venerdì 28 luglio 2006

Ferrovie, Bari-Roma in tre ore


da REPUBBLICA BARI - pag. VII

Accordo sull´alta velocità: tempi dimezzati per Napoli
Per completare i lavori ci vorranno 12 anni. "Ma i vantaggi per i viaggiatori si vedranno in corso d´opera"

di DANIELE SEMERARO


Da Roma a Bari in tre ore. Ma solo fra 12 anni. È un obiettivo «di portata storica» quello che si sono posti ieri mattina a Montecitorio i ministri delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, e dei Trasporti, Alessandro Bianchi, insieme al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, a quello della Puglia, Nichi Vendola, e all´amministratore delegato delle Ferrovie, Elio Catania.
Dopo il completamento, avvenuto quest´anno, dell´alta velocità tra Roma e Napoli, entro il 2020 la ferrovia Napoli-Bari (146,6 chilometri di linea, 15 stazioni) verrà rinnovata tramite l´istituzione di un´alta velocità «leggera», che consentirà un aumento fino a 15mila passeggeri e seimila tonnellate di merci trasportate ogni giorno. Sulla linea Torino-Milano-Napoli-Bari correranno 54 treni al giorno (oggi sono solo dieci) mentre sulla Napoli-Benevento-Caserta-Foggia ci saranno 144 treni in più giornalieri (ora sono 26).

Ad oggi da Napoli a Bari la durata complessiva del viaggio è di almeno tre ore e 40 minuti. Grazie agli interventi previsti, invece, Roma sarà raggiungibile da Bari in appena tre ore, con un risparmio di un´ora e mezza, e Napoli da Bari in meno di due ore, con un risparmio di un´ora e quaranta minuti. Tempi di percorrenza brevi ma vantaggi anche sul fronte dell´inquinamento, con una riduzione di emissioni di CO2 fino a 90mila tonnellate ogni anno.

Il nuovo tracciato prevede la costruzione di un tunnel lungo 25 chilometri, studiato per rendere permeabile l´Irpinia e toccare i bacini industriali. Il miglioramento avverrà anno dopo anno, perché i cantieri saranno chiusi «in corso d´opera per fasi funzionali», con vantaggi sia per il traffico viaggiatori che per quello merci. La realizzazione, che fino al 2020 vedrà un graduale abbattimento dei tempi di percorrenza sulla Napoli-Bari, ha un costo complessivo di cinque miliardi di euro, ma poiché alcune parti sono già state completate, restano da finanziare 3,7 miliardi di euro. Grazie al potenziamento di questo asse ferroviario, inoltre, il corridoio transeuropeo I (Berlino-Palermo) verrà definitivamente collegato con il corridoio VIII (Bari-Sofia).

«Proprio attraverso la caduta del muro di Avellino - così ha ribattezzato il presidente Vendola l´accordo di oggi - puntiamo all´unità del Mezzogiorno fino a fare del Sud la piattaforma d´Europa nel Mediterraneo».

giovedì 27 luglio 2006

Per quattromila pazienti parte la telecardiologia


da REPUBBLICA BARI - pag. V

Consulti a distanza e diagnosi in tre minuti
Emergenza caldo: caserme aperte agli anziani

di DANIELE SEMERARO


Partirà il primo agosto "Cuore di Bari", un progetto di telemedicina unico in Italia, che consentirà ai medici di compiere elettrocardiogrammi e consulti a distanza. L´iniziativa interesserà quattromila residenti over 65, soli e con patologie gravi. Il funzionamento è semplice: i medici di famiglia che si recano a casa del paziente possono effettuare un elettrocardiogramma completo attraverso l´utilizzo di uno speciale macchinario. Questo si collega a una centrale di ascolto di telecardiologia (attiva 24 ore su 24) dove operano specialisti che in massimo tre minuti emettono una diagnosi. In questo modo è possibile, eventualmente, disporre entro pochi istanti un ricovero o un intervento. «Riducendo i tempi - ha spiegato Daniele Amoruso, componente del tavolo tecnico del Comune in materia di emergenza caldo - migliora la prognosi e c´è più possibilità di salvare vite umane». Per adesso sono state acquistate 20 apparecchiature, per un costo totale di 30mila euro.

Il fronte caldo non aiuta: continuano i ricoveri al pronto soccorso degli anziani cardiopatici. Con le alte temperature sia gli ipertesi che gli ipotesi rischiano infatti pericolosi sbalzi di pressione. E intanto si moltiplicano le iniziative di solidarietà: la Uil pensionati apre al pubblico i propri locali dotati di aria condizionata; stessa cosa faranno i vigili del fuoco.

Policlinico, da ottobre niente più auto


da REPUBBLICA BARI - pag. VII

Con l´entrata in funzione del parcheggio interrato. In programma anche ampliamenti edilizi

di DANIELE SEMERARO


«Riqualificare la viabilità dentro e fuori il Policlinico». Con questo intento l´assessore all´Urbanistica, Ludovico Abbaticchio, ha indetto ieri una riunione a cui hanno partecipato, tra gli altri, il futuro preside di Medicina, Tommaso Fiore, il presidente di Poggiofranco, Francesco Paolo Polemio, e l´assessore alla mobilità, Antonio Decaro. Abbiamo valutato, spiega Abbaticchio, «le prospettive future per l´accesso al Policlinico di pazienti e ambulanze. Non solo, abbiamo anche discusso della riqualificazione urbanistica della zona in prospettiva del Piano strategico e del nuovo Piano regolatore generale», che amplieranno l´area destinata alle strutture sanitarie. Stiamo arrivando alla conclusione dei lavori, conclude l´assessore, «del parcheggio di piazza Giulio Cesare, che aprirà a ottobre, e quindi è importante riflettere su un cambiamento che interesserà moltissime persone».

Secondo quanto ha riferito l´assessore alla mobilità Antonio Decaro, inoltre, all´interno della struttura verranno istituite aree pedonali.
Ieri fuori dal Policlinico sono iniziati i lavori per costruire nuovi marciapiedi e aiuole e da lunedì arriverà anche il terreno per coprire il parcheggio, insieme ad alcune palme. Attualmente, a detta di medici e studenti, la viabilità interna è «abbastanza ordinata, soprattutto perché ci sono sensi unici e percorsi obbligati». Spesso, però, i pazienti si lamentano del fatto che «le strade sono tortuose, soprattutto per arrivare al pronto soccorso».

Ore 21, metti una sera a messa


da REPUBBLICA BARI - pag. I

Successo di un parroco del Tarantino: "Prima sono tutti al mare"
"Avevo notato che in estate la borgata si spopolava, ora vengono pure da fuori"

di DANIELE SEMERARO


A Talsano, in provincia di Taranto, si va a messa in prima serata. Almeno nei mesi estivi. L´iniziativa, racconta il parroco della Chiesa di Maria Ss. del Rosario, don Michele Colucci, è partita in via sperimentale: «Avevo notato che in estate la borgata si spopolava e che, tornando dal mare, non c´era una messa che potesse soddisfare le esigenze di una fascia non trascurabile di giovani e di famiglie. Così ho pensato di istituire una messa serale». La celebrazione si svolge alle ore 21 nella vicina chiesa del Carmine e gli orari delle altre messe rimangono invariati, alle ore 9.30 e alle 19.30.

Racconta don Colucci che la partecipazione è stata subito buona, con alcuni fedeli che sono arrivati anche da Taranto. L´interesse attorno alla singolare iniziativa è stato così grande che appena si è sparsa la voce il telefono della parrocchia è iniziato a squillare in continuazione: in molti volevano assicurarsi della sua veridicità. «È stato solo un piccolo tentativo - conclude il sacerdote - e per giunta limitato ai mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. La risposta però è stata incoraggiante, anche in riferimento alle confessioni».

