sabato 25 marzo 2006

Divina Commedia in versione rap, e Dante sbarca in discoteca




"Dante Rap" è il concorso della Società Dante Alighieri per avvicinare i ragazzi alla musica e alla letteratura. Giurato d'eccezione, Vittorio Nocenzi

La Divina Commedia diventa un rap
"Investiamo su musica e letturatura"


Su Repubblica Multimedia i brani arrivati al primo e al secondo posto

di DANIELE SEMERARO


ROMA - "Nel mezzo / del cammin // di nostra vita // mi ritrovai / in una selva oscura / ché la diritta via // era smarrita" (da leggersi necessariamente con ritmo rap). Chissà quanti artisti, ma anche quanti ragazzi "annoiati" dalle lezioni scolastiche, hanno provato a musicare le terzine iniziali dell'Inferno di Dante. Da qualche mese, però, quest'attività ha tenuto impegnati migliaia di studenti, che hanno partecipato a un'importante iniziativa: musicare in stile rap un brano della Divina Commedia di Dante. Voce e base musicale compresi. Il tutto patrocinato niente meno che dalla Società Dante Alighieri, il centro studi che si occupa dell'approfondimento, della conservazione e della diffusione della nostra lingua nel mondo.

Il progetto, "Dante Rap", ha coinvolto studenti appartenenti alle scuole italiane di ogni ordine e grado, e si è prefissato l'obiettivo di risvegliare la loro creatività e i loro interessi "per il coinvolgente connubio tra musica e letteratura". A giudicare i lavori, una giuria di esperti di primo livello: lo scrittore Walter Mauro, il segretario generale della Società Dante Alighieri Alessandro Masi e Vittorio Nocenzi, tastierista del Banco del Mutuo Soccorso.

Medaglia d'oro e d'argento, rispettivamente, ai ragazzi dell'Istituto per le Scienze Sociali "Piero Saffa" di Brescia e ai "colleghi" dell'Istituto d'istruzione di Riposto, in provincia di Catania. Su Repubblica Multimedia è possibile ascoltare uno stralcio dei due brani.

"Di solito quando si parla di musica a scuola pensano a me, perché sono un'appassionata" spiega Debora, 18 anni, di Brescia, che col suo brano ha vinto, insieme ad altri due amici, il primo premio del concorso. "All'inizio eravamo un po' scettici. Poi, spinti un po' dall'amore per la musica, un po' dalla voglia di approfondire lo studio di Dante e, perché no, anche allettati dalla possibilità di ricevere un premio, ci siamo buttati a capofitto nell'ideazione del brano. Innanzitutto abbiamo scelto il testo: di tutta la Commedia siamo andati a scandagliare soprattutto l'Inferno, e proprio lì abbiamo trovato quello che cercavamo: abbiamo scelto il brano in cui si parla di Mida perché volevamo fare una specie di denuncia sociale contro la corruzione e l'avidità. Poi è venuto il momento della parte strumentale, che ho creato io: ho composto la musica, ho suonato le chitarre e ho campionato batteria e trombe".

"In realtà devo ammettere - continua - che il rap non è un genere che mi entusiasmi particolarmente, e così ho deciso di dare un'interpretazione tutta mia, andando a lavorare su sonorità più hip-pop e funky. La solista, bravissima, e i vocalist hanno fatto poi il resto".

A supervisionare il concorso e a giudicare i brani, lo abbiamo detto, anche Vittorio Nocenzi, tastierista della storica band Banco del Mutuo Soccorso, che è il responsabile dei diversi progetti musicali della Dante Alighieri: "All'interno di queste iniziative - spiega - cerchiamo di mettere in relazione i testi di Dante con la musica contemporanea, con un occhio di riugardo alle nuove generazioni. Io ho fatto parte della giuria e devo ammettere che i lavori che ci sono stati presentati, soprattutto quelli che sono arrivati più in alto, sono di ottimo livello".

"Abbiamo cercato di valutare con occhio attento - continua Nocenzi - se ci si trovava, di volta in volta, di fronte a una semplice scansione metrica oppure di fronte a un'elaborazione del tutto originale, come il brano che si è classificato al primo posto. In particolare questo brano ci è piaciuto molto perché c'è una forte espressività musicale, un'esecuzione della solista con un buon timbro di voce e un'ottima intonazione, una melodia che arriva all'orecchio, ricca di qualità. Il rap, non dimentichiamolo, nasce come espressione di urgenza da parte dei ghetti afroamericani delle città statunitensi per denunciare il loro stato di emarginazione; nasce come un momento di forte contestazione e richiesta di attenzione, e io in questo brano queste tematiche le ho trovate molto. Il brano che è arrivato al secondo posto - conclude - è invece totalmente differente: i ragazzi infatti hanno puntato molto sulla base ritmica, che è scritta molto bene. E per questo li abbiamo voluti premiare".

ASCOLTA I DUE BRANI VINCITORI SU REPUBBLICA MULTIMEDIA:

- Primo posto, Istituto Piero Saffa di Brescia

- Secondo posto, Istituto d'Istruzione di Riposto (CT)


(24 marzo 2006)

Primavera dei monumenti con gli studenti "Ciceroni"




Sabato 25 e domenica 26 marzo la Giornata Fai di Primavera. E quest'anno i veri protagonisti sono i ragazzi, che guideranno i visitatori

Studenti-"Cicerone" per il Fai
dalle scuole oltre 7000 volontari


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Sabato 25 e domenica 26 marzo il Fai, Fondo per l'Ambiente italiano, organizza la quattordicesima Giornata di Primavera, che, come ogni anno, vede l'apertura straordinaria di splendidi monumenti, solitamente chiusi al pubblico durante tutto l'anno.

Quest'anno, in particolare, sarà possibile visitare, gratuitamente o versando una piccola offerta, 410 monumenti in 190 città italiane. Con una novità: oltre ai volontari (sono più di seimila, dislocati in tutte le delegazioni regionali del Fai) che rendono possibile l'apertura di così tanti luoghi, quest'anno i veri protagonisti saranno gli studenti.

Oltre 7600 ragazzi, infatti, grazie al "progetto scuole", faranno da guida ai visitatori e saranno a loro disposizione per illustrare gli aspetti storici e artistici dei monumenti, precedentemente studiati sui banchi di scuola: "Il numero di ragazzi, quest'anno più alto che mai - spiega Vittoria Dal Verme del settore scuola-educazione del Fai - dimostra che l'iniziativa è valida e che la scuola ha un gran bisogno di progetti che aiutano a misurare sul campo i propri apprendimenti".

I ragazzi, che provengono principalmente dalle scuole superiori, ma anche da elementari e medie, di tutta Italia, sotto il coordinamento delle delegazioni locali del Fai si sono preparati per diverso tempo. Prima sono stati abbinati a un luogo, poi hanno svolto una serie di ricerche, in classe o nelle biblioteche, sulla storia e sul patrimonio artistico del luogo prescelto. Infine, hanno svolto una visita sul campo, una specie di "prova generale" in cui il personale del Fai e i professori stessi si sono improvvisati curiosi visitatori e hanno posto agli studenti numerose domande.

"Ormai è il terzo anno che collaboro col Fai alla Giornata di Primavera - spiega Carolina, 18 anni, di Milano - e credo che sia un'occasione molto interessante e importante da cogliere. Ci viene offerta un'importante opportunità, quella di parlare davanti a un pubblico, è un ottimo esercizio". "Domenica prossima io e i miei compagni - spiega ancora Carolina - saremo al Palazzo Visconti di Milano. Lì potremo guidare i visitatori attraverso tutto il percorso e spiegheremo loro gli affreschi, le pitture, la storia del palazzo, i vari passaggi di proprietà. La cosa più bella, forse, sono i complimenti che arrivano alla fine di ogni giro. Lasciano molto soddisfatti".

Tra i monumenti e i palazzi più importanti, di solito inaccessibili, aperti quest'anno al pubblico figurano la Villa del Balbianello (Como), il monastero di Torba (Varese), l'abbazia di San Fruttuoso (Genova), il castello di Masino (Torino), il giardino della Kolymbetra nella Valle dei Templi (Agrigento), la baia di Ieranto (Napoli), la torre di Punta Pagana (Rapallo), il parco di Villa Gregoriana (Tivoli). I luoghi, lo dicevamo, sono oltre 400, e per avere la lista completa si può consultare il sito del Fai.

La Giornata Fai di Primavera, nata in collaborazione con "Repubblica" e patrocinata dalla Presidenza della Repubblica, ha coinvolto dal 1993 ad oggi oltre 3,5 milioni di visitatori. Solo l'anno scorso hanno partecipato 380mila persone.

Si tratta, spiega il Fondo per l'Ambiente, di "una manifestazione unica che, come ormai è tradizione, trasforma il nostro Paese in un immenso teatro aperto a tutti. Un teatro con centinaia di palcoscenici sparsi in ogni parte d'Italia, dove si rappresenta la bellezza, talvolta inattesa e sconosciuta, che ci circonda".

(24 marzo 2006)

(Nella foto: "Ciceroni" al lavoro)

venerdì 24 marzo 2006

Francia, de Villepin tiene duro: "Non ritiro la legge sul Cpe"


Il primo ministro francese ha visto i vertici dei sindacati
Non ci sarebbe stato, però, alcun accordo. Le proteste continuano


De Villepin: "Non ritiro il Cpe"
Ora l'incontro con gli studenti


Chirac da Bruxelles: "La legge è stata approvata e ora va applicata"
Contrario Sarkozy: "Ora rischiamo un risveglio delle banlieues"

di DANIELE SEMERARO


PARIGI - Ognuno resta sulle sue posizioni e la situazione sul contratto di primo impiego (Cpe) rimane bollente. All'indomani delle manifestazioni studentesche che in Francia hanno generato violenti scontri, oggi il primo ministro francese Dominique de Villepin ha incontrato a Matignon, per la prima volta dall'inizio della crisi, i cinque principali sindacati francesi.

A quanto riferiscono i sindacalisti, però, l'incontro non ha avuto un buon esito perché de Villepin ha reiterato il suo no a ritirare la legge: "Non l'abbiamo convinto - ha riferito Bernard Thibault, leader della Cgt, il principale sindacato francese - e la sola cosa che abbiamo ottenuto è che riceva subito le organizzazioni di giovani, liceali e studenti. Lo farà, su nostra insistenza, domani mattina".

La radicalizzazione delle proteste aveva spinto de Villepin a convocare i sindacati, che lo attaccavano per aver imposto il Cpe senza averli sentiti. Parallelamente, la mobilitazione degli studenti e dei liceali continua: una sessantina di università, infatti, sono coinvolte in manifestazioni, scioperi e i blocchi della didattica.

I sindacati, inoltre, hanno confermato lo sciopero generale e le manifestazioni che, martedì prossimo, rischiano di paralizzare il Paese. De Villepin, dal canto suo, ha spiegato che l'incontro era solamente una prima tappa e che desidera continuare le discussioni nei prossimi giorni.

I leader sindacali hanno fortemente contestato anche le dichiarazioni che il presidente Chirac ha fatto al margine del Consiglio Europeo di Bruxelles, secondo cui la legge è stata istituita e quindi dev'essere applicata.

La situazione, però, resta tesa dopo gli scontri tra studenti e forze dell'ordine, che si sono ripetuti anche giovedì sera ai margini del quartiere di Saint-Germain, al termine di una manifestazione che ha portato in strada oltre ventimila universitari e liceali. Un giovane di ventuno anni è stato portato in ospedale con una grave ferita alla testa. La polizia ha arrestato oltre seicento persone in tutta la Francia. Chirac ha chiesto che "questi vandali" siano perseguiti e puniti con tutta la severità necessaria.

