia la Coop


da REPUBBLICA BARI - pag. IV

A metà mese si parte. Già bandita la selezione per trovare il personale

di DANIELE SEMERARO


L´IPERMERCATO Coop di via Santa Caterina, a Bari, sarà uno dei primi in Italia a sperimentare la vendita dei farmaci da banco. «Cominceremo a metà agosto - ha spiegato il direttore dell´ipermercato, Vittorio Varone - e abbiamo già iniziato, insieme alla sede centrale, a studiare l´allestimento dei corner, che saranno ben identificati e presidiati da farmacisti».

Non perde tempo la Coop, e il giorno dopo l´approvazione del decreto ha già annunciato che, oltre a Bari, la sperimentazione partirà anche a Carpi e a Ferrara. Circa 300 i farmaci proposti, che andranno a coprire l´80% delle aree terapeutiche. Per ogni corner il fatturato sfiorerà i 300mila euro l´anno. «Su alcuni prodotti - ha spiegato Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia - avremo uno sconto minimo pari al 20 per cento; per altri lo sconto potrà essere da subito più consistente». Ogni punto vendita avrà bisogno di tre farmacisti, e già da diversi giorni, conferma Varone, «abbiamo iniziato la selezione. Il bando, rivolto a chiunque sia laureato e abilitato all´esercizio della professione, con o senza esperienza, scadrà il 31 agosto». Per i tre punti vendita sono arrivati ad oggi oltre 600 curricula.

venerdì 4 agosto 2006

Castel del Monte, che fatica arrivarci


da REPUBBLICA BARI - pag. X

Strade al buio e pochi bus navetta: i turisti costretti a sudare"
Il sindaco Zaccaro "È responsabile anche la Provincia"
Benedetto Miscioscia di Fi accusa d´inerzia il Comune di Andria
L´impegno: "Il centro di accoglienza verrà potenziato"

di DANIELE SEMERARO


Bus invisibili, illuminazione insufficiente, centri di accoglienza per i turisti inadeguati. La gestione del sito di Castel del Monte, uno dei simboli della Puglia in Italia e nel mondo, è sotto accusa. Benedetto Miscioscia, consigliere comunale di Forza Italia, ha inviato al sindaco di Andria, Zaccaro, un´interpellanza urgente «per conoscere - spiega - quali iniziative politiche intenda adottare per dare impulso all´attività turistica della città».

«Non c´è mai stato da parte dell´amministrazione comunale di Andria - accusa il consigliere - un serio progetto che potesse contemplare dei servizi in grado di convogliare i trecentomila turisti che ogni anno visitano il Castello anche alla città di Andria». Una città, spiega, che offre molto per i turisti, come il centro storico e alcune chiese bellissime che meriterebbero di essere apprezzate e visitate. «Manca - continua - una sinergia vera tra i vari assessorati (al Turismo, alle Attività produttive, ai Beni culturali) e pertanto chiediamo che ci sia un progetto organico che includa una serie d´interventi per valorizzare uno dei siti più importanti dell´Italia meridionale».

Tra le misure più urgenti che si dovrebbero attuare, secondo il j´accuse del consigliere, c´è in primo luogo il potenziamento del sistema dei trasporti: sia i bus navetta (che fanno da spola tra il parcheggio e la collinetta del Castello) che gli autobus di linea garantiscono ogni giorno, racconta Miscioscia, «pochissime corse, e non è raro assistere a situazioni a dir poco imbarazzanti, in cui turisti, stranieri e non, arrivando in treno o in bus in città devono affrontare enormi difficoltà per poter percorrere i 18 chilometri di strada che portano a Castel del Monte».

L´altra accusa riguarda la mancanza di illuminazione: «Non è possibile - spiega - che il tratto finale della diramazione della statale 170 che porta al Castello non debba avere luce. A volte - racconta - c´è gente costretta a lasciare la macchina giù al parcheggio e che la sera preferisce intrattenersi sulla collina anche dopo l´ultima corsa dei bus navetta (ore 20): ebbene, sono costretti a ritornare a piedi per un percorso in discesa di circa 500 metri, pericoloso e senza illuminazione». L´opposizione chiede anche al primo cittadino di istituire un vero e proprio servizio di taxi autorizzato e di incentivare l´apertura di nuove strutture ricettive, e in particolare di alberghi.