Don Colucci non è nuovo a iniziative del genere: da maggio sulla Chiesa campeggia un grande striscione, che raccoglie l´attenzione dei passanti ricordando che «senza la domenica il cristiano non può vivere e che senza la messa non è più domenica».

mercoledì 26 luglio 2006

Ecco l'album dei nostri amarcord


da REPUBBLICA BARI - pag. XI

Le immagini indelebili della memoria: viaggio sulla scia di Repubblica.it
I ricordi del cuore dei pugliesi, dai grembiuli neri alla pianola

di DANIELE SEMERARO


Il primo giorno di scuola, le gite per andare a pesca col papà, le fiabe davanti al camino, i primi innamoramenti. Chissà quanti episodi ci vengono in mente se torniamo indietro nel tempo. Alcune settimane fa Repubblica.it ha lanciato un´iniziativa che ha riscosso un enorme successo: sulla scia di un progetto della tv britannica Bbc ha chiesto ai propri lettori di raccontare, in poche righe, il primo ricordo (l´episodio, il momento, la persona), quello che rimane nel cuore e non va più via. In pochi giorni sono arrivati migliaia di messaggi. Piccole autobiografie storie belle e meno belle, momenti piacevoli e drammatici.

Parafrasando questa iniziativa abbiamo girato la domanda ai pugliesi famosi. Per Edoardo Winspeare il primo flash della propria infanzia risale a quando, a casa sua, «ammazzavano il porco». «Lo uccidevano a coltellate - racconta il regista - e per noi era un evento. Ricordo che era un momento affascinante e brutale: ci volevano diverse persone, poi alla fine c´era sangue dappertutto. Ma ho anche forte un altro ricordo - continua - quando Armstrong è arrivato sulla luna: ho ancora in mente la voce di mio padre che mi diceva che stavo assistendo a un momento importante, e io guardavo la luna».

«Ahimè il mio primo ricordo è legato a Mussolini - racconta Renzo Arbore - Eravamo a Riccione e io ero sollecitato da mio padre che mi diceva in continuazione di guardare il Duce. Malgrado avessi solo 5 anni, l´immagine di quest´uomo vestito di bianco mi è rimasta nella mente. Evidentemente il chiacchiericcio che se ne faceva in tutti gli ambienti mi ha portato a ricordare questa cosa, chissà perché. Gli episodi legati alla guerra - continua - sono indimenticabili: quando fu bombardato il circolo dove mi trovavo, a Chieti, per me fu davvero drammatico, un ricordo indelebile».

Giovanni Albanese, scultore e regista, ricorda invece la prima volta che è andato a teatro: «Mi trovavo a Foggia, mi sembra si trattasse del teatro Giordano. Ero ragazzino, e per la prima volta mi trovai ad assistere a uno spettacolo. Ho ancora nella mente quanto mi colpirono gli attori. Si trattava di uomini, figure mitiche sotto i riflettori, che acquistavano una tridimensionalità magica, qualsiasi cosa dicessero o facessero».

Ricordi di affetto, invece, per il jazzista Pino Minafra: «Se guardo al passato mi viene in mente solamente mia madre. Credo che chi ti metta al mondo ti segni per tutta la vita. Mia madre purtroppo è morta in un modo drammatico e io di lei continuo sempre a tenere un´immagine come di un angelo. Anche una frase di mio padre - continua - mi è rimasta sempre nella mente. Un giorno tornavamo dalla campagna, e mi disse che stavo diventando uomo: per me fu un complimento grandissimo».

Giuliano Sangiorgi, classe ´79, cantante dei Negramaro, ammette invece di avere «vari ricordi», che spaziano «dalla prima pianola Bontempi alle corse in bicicletta con relativa e sicura sbucciatura di ginocchia». Ma soprattutto, il ricordo più intenso, spiega, sono «le nottate trascorse con i miei due fratelli, con cui condividevo la camera: parlavamo, giocavamo, stavamo sempre insieme».

Per Raffaele Nigro, scrittore e giornalista Rai, il primo ricordo va ai tempi della scuola: «Nella mia mente rimangono soprattutto i grembiuli neri con i quali andavamo in classe. E poi come dimenticare i pomeriggi in cui s´incontravano i compagni di gioco? Allora le strade non erano ancora asfaltate, era tutto sterrato, e si giocava come si poteva. Inoltre - continua - dall´autunno a primavera inoltrata il nostro passatempo preferito era ascoltare fiabe e racconti davanti ai camini, specialmente quelli di briganti: di solito erano raccontati dagli anziani».

Michele Piccirillo, considerato uno dei migliori pugili italiani, ricorda con piacere invece la prima importante vittoria della sua vita: «Avevo solo 7 anni e vinsi i campionati italiani a Jesolo. È un momento che mi è rimasto particolarmente impresso, perché mi ero allenato tanto e partecipavano molti bambini più grandi di me. Fu davvero una bella soddisfazione». Momenti non solo "sportivi" per Francesco Attolico, giocatore di pallanuoto che vinse, tra gli altri premi, l´oro alle olimpiadi di Barcellona nel 1992 e che ricorda il primo bacio a una ragazza. Aveva tredici anni e si trovava a una festa scolastica: «È stato - ammette - un momento davvero tenero».

Quando la genuinità è DOC


da REPUBBLICA BARI - pag. XVI

di DANIELE SEMERARO

Ogni tanto una buona notizia. In Puglia si mangia in modo sicuro e sono da escludere i danni alla salute dovuti alla presenza di pesticidi nei prodotti agricoli. A rivelarlo è un´inchiesta condotta da Coldiretti, Adoc e Agrofarma contemporaneamente in 12 città italiane. Il 4 luglio scorso numerosi consumatori baresi hanno volontariamente ceduto al Centro di ricerca e sperimentazione in agricoltura "Basile Caramia" di Locorotondo 24 campioni di frutta e verdura. Tra questi pesche, albicocche, susine, melanzane, pomodori e zucchine. Il Centro ha compiuto analisi per la rilevazione di 169 sostanze attive, per un totale di quattromila 65 determinazioni.

Dalle rilevazioni è emerso che i campioni donati dai pugliesi erano tutti regolari. In particolare, l´85 per cento era privo di residui dannosi per l´organismo e il 12,5 per cento ne conteneva in piccola quantità: una concentrazione nettamente inferiore (circa 14 volte) ai limiti fissati dalla legge. Si tratta di un risultato importante, che se da un lato ci rende tranquilli quando ci rechiamo a fare la spesa o ci sediamo a tavola, dall´altro deve impegnare gli enti a vigilare in maniera sempre attenta. Esistono ancora margini di miglioramento, soprattutto nel campo dell´uso della chimica in agricoltura e sul rispetto delle normative in vigore.

martedì 25 luglio 2006

Ancora scooter nei vicoli. Il blitz non ferma la banda


da REPUBBLICA BARI - pag. VI

A Bari vecchia nulla o quasi è cambiato dopo il sequestro dei tredici motorini
"Spesso costretti a pericolosi inseguimenti Per questo utilizziamo i controlli interforze"
Minorenni senza casco continuano a sfidare le forze dell´ordine davanti alla cattedrale. Donati: "Di più non possiamo fare"

di DANIELE SEMERARO


«Di più di così non possiamo fare». È estremamente realista Stefano Donati, comandante della polizia municipale di Bari, in merito alla situazione incontrollata degli scooter a Bari vecchia. «Non ci arrendiamo però e cerchiamo quotidianamente - continua - di combattere il malcostume della guida senza casco e delle scorribande tra i vicoli con posti di blocco organizzati e segnalazioni». Tutta la città vecchia, dunque, dovrebbe essere sotto controllo, dopo che venerdì sera in poche ore sono stati sequestrati dai carabinieri tredici scooter, grazie alle segnalazioni degli stessi giovani che frequentano i locali notturni.

Camminando, però, per il centro storico, si continuano a vedere le stesse scene di sempre. Gli scooter transitano a forte velocità in strade dove la circolazione è vietata e spesso i centauri autori degli zig-zag sono ragazzi anche molto giovani. La percentuale di motociclisti che indossano il casco, poi, rimane ancora molto bassa. Così, nei vicoli tra la cattedrale, la basilica di San Nicola e il castello è tutto un brulicare di motorini.

