martedì 28 febbraio 2006

Sudoku, in Italia il primo campionato mondiale




A fine marzo nel capoluogo toscano il primo torneo internazionale
Previsti 3 concorrenti per nazione. Oltre 20 i paesi partecipanti


Italia, continua la Sudoku-mania
a Lucca il campionato mondiale


Il 4 marzo la selezione italiana: iscrizioni ancora aperte
Centinaia gli appassionati italiani che aspirano alla finale

di DANIELE SEMERARO


ROMA - Ci ha fatto riflettere, rilassare, "impazzire", ragionare per tutta la scorsa estate. I più appassionati hanno continuato a giocarci anche alla fine della bella stagione. È il Sudoku, il rompicapo di origine giapponese con il quadrato e gli 81 numeri da sistemare. Adesso, dal 10 al 12 marzo i migliori "sudokisti" (si dirà così?) avranno l'occasione di sfidarsi nel primo campionato mondiale che si terrà a Lucca.

Selezione italiana. Al primo campionato mondiale parteciperanno numerose nazioni che potranno inviare un massimo di tre rappresentanti ciascuna. Molti paesi, tra cui il nostro, organizzeranno, così, una selezione locale per scegliere i tre migliori giocatori. In Italia questa selezione si terrà sabato 4 marzo al complesso turistico "Il Ciocco", a pochi chilometri da Lucca.
Per adesso si sono messi in lista oltre 160 appassionati; le iscrizioni chiuderanno al raggiungimento di 600 giocatori. Per partecipare si deve pagare solamente una quota d'iscrizione di 25 euro.

Campionato mondiale. Anche il campionato mondiale si terrà a Lucca: dal 10 al 12 marzo presso l'hotel Guinigi: "Si tratta di un torneo open - spiegano gli organizzatori della Nonzero edizioni - dove partecipanti di tutto il mondo desiderosi di misurarsi nelle più ardue prove di Sudoku avranno molto da sbizzarrirsi". Oltre al Sudoku classico, infatti, sono previste diverse articolate varianti, ognuna delle quali mette in gioco una nuova condizione obbligatoria, che si aggiunge a quella delle righe, colonne, riquadri: Sudoku X, Sudoku a incastro, Sudoku +, Sudoku ZigZag, Sudoku Puzzle, Sudoku Pari e Dispari.

Ospite d'eccezione sarà Wayne Gould, considerato il guru mondiale del rompicapo numerico, che premierà i partecipanti con una targa. Oltre a lui, tra i concorrenti, sarà presente anche Tetsuya Nisho, famoso creatore di puzzle, molto conosciuto in Giappone.

Per quanto riguarda le adesioni, ad oggi sono oltre 20 le nazioni che hanno già confermato la loro partecipazione. Tra queste Belgio, Croazia, Danimarca, Filippine, Francia, Germania, Giappone, Olanda, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovacchia, Svizzera, Turchia, Ungheria, Stati Uniti, Venezuela e, ovviamente, Italia.

"Siamo veramente soddisfatti della risposta che stiamo avendo per questo Campionato - ha dichiarato Riccardo Albini, direttore editoriale di Nonzero -. Una partecipazione così consistente non fa altro che confermare come il Sudoku sia un fenomeno unico nell'ambito dell'enigmistica, in grado di oltrepassare barriere culturali e geografiche".

La storia. Il Sudoku, nato nel 1979, è un rompicapo basato sui numeri e sulla logica. Non richiede competenze linguistiche o nozionistiche particolari, né esige doti specifiche nel calcolo matmatico. Proprio grazie a queste peculiarità è riuscito ad appassionare decine di milioni di persone in tutto il mondo, diventando anche nel nostro Paese, dall'anno scorso, un vero e proprio fenomeno enigmistico ed editoriale. Il gioco è stato brevettato nel lontano 1984 da una società giapponese (la Nikoli) che dice di essersi ispirata al gioco statunitense "Number place" (anche se le radici di questo puzzle numerico risalirebbero addirittura all'intuizione del matematico Eulero nel XVII secolo). Il primo nome giapponese di Sudoku era "Suuji wa dakushin ni kagiru", che significa che i numeri da scrivere in ogni casella sono single, cioè scapoli. Ma questo nome era troppo lungo, e perciò fu abbreviato in Su-Doku: "Su" significa numero e "Doku" significa solitario.