Dal canto suo il sindaco Vincenzo Zaccaro ammette che ci sono una serie di situazioni da risanare, ma rimanda al mittente molte delle accuse: «Qualsiasi tipo di azione che vogliamo intraprendere - spiega - è da concertare insieme alla Soprintendenza. Stessa cosa per la strada: non è comunale ma dipende dalla provincia, e per questo il problema dell´illuminazione non è da imputare al Comune. Si tratta certamente - continua - di una struttura particolare, e già dal prossimo anno abbiamo in mente di mettere mano alla strutturazione di un nuovo centro di accoglienza per turisti. Siamo convinti - assicura - che Castel del Monte sia un patrimonio importantissimo per la nostra città e non lesineremo risorse, anche se quelle a disposizione dei comuni sono abbastanza esigue». A proposito del centro di accoglienza, questo, spiega ancora il sindaco, avrà anche la funzione di indirizzare i turisti ad Andria, Trani e Barletta e darà informazioni e indicazioni anche sulle altre bellezze della provincia.

«Il problema - spiega - è che i turisti vanno direttamente a Castel del Monte, e proprio lì ci impegneremo, anche attraverso una serie di iniziative promozionali, a intercettarli per segnalare loro gli altri luoghi». Il sindaco ha anche rassicurato che al più presto, al massimo dall´inizio del prossimo anno, verranno intensificati i trasporti e verranno creati dei centri di ristoro.

Vandali, degrado e rifiuti. Così sta morendo la pineta


da REPUBBLICA BARI - pag. V

REPORTAGE
L´area verde di San Francesco è abbandonata. E ci sono anche molti pericoli per i bambini
L'assessore: Io fino ad ora non ho ricevuto alcuna denuncia. Prendo atto dello stato di abbandono, e attiverò i vigili urbani

di DANIELE SEMERARO


È una situazione desolante quella davanti alla quale ci si trova addentrandosi nella pineta di San Francesco, uno dei pochi parchi della città, polmone verde dell´VIII circoscrizione. Un´area costruita alla fine degli anni Cinquanta e che è sempre molto frequentata, soprattutto nei mesi estivi, da famiglie con bambini e dai crocieristi che trascorrono in città alcune ore in attesa di poter ripartire a bordo delle navi.

«Ogni giorno vengo a correre in questo parco e mi trovo a tu per tu con le lamentele degli abitanti del quartiere», racconta il consigliere dell´VIII circoscrizione Giuseppe Albore, che ha inviato ai media una lettera aperta per denunciare la situazione. «Vedere un parco bello e importante come questo in uno stato di abbandono, insieme a situazioni molto pericolose soprattutto per i più piccoli, ci impone di fare qualcosa».

In effetti di problemi la pineta ne ha molti, basta fare un giro per i viali. Le fontanelle, utilissime per rinfrescarsi, sono otturate, e molto spesso non funzionano e non vengono riparate per settimane. Le aree verdi sono piene di sporcizia, soprattutto in corrispondenza delle panchine, mentre i cestini per i rifiuti sono perennemente inutilizzati. Basterebbe, spiega il consigliere, un minimo di controllo.

All´entrata del parco, in effetti, ci sono degli agenti in divisa della Multiservizi: il loro compito, da contratto, è però quello di vigilare solamente gli ingressi. E così i vandali, soprattutto nelle ore serali (la pineta è aperta dalle 6 alle 24) danno sfogo ai propri impulsi rovinando i giochi per i bambini, le panchine, le statue e devastando l´unico telefono pubblico, reso ormai inutilizzabile. Stesso controllo servirebbe alla pista di pattinaggio, i cui spazi non vengono mai rispettati e dove si creano ogni giorno liti tra coloro che vogliono pattinare liberamente e i bambini che giocano a pallone. «Poco più in là - spiega ancora Albore - c´è un campo da golf ormai inutilizzato: perché non creare un piccolo campo da calcio, che sarebbe graditissimo da tutti i ragazzi della zona?».

Il problema più grave è però quello del terreno. In una piccola area della pineta l´erba è curata; nella restante parte, invece, è completamente abbandonata a se stessa, con il terreno sconnesso dove è facile inciampare, soprattutto per i corridori. C´è addirittura un punto dove dalla terra escono dei cavi elettrici scoperti, senza nessuna protezione: basterebbe che un bambino ci giocasse per scatenare una tragedia. Poco più in là le altalene sono pericolanti, e così qualcuno le ha bloccate con un lucchetto.

Ancora, il roseto comunale è devastato dai vandali che si divertono a rompere le strutture in legno, mentre quello che un tempo era un laghetto ora è una specie di palude in cui nascono e si moltiplicano le zanzare.
«A causa dei pochi fondi che ci vengono concessi dal Municipio - racconta Albore - noi della Circoscrizione non riusciamo a risanare la situazione. Come mai invece al Parco 2 Giugno è tutto completamente diverso? Perché lì girano polizia e operatori ecologici mentre qui non c´è nessuno? Quello che chiediamo è che ci possa essere almeno un vigile urbano che controlli il traffico fuori dalla pineta e un operatore ecologico fisso che pulisca».