«Organizziamo quasi ogni giorno posti di blocco - continua Donati - in collaborazione con polizia e carabinieri, utilizzando fino a quattro pattuglie. In questo modo riusciamo a fare controlli e, eventualmente, elevare multe in tutta sicurezza. Infatti scegliamo luoghi adatti e i nostri agenti vigilano affinché non ci sia il rischio di fughe». Uno dei problemi principali, per cui però poco si può fare, sono infatti le conseguenze dovute alla fuga di chi viene fermato per un controllo: molto spesso succede che inizino lunghi inseguimenti che possono sfociare anche in gravi incidenti o investimenti.

L´altro problema è quello legato alla sicurezza degli stessi vigili: «I nostri agenti, soprattutto quando sono a piedi e da soli - sottolinea il comandante - poco possono fare contro eventuali aggressioni di bande di ragazzi. E così si limitano a osservare, prendere nota e poi segnalare le situazioni irregolari». Ecco perché molto spesso i vigili non intervengono, anche se il reato avviene sotto i loro occhi.
Tuttavia, soprattutto in prossimità delle piazze dove stazionano gli agenti (piazza del Ferrarese e Cattedrale in primis) la situazione sta migliorando. Nelle piccole stradine, però, è cambiata di poco, e non è stato difficile trovare intere famiglie (mamma, papà e bambino piccolo) viaggiare tranquillamente su un motorino, così come ragazzini che sfrecciano a tutta velocità su mini moto.

«Fino ad ora - conclude il comandante Donati - insieme ai carabinieri abbiamo presidiato numerose zone della città, e grazie ai nostri posti di blocco abbiamo sequestrato oltre 50 mezzi». Solo nella giornata di ieri in 4 posti di blocco sul lungomare di Palese, in corso Trieste, in via Napoli e in via Petrera sono state sequestrate 5 moto perché i conducenti erano senza casco, 2 motorini perché a bordo erano in due e uno scooter perché il conducente era senza patentino. Inoltre, sono state ritirate 6 carte di circolazione per assenza di revisione e elevate 5 multe per mancanza di documenti.

"Un negoziante su tre paga il pizzo"


da REPUBBLICA BARI - pag. VI

I dati di Confesercenti: 17mila commercianti coinvolti, Puglia al quarto posto

di DANIELE SEMERARO


Dopo Sicilia, Calabria e Campania, con 17mila commercianti coinvolti (il 30 per cento del totale) la Puglia è la quarta regione per casi di racket ed estorsione. Lo rivela il rapporto della Confesercenti Le mani della criminalità sulle imprese, arrivato quest´anno alla nona edizione. Il pizzo si conferma come il reato tipico della criminalità organizzata, finalizzato a sostenere le famiglie e i clan. Pur essendoci 12 associazioni antiracket (solo in Sicilia ce ne sono di più, 36) le denunce sono sempre meno (basti pensare al numero antiusura della prefettura di Bari, che fino ad ora non ha ricevuto molte telefonate). In Puglia, a differenza di molte regioni italiane, le denunce sono scese dal 10,5 per cento del 2004 al 10,2 del 2005; stessa cosa per i procedimenti aperti per estorsione, passati dai 1310 del 1999 ai 788 del 2005.

«La Puglia - si legge nel rapporto - è attraversata da fortissime tensioni e da vere e proprie guerre di mafia che stanno ridisegnando il potere mafioso della regione. Preoccupa, a Bari, la feroce guerra tra bande che sta insanguinando il centro cittadino e alcuni quartieri periferici».

sabato 22 luglio 2006

Forza Italia protesta: rassegna stampa di parte


da REPUBBLICA BARI - pag. II

di DANIELE SEMERARO

«Da chi e con quali criteri vengono selezionati gli articoli da inserire nella rassegna stampa quotidiana del Consiglio regionale della Puglia?». A chiederselo è il Gruppo consiliare di Forza Italia, che ha presentato un´interrogazione urgente al presidente del Consiglio, Pietro Pepe.

La protesta avviene dopo la pubblicazione di articoli relativi alla vicenda giudiziaria che riguarda Raffaele Fitto e all´edizione della rassegna del 21 luglio. In particolare, evidenziano i consiglieri, nella versione on line della rassegna del 21 luglio ci sono svariati articoli relativi al "caso Fitto", ma mancano le due interviste a Fitto pubblicate su Libero e Il Giornale e «per questo ci chiediamo quale sia il criterio di scelta: se è quello in base al quale vengono inseriti solo articoli inerenti l´attività di Giunta, Consiglio e consiglieri regionali, allora fin dal 21 giugno scorso non andava inserito alcun articolo relativo alla vicenda. Se invece il criterio seguito è quello che gli articoli inerenti il caso Fitto sono ritenuti di interesse per i fruitori, vanno inseriti tutti, ogni giorno, positivi e negativi, di stampa locale e nazionale, interviste comprese».

Pur essendo certi che si sia trattato di una distrazione, concludono i consiglieri, «non vorremmo assolutamente pensare che la selezione dei quotidiani e degli articoli da inserire possa essere dettata da motivi diversi dal rendere un servizio utile e imparziale agli utenti della rassegna».

Caso Fitto, i ncampo Bertinotti


da REPUBBLICA BARI - pag. II

Il presidente della Camera: "Serve un´opportuna riflessione per eventuali iniziative da assumere"

Gli atti del dibattito in Aula inviati al Csm e al ministro

di DANIELE SEMERARO


Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, dopo il dibattito svoltosi a Montecitorio sulla domanda di autorizzazione ad eseguire gli arresti domiciliari nei confronti dell´ex governatore della Puglia, Raffaele Fitto, ha inviato una lettera con gli atti della seduta al vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura e al ministro della Giustizia. Motivo, stimolare una riflessione dello stesso Csm. «Nel corso della discussione in Assemblea - ha scritto Bertinotti - sono stati rappresentati elementi che attengono al delicato rapporto tra le modalità di svolgimento delle indagini giudiziarie e l´esigenza di tutela del libero esercizio della funzione parlamentare, e, più in generale, dell´attività politica nel suo complesso, tema che, com´è evidente, riguarda l´essenza stessa della nostra vita democratica». Così, prosegue Bertinotti, «ritengo di dover trasmettere il resoconto stenografico della citata seduta, al fine di avviare una opportuna riflessione sull´argomento, per ogni eventuale iniziativa che si ritenga di assumere». Un gesto che pochi si sarebbero aspettati e che potrebbe assumere i contorni di una critica ai metodi seguiti dalla magistratura nelle indagini che riguardano i politici. E il gesto di Bertinotti potrebbe rivelarsi un inedito asse con il leader dell´Udc, Pier Ferdinando Casini, che aveva duramente attaccato i magistrati baresi.

Mercoledì Fitto si era lasciato a un lungo ed appassionato intervento alla Camera sulla richiesta di arresti avanzata nei suoi confronti dalla magistratura di Bari, ripercorrendo la sua vicenda giudiziaria. La Giunta per le Autorizzazioni aveva proposto all´Aula di respingere la domanda di arresti domiciliari, ma Fitto ha chiesto comunque di essere arrestato «come un normale cittadino».

«Ha fatto bene Bertinotti - ha spiegato l´esponente dell´Ulivo, Francesco Monaco - . Tale dibattito si è segnalato per due profili complementari: una riflessione sul rischio di abuso nelle intercettazioni di personalità politiche anche non parlamentari, ma anche il maldestro tentativo, operato da alcuni deputati, di imbastire un processo in aule ai magistrati».

Ma plaude soprattutto l´opposizione. Il capogruppo dell´Udc alla Camera, Luca Volontè, condivide la scelta, perché «si tratta di un atto di grande autorevolezza». Stessa situazione per il vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera, Luigi Vitali, di Forza Italia: «Il presidente Bertinotti - ha detto - aveva promesso di approfondire il tema della tutela dei parlamentari dalle disinvolte iniziative giudiziarie della magistratura. Ed ha rispettato l´impegno».

