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domenica 7 ottobre 2007

“Internet? È roba vecchia”. Parola dei suoi creatori






Avete capito bene: secondo i pionieri della Rete, internet sarebbe ormai un’infrastruttura obsoleta. A rivelarlo un articolo del Wall Street Journal. Nel 1969 Larry Roberts del Pentagon’s Advanced Research Projects Agency progettò un programma, destinato agli enti di ricerca, chiamato ARPAnet che avrebbe permesso a più computer di restare connessi tra loro anche a distanza. Per le decadi successive, Roberts ha provato, spendendo circa 340 milioni di Dollari, a migliorare la sua stessa tecnologia, arrivando però al punto che oggi come oggi è obsoleta.

“Non possiamo più contare su questa tecnologia, che è vecchia di quarant’anni” ha spiegato il programmatore che ora ha 69 anni. La sua ultima invenzione è un “router di flusso”, che non fa altro che analizzare il traffico di rete convogliando su “strade” diverse dati di pagine Web, e-mail, telefonate VoIP, e così via. Ma Roberts non è l’unico tra i “creatori” della rete a pensarla così.

Dello stesso avviso Len Bosack, cinquantacinquenne co-fondatore di Cisco Systems: “La rete così com’è oggi - ha spiegato - è abbastanza inadeguata; per questo abbiamo annunciato di voler creare un sistema che permetta alle grandi aziende di collegarsi ai cavi sottomarini che hanno una velocità cento volte migliore delle attuali infrastrutture”. Il dibattito, dunque, è acceso, soprattutto in questi ultimi anni in cui più volte si è parlato di sovraccarico della Rete, dovuto principalmente all’avanzare della tecnologia e alle sempre più utilizzate telefonate low-cost via internet.

“La Rete non è stata fatta per permettere alle persone di guardare la televisione - ha spiegato Roberts - e lo so, perché l’ho creata io”. E se pensiamo che gli accessi, secondo una ricerca, dovrebbero aumentare del 264 per cento entro il 2011, sono sempre di più gli esperti che teorizzano che, prima o poi, potrebbe esserci un grande crash globale di internet.

sabato 1 settembre 2007

Assiro, babilonese o sumero?






Da piccoli a scuola vi siete appassionati alle civiltà mesopotamiche tanto che avete coltivato, per anni, il sogno di diventare archeologi? Ora un software web-based sviluppato dagli ingegneri dell’University of Advancing Technology dell’Arizona vi viene incontro, dandovi la possibilità di tradurre una frase scritta in inglese in assiro, babilonese o sumero.

Il sistema funziona convertendo le parole inglesi nel linguaggio cuneiforme e dei geroglifici. Lo sviluppatore, Joe McCormack, ha lavorato per più di mille ore prima di arrivare al risultato finale.

sabato 16 giugno 2007

L'inventore del Web riceve gli onori della regina






È una delle prime volte che accade, e ci fa piacere segnalarlo. Tim Berners-Lee, accademico britannico che nel 1991 ha inventato un sistema "per organizzare e collegare tra loro pagine in una rete" è stato insignito dalla Regina Elisabetta (non solo, ma anche dal presidente della Royal Society lord Rees of Ludlow e dall'ex primate anglicano rev. Lord Eames) del prestigioso titolo dell'Order of Merit, uno dei più importanti in Inghilterra. Titolo che, solitamente, viene dato a chi eccelle nelle arti e nelle scienze.

Berners-Lee è considerato il padre del Www per aver creato, al Cern di Ginevra, il primo ipertesto. Il codice, all'epoca, rese semplice lo scambio d'informazioni scientifiche tra studiosi.

Sir Tim attualmente è direttore del World Wide Web Consortium (W3C) al Mit di Boston. Il titolo appena ricevuto, molto ambito, è ristretto a sole 24 persone viventi. Prima di lui, Winston Churchill e Madre Teresa. Non male come carriera, no?