Ma nel governo, non tutti sono d'accordo e temono che De Villepin stia tirando troppo la corda del confronto con gli studenti. Il ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy, ad esempio, ha preso le distanze dal premier, aprendo al dialogo, e lanciando l'allerta: le manifestazioni studentesche, nella capitale come nelle altre città, "stanno cambiando volto": si concludono, infatti, sempre più spesso con scene di guerriglia urbana, scontri fra poliziotti e manifestanti, lanci di pietre e bottiglie molotov, vetture danneggiate. Il rivale del premier alle presidenziali del 2007 aveva già dichiarato di temere le manifestazioni degli studenti, che secondo lui rischierebbero di risvegliare le agitazioni delle banlieues, dove cresce il malcontento.

(24 marzo 2006)

giovedì 23 marzo 2006

Maltempo, nubifragio a Roma. Camionisti soccorsi in Puglia

In Puglia, tra Melfi e Candela, camionisti bloccati nella notte
Traffico in tilt, terrazzi e cantine allagate nella Capitale


Il maltempo non lascia l'Italia
eccezionale grandinata a Roma


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Vento e forti piogge continuano a flagellare l'Italia e a ritardare l'inizio della primavera. Questa notte, a causa dell'esondazione del fiume Ofanto, si sono verificati forti disagi tra Melfi e Candela. Nel primo pomeriggio, poi, un nubifragio ha messo in ginocchio la Capitale.

Roma. Terrazzi, cantine e balconi allagati, fogne otturate e strade inondate. Un forte temporale, accompagnato da grandine a chicchi grossi, si è abbattuto nel primo pomeriggio su Roma, in particolare nella zona nord. Il maltempo ha anche provocato disagi al traffico: moltissimi gli interventi dei vigili del fuoco nei quartieri Flaminio, Monte Mario, San Basilio e Pietralata. Particolari disagi si registrano nella zona di Ponte Milvio, dove i pompieri stanno lavorando con un mezzo anfibio per liberare la strada dall'acqua alta. Semafori in tilt a Piazza San Giovanni.

Puglia. A causa delle abbondanti piogge il fiume Ofanto, ieri notte, è esondato nel tratto tra Melfi e Candela, causando l'allagamento di numerose strade e il conseguente blocco del traffico. Forti disagi si sono verificati soprattutto in una stazione di rifornimento, dove alcuni autotrasportatori sono rimasti bloccati per tutta la notte. A liberarli i vigili del fuoco, che sono intervenuti con mezzi anfibi e un elicottero. A Candela si è aperta una profonda voragine in una strada del centro storico e il sindaco ha emesso sei ordinanze di sgombero per le abitazioni della zona. Lo straripamento dell'Ofanto, inoltre, ha messo a rischio smottamenti tutta la zona di Rocchetta Sant'Antonio.

(23 marzo 2006)

(Nella foto: Lo straripamento dell'Ofanto)

mercoledì 22 marzo 2006

Rimandato il lancio di Vista: arriverà nel gennaio 2007


Il successore di Windows Xp continua a farsi attendere
I tecnici starebbero ancora migliorando prestazioni e sicurezza


Microsoft rimanda il lancio di Vista
arriverà solo nel gennaio del 2007


Il nuovo sistema operativo uscirà in sei diverse versioni
All'annuncio del nuovo rinvio, tonfo in borsa per il titolo Microsoft

di DANIELE SEMERARO


NEW YORK - Il lancio di Windows Vista, il nuovo sistema operativo di casa Microsoft, è stato ancora una volta rimandato. Gli utenti privati, infatti, non lo vedranno negli scaffali dei negozi prima dell'inizio del 2007: "Vista - riferisce un portavoce - sarà disponibile alla fine del periodo natalizio". Una scelta non troppo azzeccata.

Secondo le previsioni il progetto Vista - il sistema operativo che andrà via via a sostituire Windows Xp, sui nostri schermi ormai da cinque anni - doveva arrivare a conclusione per la seconda metà del 2006. Per quella data, in effetti, ne uscirà una versione, che sarà però dedicata esclusivamente ai clienti "corporate", ovvero alle grandi aziende. In tutti i casi si tratta del periodo di attesa più lungo tra l'uscita di un sistema operativo e il suo successivo. All'annuncio dell'ennesimo rinvio, avvenuto questa notte, le azioni Microsoft hanno fatto registrare al Nasdaq (il listino della borsa Usa che racchiude i principali titoli tecnologici) un tonfo di oltre due punti e mezzo.

La decisione di ritardare il lancio, secondo indiscrezioni, è dovuta al fatto che l'azienda di Bill Gates starebbe lavorando a migliorare ancora di più qualità e la sicurezza del nuovo sistema operativo (non dimentichiamo che Windows Xp, nei primi anni di vita, è stato paragonato a un colabrodo per le falle e i "buchi" attraverso cui hacker e virus riuscivano a inserirsi, facilmente, nei sistemi degli utenti).

La nuova generazione di Windows, in tutti i casi, sarà prodotta in sei versioni. Tre di queste saranno dedicate agli utenti domestici; altre due agli utenti professionali e una al mercato emergente. Vista, che durante la lunga fase di progettazione è stato chiamato "Longhorn", porterà numerose innovazioni, oltre che sul campo della sicurezza, anche della grafica, nella navigazione in rete e nell'utilizzo delle applicazioni multimediali.

Secondo alcune indiscrezioni che circolano sul web, con l'arrivo del nuovo sistema molti clienti dovranno necessariamente cambiare (o potenziare) il proprio computer. Se il sistema operativo è nuovo, si dice, molto probabilmente richiederà risorse aggiuntive e performance superiori. Non disperiamo, però: un pc anche non proprio di ultima generazione, con 512 megabyte di Ram, un hard-disk abbastanza capiente e veloce e, soprattutto, una scheda video dedicata (Vista dovrebbe, infatti, sfruttare una tecnologia 3D per la visualizzazione degli oggetti sul desktop) dovrebbero essere sufficienti a ottenere buone prestazioni. Staremo a vedere.

(22 marzo 2006)

(Nella foto: Una schermata di Windows Vista)

martedì 21 marzo 2006

Microsoft Xplayer: Bill Gates prepara la sfida all'iPod


Xplayer, il nuovo gadget, sarà disponibile nel 2007
Riprodurrà audio mp3 e video, ma sarà targato Xbox


Microsoft prepara la sfida all'iPod
e la vera novità saranno i giochi


Solo poche settimane fa Bill Gates aveva lanciato Origami

di DANIELE SEMERARO


NEW YORK - L'indiscrezione è ghiotta: la Microsoft sta progettando un nuovo gadget elettronico portatile, tutto rivolto alla fascia più giovane dei consumatori, che andrà a competere direttamente con la PlayStation portatile di Sony, l'iPod della Apple e il Game Boy Advanced della Nintendo. Sembra, a questo punto, che il progetto Origami non sia l'unica grande novità hardware alla quale sta lavorando la multinazionale di Bill Gates.

Il nuovo dispositivo, nome in codice "Xplayer", ha un obiettivo ambizioso: combinare in un unico prodotto video, musica e giochi. Ma, a differenza di Origami, non sarà un vero e proprio computer. Sarà piuttosto quella che per adesso possiamo immaginare come un'evoluzione dell'iPod. Con un'unica differenza: il marchio Xbox avrà un peso molto importante, con un occhio di riguardo per i giochi elettronici. In una recente intervista, infatti, Peter Moore, vice presidente della divisione Xbox della Microsoft, ha dichiarato che Xplayer "punterà molto sul fattore del gioco, e proprio per questo il prodotto avrà il marchio dell'Xbox".

Il nuovo gadget, ribattezzato dagli esperti del settore "iPod killer", comunque, è ancora in fase embrionale di progettazione: sarà disponibile, infatti, nel 2007. Una data forse un po' troppo lontana, che potrebbe dare la possibilità anche ai diretti avversari Sony, Nintendo e Apple di contrattaccare a questa iniziativa a colpi di prodotti elettronici sempre più sofisticati.

Microsoft, inoltre, starebbe pensando di creare un servizio di scaricamento brani musicali e video i8n grado di fare concorrenza all'attuale leader del mercato, iTunes della Apple. Il nome in codice del progetto, per adesso, è "Alexandria".

(21 marzo 2006)

(Nella foto: Bill Gates)

Migliaia di giovani in corteo: "La mafia si può sconfiggere"


Migliaia di studenti manifestano contro la criminalità organizzata, che "soffoca la società". Il messaggio di Ciampi: "Il loro sacrificio è la nostra eredità"

"Come se aveste colpito noi"
Di nuovo in piazza contro la mafia


La manifestazione pugliese nel nome di Giorgio Palazzo, il ragazzo ucciso a Sannicandro. Nel capoluogo piemontese l'appuntamento nazionale di Libera

di DANIELE SEMERARO


ROMA - Gli studenti sono in piazza, ancora una volta, per manifestare contro tutte le mafie, proprio nel giorno in cui un messaggio di speranza arriva dall'arresto, in Calabria, dei killer di Francesco Fortugno.
Gli appuntamenti di oggi erano annunciati, ma vengono a coincidere con l'assassinio a Sannicandro Garganico di Giorgio Palazzo, un ragazzo di diciotto anni da sempre in prima fila contro la mafia morto dilaniato da un pacco bomba destinato al padre.

"Vogliamo un'Italia senza più mafie", ripetono i ragazzi nei cortei: "La rete della criminalità organizzata che avvolge e soffoca la società civile del nostro meridione, ma non solo, in una spirale di terrore, violenza e sopraffazione è qualche cosa che ci fa urlare tutta la nostra rabbia".

Le manifestazioni si svolgono a Torino, dove al corteo organizzato da Libera si contano oltre ventimila persone, a Napoli, dove i manifestanti protesteranno contro la camorra, e a Foggia. Nel capoluogo piemontese migliaia di ragazzi sfilano indossando una maglietta arancione con la scritta "Non li avete uccisi. Le loro idee camminano sulle nostre gambe". A scandire il passaggio del corteo è la lettura di quasi settecento nomi di persone uccise dalla mafia. A Napoli gli oltre cinquemila studenti che sono scesi in piazza hanno attraversato il quartiere di Forcella con le mani intrise di pittura colorata e hanno lasciato le proprie impronte sui muri, un segno di riscossa della città contro la camorra.

Proprio alla manifestazione di Torino il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato un messaggio: "Il loro esempio - scrive Ciampi, riferendosi alle vittime della mafia - continua a rafforzare la volontà comune per l'affermazione di valori che sono a fondamento della convivenza civile: l'eguaglianza, la giustizia, i doveri di solidarietà. La cultura della legalità è l'eredità morale che siamo chiamati a raccogliere: questi uomini valorosi con generosità, passione e tenacia hanno contribuito a rendere più salda la democrazia, ad assicurare alla nazione un costante cammino di progresso e di civiltà. La loro testimonianza - prosegue Ciampi - ha fatto nascere nelle coscienze degli italiani un più intenso modo di avvertire e praticare i doveri verso lo Stato e verso la collettività. Dobbiamo continuare ad operare per consilidare un sentimento di fiducia condivisa, rendere sempre più saldo il legame fra cittadini e istituzioni".

A Foggia la manifestazione è dedicata a Giorgio Palazzo: "Lo conoscevamo Giorgio, era in piazza con noi il 18 febbraio - ripete Gianni Cotugno dell'UdS di Foggia - per dire no alle mafie. Il suo ricordo ci rafforza nel nostro intento, siamo indispensabili in questa battaglia culturale. Noi ragazzi di Sannicandro siamo in piazza a Foggia e avremo dalla nostra parte non solo con la rabbia per una morte assurda. Noi vogliamo, tutti insieme, costruire una cultura di giustizia e legalità che si opponga alla cultura della sopraffazione, dell'illegalità e della violenza".

"Questa volta - gli fa eco Fausto Raciti, portavoce nazionale degli Studenti di Sinistra - la criminalità organizzata ha colpito uno studente come noi, la cui passione era lottare per una scuola pubblica migliore e per un'Italia non più oppressa dalle mafie".

(21 marzo 2006)

(Nella foto: La manifestazione di Foggia)

lunedì 20 marzo 2006

"Liberi i brani di iTunes". Francia apripista per l'Ue?


Con una legge Parigi chiederà di "aprire" il formato Apple
che al momento può essere letto soltanto sugli iPod


"Liberiamo i brani di iTunes"
Francia apripista per l'Europa?