«L´atteggiamento di questa classe politica mi sembra un po´ retro». Una delle poche voci fuori dal coro è quella di Antonio Borghesi di Italia dei Valori, l´unico che ha votato a favore dell´arresto di Fitto «perché ha fatto un discorso eroico e avrebbe dovuto sopportarne le conseguenze. Un intervento - continua - che si poteva evitare, perché ha trasformato la discussione in un attacco alla magistratura». L´atteggiamento del presidente della Camera, aggiunge, «sembra più volto ad una conservazione di situazioni di privilegio che non a un´effettiva parità di tutti i cittadini di fronte alla legge. Bertinotti si sta rivelando eccessivo in certe sue manifestazioni, forse per accreditarsi di più nei confronti dell´opposizione».

Dove lasciare Fido? Negli Usa nascono gli hotel a 5 stelle


A Washington l'ultimo nato di una catena con oltre 50 alberghi di lusso
Suite, coccole, televisione e gelati per non farli mai sentire soli


Dove lasciare cani e gatti in estate?
Negli Usa c'è l'hotel a 5 stelle


di DANIELE SEMERARO

DA pochi giorni Washington ha un nuovo albergo a cinque stelle. Non sarebbe una grande novità, se non fosse che l'albergo in questione ha come target ospiti molto particolari: cani e gatti. Il PetSmart PetHotel, appena aperto nel quartiere di Bethesda, è solo l'ultimo di una catena che si sta espandendo a macchia d'olio con oltre 50 esercizi negli Stati Uniti. Strutture lussuose che assicurano ai propri cari a quattro zampe ogni comfort, al prezzo di 23 dollari (tasse escluse) a notte.

Dimentichiamo canili o pensioni per cani e gatti. Nel PetHotel c'è tutto ciò che può coccolare un animale nei periodi di assenza del padrone: dal gelato senza lattosio servito su cialde per cani, ai giochi per tenerlo in forma, alle lenzuola ipoallergeniche. E per 10 dollari in più a notte è possibile prenotare una suite con televisione, in cui vengono proiettati a ciclo continuo film e documentari con protagonisti gli animali. "Non si tratta di una cosa da poco - spiega entusiasta il direttore Vince Malanaphy - perché guardare la tv aiuta gli animali a rilassarsi e a respirare, anche fuori casa, un'aria familiare".

Un albergo che, soprattutto nel periodo estivo, dovrebbe essere preso d'assalto dai numerosi padroni che partono per le vacanze e non sanno dove lasciare i propri cuccioli. Ma non è tutto, perché all'hotel si può affidare il proprio cane anche solo di giorno e riprenderlo la sera. La formula "Doggie Day Camp" costa 20 dollari e, assicurano gli esperti, "permette agli animali di non restare soli a casa e nello stesso tempo socializzare".

All'arrivo ogni ospite riceve un collare con un codice identificativo e in tutti gli ambienti ci sono telecamere per monitorare e registrare l'attività degli ospiti. A disposizione di cani e gatti, oltre alla tv, anche piccoli giocattoli e oggetti da mordere. E se il proprio cucciolo dovesse sentire nostalgia di casa? Niente paura: in determinati orari è possibile telefonare in albergo e "interloquire" con lui facendogli sentire la propria voce.

Si è pensato davvero a tutto. Per i "bisognini", ad esempio, è stata creata una "stanza del relax" di 20 metri quadrati con alberi finti. "Per motivi di sicurezza - spiega Malanaphy - non permettiamo ai nostri animali di uscire fuori dall'albergo". E se uno di loro abbaia troppo o si comporta in modo aggressivo? Niente paura, c'è il "time out": l'animale viene rinchiuso per 15 minuti in una gabbia. "Dopo due o tre volte - spiega - capiscono come devono comportarsi".

Oltre ai cani (l'albergo ne può ospitare fino a 180) c'è spazio anche per 26 gatti. I felini vengono ospitati in gabbie di plexiglass per 14 dollari a notte. La tariffa include anche 15 minuti di coccole da parte degli addetti specializzati. Nell'albergo, infatti, sono disponibili educatori e veterinari 24 ore su 24, per ogni esigenza. Ogni giorno gli animali vengono puliti, tenuti in allenamento e addestrati.

Gli ambienti dove soggiornano i cani e quelli dove si trovano i gatti sono del tutto separati. Per ridurre lo stress, inoltre, anche i sistemi di areazione di cani e gatti sono distinti, in modo tale che gli uni non sentano gli odori degli altri.

La PetSmart, che ha la sua sede principale a Phoenix, in Arizona, è stata premiata negli Stasti Uniti come l'azienda più in crescita nel settore. Entro il 2010 aprirà 240 alberghi in tutto il mondo. "Ci piace trattare gli animali degli altri - recita lo slogan - come se fossero i nostri".

(21 luglio 2006)

(Nella foto: un ambiente dell'albergo)

venerdì 21 luglio 2006

A Capraro il premio Tatarella


da REPUBBLICA BARI - Pagina I

Lo scrittore ha vinto con "Né padri né figli", ambientato in Puglia

di DANIELE SEMERARO


È Osvaldo Capraro, con 53 voti, il vincitore del nono premio letterario "Città di Bari - Pinuccio Tatarella". Il libro, Né padri né figli (Edizioni e/o), ambientato tra Brindisi, il mare e la campagna del Salento, è un romanzo noir, di formazione, tra la Sacra Corona Unita e l´operazione Primavera. A giocarsi la finale anche Claudio Piersanti con Il ritorno a casa di Enrico Metz (2° posto, 32 voti), Ugo Ronfani con Memoriale delle caverne (3° posto, 38 voti), Tommaso Pincio con La ragazza che non era lei (4° posto, 21 voti) e Elena Gianini Belotti con Pane amaro. Un immigrato italiano in America (22 voti).

Il premio speciale della giuria è andato all´ungherese Peter Esterhàzy (definito «lo scrittore più difficile da tradurre»), ospite d´onore della serata, mentre quello per la saggistica è andato a Claudia Petraccone per il libro Le "due Italie". Alla premiazione, presentata dal giornalista Maurizio Mannoni, ha partecipato anche il sindaco Michele Emiliano. A scegliere i 5 finalisti, tra 55 candidati, un gruppo di esperti e una giuria composta da studenti di liceo e università e esponenti di associazioni culturali. Durante la premiazione è stato anche proiettato "Punta Perotti Point", cortometraggio sull´abbattimento dell´ecomostro diretto da Maurizio Sciarra.

giovedì 20 luglio 2006

"Aiutami a vendere". Gioco con la Hilton sbarca sui cellulari


Dopo i dischi, i profumi, gli orologi e i locali arriva anche il videogame
Rompicapi e 64 livelli per un gioco disponibile solo sui cellulari


Alla ricerca delle pietre preziose
Paris Hilton sbarca sul telefonino


di DANIELE SEMERARO

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AVEVA promesso, entro l'inizio dell'estate, di presentare il primo titolo di una serie di videogiochi dedicati alla sua intensa vita. L'attesa, ora, è terminata. Paris Hilton, l'ereditiera di una delle catene di hotel più importanti del pianeta sta per lanciare il suo videogame per cellulare. Si tratta, dopo la linea di profumi, quella di orologi, i libri di memorie, la catena di locali alla moda e il singolo musicale "Stars are blind", che sta spopolando in tutte le radio, dell'ennesimo prodotto firmato Paris Hilton. E pensare che la bella ereditiera, figlia di Rick e Kathy Hilton, è diventata famosa grazie a un video pornografico amatoriale.

Ma torniamo al gioco. Chi si aspettava un simulatore di parrucchiere o di shopping rimarrà deluso. "Paris Hilton Diamond Quest" è infatti un puzzle game, in cui bisogna risolvere dei rompicapo. Un titolo non troppo impegnativo e particolarmente adatto ad essere giocato sul telefonino (mentre si aspetta l'autobus, in coda alla cassa di un supermercato o in un momento di noia sulla spiaggia, tanto per fare qualche esempio).