A rispondere ad Albore è l´assessore all´Ambiente del comune di Bari, Maria Maugeri: «Normalmente ogni qual volta riceviamo delle segnalazioni le evadiamo in tempi brevi. Io fino ad ora non ho ricevuto alcuna denuncia. Prendo atto - continua - dello stato di abbandono, e attiverò prima possibile i vigili urbani per cercare una soluzione». L´assessore ha anche spiegato che tra fine agosto e inizio settembre andrà in giunta un riordino della gestione delle aree verdi che prevede, tra le altre cose, l´istituzione della figura del custode-giardiniere, in grado di occuparsi di tutte le esigenze delle aree verdi: oltre a badare che non avvengano incidenti, sarà in grado di pulire, controllare aiuole e fontane, evitare gli episodi di danneggiamento. Nell´elenco che andrà in Giunta la pineta di San Francesco figura proprio come una delle priorità.

giovedì 3 agosto 2006

Afa record e allarme siccità. A Pulsano arrivano le autobotti


da REPUBBLICA BARI - pag. VIII

Decine di chiamate al 118 per i malori. Nel paese del Tarantino rubinetti a secco da tre giorni
Oggi ancora caldo ma da domani in arrivo la pioggia: le minime scenderanno a 18 gradi

di DANIELE SEMERARO


FORTE CALDO e siccità continuano a imperversare su tutta la regione, con incendi (solo ieri ne sono divampati quattro) e temperature in alcuni casi superiori a 34 gradi. Una situazione che però, a detta degli esperti, già da domani dovrebbe cambiare, con l´arrivo dei temporali dal nord.

Il caso certamente più grave è quello di Pulsano, nel Tarantino, dove per tre giorni consecutivi è mancata l´acqua. Un evento, spiegano i cittadini, che si ripete ogni estate a causa delle tubature vecchie e strette. D´inverno la città conta quattromila abitanti e non si registrano problemi idrici; con l´arrivo della bella stagione, e quindi dei turisti e dei villeggianti, aumenta in misura esponenziale la richiesta di acqua, che le tubature non riescono a sostenere. A differenza degli scorsi anni, in cui l´acqua arrivava per lo meno la sera, quest´anno i rubinetti sono rimasti a secco. Una situazione che si è risolta parzialmente solo ieri, con l´arrivo di un´autobotte.

Intanto sul fronte dei malori per il caldo, le centrali del 118 di tutta la regione stanno registrando un aumento di interventi a favore soprattutto degli anziani. «A causa delle alte temperature - racconta Andrea Lasciarrea, medico del 118 di Bari - aumentano soprattutto i malori legati alla disidratazione, al calo di pressione e alla circolazione del sangue. Nella maggior parte dei casi è possibile stabilizzare i pazienti già a domicilio. Quello che facciamo spesso è dare loro anche dei consigli su come comportarsi: sono sempre gli stessi, è vero, ma non vengono recepiti».

Attenzione, dunque, soprattutto alla disidratazione. Negli anziani, infatti, il senso della sete a volte è scarsamente presente, e quindi non c´è lo stimolo a bere, anche in presenza di scarsa idratazione. «Quindi - continua - raccomandiamo a tutti di bere molto, anche se non si ha sete, di non esporsi al sole, di evitare il dispendio energetico e di alimentarsi con cibi liquidi, frutta e verdura. Certamente - conclude Lasciarrea - non ci troviamo in una situazione di emergenza. Se però il caldo dovesse aumentare o perdurare, considerando che sia gli operatori del 118 che quelli degli ospedali stanno via via andando in ferie, potremmo trovarci nei guai. Siamo in un equilibrio molto precario che si può rompere da un momento all´altro».