Il Music Store della Apple è il sistema di download più utilizzato
La società di Cupertino potrebbe decidere di lasciare la Francia


di DANIELE SEMERARO

PARIGI - La Francia sta analizzando un provvedimento in tema di brani scaricati legalmente da internet che, se adottato, potrebbe fare da apripista al resto d'Europa. Martedì prossimo, infatti, il parlamento voterà una proposta di legge sul copyright per aprire lo sterminato patrimonio musicale di canzoni di iTunes (il negozio di musica e video online della Apple) ai dispositivi diversi dall'iPod, che al momento è l'unico in grado di leggere il formato di Apple. Se approvata, questa legge permetterebbe anche agli altri operatori di aggirare il software a protezione del materiale coperto da copyright (Drm, Digital rights management) consentendo, così, la conversione del contenuto digitale da un formato a un altro.

Attualmente, infatti, i brani scaricati da iTunes Music Store (il negozio online più fornito e utilizzato al mondo) possono essere riprodotti solo su un computer munito di software iTunes (scaricabile gratuitamente dal sito della Apple) oppure sull'iPod e sui telefonini Motorola dotati di software apposito. I brani, così, non possono essere esportati su altri computer né su altri tipi di lettori mp3. La Apple ha sempre rifiutato di cambiare la propria politica, e se i legislatori di Parigi approvassero la nuova legge, potrebbe addirittura arrivare alla soluzione drastica: lasciare il mercato francese.

La Apple dal 2003 distribuisce, tramite la piattaforma iTunes, musica online in un formato tutto proprio. Poche settimane fa la società di Steve Jobs ha annunciato che il proprio servizio ha passato il traguardo di un miliardo di download. Ma la società della mela morsicata non è la sola ad aver creato un proprio standard: anche la Microsoft (attraverso il formato "Windows Media") ha "costretto" i propri utenti ad utilizzare un diverso sistema di scaricamento antipirateria.

"Chiunque controlli l'accesso all'informazione digitale controlla anche l'accesso ai consumatori", ha affermato Willms Buhse, dirigente del settore prodotti e marketing della società tedesca CoreMedia, che realizza sistemi di gestione dei diritti digitali utilizzati per la protezione dalle copiature. "Per gli operatori di rete, il Drm ha il potenziale di diventare il sistema universale per imporre un pagamento su internet".

La possibilità che i proprietari di uno o due standard Usa dominino il mercato non è solo una preoccupazione della Francia. Sono tante, infatti, le società che vendono o distribuiscono contenuti che poi si ritrovano a dover fare i conti con un'interoperatività "bloccata". Klaus Pitz, capo del progetto di tv sui telefonini di Swisscom Broadcast, ad esempio, ha deciso di bloccare sul nascere il commercio dei propri prodotti fin quando la situazione non sarà ben definita: "I sistemi di protezione - ha detto - devono essere interoperativi. Dovremmo investire in questo pasticcio tecnologico? No".

Todd Chanko, analista specializzato in gestione dei diritti tecnologici della società di ricerche di mercato Jupiter a New York ha affermato che i suoi sondaggi tra i provider mostrano che l'interoperatività dei sistemi di protezione anticopiatura sarebbe cruciale per convincere le aziende di telecomunicazioni ad investire in sistemi che distribuiscono contenuti come canzoni e video. I consumatori, dal canto loro, secondo un recente studio Ue sarebbero pronti a pagare il doppio per una canzone ascoltabile con apparecchi diversi.

(20 marzo 2006)

(Nella foto: L'iTunes Music Store)

venerdì 17 marzo 2006

Staffelli ferito in un incidente d'auto sull'A1


L'inviato di "Striscia la notizia" stava viaggiando con tre colleghi
La sua auto si è scontrata con un camioncino a Fiorenzuola d'Arda


Staffelli ferito in un incidente
prognosi di 15 giorni


di DANIELE SEMERARO

PIACENZA - Brutto incidente stradale per Vittorio Staffelli. L'inviato di "Striscia la notizia" è rimasto ferito in un incidente stradale avvenuto intorno a mezzogiorno sull'A1, al casello di Fiorenzuola d'Arda, nel piacentino.

Staffelli era alla guida di una Carnival e trasportava altre due persone della troupe di "Striscia". L'auto era uscita dal casello per far scendere una terza persona della troupe e stava rientrando. Mentre affrontava la rampa d'immissione sull'Autostrada del Sole, però, si è scontrata frontalmente con un camioncino che ha invaso la corsia opposta. Subito dopo l'incidente, lo stesso Staffelli ha chiamato telefonicamente l'operatore della troupe che era sceso a Fiorenzuola: è stato infatti quest'ulitmo a tornare a riprendere lui e i suoi collaboratori e a trasportarli all'ospedale di Fiorenzuola.

Staffelli, che era alla guida, ha riportato un colpo di frusta ed è stato giudicato guaribile in quindici giorni. Dovrà portare il collare per venti giorni.

(17 marzo 2006)

(Nella foto: Valerio Staffelli)

giovedì 16 marzo 2006

Religione, nuovo stop alla Moratti: "Ambigue le norme sulle pagelle"

Una seconda sentenza negativa dopo lo stop del 2 febbraio scorso. Panini (Cgil): "Due a zero, palla al centro. Era una norma furbetta"

Religione in pagella e portfolio
il Tar boccia di nuovo la Moratti


di DANIELE SEMERARO

ROMA - La nota ministeriale impugnata "utilizza una formula ambigua che consentirebbe di vanificare l'ordine di questo giudice" e comunque non possibile "continuare a redigere la parte del 'portfolio' relativa alla religione già sospesa da questo tribunale". Con queste motivazioni la III Sezione quater del Tar del Lazio, presieduta da Mario Di Giuseppe, ha accolto l'istanza proposta dalla Flc-Cgil per chiedere la sospensione degli atti con i quali il ministero dell'Istruzione, all'inizio dello scorso mese, è ritornato sul tema della circolare recante le linee guida per la definizione e l'impiego del portfolio delle competenze nella scuola dell'Infanzia e nel primo ciclo dell'istruzione.

Già lo scorso 2 febbraio il Tar aveva accolto parzialmente una precedente istanza di sospensione della circolare, ritenendo non manifestatamente infondata la richiesta che la religione cattolica fosse da considerare una materia facoltativa. La Flc-Cgil, così, si è rivolta ai giudici del tribunale amministrativo contestando le successive note con le quali il ministero ha stabilito tra l'altro, che con riferimento all'insegnamento della religione cattolica "in attesa che si risolva il contenzioso in corso circa le modalità di valutazione, le scuole per l'anno in corso potranno continuare a redigere, per gli alunni che si sono avvalsi di questo insegnamento, la nota finora prevista".

La Federazione lavoratori della conoscenza-Cgil, così, ha chiesto ai giudici di ordinare al Ministero di dare esecuzione alla loro precedente ordinanza e di sospendere le nuove note ministeriali. E il Tar ha accolto la richiesta, "considerato - si legge nel provvedimento - che la precedente ordinanza di questo tribunale ha valenza erga omnes anche per quanto attiene all'insegnamento della religione". Ritenendo che la nota impugnata utilizzi una "formula ambigua", poi, gli stessi giudici hanno chiarito come il riferimento normativo "non consenta di ritenere che si possa continuare a redigere la parte del 'portfolio' relativa alla religione già sospesa da questo tribunale".

"Due a zero palla al centro: questo - ha affermato il segretario nazionale di Flc-Cgil Enrico Panini - il punteggio che totalizza il ministero sul portfolio e la scheda di valutazione". "Particolarmente pesante - aggiunge - il giudizio del Tar sul comportamento 'furbetto' del ministero: in poche settimane due atti sospesi dal Tar rappresentano un record particolarmente negativo". Il ministro dell'Istruzione, così, secondo Panini, "esce malissimo da una vicenda nella quale, incurante dell'illegittimità delle sue norme e del caos che si sarebbe prodotto nelle scuole, ha cercato di forzare in tutti i modi".

(16 marzo 2006)

Fanno sesso nell'auto in corsa, lui 70 anni e lei 59: multati

59 anni lei, 70 lui facevano l'amore in macchina a folle velocità
I due sono stati fermati dai vigili urbani di Cologno al Serio (BG)


Sesso su auto in corsa
denunciato un settantenne


di DANIELE SEMERARO

BERGAMO - Facevano l'amore in macchina mentre viaggiavano, lungo la provinciale, ad alta velocità. Se ne sono accorti i vigili urbani di Cologno al Serio, in provincia di Bergamo, quando hanno notato una Fiat Punto che procedeva a zigzag in mezzo alla strada invadendo continuamente la corsia opposta. Ma non potevano mai immaginare di imbattersi in un'arzilla coppia attempata: 59 anni lei, 70 lui.

Gli agenti, bloccata l'auto, si sono trovati davanti i due anziani amanti (perché la signora non era la moglie dell'automobilista, che in quel momento invece era ignara nella loro casa di Seriate) mezzi nudi.

Dopo un primo momento di imbarazzo, gli agenti hanno fatto rivestire la coppia e hanno anche scoperto, grazie al test dell'etilometro, che l'uomo era ubriaco con valori di tre volte superiori alla media.

Il focoso signore è stato denunciato a piede libero per guida in stato di ebrezza, gli è stata ritirata la patente ed è stato spedito a casa a inventarsi una scusa per la moglie.

(16 marzo 2006)

Studenti nell'incubo affitti con le denunce dei lettori




Centinaia di interventi nel forum sul caro affitti di Scuola&Giovani
Dalle denunce alle contraddizioni agli esempi, positivi, dell'estero


AAA casa fatiscente per studenti
viaggio negli affitti con i nostri lettori


di DANIELE SEMERARO

ROMA - "Ho la fortuna di avere una bella tenda da sette posti, alloggio in campeggio e pago cinque volte meno di un appartamento... e in più vivo in completa armonia con la natura". Questa è l'estrosa soluzione che un lettore dà al problema del caro-affitti per gli studenti fuori sede sul forum aperto da Scuola&Giovani di Repubblica.it.

Cantine spacciate da monolocali, tuguri da 500 euro al mese, abitazioni fatiscenti dove anche il bagno e il riscaldamento sono un optional. Gli interventi, centinaia in meno di due giorni, provengono da ogni parte d'Italia (ma alcuni raccontano anche l'esperienza degli studenti italiani all'estero) e raccolgono denunce, frasi ironiche, proteste. Abbiamo raccolto i più interessanti e li abbiamo divisi in tre categorie.
Eda tutti emerge lo stesso problema di fondo: "In Italia purtroppo - scrive Ale - ci chiedono di fare i pendolari, ma non ci danno mezzi di trasporto. Ci chiedono di trasferirci, ma non ci mettono nelle condizioni di trovare una casa".

Denunce. "Di recente un'agenzia - scrive uno studente - mi propone un 'bivani' da 750 euro al mese. Vado a vederlo e mi trovo di fronte, in mezzo a un giardino, una capanna di circa 20mq, in tavole di legno con l'aria che filtrava dalle fessure. Però era arredata".
Scrive un altro: "Sono arrivato a Modena nel 1997 e pagavo 400mila lire per stare in due in una camera di due metri per due con bagno alla turca... un vero girone dantesco con più di trenta ragazzi stipati in un casermone da dodici stanzette... potete immaginare il caldo che faceva d'estate...".
E ancora: "A Torino esiste un'agenzia costituita da ex studenti che tolgono gli annunci dalle bacheche delle università per inserirli all'interno di una loro banca dati, consultabile solo dietro abbonamento".

Ci sono poi delle situazioni davvero da terzo mondo come quella segnalata da un ragazzo milanese: "La bestialità di alcuni proprietari di case arriva fino a dare in affitto un loft a 20 minuti dal centro di Milano infestato da scarafaggi (decine e decine al giorno, in inverno...), giustifcati inizialmente come ultimi residui di una deblattizzazione, poi rivelatisi insediati da tempo nelle fondamenta, e resistenti ad ogni tipo di veleno o trappola".
Oppure come la storia di un "appartamento" di Perugia: "Camera singola 6mq a 220 euro più spese, appartamento di 50 mq per 3 persone, zona stazione in condominio abitato da trans e spacciatori (è inutile chiamare la polizia: non ricevono più chiamate da questo palazzo); non esiste contratto, macchie d'umidità su tutte le pareti, la caldaia non funziona e il proprietario non ha intenzione di sostituirla".