Come si gioca. Le regole sono molto semplici: ogni Sudoku è un quadrato di 81 caselle divise in 9 colonne orizzontali e nove verticali. Su alcune caselle è già scritto un numero, mentre tutte le altre vanno riempite dal giocatore utilizzando i numeri dall'1 al 9, senza ripetere alcun numero più di una volta in ogni singola colonna orizzontale o vertiocale. A complicare il gioco c'è il fatto che il quadrato di 81 caselle è, a sua volta, suddiviso in nove quadratini di nove caselle: anche questi nove quadrati devono essere riempiti con i numeri da 1 a 9, senza ripetizioni. Addirittura, Bertram Felgenhauer e Frazer Jarvis hanno calcolato che le combinazioni del gioco sarebbero oltre 6.670 miliardi.

Per esercitarsi è possibile giocare a Sudoku anche sul nostro sito, con un puzzle nuovo, a tempo, ogni giorno. In questi giorni, su Repubblica.it, sarà anche possibile scaricare (ma non giocare interattivamente) alcuni Sudoku particolarmente difficili, simili a quelli che verranno proposti al campionato mondiale.

(28 febbraio 2006)

(Nella foto: Un quadro classico di Sudoku)

lunedì 27 febbraio 2006

"Fa più caldo e piove meno". 200 anni di clima in Italia


La ricerca dell'Istituto di studi sul clima del Cnr di Bologna
Negli ultimi 200 anni la temperatura è cresciuta di 1,7 °C


"Adesso fa più caldo e piove meno"
Com'è cambiato il clima in Italia


Recuperata un'enorme serie di parametri meteorologici
L'anno più bollente? Il 2003: estate con 4 gradi sopra la media

di DANIELE SEMERARO


ROMA - Il 2003, con un'estate che ha fatto segnare oltre 4 gradi sopra la media, è stato l'anno più caldo degli ultimi duecento anni. Il 1816, invece, noto alle cronache come "anno senza estate" e preceduto da una lunga serie di eruzioni vulcaniche (tra cui l'esplosione del Tambora, in Indonesia), è stato l'anno più freddo. Sono i dati più interessanti che emergono dal quadro del clima del nostro Paese negli ultimi due secoli tracciato da un team di scienziati dell'Isac-Cnr di Bologna, in collaborazione con l'Università di Milano.

Per arrivare al bilancio delle variazioni meteorologiche in Italia negli ultimi due secoli infatti, il team di ricercatori per la prima volta è riuscito a recuperare, digitalizzare e correggere le più lunghe serie strumentali di parametri meteorologici, pari ad oltre un centinaio, esistenti in Italia. Ed è riuscito a scoprire che in Italia fa più caldo e piove di meno.

"Dall'analisi del database - spiegano i ricercatori - si è osservata una crescita della temperatura media dell'ordine di 1,7 °C nell'arco degli ultimi due secoli. Il contributo più forte è dato dagli ultimi cinquant'anni, per i quali l'aumento è stato di circa 1,4 °C. Studiando l'andamento delle temperature minime e massime giornaliere - continuano - si è osservato un aumento più forte nelle prime rispetto alle seconde. Se però si considerano solo gli ultimi cinquant'anni, la situazione è capovolta, con le temperature massime che crescono più delle minime". E questo significa un aumento dell'escursione termica giornaliera nell'ultimo mezzo secolo. Per quanto riguarda le precipitazioni si è registrato un leggero calo nella quantità totale annua, dell'ordine del 5% ogni cento anni. Una diminuzione più evidente nell'Italia peninsulare.

Spiegano ancora Teresa Nanni e Michele Brunetti, i ricercatori dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (Isac) del Cnr di Bologna, che hanno svolto la ricerca in collaborazione con Maurizio Maugeri dell'Università di Milano, che "fino a pochi anni fa non esisteva una banca dati climatologica di questo tipo per l'Italia, come lunghezza temporale e come disponibilità di dati. Nell'ambito di diversi progetti nazionali e internazionale, sfruttando principalmente gli archivi dell'Ufficio centrale di Ecologia Agraria e degli Istituti idrografici, sono state quindi recuperate e digitalizzate le più lunghe serie climatologiche esistenti nel nostro Paese.

Assieme ai dati, sono state raccolte anche tutte le notizie relative alla storia delle varie stazioni meteorologiche, quali spostamento delle stazioni, sostituzioni di strumenti o malfunzionamenti degli stessi. Informazioni queste che si sono rivelate di fondamentale importanza nella fase di 'omogeneizzazione' dei dati, necessaria per 'ripulire' le serie meteorologiche da tutti i segnali di origine non climatica".

La ricostruzione del clima italiano, che verrà pubblicata anche sull'International Journal of Climatology, "proseguirà in futuro - assicurano dal Cnr - con la raccolta di nuovi parametri meteorologici quali la pressione atmosferica e la copertura nuvolosa, anche se qualche risultato preliminare è già stato ottenuto per il periodo più recente: gli ultimi cinquant'anni, infatti, sono stati caratterizzati da un aumento della pressione al livello del mare e una diminuizone della copertura nuvolosa, in accordo con quanto registrato per le temperature e per l'escursione".