Obiettivo del gioco, spiegano gli sviluppatori, sarà aiutare la ricca ereditiera a lanciare una nuova linea di gioielli. Compito del giocatore è quello di supportare la bionda Paris nella ricerca dei gioielli di tendenza, spostandosi con il suo aereo personale tra le più famose capitali del mondo (New York, Parigi, Londra, Cancun) alla ricerca di originali e rare pietre preziose. Il gioco si estende su 64 livelli, e per avanzare sarà necessario superare una serie di prove di abilità e rompicapi di diversa entità, con obiettivi sempre più impegnativi.

La modalità di gioco varierà di volta in volta tra i diversi livelli, ma la regola da seguire è sempre la stessa: allineare, su una tavola, diamanti, zaffiri, rubini e altre pietre preziose. Dopo aver spostato le gemme nella corretta posizione, gli enigmi sveleranno una serie di nomi e di immagini che serviranno al giocatore per completare l'obiettivo e completare, così, la collezione di gioielli. Ogni gemma rimossa dalla griglia, inoltre, potrebbe nascondere un bonus in grado di avanzare più velocemente di livello. Completate le missioni, infine, la Hilton concederà al giocatore simpatici premi.

Imparare ad utilizzare il videogame è davvero molto semplice. La grafica è molto dettagliata e il gioco è corredato anche da una simpatica colonna sonora. Il gioco, inoltre, interagisce anche con il telefono, e lo fa vibrare nei momenti più intensi, come ad esempio quando sta per scadere il tempo.

"Paris Hilton Diamond Quest", dal costo di circa 5 euro, è prodotto dalla Gameloft, una delle software house più attive del momento. È disponibile sui portali Wap degli operatori di telefonia ed è compatibile con tutti i modelli di cellulare che offrono la possibilità di installare giochi e programmi in Java.

(20 luglio 2006)

(Nella foto: Paris Hilton)

Bari-Lecce, raddoppio ultimato: "Ma il governo ci dia più treni"


da REPUBBLICA BARI - pag. IX

Ancora una settimana di lavori tra Polignano e Fasano: da sabato alcune corse soppresse
Loizzo: "Sarebbe assurdo ora avere una linea moderna ma con pochi convogli"

di DANIELE SEMERARO


«La fine dei lavori sulla Bari-Lecce è sicuramente un´ottima notizia per tutti i pendolari, i viaggiatori e i turisti della nostra regione. L´importante, però, è che ora il governo ci dia la possibilità di incrementare anche l´offerta dei treni, altrimenti i nostri sforzi saranno inutili». A lanciare il monito è l´assessore regionale ai Trasporti Mario Loizzo. Dopo anni di attesa, infatti, mancano ormai pochi giorni alla conclusione dei lavori per la realizzazione dell´ultimo tratto del raddoppio della linea ferroviaria tra Bari e Lecce. Un potenziamento che, secondo Trenitalia, darà effetti immediati sulla regolarità del traffico e l´eliminazione delle attese causate dagli incroci dei treni in transito in direzioni opposte su un unico binario.
«Finalmente - aggiunge Loizzo - abbiamo una linea ferroviaria altamente sicura, con il massimo delle tecnologie in termini di sicurezza, elettrificazione e segnalamento. Ora, considerato l´aumento costante della domanda, abbiamo la possibilità di incrementare, soprattutto nelle ore di punta, la quantità dei treni in circolazione». Per toccare con mano i risultati di questo incremento, però, bisognerà attendere in primo luogo l´entrata in vigore, nel dicembre prossimo, del nuovo orario, e poi, soprattutto, l´adeguamento dei finanziamenti elargiti dal governo alla regione. «Questo corrispettivo - spiega Mario Loizzo - è fermo al 2001, perché in questi anni si è sottovalutata la centralità del trasporto pubblico. Non vorrei che ora, dopo aver speso milioni di euro per adeguare le infrastrutture, abbiamo un´ottima capacità ma non abbiamo treni a sufficienza. Il grosso dello sforzo - conclude - deve avvenire a livello nazionale».
Intanto il Gruppo Ferrovie dello Stato ha reso noto che per ultimare i lavori di raddoppio fra Polignano e Fasano, da sabato prossimo a sabato 29 luglio alcuni treni regionali verranno sostituiti con autobus che partiranno e arriveranno nei piazzali antistanti le stazioni. In particolare, il Bari-Ostuni delle 5.48 e l´Ostuni-Bari delle 8.17, i Lecce-Bari delle 6.06 e delle 14.21 e i Bari-Lecce delle 11.44 e delle 23.11. Il Barletta-Lecce delle 13.10 fermerà la corsa a Bari, dove verrà sostituito da autobus; i Bari-Monopoli delle 15.20 e delle 17.25 arriveranno fino a Polignano, da dove si proseguirà con autobus, mentre il Monopoli-Bari delle 19.02 verrà soppresso e sostituito con autobus da Monopoli a Polignano, da dove si prosegue in treno. Domenica 30 luglio saranno cancellati e sostituiti con autobus il Brindisi-Bari delle 4, il Bari-Lecce delle 5.40 e il Lecce-Bari delle 5; l´espresso Bologna-Lecce partirà da Bari alle 6.20 anziché alle 5.28. Altri treni subiranno variazioni di orario e Trenitalia consiglia, prima di iniziare il proprio viaggio, di contattare il call-center al numero 892021 o di collegarsi al sito internet www.trenitalia.com.
Sempre sulla direttrice adriatica, ieri è stato firmato a Foggia un protocollo d´intesa per il potenziamento del nodo ferroviario, considerato strategico sia sul fronte del trasporto passeggeri che merci.

mercoledì 19 luglio 2006

Case Iacp, 25 milioni dalla Regione


da REPUBBLICA BARI - pag. VI

Protocollo per recuperare i quartieri Madonnella e San Girolamo. Spazio anche ai privati

di DANIELE SEMERARO


La Giunta regionale ha approvato «il trasferimento di 63 milioni di euro all´Istituto autonomo case popolari (Iacp) per il recupero di immobili residenziali». Di questi 63 milioni, il 40 per cento andrà allo Iacp della provincia di Bari. Inoltre, spiega l´assessore regionale all´urbanistica, Angela Barbanente, è stato siglato un protocollo d´intesa tra gli Iacp e il comune di Bari che definisce alcune linee guida per il recupero del quartiere Madonnella e la rigenerazione urbana di San Girolamo. Si conclude, così, un lavoro teso a individuare modalità di intervento che garantiscano la riqualificazione e la permanenza degli abitanti e che utilizzino la permuta delle aree.
L´altra novità, inoltre, è che la Regione aprirà le porte anche ai privati. A San Girolamo, ad esempio, questi potrebbero entrare nell´affare perché le volumetrie previste dal piano regolatore non sono state utilizzate interamente dallo Iacp: potrebbero, così, realizzare nuove case, senza variazioni al Piano regolatore, e ristrutturare a proprie spese gli alloggi pubblici. «Abbiamo inoltre a disposizione - continua Barbanente - alcune case di San Girolamo che possono essere destinate alla mobilità dei cittadini».
A Madonnella, invece, i privati potrebbero essere interessati ai primi piani per costruire locali commerciali: con i soldi ricavati, così, si potrebbe procedere alla ristrutturazione dei palazzi esistenti. «Dobbiamo imparare - conclude l´assessore - a far fruttare le nostre risorse: soltanto così potremo investire sulla riqualificazione e la qualità della vita dei nostri cittadini».