Una situazione simile è capitata anche a uno studente della Capitale: "Bagno: metri 2,5x1, water, lavandino, doccia a terra, muffa a mazzi sui muri. Cucina minuscola, tubature semidivelte, pavimento in linoleum rigonfio. Cameretta occupata da un armadio a sei ante, rimaneva solo lo spazio per un letto singolo. Sala diventata camera doppia per necessità. Controsoffitti in polistirolo, senza riscaldamenti. Condizioni igieniche rivoltanti. 750 euro, ci stavamo in 3".
Per non parlare poi dei problemi degli studentati, primo tra tutti il Civis di Roma. Riportiamo una delle denunce: "Il 90% degli occupanti sono albanesi di cui una buona parte abusivi "regolamentati" dalla mafia albanese che c'è all'interno. Ed anche i titolari albanesi hanno del marcio: se andate a leggere le graduatorie ci sono ragazzi che dichiarano un reddito di 0,50 cent o 1 euro. Alle proteste i responsabili delle assegnazioni rispondono dicendo che non possono fare approfondite ricerche sulla veridicità di queste dichiarazioni".

Contraddizioni. "Università della Calabria a Cosenza - scrive un lettore -. Oltre 30mila studenti, laureati di qualità, vedi copertina del Time sui cervelli in fuga. Le case? Io abito in un appartamento per quattro da 150mq, arredato, due bagni e sgabbuzzino. Ogni stanza ha il balcone. Pago 190 euro al mese, con 220 rientro anche nelle spese. Ma si trovano singole anche a 150 euro. Beh, se poi uno vuole andare altrove..."
Racconta un genitore: "Cari studenti, avete la mia più ampia comprensione e appoggio il vostro contestare i proprietari di case che si comportano da strozzini. Se questi pensassero solamente che un giorno anche un loro figlio potrebbe avere bisogno di un posto in un'altra città, forse cambierebbero. Io che per alcuni anni ho dato in fitto un appartamento a studenti per necessità l'ho pensata così ed ho trattato gli studenti come se fossero stati figli miei". Purtroppo questo è un caso abbastanza isolato.

Vivere all'estero. I messaggi che arrivano dall'estero non fanno che confermare l'urgenza di "fare qualcosa" per la situazione - disastrosa - che c'è in Italia, e mettono al confronto il nostro Paese con alcune realtà all'estero decisamente migliori.
"L'anno scorso ero Erasmus a Bruxelles, dove gli affitti non sono poi così alti: con 500 euro hai un appartamento intero, senza contare che gli stipendi sono molto più alti... dopo la laurea me ne andrò dall'Italia" scrive un lettore.

Un altro studente Erasmus racconta la propria esperienza in Spagna: "Ho vissuto a Salamanca per più di un anno, è l'università stessa che ti aiuta! Si, sembra un sogno ma è realtà: basta andare all'ufficio di orientamento e ti danno la lista aggiornata ogni giorno, con le stanze o appartamenti liberi con relative coordinate e informazioni complete e veritiere".
Dall'Inghilterra un'altra testimonianza di come all'estero le cose vanno meglio che qui da noi: "Nel Regno Unito le camere doppie non esistono proprio, non gli passerebbe neanche per la testa di dividere il proprio spazio più privato con qualcun'altro. Nella mia città (Aberdeen) il prezzo di una singola va dalle 150 alle 200 sterline (225-300 euro) più spese di riscaldamento e luce: decisamente abbordabile (per l'Inghilterra) e l'offerta è più che ampia, per non parlare dei dormitori che sono enormi, ben organizzati e con prezzi identici ai privati".

(16 marzo 2006)

Affitti, il salasso dei fuorisede


Oggi è uscito il mio primo pezzo su Repubblica nazionale!!
Clicca sull'immagine per scaricare il Pdf



Studenti universitari, fino a 500 euro al mese per una stanza

Affitti, il salasso dei fuorisede

Il Forum di "Scuola&giovani" su Repubblica.it. L'Eurispes: se si aggiungono rette e libri gli studenti spendono 750 euro

di DANIELE SEMERARO

ROMA - Cantine spacciate per monolocali, tuguri da 500 euro al mese, abitazioni fatiscenti dove anche il bagno e il riscaldamento diventano un optional. Con l'arrivo della bella stagione inizierà, come ogni anno, il "calvario" degli studenti fuori sede: la ricerca di una casa. Un mondo oscuro, senza certezze e con mille imprevisti, dove i padroni di casa, contattati attraverso annunci e giornali di settore, diventano i padroni delle leggi e, soprattutto, degli affitti.
Secondo l'Unione degli Studenti Universitari, in Italia esistono circa 32mila posti letto in alloggi pubblici per studenti (i cosiddetti "studentati" o "case dello studente"), a fronte di oltre due milioni di universitari di cui alcune centinaia di migliaia fuori sede. E così per la maggior parte dei ragazzi non resta altro che cercare una stanza in una casa condivisa con altri colleghi.

L'argomento è tornato al centro dell'attenzione dopo un'inchiesta che Scuola&Giovani di Repubblica. it ha realizzato con l'aiuto dei diretti intressati: gli studenti delle scuole di giornalismo presenti sul territorio nazionale. E a una minuziosa ricerca dell'Eurispes. Il tutto è rimbalzato in un forum, aperto su Repubblica. it, che in due giorni ha già fatto registrare centinaia di denunce da parte di studenti e genitori. L'idea è nata leggendo l'ultima ricerca, in ordine di tempo, sull'argomento. L'hanno condotta gli studenti della Scuola di Giornalismo di Bologna e i risultati appaiono alquanto allarmanti: nel capoluogo emiliano la metà dei contratti di affitto (49%) non è in regola, e la quota si divide quasi equamente tra coloro che hanno un impegno senza valore legale e quelli che sono totalmente in nero.

La situazione, nel resto della Penisola, non cambia. Alle difficili condizioni abitative e ai soprusi dei padroni di casa (che alzano spesso i prezzi senza preavviso o rescindono il contratto da un mese all'altro) vanno aggiunti anche la retta universitaria, i libri di testo, i generi alimentari e i trasporti. Alla fine, calcola l'Eurispes nella ricerca del 2005 "Come ti spremo lo studente", studiare lontano da casa può costare anche 750 euro al mese. Un prezzo proibitivo per la maggior parte delle famiglie.

Roma è forse il caso più eclatante: secondo una recente ricerca dell'Agenzia di Stampa "Lumsa News" per una stanza singola si sfiorano i 500 euro, e una doppia non si trova sotto i 350, con un aumento, dal 1999 ad oggi, che ha toccato addirittura quota 76%. Scrive un lettore sul forum di Scuola&Giovani: "Un'agenzia mi propone un 'bivanì da 750 euro al mese. Mi trovo di fronte, in mezzo a un giardino, una capanna di circa 20mq, in tavole di legno con l'aria che filtrava dalle fessure. Però era arredata". Stessa situazione a Milano e Venezia. A Firenze per un appartamento di due camere, scrive un altro ragazzo, si spendono in media 400 euro al mese, ovviamente in nero. A Siena una stanza può arrivare a 350 euro. Seguono Pavia (300 euro) e Parma (255 euro). Al Sud i prezzi scendono, ma non di molto. Da un'inchiesta della Scuola di Giornalismo dell'Università "Suor Orsola Benincasa" emerge che a Napoli i prezzi sono raddoppiati e molti appartamenti del centro sono vecchi, fatiscenti e non riscaldati. Meno cara Bari (230 euro mensili per una singola); Lecce ha visto raddoppiare gli affitti nel giro di tre anni, mentre a Cagliari la situazione è più tollerabile: 180 euro al mese. A Cosenza, invece, si riescono a trovare buone sistemazioni anche a 150 euro: "Merito dei tanti ragazzi - spiega ironico uno studente - che vanno a farsi spennare in altre università sulla carta più prestigiose".

Il fenomeno della speculazione sugli affitti degli studenti, purtroppo, è difficile da estirpare: le associazioni degli inquilini non possono intervenire direttamente e così lo Stato può rilevare l'illecito solamente a fronte di una denuncia da parte dello studente, eventualità rarissima considerati i costi, in tempo e soldi, di una battaglia legale. E allora, cosa deve fare lo studente squattrinato che vuole andare a studiare in un'altra città? La risposta, ironica, arriva ancora una volta da uno studente nel forum: "Vivo in campeggio - scrive - con una bella tenda da sette posti: pago cinque volte di meno di un appartamento e vivo in completa armonia con la natura".

mercoledì 15 marzo 2006

Creare un sito in pochi minuti? Ora è possibile. Con iWeb '06




Il programma, di semplice utilizzo, è dedicato a utenti inesperti
Permette la costruzione di pagine, gallerie fotografiche e blog


Creare un sito in pochi minuti?
Ora è possibile. Con iWeb '06


L'applicazione è la novità della suite iLife '06 della Apple

di DANIELE SEMERARO


ROMA - Costruire un sito web in pochi minuti? Creare un blog con una grafica accattivante? Da ora è possibile anche per l'utente meno esperto. Come? Utilizzando iWeb '06, la nuova applicazione comparsa nell'ultima versione della suite iLife, la '06, che offre strumenti multimediali per completare il sistema operativo della Apple Mac Osx.

Appena aperto, il programma chiede se si vuole pubblicare il proprio sito sul sistema .Mac (il portale della Apple che, tra le altre cose, offre un indirizzo di posta elettronica, permette di avere un hard-disk consultabile da ogni parte del mondo e un proprio spazio web dove pubblicare le proprie pagine) o se si preferisce utilizzare un altro server o pubblicare il sito in una cartella.

L'interfaccia, semplicissima e molto intuitiva, è divisa in due colonne: una, quella di sinistra, molto piccola, offre una visualizzazione ad albero, in cui si può vedere graficamente la struttura delle pagine principali e delle sottopagine del sito che vogliamo creare. La colonna di destra, invece, permette l'inserimento del testo, delle foto e quindi la vera e propria personalizzazione del sito.

Creare le pagine è un'operazione davvero semplice: prima si sceglie il template (di default il sistema ne offre 12, tra cui "formale", "viaggio", "freestyle", "vita notturna", "bambini", "acquerello", ma su internet si stanno creando alcune community che offrono, più o meno gratuitamente, la possibilità di scaricare infiniti temi da utilizzare). Poi si sceglie quante e quali tipologie di pagine inserire nel proprio sito. La prima cosa da fare, ovviamente, è inserire una pagina di benvenuto. Si potranno aggiungere, in modo completamente automatico, pagine personali, gallerie fotografiche, gallerie audio e video, un servizio di podcast e anche un blog.

Appena creata la pagina, automaticamente viene aggiornato anche tutto il menu del sito web, e aggiungere informazioni è un gioco da ragazzi: si possono inserire testi, foto (che vengono automaticamente ridimensionate), audio e video (per ogni clip inserito viene creato un piccolo player che sfrutta Quicktime). Interessante la possibilità di creare un blog e un archivio di podcast, anche se, per adesso, non è ancora possibile permettere ai visitatori di lasciare commenti.

Anche la pubblicazione (su .Mac) è immediata e molto semplice, mentre per quanto riguarda la pubblicazione su un server diverso, il programma si limita a creare una cartella con dentro tutto l'occorrente necessario. Sarà cura dell'utente, poi, scegliere il sistema di trasferimento dei file. Se si utilizza .Mac, inoltre, iLife '06 offre anche la possibilità di inserire un contatore di accessi e di creare automaticamente feed Rss.