Già dai prossimi giorni in ogni caso il caldo darà una tregua, con perturbazioni anche di forte intensità e riduzione delle temperature. Da domani, dunque, ombrello a portata di mano: piogge e temporali si sposteranno gradualmente per tutta la durata del weekend, almeno così dicono i meteorologi, da nord verso sud. Le temperature scenderanno gradualmente con minime anche di 18 gradi e massime che non supereranno i 25.

mercoledì 2 agosto 2006

Allarme per l'invasione di meduse. "Ma l'alga killer qui non arriverà"


da REPUBBLICA BARI - pag. VIII

Segnalazioni dalle Tremiti a Torre dell´Orso. E molti bagnanti devono ricorrere alle cure
Goletta verde: nel nostro viaggio in Puglia ne abbiamo avvistate molte
L´esperto: colpa della pesca selvaggia ai danni dei predatori

di DANIELE SEMERARO


Non si può ancora parlare di emergenza, ma certamente di allerta sì. La costa adriatica sta registrando in questi ultimi giorni una vera e propria invasione di meduse e ad accorgersene sono i numerosi bagnanti e turisti, che in molti casi lamentano di aver paura a farsi il bagno.

Tra le zone in cui maggiormente è segnalata la loro presenza, da nord a sud, le isole Tremiti, Bisceglie, Torre a Mare, Polignano a Mare, Monopoli, Brindisi, Torre Chianca e Torre dell´Orso. In queste località in molti hanno dovuto fare i conti con le punture delle meduse; per loro, comunque, sono stati necessari solamente interventi di medicamento, come impacchi di ammoniaca.

«Eravamo in una delle tante terrazze che affacciano sul mare - raccontano alcuni turisti di ritorno da Polignano - e dall´alto le meduse si vedevano davvero bene. Erano abbastanza grandi, a occhio nudo se ne contavano più di dieci. A un certo punto abbiamo notato un ragazzo che, ignaro del pericolo, nuotava tranquillamente, schivando con un po´ di fortuna alcune meduse. A quel punto ci siamo messi a gridare e finalmente il nuotatore è stato avvicinato da uno yacht che lo ha tratto in salvo».
«Durante il nostro viaggio lungo le coste della Puglia - racconta Giorgio Zampetti di Goletta Verde - numerosi cittadini hanno segnalato la presenza di meduse.

Nell´Adriatico in effetti ce ne sono davvero molte, e spesso e volentieri capita che si concentrino solo in determinati punti. Si tratta - continua - di organismi che viaggiano con le correnti ed è da sfatare la diceria popolare che afferma che arrivino quando le acque sono pulite».

Quello che è chiaro a tutti e che inizia a preoccupare, però, è che si tratta di un´annata di grande concentrazione, soprattutto a causa della situazione climatica e dell´elevata temperatura delle acque, che dà alle meduse una condizione favorevole alla riproduzione. Le correnti marine, poi, le spingono verso la riva. «È un fenomeno attivo in tutto il Mediterraneo, che si ripete ciclicamente», spiega Ferdinando Boero, presidente della Stazione di biologia marina di Porto Cesareo.

«Attualmente c´è da segnalare una recrudescenza a livello globale. Uno dei motivi che porta a questa proliferazione potrebbe essere il fatto che stiamo sempre più depauperando le risorse ittiche a livello di predatori apicali: alcuni articoli usciti su autorevoli riviste come Science e Nature sottolineano che, statistiche di pesca alla mano, il numero di grossi pesci che si trovano nel mare sta diminuendo sempre di più. Venendo meno i grandi animali dell´oceano, c´è spazio per altri predatori. Le meduse, in questo caso, cibandosi di uova e larve di altri pesci, attraverso il successo degli eventi riproduttivi possono prendere il posto di questi predatori». Non ci troviamo, in ogni caso, ai livelli di vent´anni fa, quando in Adriatico ci fu una vera e propria emergenza: prima l´invasione di meduse, poi le maree rosse, una mortalità massiva sul fondo del mare e la presenza di mucillagini.
Nel nostro mare sono due le specie che possono creare qualche problema ai bagnanti: la Pelagia noctiluca, urticante e insidiosa a causa dei lunghi tentacoli, e la Carybdea marsupialis, una cubomedusa parente delle vespe di mare. Queste possono dare punture fastidiose e provocare molto dolore, ma non sono pericolose per la vita umana.

«Negli ultimi anni c´è una tendenza - continua Boero - all´aumento di meduse in tutto il mondo, soprattutto a causa delle attività dell´uomo, che riversa in mare la sua sporcizia». Il Giappone, ad esempio, è invaso da meduse giganti che possono pesare fino a 500 chili; nel Mediterraneo orientale, invece, questi animali intasano le condutture delle centrali atomiche, che prendono dal mare l´acqua per il raffreddamento». Situazioni che però da noi difficilmente dovrebbero verificarsi.
Al momento, rassicurano gli esperti, per il nostro mare non ci sono altri rischi. L´alga killer che sta preoccupando gli abitanti liguri da noi difficilmente potrebbe riprodursi, perché non abbiamo grandi fiumi che scaricano le acque inquinate nel mare.