(27 febbraio 2006)

venerdì 24 febbraio 2006

Insulti a un giornalista ebreo, sospeso il sindaco di Londra


Ken Livingstone dovrà stare lontano dai palazzi del Comune per quattro settimane
L'accusa: ha screditato la sua carica paragonando un reporter a un "kapò"


Sospeso Livingstone, sindaco di Londra
aveva insultato un giornalista ebreo


di DANIELE SEMERARO

LONDRA - Il sindaco di Londra, Ken Livingstone, è stato condannato oggi a quattro settimane di sospensione (la pena partirà dal primo marzo) per "aver screditato la sua carica" quando insultò un giornalista di religione ebraica paragonandolo alla guardia di un campo di concentramento nazista.

L'Adjudication Panel of England (la commissione disciplinare per i funzionari pubblici) ha infatti affermato che la frase rivolta a Oliver Finegold dell'Evening Standard fu "inutilmente insensibile e offensiva", e il sindaco la ribadì, "anche se Finegold gli disse che era di religione ebraica, e che era stato offeso dalla sua domanda se fosse la guardia di un campo nazista".

Livingston si difese dicendo che il giornale aveva condotto una "campagna di odio" contro di lui per anni, e che era pieno di "disgraziati e fanatici pieni di pregiudizi". Il sindaco, uno dei più popolari politici inglesi, ha rischiato una condanna che può arrivare anche a cinque anni d'interdizione dalle cariche pubbliche.

Livingstone, inoltre, ha spiegato che da venticinque anni si comporta alla stessa maniera con i giornalisti, e che fino ad ora non aveva mai avuto problemi di questo tipo. Per di più, ha detto, non ha intenzione di cambiare il suo modo di comportarsi.

(24 febbraio 2006)

(Nella foto: Ken Livingstone)

giovedì 23 febbraio 2006

Organizzazioni umanitarie, l'Italia taglia i suoi contributi





La decisione del governo, passata in sordina il 16 febbraio, prevede il taglio
di tutti i finanziamenti volontari alle organizzazioni internazionali


Organizzazioni umanitarie
l'Italia cancella i fondi


Oms, Fao, Unicef, Unesco, Acnur non avranno più soldi dal nostro Paese
Diplomatici imbarazzati. La Farnesina: "Obbligati dalla crisi economica"

di DANIELE SEMERARO


ROMA - Da quest'anno il governo italiano non elargirà più alle organizzazioni internazionali i cosiddetti "fondi volontari" che da oltre trent'anni consegna puntualmente. Il taglio, improvviso e passato quasi sotto silenzio, sarà di circa 52 milioni di euro. La decisione è chiara nella delibera del 16 febbraio scorso approvata dal ministero degli Esteri che, oltre a decurtare della metà il tradizionale bilancio dei cosiddetti contributi volontari alle organizzazioni internazionali, ha deciso che a Acnur, Unicef, Fao, Undp, Unesco e Oms non saranno più destinati fondi. Anche se, si fa comunque osservare da ambienti diplomatici, "i tagli sono temporanei e dovuti alla ridotta disponibilità di fondi". La denuncia è partita da "il Manifesto". Gli enti, preoccupati, confermano anche se, per ora, evitano di fare polemica.

Oltre ai tagli, ha fatto sapere il quotidiano, c'è anche una sorta di "redistribuzione": a beneficiare del contributo tra le grandi agenzie, quest'anno, saranno soltanto il Programma alimentare mondiale (Pam), l'ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc) diretto dall'italiano Costa, l'ufficio internazionale del Lavoro (Ilo) che ha sede a Roma e tutti quegli uffici (come anche l'Undesa, l'Unido, Ipgri, Unccd, Unssc) della "filiera italiana", cioé diretti da italiani.

I fondi in questione danno sostanza alle relazioni "unilaterali" tra i Paesi membri e le organizzazioni internazionali e sono da sempre volontari. Non vanno confusi, invece, con un'altra quota, quelli "multilaterali", che è obbligatoria e definita in base alla ricchezza del paese. Resta il fatto che rappresentano una parte significativa delle loro entrate cui non è facile rinunciare.

I fondi tagliati, dunque, ammonterebbero a circa 52 milioni di euro. La "stranezza" dell'operazione è data poi dal fatto che la decisione è stata presa improvvisamente (di solito, infatti, i cambiamenti avvengono gradualmente) e che, a quanto sembra, non è stata per ora notificata alle diverse Agenzie.