Ampia la compatibilità, era prevedibile, di iWeb '06 con tutti gli altri prodotti della linea iLife: iPhoto invia direttamente le proprie foto a iWeb per creare gallerie fotografiche, stessa cosa per iMovie (per le gallerie video) e Garageband (per gallerie audio e podcast).

Qualche piccola pecca (dovuta molto probabilmente al fatto che questo programma nasce per soddisfare un pubblico inesperto): l'impossibilità innanzitutto di entrare nel codice html della pagina per inserire extra non previsti da iLife (come javascript, banner pubblicitari, applet java). Inoltre, una volta scelto il proprio template, questo non si può cambiare, pena dover rifare da capo tutta la pagina. Ma nelle prossime versioni ci si aspettano migliorie proprio in questa direzione.

iWeb '06 è parte integrante della suite iLife '06. Il suo prezzo, così come riporta il sito web della Apple, è di 79 euro.

(15 marzo 2006)

martedì 14 marzo 2006

Tragedia a Bologna: donna cade nella tromba dell'ascensore

Ghita Jaabak Amrani lavorava come ausiliaria nella casa di cura
È morta mentre cercava di uscire da un elevatore bloccato


Donna cade nella tromba dell'ascensore
tragedia in una clinica del bolognese


di DANIELE SEMERARO

BOLOGNA - È morta mentre cercava di uscire dall'ascensore, bloccato, e raggiungere la porta del piano sottostante. È successo questa mattina, all'alba, nella clinica "Eugenio Gruppioni" di Via Zena a Pianoro, nell'appennino bolognese. Una residenza sanitaria riabilitativa costruita all'interno del parco dei Gessi. La vittima, Ghita Jaabak Amrani, è una cittadina di 46 anni, che lavorava come ausiliaria nella struttura da 13 anni.

Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, verso le 5 la donna è rimasta chiusa, insieme a un'altra collega, all'interno della cabina dell'ascensore, che si era fermata per un guasto tra il primo e il secondo piano della clinica. Le due donne sono riuscite ad aprire a metà la porta, ma è rimasto un piccolo varco fra la cabina e il pavimento del primo piano. Mentre la collega è riuscita a saltare fuori senza difficoltà, Ghita è scivolata, forse anche per il panico dovuto a una legera forma di claustrofobia, cadendo per una decina di metri nella tromba dell'ascensore. Un volo che l'ha uccisa sul colpo: quando sono arrivati i soccorsi, infatti, per lei non c'era più nulla da fare.

L'ascensore è stato posto sotto sequestro dai carabinieri, che con il coordinamento del Pm Stefano Orsi hanno avviato accertamenti. In particolare, sarà verificato lo stato di manutenzione dell'elevatore: secondo indiscrezioni, infatti, non era la prima volta che il mezzo si guastava.

La vittima, in Italia da molti anni, abitava a Pianoro. Lascia il marito, metalmeccanico, anch'egli marocchino, e due figli, uno già all'università, mentre il più piccolo frequenta ancora la scuola. "Esprimo il mio profondo rammarico per l'accaduto - ha commentato il legale della clinica Luciano Pergola - e l'azienda è disponibile per tutto quello che attiene il risarcimento ai parenti della vittima, è una cosa doverosa. È stata una tragica fatalità - ha concluso l'avvocato - forse aggravata da un malfunzionamento del motore dell'ascensore, ma a stabilire le cause dell'accaduto sarà l'autorità giudiziaria".

(14 marzo 2006)

"Io, precario, vi dico: basta una scintilla"




La storia di A., anni di insicurezza alle spalle. Tra le difficoltà a crearsi una famiglia a quelle di reinventarsi, ogni anno, una nuova occupazione

"Il mio futuro? Precario a vita
Siamo in troppi, basta una scintilla..."


"Storie come quelle della Sorbona potrebbero accadere anche in Italia"

di DANIELE SEMERARO


ROMA - "Le nuove generazioni, i ragazzi al di sotto dei trent'anni, molti di quali escono dai percorsi di laurea in Scienze della Comunicazione sono la nuova manovalanza del 2000. Senza diritti né sicurezze". Così A., il nome lo omettiamo perché, se rivelato, potrebbe perdere il posto di lavoro, ci racconta la sua esperienza da precario nel mondo della comunicazione. Un mondo al quale cui i neolaureati si affacciano con grandi propositi e grandi speranze e dove invece si ritrovano con contratti che cambiano ogni anno e senza alcuna garanzia. Una storia simile a quella di altre migliaia di lavoratori in Italia. Che potrebbe esplodere da un momento all'altro, come è successo alla Sorbona di Parigi.

Qual è stato il suo percorso?"Il mio storia è simile a quello di molte altre persone che si sono professionalizzate per lavorare nel campo della comunicazione. Mi sono laureato in Filosofia con studi sull'estetica del cinema. Il primo approccio di lavoro l'ho avuto con una grande azienda del Nord dove mi hanno fatto un contratto a tempo determinato. Da lì, dopo qualche anno, sono approdato a un'altra azienda molto grande, a Roma, dove ho iniziato un percorso tutto contraddistinto dalla precarietà di lavoro".

Di che cosa si occupa?
"Lavoro nel campo della comunicazione. Un anno faccio l'autore di programmi, un altro anno faccio il giornalista, un altro ancora mi occupo della regia. Il mio lavoro, di solito, va avanti da settembre a giugno. E così all'inizio dell'estate, ogni estate, devo rimettermi a cercare un'altra occupazione, inviare curriculum, fare colloqui per cercare quelle che si rivelano, alla fine, solamente condizioni di lavoro mai ben definito".

Come cambia la vita di un precario? Quali sono i problemi principali che bisogna affrontare?
"Il primo impatto che ho avuto - io vengo da una città del Sud e quindi ho dovuto per prima cosa trasferirmi - è quello della ricerca di una casa: bisogna affittare un appartamento e i soldi non bastano mai. Per qualche anno ho condiviso l'abitazione con studenti o colleghi, poi da alcuni anni convivo con una ragazza e sono riuscito a trovare una sistemazione. Ma, voglio sottolinearlo, non per meriti miei. Questo significa vivere sempre con una spada di Damocle tutti i giorni. Alla fine diventa un disagio, che non ti permette di fare programmi a lungo termine e ti obbliga a trasformare la tua vita e prevedere percorsi sempre nuovi. Per me non esiste il classico percorso fidanzamento - matrimonio - famiglia: questo richiede sicurezze e benefit. Io non ho nemmeno una pensione! E non è tutto: questo ti preclude anche la possibilità di avere diritti a mutui, finanziamenti... Ormai vivo alla giornata, passo da un contratto all'altro e cerco di non pensare troppo a quello che accadrà in futuro".

Ogni tanto però ci penserà al futuro... cosa le viene in mente? E quali speranze ci sono?
"Mi viene in mente, ad esempio, che se avessi un figlio non potrei mai accompagnarlo a scuola, non potrei garantirgli niente: con il datore di lavoro non si può scendere a patti ma bisogna accettare qualsiasi orario, qualsiasi lavoro. E così un giorno potrebbe capitarmi di lavorare dalla mattina presto, un altro giorno tutta la notte e così via. E poi esiste un altro fattore interessate: ormai c'è un percorso strutturato per cui coloro che vengono assunti sono solo quelli che, dopo 10-15 anni fanno causa all'azienda dove lavorano: se hai un contratto a tempo determinato che viene sempre rinnovato, infatti, è possibile dimostrare la continuità e trasformare il contratto da tempo determinato a tempo indeterminato. Ma non è semplice: se si hanno delle conoscenze la trasformazione non ci mette tanto ad arrivare, altrimenti ci sono i tempi lunghissimi della giustizia... E così capita ormai che coloro che vengono assunti sono quasi esclusivamente persone di 55-60 anni".

Secondo quanto vede ogni giorno nel suo settore e tra i suoi colleghi, il vento francese di protesta potrebbe arrivare anche in Italia?
"La situazione del precariato non esiste solo in Italia. Forse nel nostro Paese è ancora troppo sotterranea, c'è una maggiore contrazione. E poi c'è una lunga serie di ammortizzatori sociali, non dello stato ma dei famigliari: si cerca di risolvere i problemi sempre in famiglia, ma è che chiaro che anche da noi basta una scintilla per far scattare una grande protesta. L'importante è che la nostra generazione si comporti in modo maturo e che non si passi dalla parte della violenza. È chiaro che è facile ripetere le esperienze del passato, come nel '68 o nel '77. Mi aspetterei forse però un intervento politico più incisivo".

(14 marzo 2006)

lunedì 13 marzo 2006

Alla ricerca di una casa, il calvario degli studenti




I ragazzi che studiano lontano dalla propria abitazione lo sanno: sistemarsi, all'inizio, è molto difficile. Tra tugurii, monolocali e prezzi esorbitanti

A.A.A. cercasi casa disperatamente
Viaggio nel "calvario" dei fuori sede


Un viaggio nel mondo del mercato immobiliare attraverso una ricerca dell'Eurispes e le inchieste di molte scuole di giornalismo

di DANIELE SEMERARO



ROMA - Innumerevoli telefonate, giri da una parte all'altra della città con in mano il fedelissimo giornale degli annunci, visite interminabili a case improponibili, tugurii che arrivano a costare anche 600 euro al mese. Per gli studenti universitari fuori sede, trovare una sistemazione non è cosa facile. E, con l'arrivo della bella stagione, affittuari e agenzie immobiliari si sbizzarriscono alzando i prezzi agli (spesso ignari) inquilini.

Un argomento che, anno dopo anno, viene trattato, discusso, studiato soprattutto dai protagonisti: gli studenti. E quale occhio migliore se non quello degli studenti delle scuole di giornalismo e delle radio d'ateneo, che spesso organizzano inchieste su questo problema, per addentrarci in un mondo ancora troppo oscuro?

Il settimanale online della Scuola di giornalismo dell'Università di Bologna, "La Stefani", ha condotto un'indagine, uscita questi giorni, che risulta piuttosto allarmante: solo la metà dei contratti di affitto (51%), infatti, risulta in regola, e il rimanente 49% si divide tra coloro che hanno solo un impegno senza valore legale (24%) e quelli che sono totalmente in nero (25%).

Bologna. Secondo quanto riporta l'inchiesta di Alessandro Antonelli e Chiara De Felice, che è stata condotta su un campione di 350 studenti (tra i 18 e i 25 anni), emerge che la responsabilità di questa "metà oscura" degli affitti studenteschi pesa sia sui proprietari che sugli studenti. Alla domanda, infatti, sul perché dell'assenza di un contratto, 81 su 350 rispondono che la decisione è del proprietario, ma sono in 74 ad ammettere che è una scelta concordata. Anche se poi, pur stando così le cose, il 66% degli studenti in nero è convinto che questo torni quasi esclusivamente a vantaggio dei proprietari, che così intascano soldi ed evadono le tasse.

Dalla ricerca, inoltre, emerge che solo 108 tra gli intervistati possono permettersi una stanza tutta per sé, con prezzi che salgono oltre i trecento euro spese incluse, mentre il restante 60% divide la camera con un'altra persona. Vera spia del sovraffollamento, però, spiegano, è il totale degli "occupanti" l'appartamento: due terzi hanno risposto di essere almeno in quattro a casa, ma il 24% convive con più di cinque persone. E non mancano gli appartamenti da sette. A Bologna, inoltre, è abbastanza alto anche il problema delle discriminazioni: 120 studenti su 350 intervistati dichiara di aver subito delle discriminazioni nella ricerca di una sistemazione, e il 40% di questi crede che a chiudergli le porte in faccia sia stato il proprio attestato di frequenza al Dams, la facoltà di Discipline dell'arte, della musica e dello spettacolo.