"Auto e moto inutili per un 118 migliore"


da REPUBBLICA BARI - pag. V

Gli operatori contro l'Asl Ba4

di DANIELE SEMERARO


«L´utilizzo di auto e moto mediche per l´estate è poco utile, è solo un´operazione di facciata». Non usano mezzi termini gli operatori del 118 per descrivere le novità introdotte, per la stagione estiva, dal direttore generale della Asl Bari/4 Walter Domeniconi. Tra queste figurano l´utilizzo di auto (per il litorale a nord di Bari) e moto mediche (per il litorale sud) in modo da inviare sul posto il prima possibile un medico e un autista-soccorritore che prestino le prime cure in attesa dell´arrivo dell´ambulanza.
Secondo i medici l´iniziativa va a depauperare un sistema che già registra numerosi problemi. Tra questi, spiega Andrea Lasciarrea, medico del 118 che ogni giorno opera sul territorio, «la cronica carenza di personale, dovuta soprattutto a motivi economici, che non permettono alla regione di assumere personale a sufficienza, soprattutto in vista del periodo estivo. Per non parlare - continua - dei rischi che ogni giorno corriamo quando ci rechiamo sul territorio: veniamo ingiuriati, minacciati e sbeffeggiati continuamente, e per questo rischio non otteniamo nemmeno una gratificazione economica. Ecco - conclude - perché c´è la fuga da questo tipo di professionalità».

Il Piano cave approvato in Commissione


da REPUBBLICA BARI - pag. IV

Critiche dal parco dell´Alta Murgia: pericolosa la deroga

di DANIELE SEMERARO


Un altro passo in avanti verso l´approvazione definitiva del Prae, il Piano regionale per le attività estrattive, che ha ottenuto parere favorevole dalla quinta commissione (ambiente). Un piano con il quale l´amministrazione Vendola vuole mettere fine alla mancanza di regole nel settore dell´attività estrattiva in Puglia. «Il Prae - hanno spiegato gli assessori all´urbanistica Barbanente e all´ambiente Losappio - deve porsi l´obiettivo di armonizzarsi con la legislazione vigente in queste materie e rispettare la vocazione del territorio, pur considerando però gli interessi economici già in essere".
I due documenti che compongono il Prae stabiliscono che nelle aree protette è vietata l´apertura di nuove cave, sono eliminati i bacini ricadenti in zone destinate a parchi nazionali, è consentita la riattivazione di cave o l´ampliamento di quelle già esistenti solo per materiali di pietra ornamentale o altri di difficile reperibilità. La valutazione di impatto ambientale, infine, sarà necessaria solo per i piani di bacino.
Perplessi i Comitati dell´Alta Murgia: «Il Prae così com´è ci tutela in parte - spiega Nicola Menduni, consigliere del Parco della Murgia - perché continua a consentire l´attività estrattiva non fino alla scadenza delle concessioni, ma fino all´esaurimento dei bacini, con conseguenze negative per il territorio»

Iter più veloce per l'eolico: aziende pronte a investire


da REPUBBLICA BARI - pag. IV

Trovato l´accordo sia con le associazioni ambientaliste che con quelle dei contadini: approvazione rapida per le nuove norme

di DANIELE SEMERARO


È stato definito «positivo» l´incontro tra l´Anev, l´Associazione Nazionale Energie del Vento, e l´assessore all´ambiente della Regione Puglia Michele Losappio. Un incontro dal quale «è scaturito un ulteriore avanzamento nella direzione di un incremento delle fonti rinnovabili, da tutti auspicato». Secondo quanto spiega l´Anev, sono stati approfonditi i temi riguardanti la bozza del Piano energetico ambientale regionale (Pear) ed il Regolamento sull´eolico. L´Associazione ha ribadito il principio della semplificazione dell´iter autorizzativo, nonché della predisposizione di strumenti di programmazione chiari «che consentano alle aziende attive nel settore di promuovere uno sviluppo di progetti supportato dalla garanzia istituzionale di una volontà chiara e duratura di raggiungere gli obiettivi espressi nella bozza del Pear». L´Anev ha poi rilevato l´importanza della decisione di revoca del blocco dell´eolico, scaduto lo scorso 30 giugno, e ha avuto la garanzia da parte della Regione che la nuova procedura di valutazione integrata comporterà una drastica riduzione dei tempi del rilascio dell´autorizzazione, in modo da consentire la conclusione dei procedimenti in 180 giorni.
Altra innovazione è la previsione di un coinvolgimento delle amministrazioni comunali nel processo regolativo della materia, che si dovrebbe concretizzare con la redazione di specifici piani all´interno dei quali saranno individuati i siti non idonei alla realizzazione degli impianti, lasciando quali zone eleggibili quelle non escluse dai piani. La collaborazione tra Anev e Regione Puglia porterà, infine, alla verifica, entro un anno, sia degli strumenti normativi sia delle strutture tecniche, affinché sia possibile raggiungere l´obiettivo minimo del 10% di produzione di energia elettrica da fonte eolica rispetto alla produzione complessiva regionale.
Il presidente della Provincia di Brindisi Michele Errico intanto ha ribadito «il diniego categorico a qualsiasi proposta di dialogo con la società Brindisi Lng in merito al progetto di realizzazione del rigassificatore in località Capobianco»; qualora Brindisi Lng volesse invece presentare un altro progetto per un altro sito, ha aggiunto Errico, esso verrebbe valutato per le vie ordinarie. Il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, dal canto suo, resta dell´avviso che non si debbano «chiudere le porte a nessuno». Da Roma, il ministro delle Politiche comunitarie Emma Bonino ha però ribadito che la realizzazione di impianti di rigassificazione in Italia è ormai «una scelta obbligata» per garantire la sicurezza dell´approvvigionamento energetico.

lunedì 17 luglio 2006

Japigia, non vogliamo discariche


da REPUBBLICA BARI 16/07/2006 - pag. X

Una delibera del Comune prevede la struttura dove ora sorge il mercato dell' usato. Ma la circoscrizione la boccia

di DANIELE SEMERARO


La costruzione di un centro raccolta rifiuti dell' Amiu a Japigia, dove ora sorge il mercatino dell' usato di via Troisi, ha messo in agitazione gli abitanti del quartiere. «C' è una delibera del consiglio comunale - spiega il presidente della circoscrizione, Pasquale Leccese - che prevede l' istituzione di questo spazio proprio dove ora sorge il mercatino». Questa locazione, però, raccontano i cittadini, è incompatibile con la situazione del territorio, perché si tratta di un luogo inserito nel cuore del quartiere, vicino a complessi edilizi di pregio e a due passi da dove sorgerà il Centro direzionale. Tra i timori degli abitanti, inoltre, anche il disturbo della quiete pubblica che avverrebbe nel momento di carico e scarico dei materiali. Per questo motivo la circoscrizione ha espresso al Comune parere negativo per la creazione dell' ecocentro, auspicando che si apra al più presto un tavolo di trattative per cercare di spostare il luogo in cui avverrà la costruzione. Il consiglio comunale, dal canto suo, spiega l' assessore alle Aziende municipalizzate Cinzia Capano, è disponibile all' incontro con i cittadini: «Quello che deve essere chiaro a tutti - rassicura - è che non si tratta di una discarica, ma di un deposito previsto dal protocollo sulla raccolta differenziata, che non può essere completa senza i centri di raccolta per i materiali ingombranti». Ma in cosa consiste un ecocentro? Spiega il presidente dell' Amiu, Giuseppe Savino, che si tratta semplicemente di un deposito in cui vengono posizionati dei grossi contenitori. Il cittadino, nel momento in cui vuole disfarsi di oggetti ingombranti, può recarsi nel centro e scaricare gratuitamente il materiale in maniera sicura e legale: «La paura degli abitanti di Japigia - aggiunge Savino - è ingiustificata, perché la costruzione di questo spazio andrà a migliorare la vita di tutti. I pericoli per l' igiene o l' inquinamento acustico - continua - non esistono, perché il processo di lavorazione avverrà dove avviene attualmente. Semplicemente, si tratta di un luogo che permetterà a tutti di eliminare facilmente vecchi divani, televisori, materassi e tutti quei rifiuti ingombranti che molto spesso, invece, vengono abbandonati per strada».