Roma. "Roma caput mundi, ma non sa di esserlo. Perché Roma sa di essere la capitale d'Italia e della cristianità, ma ignora di essere anche la capitale europea dell'università". Inizia così l'approfondita indagine dei giornalisti praticanti dell'Agenzia di stampa "Lumsa News" di Roma, che sottolinea come servizi e infrastrutture non soddisfino il problema dell'emergenza abitativa per gli studenti che arrivano da ogni parte d'Italia. Parliamo di costi: per una stanza singola nella Capitale ormai i prezzi arrivano a sfiorare anche i 500 euro al mese, e anche una doppia non si trova sotto i 350. Racconta un'intervistata: "Inizialmente pagavo 400mila lire al mese ma ogni anno il proprietario ha chiesto un aumento del prezzo di locazione, fino ad arrivare a quello attuale: 450 euro. Inutile dire che paghiamo in nero, ma è l'unica soluzione che abbiamo trovato". E se si gira tra collegi e residenze universitarie le lamentele non cambiano: dall'"impossibilità di trovare un posticino" per i 30mila di Tor Vergata (perché i posti letto a disposizione dello studentato sono 120) e per gli studenti di Roma Tre (le richieste sono 2500 l'anno per 70 posti) fino ai limiti della zona di San Lorenzo, a ridosso della Città Universitaria de "La Sapienza", ridotto ormai a un quartiere dormitorio che ospita migliaia di appartamenti - alcuni anche fatiscenti - destinati ai "poveri" ragazzi che vogliono studiare nei tanti atenei, grandi e piccoli, della Capitale.

Milano. A Milano, secondo bacino universitario dopo Roma, l'argomento è stato affrontato diverse volte. In particolare, scrive Paola Brianti su "Mag", il quotidiano online della Scuola di giornalismo dell'Università Cattolica, il problema principale è quello di una "carenza cronica" di affitti che interessa spesso gli studenti fuori sede. I problemi? È presto detto: i prezzi e le condizioni dell'appartamento offerto, "spesso al limite della decenza".

Napoli. "Assenza di riscaldamento, aumento degli affitti e condizioni fatiscenti delle abitazioni". Questi i principali problemi che lamentano gli studenti che vivono nel capoluogo partenopeo nell'inchiesta che Francesco Tortora ha condotto per "Inchiostro", la rivista della Scuola di giornalismo dell'Università "Suor Orsola Benincasa". Tra gli studenti intervistati, alcuni addirittura lamentano che, con l'introduzione dell'euro, il proprio affitto sia passato "magicamente" da 250mila lire a 200 euro. A questo bisogna aggiungere anche frequenti azioni di taglieggiamento da parte della camorra locale. "Come se non bastasse - continua Tortora - le stanze che gli studenti affittano a caro prezzo sono anche vecchie e non riscaldate". E i contratti? Nessuno li regolarizza. Per non parlare, poi, spiega un'altra neo-giornalista, Caterina Scilipoti, di "una tendenza tutta napoletana: cambiare alloggio molte volte durante la carriera universitaria", alla ricerca di sistemazioni migliori e prezzi convenienti. E c'è anche chi, non potendosi permettere un affitto, come spiega il loro collega Davide De Paola, occupa un'abitazione "per sopravvivere".

Urbino. Esistono, e di questo ci stupiamo, anche delle città universitarie in cui gli affitti sono in crisi e i prezzi calano. Dove? Ad Urbino, ad esempio. Scrive Alessio Sgherza dell'Istituto di formazione giornalistica del capoluogo marchigiano che "molti alloggi restano vuoti, i contratti diventano più brevi" e, di conseguenza, gli affitti calano anche di cinquanta euro in meno di due anni. Secondo l'inchiesta, circa l'8% dei posti letto rimane vuoto, "mentre fino a qualche anno fa c'era la fila fuori dalla porta, gli alloggi si riempivano già da settembre". E così, può capitare che nelle case "le stanze triple diventino doppie, una stanza diventi un salone".

C'è da aggiungere, inoltre, che i controlli, nel nostro Paese, sono pressoché nulli: in Italia, infatti, le associazioni degli inquilini e dei proprietari sono impossibilitati a intervenire direttamente, e lo Stato può rilevare l'illecito solo a fronte di una denuncia da parte dello studente, cosa rarissima considerati i costi, in tempo e soldi, di battaglie legali.

In Italia. E a livello nazionale, cosa accade? Secondo una recente ricerca dell'Eurispes, contenuta nel Rapporto Italia 2005, "non si può fare un calcolo medio nazionale" sui prezzi degli affitti, perché questi "variano in funzione della città: al centro-nord si hanno prezzi mediamente più alti di quelli del meridione a causa del diverso costo della vita. Quello che però è indiscutibilmente estendibile a tutto il territorio riguarda il rincaro che ha assalito il mercato degli affitti per gli studenti. Al punto che oggi, più che mai, studiare in una regione diversa dalla propria è diventato un privilegio per pochi eletti".

I prezzi. Dai risultati della ricerca, ad esempio, si ricava che per l'affitto di una camera singola possono essere richiesti fino a 500 euro mensili, come avviene ad esempio a Roma, che detiene il record del caro affitti. La Capitale è seguita, poi, da Siena, dove una stanza costa mediamente 350 euro, poi troviamo Pavia (300 euro) e Parma (255 euro). Meno cara Bari, con i suoi 230 euro per una camera singola. A preoccupare, però, sono soprattutto gli aumenti degli ultimi anni: a Pavia, spiegano i ricercatori dell'Eurispes, negli ultimi sei anni il costo delle stanze si è raddoppiato, a Siena c'è stato un aumento del 50-70%. A Roma, addirittura, dal 1999 a oggi c'è stato un aumento che ha sfiorato quota 76%, come è confermato anche dall'Adisu (l'Azienda per il diritto allo studio universitario) del Lazio.

Le cause? In primo luogo sicuramente l'aumento degli studenti universitari e la disponibilità sempre costante degli alloggi universitari (come ad esempio gli studentati) che spingono molti fuori sede a rivolgersi a privati. Secondo uno studio, addirittura, il numero dei posti alloggio messi a disposizione da comuni e atenei copre solo l'1,9% sul totale degli studenti: circa 33mila posti alloggio su oltre un milione e 730mila studenti.

(13 marzo 2006)

venerdì 10 marzo 2006

"Origami" esce allo scoperto: la scommessa di Microsoft




Dopo mesi di voci di corridoio è arrivata la presentazione ufficiale
L'apparecchio, largo 18 cm, costerà tra i 500 e i 1000 dollari


Microsoft presenta Origami
e il pc diventa come il cellulare


Infinite le possibilità d'uso: giochi, mp3, foto, video, automazione d'ufficio
Ma il vero fiore all'occhiello è la connettività ad internet da qualsiasi luogo

di DANIELE SEMERARO


NEW YORK - Alla fine, dopo mesi di voci di corridoio che si rincorrevano tra forum e blog di appassionati, il gran giorno è arrivato: oggi Microsoft ha svelato tutto ciò che c'è dietro al progetto Origami.

Tra poco meno di un mese, dunque, il colosso di Bill Gates metterà in vendita due versioni del nuovo "gadget" (un apparecchio a metà tra un iPod e una PlayStation portatile, tra un palmare e un Pc portatile) che, si prevede, farà impazzire giovani e non: una versione è stata prodotta a Taiwan, dalla Asustek, un'altra, invece, in Corea, da Samsung e in Cina da Founder. L'obiettivo? Quello di trasformare il pc ultraportatile "in un gadget indispensabile quanto il telefonino".

Il dispositivo "apre davvero un mondo intero di nuove possibilità d'uso del PC - ha spiegato Mika Krammer, uno dei direttori marketing della Microsoft -. Questa volta abbiamo fatto molto di più che costruire semplicemente un software: abbiamo progettato i disegni preliminari in modo da mettere le società costruttrici sulla nostra stessa lunghezza d'onda".

I primi prototipi sono stati messi in produzione circa nove mesi fa, e da subito Microsoft ha iniziato a cercare partner con cui lavorare. "Abbiamo creato un apparecchio che porta il meglio del Pc insieme a un oggetto elettronico di consumo e credo davvero che funzionerà, perché abbiamo voluto puntare al futuro - conclude Krammer - al wireless".

Il nuovo prodotto, chiamato in gergo "Umpc" (ultra-mobile Pc), sarà largo circa 18 centimetri e pesante meno di un chilo, avrà uno schermo di 7 pollici diagonali e userà una versione semplificata del sistema operativo Windows Xp, in attesa del lancio della nuova piattaforma "Vista". Lo schermo sarà facilmente utilizzabile, anche con poca luce.

Le possibilità di utilizzo? A quanto riferisce Microsoft sono davvero infinite: dall'aeroporto alla caffetteria, dal proprio ufficio al parco cittadino ci si potrà connettere ad internet tramite wi-fi in ogni parte del mondo, si potrà ascoltare musica, guardare foto e video. Il dispositivo, attraverso il protocollo Bluetooth, si collegherà senza fili anche a qualsiasi computer, telefono cellulare o auricolare che si trovi nelle vicinanze.

Tra i software (oltre a tutti quelli già previsti per Windows Xp, tra cui ovviamente compare anche la piattaforma Office) la vera novità è che Microsoft includerà (non si sa ancora se in tutte le versioni) anche un programma chiamato Streets&Trips, che trasformerà Origami, tramite l'antenna Gps integrata, in un vero e proprio navigatore satellitare. Nella confezione sarà presente anche un pennino, attraverso il quale inserire le informazioni tramite una tastiera virtuale presente sullo schermo touch-screen, come nei palmari, o prendere appunti, come un blocco note di carta.

E per chi, in ufficio o a casa, vorrà utilizzare Origami con la tastiera tradizionale? Niente paura: sono presenti due porte Usb 2.0. Tra le altre possibilità di connettività, inoltre, anche il drive che legge le memory card (come quelle utilizzate nelle macchine fotografiche digitali), e alcuni jack per connettere telecamere, auricolari e speakers. La durata della batteria prevista è di circa tre ore (il tempo di utilizo, ovviamente, dipenderà dall'uso) e l'hard-disk avrà una capacità di 60 Gigabytes. Niente da invidiare, dunque, ai più moderni Pc portatili.

Da anni si parlava di un supporto hardware che la casa di Seattle stava mettendo a punto per fare concorrenza all'iPod e alla Playstation portatile, anche se i dirigenti di Microsoft hanno dichiarato che non è loro intenzione competere né con il lettore di musica più famoso del mondo, né con la consolle della Sony. Il cliente per il quale è stato pensato Origami, invece, è il professionista che ha bisogno di avere le funzionalità di un vero pc, la comodità di un touch-screen e la connettività di un computer da tavola, con la maneggevolezza e i costi contenuti di un palmare.

L'obiettivo, fanno sapere inoltre da Microsoft, è di contenere il prezzo entro i mille dollari, con l'auspicio di arrivare a vendere il nuovo gadget a 500 dollari.

(9 marzo 2006)

(Nella foto: La presentazione di Origami al Cebit di Hannover)

giovedì 9 marzo 2006

Allarme per alcol e sigarette: i giovani italiani primi in Europa


Dalla ricerca dati allarmanti anche per il consumo di sigarette: alta la percentuale di chi le compra. E, rispetto all'Europa, si fa poco sport

L'Oms: allarme fumo e alcol
per gli adolescenti italiani


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Alcolismo e vizio del fumo tra i giovani: è allarme. Lo rivela un'autorevole ricerca (commissionata, fra gli altri, dall'Oms) che ha scandagliato tutti gli ambiti della vita dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, età delicatissima per la loro crescita e la loro formazione.

L'indagine, intitolata "I determinanti sociali che influenzano le abitudini alimentari e l'attività fisica degli adolescenti", è stata condotta su un campione di 4386 ragazzi e ragazze di 11, 13 e 15 anni ed è stata presentata al primo Forum internazionale organizzato dall'Organizzazoine Mondiale della Sanità e dalla rete Hbsc (Health behaviour in school-aged children), in collaborazione con la Regione Toscana (la ricerca è stata presentata a Firenze).

Fumo. La notizia più allarmante è certamente che sono pochissimi i giovani che fumano tra gli undici e i tredici anni, ma la loro percentuale cresce vertiginosamente quando ci si avvicina ai quindici anni: il 16% del totale compra regolarmente le "bionde". La quota dei fumatori cosiddetti "pesanti", inoltre, raggiunge il 7,6%, una delle più alte rilevate a livello internazionale. Per quanto riguarda la localizzazione nelle aree geografiche, ci sono più giovani maschi fumatori al sud e più femmine fumatrici nel centro Italia, mentre al nord le due parti si equivalgono.

Alcolismo. A 11 anni già il 12% dei ragazzi beve alcolici almeno una volta alla settimana, mentre a 15 anni la quota arriva addirittura al 37%: si tratta delle percentuali più alte d'Europa. I maschi, inoltre, in ogni età e in ogni area geografica, bevono alcolici più frequentemente delle coetanee.

Stupefacenti. A 15 anni il 27% dei ragazzi e il 18% delle ragazze hanno già sperimentato almeno una volta una sostanza stupefacente. Il 2% è arrivato oltre, fino ad arrivare alle droghe pesanti; la cocaina, invece, l'hanno provata il 2,6%.

Scuola. Il rapporto con la scuola peggiora, ma questa non è una novità, col passare del tempo: i quindicenni a cui la scuola piace "abbastanza" sono il 50%, mentre il "molto" raggiunge solo il 9%. A 15 anni inizia a diventare problematico anche il rapporto con gli insegnanti, che, a quanto dicono i ragazzi, trattano gli allievi "in modo giusto" solo nel 48 dei casi.

Sesso. Un quinto degli adolescenti quindicenni dichiara di aver avuto rapporti sessuali completi. Al sud i maschi sfiorano addirittura il 40%. Per quanto riguarda il rapporto con il proprio corpo, inoltre, le ragazze di quindici anni sono insoddisfatte (37%) molto più dei ragazzi (13,5%). Quando ai problemi "reali", a undici anni il 25,6% dei maschi e il 13,5% delle femmine sono sovrappeso. I numeri tendono, comunque, a diminuire con l'età.

Sport. I nostri ragazzi sono più pigri della media europea, sia per numero medio di giorni in cui praticano almeno un'ora di attività fisica, sia per numero di ragazzi che affermano di praticarla almeno cinque giorni ogni settimana.

(9 marzo 2006)

Corano a scuola, il Vaticano: "Se necessario, s'insegni"


L'annuncio del cardinale Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, arriva dopo un documento dell'Ucoii al governo italiano

Corano a scuola, c'è il sì del Vaticano
"Il rispetto non va selezionato"


di DANIELE SEMERARO

ROMA - "L'Italia non faccia marcia indietro. Il rispetto non deve essere selezionato". Con queste parole il caridnale Raffaele Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace ha dato un sostanziale via libera del Vaticano all'ora di religione nelle scuole italiane per insegnare il corano agli studenti musulmani.

"Se ci sono delle necessità, se in una scuola ci sono cento bambini di religione musulmana, non vedo perché non si possa insegnare loro la religione - ha aggiunto il porporato -. Questo è il rispetto dell'essere umano, un rispetto che non deve essere selezionato".

Solo martedì scorso l'Unione delle Comunità Islamiche italiane (Ucoii) aveva presentato, nella seconda riunione della Consulta islamica al Viminale, un documento nel quale, tra le altre cose, si chiedeva di istituire nelle scuole italiane l'ora di religione islamica come scelta alternativa. Oltre a questo, l'Ucoii chiedeva al governo anche di aggioranre e modificare i libri scolastici che contengono "notizie palesemente false sull'Islam ed i musulmani" e di istituire la lingua aragba come materia a scelta a livello nazionale.

Il cardinale Martino, dunque, nel suo discorso ammonisce l'Italia "a non fare marcia indietro", aggiungendo poi: "Se attendiamo la reciprocità nei paesi rispettivi dove ci sono cristiani, allora ci dovremmo mettere sullo stesso piano di quelli che negano questa possibilità. L'Europa, l'Italia - ha proseguito - è arrivata a dei punti di democrazia e il rispetto dell'altro che non può fare marcia indietro. Se quindi ci sono persone di altra religione nella realtà italiana, bisogna rispettarle nella loro identità culturale e religiosa".

"Solo il dialogo e la libertà religiosa - ha insistito Martino - possono evitare il fondamentalismo, sia quello politico-laico che quello religioso. Tutte le religioni sono di pace e la via per trovare una coesistenza e la collaborazione laddove è possibile, ad esempio sul piano sociale".

(9 marzo 2006)

mercoledì 8 marzo 2006

Wilmut confessa a sorpresa: "Non clonai la pecora Dolly"


Il "padre" dell'ovino più famoso del mondo parla in tribunale
"La verità? Il merito è tutto del mio collega Keith Campbell"


Wilmut, confessione a sorpresa
"Non ho clonato la pecora Dolly"


di DANIELE SEMERARO

LONDRA - Ian Wilmut, il "padre" della pecora Dolly, il primo clone di un animale adulto prodotto da una cellula singola, ha confessato di non essere lui il vero artefice della rivoluzionaria tecnica di clonazione. Il vero inventore è, invece, il suo collega e co-autore dello studio, Keith Campbell.

La dichiarazione di Wilmut, davanti ai giudici del tribunale del lavoro di Edimburgo, è arrivata durante un dibattimento per una causa di discriminazione razziale. Wilmut, così, citato in giudizio da Prim Singh, un suo collega asiatico, ha rivelato di avere avuto solo un ruolo di "supervisione" del progetto, sia pure "non irrilevante". Lo scienziato, all'epoca al Roslin Institute, ha sottolineato inoltre che nei documenti che descrivevano lo storico evento lui era risultato come il direttore della ricerca perché così si era accordato con Campbell. A quest'ultimo, però, spetta di fatto "il 66% del merito" per lo studio della pecora Dolly.

Fu Campbell - rivela Wilmut - che ebbe l'idea di congelare le cellule per la clonazione, mentre altri vitali esperimenti per sviluppare il progetto fuono svolti da un terzo collega, Bill Ritchie. Alla domanda di Lawrence Davies - legale del biologo che ha fatto causa a Wilmut - se fosse esatta l'affermazione "non creai Dolly", lo scienziato ha risposto "sì".

(8 marzo 2006)

(Nella foto: Ian Wilmut insieme alla pecora Dolly)

Settimane bianche addio? Sì, almeno in Inghilterra


La decisione dell'Alta Corte di Londra, dopo la denuncia di una donna che concedeva ai propri figli di rimanere a casa. La sentenza crea un precedente

In vacanza invece che a scuola?
Londra, vietato per legge


Anche il premier Tony Blair, nel 1999, aveva avuto un problema simile

di DANIELE SEMERARO


LONDRA - Settimane bianche, addio? Sì, almeno in Inghilterra. Secondo quanto ha deciso l'Alta Corte di Londra, infatti, i genitori che faranno perdere giorni di scuola ai figli per portarli in vacanza senza il permesso del preside, commetteranno un reato. I giudici, infatti, hanno stabilito che dev'essere la scuola, non i genitori, a decidere se uno studente può saltare le lezioni ed essere portato in vacanza durante il periodo scolastico.

Da oggi, dunque, i genitori possono andare incontro a un reato perseguibile penalmente se decideranno, dopo aver avuto il no di preside e professori, di infrangere la legge. La decisione è arrivata dopo che una donna aveva concesso alle proprie tre figlie di "marinare" la scuola per una settimana e rimanere a casa. Il periodo, infatti, coincideva esattamente con le finali di una competizione di ballo.

La donna, così, è stata accusata dall'autorità educativa di Bromley di trasgredire all'Education Act del 1996 per aver fatto disertare la scuola ai propri figli. Non è tutto: le ragazze si assentavano spesso, sia per motivi di salute, sia per motivazioni più frivole, come il traffico intenso della mattina o l'avaria della macchina. La condotta delle tre studentesse era abbastanza buona, così come i loro voti. I guidici, allora, avevano chiesto in prima istanza alla donna di prestare una cura maggiore nell'educazione delle proprie figlie. L'autorità scolastica locale, però, ha chiesto ai giudici di rivedere la propria posizione in sede di appello. E così, ieri, l'Alta Corte ha stabilito che i magistrati di primo grado avevano male interpretato la legge. Di qui la pronuncia, e quindi la denuncia, che crea un vero e proprio precedente che tutti i genitori dovranno, da ora in poi, tener presente.

John Dunford, segretario generale dell'Association of School and College Leaders (l'associazione che riunisce presidi di scuole e collegi), ha apprezzato la decisione dei giudici: "Questo - ha detto - creerà un precedente che aiuterà molto le scuole e i presidi che vogliono cercare di arginare il problema delle vacanze troppo lunghe o delle assenze troppo frequenti, che possono interferire con l'educazione dei ragazzi". Dello stesso avviso anche il Department for Education and Skills, il ministero inglese dell'istruzione, che aveva già espresso il proprio dissenso nei confronti delle vacanze troppo lunghe e aveva invitato gli insegnanti a non dare il proprio consenso a meno che non ci fossero circostanze eccezionali.

Nella questione è stato coinvolto, qualche anno fa, anche il primo ministro britannico. Nel 1999, infatti, Tony e Cherie Blair ebbero uno scontro col preside del London Oratoy School quando portarono i propri figli in vacanza alle Seychelles: il periodo, infatti, coincideva con l'inizio delle lezioni.

(8 marzo 2006)

La Ue e le lingue straniere: "L'Italia, che delusione"




La Commissione Europea s'impegna, per la prima volta, a migliorare la conoscenza delle lingue. Dopo una indagine, pesante per il nostro Paese

Multilinguismo, chance per l'Italia
documento-appello della Ue


di DANIELE SEMERARO

ROMA - In base all'ultima indagine Eurobarometro, i Paesi europei che possono vantare cittadini almeno bilingui (in grado, cioè, di conversare in un'altra lingua rispetto alla propria) sono il Lussemburgo (99%), Lettonia e Malta (93%) e la Lituania (90%), mentre Francia (45%), Spagna e Italia (36%) e Inghilterra (30%) si distinguono per un diffuso monolinguismo e quindi si trovano nettamente sotto la media (che, per l'Europa a 25, è del 50%).

Non è tutto: tra le lingue che più vengono utilizzate a livello europeo, oltre all'Inglese (parlato come lingua madre dal 13% dei cittadini e come seconda lingua dal 34%), al tedesco e al francese, l'italiano è parlato dal 13% dei cittadini come prima lingua, ma solamente dal 2% come seconda lingua. Una situazione che fa della lingua del Belpaese una Cenerentola europea, seguita solo dal Polacco e dall'Olandese.

Per far fronte a queste grandi disparità, l'Unione Europea ha elaborato un primo documento ufficiale sulle politiche linguistiche, "A new framework strategy for multilinguism. Al motto del proverbio slovacco "Più lingue conosci, migliore diventi", per la prima volta l'Europa s'impegna a migliorare la comunicazione tra i cittadini europei e le istituzioni.

L'aumento della mobilità e della cooperazione nel nostro continente, infatti, rende indispensabile la buona conoscenza di più idiomi. Senza dimenticare che le competenze linguistiche, oltre a favorire gli scambi culturali e sociali, sono alla base del mercato globale, delle strategie commerciali, della società dell'informazione e della comunicazione tecnologica.

L'Unione Europea, si legge nel documento, fondata sull'"unità nella diversità" (diversità di culture, di costumi, credenze) deve fare qualcosa per migliorare la propria situazione. Tale diversità, in effetti, è ben chiara se si guarda all'ambito linguistico: in Europa convivono oltre 20 lingue ufficiali, almeno 60 regionali e una moltitudine di lingue minoritarie che i vari sistemi scolastici affrontano con esiti di vario tipo.

E proprio dopo aver preso in considerazione gli allarmanti dati di Eurobarometro, la Commissione lancia l'allarme: gli stati membri devono far di tutto per migliorare la propria situazione interna (in campo linguistico, è chiaro) e devono attuare misure per promuovere l'espansione del multilinguismo in una società che rispetti tutte le identità linguistiche dei cittadini.