venerdì 14 luglio 2006

Cozze inquinate e grano tossico: ecco le frodi consumate a tavola


da REPUBBLICA BARI 14/07/2006 - pag. VI

Il rapporto del Movimento difesa del cittadino: in Puglia allarme per le sofisticazioni

di DANIELE SEMERARO


A Manfredonia un caseificio vendeva formaggi che venivano stagionati nel water. A Bari vecchia nel deposito di un ristorante sono stati trovati più topi che alimenti. Senza dimenticare lo scandalo del grano contaminato da ocratossina sequestrato nel capoluogo pugliese. Sono solo alcune delle situazioni più gravi scoperte, nell´ultimo anno, dalle forze dell´ordine nella nostra regione, dove le frodi alimentari incidono per l´8,3 per cento sul totale nazionale.
Secondo le ricerche dei carabinieri del Nas, tra i prodotti più a rischio figurano i molluschi (cozze, vongole, ostriche, noci di mare), anche se da parte del consumatore si registra una maggiore predisposizione alla cautela. «Succede spesso - spiega il maresciallo Giovanni Galetta - che il consumatore si faccia condizionare dal prezzo: soprattutto nelle province di Bari e Taranto, ad esempio, agli angoli delle strade si trovano venditori ambulanti che spacciano per pesce fresco prodotti pescati in acque inquinate e non transitati in adeguati centri di depurazione: di questi alimenti, attaccati dallo smog ed esposti senza refrigerazione, bisognerebbe sempre diffidare».
Attenzione anche agli insaccati prodotti artigianalmente: in provincia di Bari è stata scoperta carne avariata e ricoperta di muffa che veniva utilizzata per produrre la zampina, la salsiccia tipica di Sammichele. Tra i sequestri più rilevanti dell´ultimo anno figurano anche 250 tonnellate di olive in cattivo stato di conservazione in provincia di Brindisi; migliaia di uova (per un valore di circa 150mila euro) sequestrate in provincia di Foggia, a Trinitapoli, perché contenute in confezioni con false etichette circa qualità, provenienza e data di confezionamento. Per non parlare dei vermi trovati ad Andria in alcuni piatti di riso destinati ai bambini di una scuola dell´infanzia. Infine, il maxi sequestro, avvenuto lo scorso 23 settembre, di 58mila tonnellate di grano duro proveniente dal Canada contaminato da ocratossina, una sostanza nefrotossica e cancerogena prodotta dai funghi.
Situazioni molto pericolose che, come spiega Roberto Gagliano Candela, docente di tossicologia forense all´università di Bari, di solito si risolvono nell´arco di pochi giorni ma che a volte possono portare a problemi ben più gravi: «Si passa dall´intossicazione classica, i cui sintomi sono nausea, vomito, diarrea e dolori addominali, fino a tumori e malattie renali».
Come possiamo, allora, difenderci? «Molto spesso con semplici gesti- conclude Gagliano Candela - Attenzione, quando si compra il pesce, all´odore, alla colorazione della pelle e allo stato dell´occhio. E dubitare sempre, al ristorante, dei piatti serviti troppo velocemente».

lunedì 10 luglio 2006

CAMPIONI DEL MONDO!!!

domenica 9 luglio 2006

Il vecchio pc non si butta: si rigenera con "Butterfly"


Parte da Foggia il progetto Butterfly che prevede la rigenerazione dei vecchi pc per le scuole. Risparmi per l'ambiente e costi di gestione abbattuti

Server centrale e microchip
"Così ti riciclo il computer"


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Creare una rete informatica di ultima generazione utilizzando computer obsoleti? Non è fantascienza, ma è quello che sta accadendo nelle scuole medie e superiori della provincia di Foggia, dove dall'agosto dello scorso anno è partito in via sperimentale "Butterfly". Si tratta di un progetto innovativo, che punta alla sensibilizzazione di scuole e enti territoriali al risparmio dell'energia, al rispetto dell'ambiente e all'alfabetizzazione informatica.

La missione. Il progetto "Butterfly" permette di sfruttare i computer obsoleti (fino a 12 anni), allungando la vita dell'hardware e ottenendo le stesse prestazioni rese dai computer di ultima generazione. "Insieme ad alcuni colleghi - spiega Enzo Dota, uno dei responsabili dell'iniziativa - abbiamo studiato i dati presenti sul sito web del ministero della Pubblica Istruzione, e abbiamo notato, anche attraverso l'esperienza personale, che molti computer 'obsoleti' o fuori uso rimangono dismessi e accantonati nei magazzini delle scuole. E così abbiamo voluto puntare a un progetto che riducesse notevolmente gli impatti dannosi per l'ambiente, risultati dalla rottamazione dell'hardware obsoleto, e che desse la possibilità agli istituti scolastici di allestire moderne aule d'informatica senza spendere una fortuna. Basti pensare che ogni anno produciamo circa 130 milioni di computer dismessi, che creano un notevole impatto ambientale. Con questo progetto li ricicliamo praticamente al 100%: l'importante che si accendano, al resto pensiamo noi".

Come funziona. Il sistema non è altro che una rete tra computer con un server centrale che li coordina. I computer "vecchi", attraverso un microchip montato all'interno, diventano "stupidi", cioè vengono privati del sistema operativo e della capacità di calcolo. Da quel momento, tutte le operazioni vengono svolte dal server centrale, che provvede a immagazzinare i dati, a salvare le operazioni, a far "girare" i programmi, a fornire la rete internet. In questo modo si può realizzare con pochi soldi una vera e propria aula didattica, sicura e funzionale, dove il docente può controllare gli studenti e interagire con loro.

Ma vediamo nel dettaglio il funzionamento del sistema. La configurazione minima dei pc da rigenerare è un Pentium di prima generazione con almeno 100 Mhz di velocità, 32 o 64 megabyte di memoria Ram e una scheda di rete: un computer "da museo", potrebbero dire gli appassionati. L'hard-disk non serve, perché - lo dicevamo - tutte le operazioni vengono svolte da un server centrale. L'unica cosa che viene installata fisicamente sulla macchina è un chip industriale con interfaccia Ide, che permette di far dialogare il videoterminale col server. Una volta installato il sistema (per tutta l'operazione, promettono gli addetti ai lavori, sono necessari circa 20 minuti per ogni pc) e configurato il server, è tutto pronto. L'aula d'informatica può essere equipaggiata con sistema operativo e software Linux (completamente gratuito), oppure con il più conosciuto Windows. È possibile utilizzare qualsiasi applicazione, dalla videoscrittura ai programmi multimediali, dai software di calcolo matematico a quelli che sfruttano internet, e così via.

A ogni studente viene assegnato un nome utente e una password, in modo tale da potersi far riconoscere dal sistema e ritrovare i propri lavori salvati. "Addirittura - racconta ancora Enzo Dota - una funzione molto utile è quella che permette all'utente, se non ha finito di lavorare, di salvare e riprendere dallo stesso punto con le stesse caratteristiche anche una o due settimane dopo, da qualsiasi altra postazione della scuola. L'altra novità è che queste macchine, essendo 'stupide', non hanno bisogno di costi di manutenzione e potenzialmente non si rompono mai".

I costi. Il fattore economico dipende molto dalla situazione di ogni scuola. Se l'istituto (come avviene nella maggior parte dei casi) ha a disposizione vecchi computer, allora l'installazione è rapida e immediata. Se, invece, si vuole costruire una nuova aula d'informatica, basterà comprare (immaginiamo a prezzi molto bassi) computer obsoleti, oppure richiedere donazioni a enti e uffici. Una volta ottenuti i pc, bisognerà acquistare un server su cui installare Windows 2003 Server (il prezzo oscilla tra gli 800 e i 1700 euro, a seconda di quanti pc bisogna gestire). Al resto ci pensa l'azienda foggiana Tecnoworks (promotrice dell'iniziativa): per rigenerare ogni postazione sono necessari tra i 230 e i 330 euro. Facendo un rapido calcolo, i costi si abbattono di oltre la metà: un'aula d'informatica con 20 computer completamente nuova, infatti, verrebbe a costare oltre 14mila euro; un'aula d'informatica con sistema "Butterfly", invece, non supererebbe i 6900 euro.