Per come l'intende l'Ue, il multilinguismo si riferisce dunque sia all'abilità del cittadino di utilizzare più lingue per comunicare, sia la coesistenza di idiomi diversi in una determinata area geografica. Nel documento, in particolare, il termine è utilizzato per descrivere il nuovo campo della politica dell'Unione per promuovere un clima che può favorire la piena espressione di tutte le lingue.

Lo scopo dell'iniziativa è triplice: innanzitutto, incoraggiare l'apprendimento delle lingue e promuovere le diversità; promuovere, poi, una florida economia basata sul multilinguismo e fornire aicittadini l'accesso alla legislatura dell'Unione Europea, alle procedure burocratiche e alle informazioni nella loro stessa lingua.

"Il multilinguismo - si legge - è allora essenziale per far funzionare senza intoppi l'intera Unione: aumentando la competenza linguistica dei cittadini, infatti, si potranno raggiungere obiettivi sempre maggiori, e in particolare si potrà fronteggiare una competizione globale sempre crescente e si potrà migliorare il potenziale dell'Europa nei confronti uno sviluppo sostenibile e migliori condizioni di lavoro".

E, forse, proprio grazie al riconoscimento e alla valorizzazione dell'identità nazionale anche l'Italia potrà spingere la propria lingua oltre quel drammatico 2% di diffusione che la relega al penultimo posto tra le lingue studiate in Europa.

(8 marzo 2006)

martedì 7 marzo 2006

Prodi dice no al confronto tv. "Berlusconi è avvantaggiato"

Il portavoce del Professore scrive al presidente della Rai Petruccioli
"Permangono le condizioni che più volte sono state da noi respinte"


Confronto tv, Prodi dice no
"Mancano le garanzie"


Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio, furibondo
"Lunedì il presidente del Consiglio si presenterà in Rai"

di DANIELE SEMERARO


ROMA - "Non ci sono le garanzie per un corretto svolgimento dei confronti tv tra il leader dell'Unione, Romano Prodi e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi". Così il portavoce dello stesso Prodi, Silvio Sircana, si rivolge con una lettera al presidente della Rai, Claudio Petruccioli.

"Gentile presidente - si legge - rispondo alla sua cortese lettera con la quale comunica al presidente, Romano Prodi, il calendario dei confronti televisivi e delle conferenze stampa fissato dalla Rai in ottemperanza al regolamento disposto dalla Commissione di Vigilanza in vista delle prossime elezioni politiche. Con rammarico - continua - devo constatare che, nonostante i reiterati tentativi di convincere la nostra controparte politica, permangono le condizioni che più volte sono state da noi respinte. Mi riferisco in particolare alla conferenza stampa di chiusura del leader della coalizione di destra nella veste di presidente del Consiglio: conferenza che, da parte nostra, è stata reiteramente definita inaccettabile in quanto consentirebbe ad una delle due coalizioni di maturare un indebito vantaggio competitivo".

"In secondo luogo - continua la lettera - non trovo menzione delle garanzie da noi più volte richieste per lo svolgimento dei confronti. Parlo di posizionamento dei candidati nello studio, di posizionamento delle telecamere, di regole di regia (come, ad esempio, il divieto di inquadrare durante l'intervento del candidato 'A', il candidato 'B' ad evitare commenti di quest'ultimo utilizzando la mimica facciale e il body language), di tempi regolamentati per le domande e per le risposte, la presenza o meno del pubblico oltre, ovviamente, alla scelta del conduttore".

Nel clima pre-elettorale torna dunque in primo piano la polemica sul confronto tv fra il presidente del Consiglio e il leader dell'Unione. "Uno dei due leader, il presidente Berlusconi, ha già dato il suo sì al confronto televisivo con Prodi" aveva detto il sottosegretario Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, rispondendo a un cronista che gli aveva chiesto quale risposta darà il premier alla Rai per il duello tv con Romano Prodi. Poi Bonaiuti aveva avvertito il direttore generale della Rai Meocci: in ogni caso, lunedì Berlusconi si presenterà alla sede Rai per quel confronto deciso dalla commissione parlamentare di Vigilanza.

"Dovrebbe saperlo bene il direttore generale Meocci - quasi urla Bonaiuti - al quale ho dato un assenso telefonico sia giovedì sia venerdì scorsi. Il nostro sì è stato dato da me anche al presidente Petruccioli in due distinte telefonate, sabato e domenica sera. Se proprio occorrono due righe al direttore generale della Rai, per ribadire quello che è già stato detto mille volte anche formalmente, manderemo subito un messo al dottor Meocci con missiva scritta. Se invece si cerca di intorbidire le acque, a questo gioco non ci stiamo".

"Qualcuno dice addirittura - aggiunge Bonaiuti - che nei programmi Rai per lunedì è stata prevista una fiction al posto del confronto Berlusconi-Prodi. Non sappiamo se è vero, ma è certo invece che il presidente del Consiglio si presenterà lunedì sera alla sede della Rai per quel confronto che è stato stabilito dalla commissione di vigilanza, ovvero dal Parlamento sovrano". "Abbia pazienza - conclude il portavoce di Berlusconi - il direttore generale, perché tra qualche minuto arriveranno le due righe scritte".

In precedenza Meocci aveva confermato che "la Rai mette a disposizione gli spazi, poi i leader decideranno cosa fare". "L'ultima lettera in merito - precisa Meocci a margine di una conferenza stampa sulla Giornata della pace - è quella che abbiamo mandato noi. Sono loro che devono dare una risposta, non è tanto un problema di tempi tecnici ma di volontà".

L'ipotesi avanzata dalla Rai nei giorni scorsi per il primo faccia a faccia tra Prodi e Berlusconi era quella del 13 marzo, quindi i tempi sarebbero ravvicinati, ma per il direttore generale non ci sono scadenze: "Anche se - precisa - sarebbe meglio avere una risposta prima possibile, magari anche domani per prendere una decisione".

(7 marzo 2006)

(Nella foto: Romano Prodi)

Respinte le dimissioni di Tosi. La Crui: "Confermiamo la fiducia"


Il presidente dell'assemblea Crui si era dimesso il 27 febbraio
dopo la decisione del Gip di Siena di sospenderlo per due mesi


Rettori: "No alle dimissioni di Tosi
Piena fiducia nella magistratura"


ROMA - L'assemblea generale della Conferenza dei Rettori ha respinto all'unanimità le dimissioni del suo presidente, Piero Tosi. In un documento, l'assemblea della Crui, dopo aver premesso di avere "piena fiducia" nella magistratura, auspica che l'indagine che riguarda Tosi si concluda rapidamente "e senza ombra di dubbio" e si augura che "si verifichino al più presto le condizioni per il suo rientro a pieno titolo nelle proprie funzioni".

La Crui riconferma quindi, con un lungo applauso, la propria fiducia e la propria stima al presidente aggiungendo di avere "sempre apprezzato la sua visione rigorosa ed equilibrata dell'istituzione universitaria". Ritiene, infine, che a Tosi vada "in particolare riconosciuto il grande merito di aver mantenuto costantemente viva l'attenzione dell'opinione pubblica, del mondo politico e del Paese sui problemi dell'università italiana in un momento delicato e complesso come quello attuale, e sempre attraverso azioni di notevole rilievo culturale".

Piero Tosi si era dimesso dalla carica di presidente della Crui lo scorso 27 febbraio. Una decisione presa dopo la sospensione di due mesi dalla carica di rettore dell'ateneo di Siena decisa da un'ordinanza del Gip del tribunale della città toscana per vicende giudiziarie in cui sarebbe coinvolto lo stesso Tosi.

Sono tre le ipotesi di abuso d'ufficio aggravato che riguardano Tosi, legate a due nomine e a una consulenza, e una di falso ideologico per due concorsi, fra i quali non rientra quello per ricercatore di oculistica a Siena, vinto nel 2003 dal figlio del rettore dimissionario.

In queste settimane Tosi ha ricevuto molti attestati di fiducia, tra cui quelli dell'Andu, l'Associazione nazionale dei docenti universitari, e del Senato accademico dell'ateneo senese. Critica, invece, Azione Universitaria, che aveva sollecitato le dimissioni del presidente della Crui.

(7 marzo 2006)

(Nella foto: Piero Tosi)

Ecco i Simpson in carne ed ossa. In Inghilterra la sigla rifatta con attori veri




Andrà in onda sul canale Sky One per festeggiare la 17/ma serie
Il clip è costato 18 mesi di lavorazione ed è identico a quello animato


I Simpson prendono vita
in Inghilterra sigla con attori veri


di DANIELE SEMERARO

LONDRA - Il canale inglese Sky One trasmetterà, nelle prossime settimane, la sigla di apertura della serie di cartoni animati più famosa del mondo, i Simpson. Niente di nuovo, se non fosse che la sigla è stata completamente "adattata" al mondo degli umani ed è interpretata da attori veri.

Il clip, costato oltre 18 mesi di lavorazione, sarà messo in onda per festeggiare (e promuovere) l'inizio della diciassettesima stagione, che in Inghilterra partirà il 20 marzo. Anche Matt Groening, storico creatore del cartone animato, si è detto entusiasta dell'iniziativa.

Nella sigla "rifatta", della durata di cinquanta secondi, appaiono, di seguito, Bart in punizione che scrive alla lavagna, decine di volte, "I will not eat things for money" ("Non mangerò cose per denaro") e scappa in città a tutta velocità a bordo dello skateboard. Poi c'è la scena di Homer, che esce dal lavoro dimenticando in tasca una barretta radioattiva che butta "tranquillamente" dal finestrino dell'auto. C'è Lisa che è a scuola a lezione di musica, e si permette di superare il maestro con un assolo di sax e viene espulsa. Poi, ancora, Marge in macchina insieme alla piccola Maggie. Alla fine, tutti i personaggi arrivano a casa e si ritrovano, insieme, nella classica scena del divano. La tv, così, si accende e i personaggi "reali" guardano loro stessi nella versione animata.

"Abbiamo utilizzato attori reali, non tanto per la loro sembianza - non si può arrivare ad ottenere la copia esatta dei personaggi gialli più famosi del mondo - ma abbiamo puntato su alcune loro caratteristiche in modo tale da rendere gli attori riconoscibili immediatamente", ha spiegato uno degli ideatori. E così, nel video è possibile vedere come sarebbero Homer, Marge, Bart, Lisa e Maggie se la loro storia fosse ambientata nella realtà, e non nella città immaginaria di Springfield.

La sigla dei Simpson (quella classica del cartone animato) per gli appassionati è una vera e propria miniera d'oro, che è stata studiata e analizzata in ogni minimo particolare. Durante i cinquanta secondi, infatti, appaiono moltissimi particolari curiosi e sono nascoste scene che scorrono così velocemente da non poter essere distinte.

La scena della mamma al supermercato, ad esempio, è molto significativa: mentre fa la fila alla cassa, Marge legge "Mom monthly" (un mensile dedicato alle mamme), così che Maggie (la figlia più piccola, perennemente col ciuccio in bocca) viene "prezzata". Il costo di Maggie? Esattamente 847.63$ (appare sul display della cassa), che corrisponde al fabbisogno medio mensile per il mantenimento di un neonato negli Stati Uniti negli anni Novanta.

Un altro esempio da non dimenticare è certamente quello che precede la scena del divano: qui, in una frazione di secondo, appare quello che è chiamato in gergo "Springfield Panorama", dove scorrono a velocità impressionanti alcune scene di vita quotidiana della cittadina: dal pulmino della scuola che si ferma in mezzo alla strada agli amici di Bart, tra cui Milhouse, che giocano a baseball; dal bullo Nelson che mette un bambino in un bidone della spazzatura agli anziani davanti alla casa di riposo, tra cui il nonno, che guardano criticamente la scena.

Senza dimenticare (gioia degli appassionati e dei collezionisti) che la sigla di ogni episodio è diversa da un'altra: cambiano sempre, infatti, la frase che Bart scrive per punizione alla lavagna, l'assolo di sax suonato da Lisa e, ovviamente, la scena del divano.

(Nelle foto: La scena del divano con i personaggi "reali". Sotto: la famosa scena della lavagna con Bart)

GUARDA: La sigla "umanizzata" / La sigla originale