E inoltre si risparmia parecchio denaro anche perché non è necessario acquistare una licenza software per ogni postazione (basta acquistare solo quella per il server, dove fisicamente il programma viene eseguito). Anche i costi di manutenzione dei pc (che di solito richiedono almeno 50 euro all'anno per ogni postazione) vengono cancellati, perché i videoterminali non si rompono praticamente mai.

"La sperimentazione - racconta Dota - è già avvenuta nella nostra provincia e si sta allargando a macchia d'olio. Ormai lavoriamo con tutte le scuole di Foggia, e in molte già iniziano a chiederci una seconda o anche una terza aula d'informatica. Non è tutto, perché abbiamo accordi con una società abruzzese per sviluppare sistemi di registro elettronico, in modo che in ogni classe ci sia un computer utilizzabile sia come registro di classe e sia per fare ricerche. All'inizio - ammette - è stato difficilissimo convincere presidi e professori, sembrava parlassimo lingue diverse. Ora invece si sta spargendo la voce e abbiamo decine e decine di richieste. 'Butterfly' è progettato proprio per lavorare con gli studenti, e tra i vantaggi c'è anche una maggiore sicurezza: spesso i docenti si lamentano perché i ragazzi installano sui computer della scuola programmi di chat, software per scaricare suonerie dei cellulari e giochini vari, con conseguente danneggiamento delle macchine. Questo ora non sarà più possibile, perché sarà il professore a decidere, di volta in volta, quello che possono fare i ragazzi. Vorremmo davvero - conclude - che si limitassero i danni all'ambiente e che in ogni scuola ogni studente possa avere la possibilità di utilizzare un computer".

(8 luglio 2006)

(Nella foto: L'istituto Giannone, una delle scuole coinvolte nel progetto)

giovedì 6 luglio 2006

Ecco l'antica Roma: la storia si studia con un videogame


Dal 28 luglio l'esperimento con un gruppo di 30 studenti milanesi che studieranno la vita nell'età imperiale dimenticando i compiti tradizionali

Scuola, la storia dell'antica Roma
si impara giocando al videogame


Addio libri, le lezioni durante l'estate le fa il "professor" mouse

di DANIELE SEMERARO

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ROMA - Lo sapevate che il bagno, nell'antica Roma, si trovava nello stesso ambiente della cucina? Non lo abbiamo letto su un libro di testo, ma lo si può scoprire giocando a "Civ City: Roma", un videogioco di strategia in tempo reale che spazia dalla nascita dell'antica Roma al suo progressivo sviluppo fino all'impero e che sarà dato come compito estivo ad alcuni studenti di un liceo milanese. La scuola è finita ormai da alcune settimane e di compiti per le vacanze i ragazzi non vogliono proprio sentirne parlare. "Li facciamo tra fine agosto e inizio settembre", sembra essere la frase ricorrente. Ma se, invece, i compiti a casa potessero diventare più leggeri e accattivanti? È questa la sfida lanciata dalla casa di produzione di videogame Take Two Interactive, che darà la possibilità a un gruppo di trenta studenti dell'Istituto Opere Sociali Don Bosco di Milano di imparare divertendosi.

Il procedimento è molto semplice: dal 28 luglio arriverà sul mercato italiano il nuovo gioco "Civ City: Roma". I produttori - d'accordo con i docenti dell'istituto - consegneranno le copie del gioco ai ragazzi, che potranno provarlo per tutta l'estate. Al ritorno dalle vacanze, poi, racconteranno con un tema quello che il videogioco ha insegnato loro. L'idea è nata per caso, spiegano gli organizzatori: "Abbiamo fatto vedere il videogame a un docente, che ne è rimasto impressionato perché al suo interno sono presenti delle valenze storiche molto alte".

La storia inizia sulle sponde del Tevere, con un piccolo insediamento, che il giocatore crea e allarga. Per far progredire la città bisognerà però impegnarsi, ad esempio, a creare l'alfabeto o a realizzare scoperte scientifiche (possono essere sviluppate più di 70 diverse tecnologie), passaggi che sono fondamentali per evolvere e andare avanti nel gioco. "La cosa bella - aggiungono - è che all'interno del software c'è anche la cosiddetta 'Civipedia', una specie di enciclopedia che racconta la storia di Roma sotto ogni angolatura. Qualche esempio: si può approfondire il perché Roma faceva la differenza rispetto agli altri stati o in che modo funzionavano l'igiene o gli acquedotti. Tutto è spiegato in ogni minimo dettaglio: basta solo che il giocatore sposti il mouse su una casa, un personaggio della città o un edificio (ce ne sono tantissimi tra cui scegliere, tra cui scuole di gladiatori, anfiteatri, il Circo Massimo, fortini di legionari, depositi di armi) per avere tutte le informazioni storiche". Il team di sviluppatori ha studiato in modo molto accurato la civiltà romana, sia attraverso i libri sia facendo sopralluoghi sulle rovine della Città eterna. L'obiettivo, infatti, è stato quello di ricreare lo scenario più dettagliato possibile sulla vita dell'antica Roma.

Il gioco è ispirato al Sid Meier's "Civilization". Per portare al massimo splendore Roma sarà necessario edificare strutture, assecondare i bisogni dei cittadini (magari, perché no, costruendo locande e non alzando troppo le tasse). Non è tutto, perché si dovranno anche diffondere l'istruzione e le più svariate tecniche (come la pesca, la coltivazione dei campi e l'allevamento) non dimenticando la politica e la religione, ripercorrendo, così, l'espansione della città. Chiaramente, maggiore sarà lo sviluppo del gioco, più numerose saranno le richieste, dalla disposizione di una rete urbana funzionale ed intelligente alla costruzione di luoghi di culto alla necessità di divertire i cittadini.

"Il nostro esperimento - raccontano gli organizzatori - non intende sostituire l'insegnamento tradizionale, ma semplicemente usufruire di un gioco che può insegnare diversi aspetti dell'antica Roma che spesso non si leggono sui libri, utilizzando un 'mondo naturale' per un ragazzo, quello dei videogiochi. Alla fine dell'estate, poi, gli studenti scriveranno le proprie riflessioni in un tema-relazione che dovrà prendere in esame anche la profondità e l'accuratezza del videogame, oltre alla sua valenza didattica. La nostra iniziativa non vuole essere una rivoluzione nel campo dell'insegnamento - continuano - ma potremmo andare ad anticipare un futuro non troppo lontano, in cui può darsi che la stessa scuola andrà a richiedere un videogioco per insegnare. È bello poter andare in controtendenza a ciò che si dice di solito per i videogame, che fanno perdere tempo e non sono educativi". Ai ragazzi che meglio esprimeranno, tramite il tema, il loro pensiero, andranno in regalo computer e altre componenti. La valutazione sarà affidata a un team di professori di storia e di italiano supportati da alcuni esperti di videogiochi.

Tra i più entusiasti c'è proprio uno dei docenti che partecipa all'iniziativa, il prof. Andrea Maino: "Non è la prima volta che mi chiedono di verificare videogiochi per i ragazzi. In particolare, questo mi sembra un gioco che insegni molto, soprattutto perché negli studenti delle scuole medie e superiori c'è una grande curiosità per tutti quelli che sono gli agganci con la storia al di fuori del classico libro di testo. L'utilizzo che se ne può fare è certamente quello di suscitare una curiosità per le materie oggetto di studio. Io - ammette - da piccolo mi appassionavo molto per la lettura dei fumetti di Asterix, che suscitavano in me la curiosità e la voglia di andare ad approfondire. Anche in questo caso il videogame oggi può avere la stessa funzione che ha avuto il fumetto o il libro di lettura diversi anni fa, perché rende meno pesante e più accattivante l'insegnamento". Attenzione, però, a non calcare troppo la mano, perché si tratta sempre di videogiochi: "Sicuramente un'iniziativa del genere va molto bene, ma quello che c'è sui manuali non potrà mai essere sostituito".

(6 luglio 2006)

(Nella foto: Un'immagine del Colosseo contenuta nel videogioco)