I fondi, in particolare per quanto riguarda, ad esempio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, sarebbero andati a coprire i progetti di emergenza (per i quali l'Italia è sempre stata, da trent'anni a questa parte, molto generosa). Anche per questo l'immagine del nostro Paese in campo internazionale esce piuttosto offuscata da questa vicenda. A quanto si apprende, i nostri diplomatici e funzionari che lavorano nei palazzi di Ginevra sarebbero alquanto imbarazzati. Soprattutto perché l'Italia, tra i Paesi "contribuenti" è sempre stata puntuale e, quindi, vista con estrema simpatia.

Conseguenze di questa decisione? Oltre ai mancati incassi per gli organismi internazionali interessati, ce n'è un'altra: di norma i donatori acquisiscono una certa influenza nelle linee programmatiche di questi soggetti internazionali, e con questo taglio l'Italia rischia di perdere quasi tutto il suo peso su scelte internazionali di politica sociale, sanitaria e culturale.

Unicef. L'Unicef, una delle organizzazioni internazionali che più verranno colpite, esprime preoccupazione. L'agenzia dell'Onu che si occupa dell'infanzia ricorda che due terzi dei suoi fondi derivano da contributi "volontari" governativi e un terzo da privati. Se tutti i Paesi si comportassero come l'Italia, per l'Unicef sarebbe praticamente la fine. Con la decisione della Farnesina, il suo budget perderebbe circa 11 milioni di dollari. Resterebbero (ma non si sa in quale proporzione) 18 milioni che vengono assegnati su progetti specifici e, quindi, non possono essere utilizzati per la vita dell'agenzia. "Il problema di fondo - spiegano in una nota ufficiale - non riguarda i soldi, ma gli effetti di eventuali tagli sul lavoro che l'Unicef svolge per i bambini di oltre 155 paesi, molti dei quali rischiano di rimanere scoperti, non essendo una priorità per nessun governo".

Unhcr. Grande preoccupazione è stata espressa anche da Laura Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati. "Siamo preoccupati e stupiti - spiega - perché il taglio dei fondi ci ha colpiti di sorpresa. In passato questi potevano anche arrivare in ritardo rispetto allo stanziamento, ma non era mai accaduto che fossero azzerati. Il buco italiano è destinato a incidere negativamente sull'aiuto ai rifugiati nelle regioni di provenienza".

Oms. La direzione generale dell'Oms, (fanno sapere sia dalla rappresentanza italiana che dalla sede centrale di Ginevra), non può ancora prendere una posizione su questa decisione. Motivo: la notizia non è ancora stata comunicata ufficialmente. A Ginevra la sanno tutti, ma solo perché ne hanno letto sui giornali o sentito da voci di "corridoio".

Fao. Anche al Fondo alimentare mondiale, che ha sede a Roma, c'è un po' di sconcerto e preoccupazione, ma soprattutto "a livello di singoli". L'Agenzia, infatti, non avendo ancora ricevuto comunicazioni dal governo, rimane cauta.

Le reazioni all'Onu. Intanto, come scrive anche "Il Manifesto", la filiera Onu "ha cominciato a fibrillare", soprattutto per la carenza assoluta d'informazioni ufficiali. E, secondo quanto si apprende, lo stesso Kofi Annan starebbe preparando una lettera indirizzata al governo Berlusconi per chiedere almeno chiarimenti sulla vicenda.

Le reazioni in Italia. "Indignati ma non stupiti". A sintetizzare il sentimento generale dell'Unione è il socialista Ugo Intini, che parla di governo provinciale che "in politica estera cerca un rapporto privilegiato con gli Usa, che non c'è, e di conseguenza spiazza e delude i Paesi in via di sviluppo". A stupirsi è anche il senatore Francesco Martone (Gruppo Misto-Rc): "È la classica ciliegina sulla torta: dopo aver ridotto in ginocchio la politica estera italiana in materia di cooperazione e dopo aver dimezzato il capitolo di spesa - dice - si ignorano organismi come Arcur, Unicef, Fao, Undp e Oms, ai quali non viene destinato un centesimo, e si premiano organizzazioni vicine a chi ha varato il provvedimento".

La risposta della Farnesina. Secondo quanto trapela da ambienti diplomatici, la delibera (che verrà resa pubblica nei prossimi giorni) prevede un temporaneo annullamento dei fondi destinati alle organizzazioni internazionali a causa di una situazione di scarsa disponibilità finanziaria definita "momentanea". "Questo - spiegano - è il risultato di dolorosi tagli finanziari decisi dal Parlamento per la necessità di collimare con i parametri di Maastricht e le direttrici dell'Unione Europea. Una situazione contingente dalla quale speriamo di uscire al più presto: appena ci troveremo in una situazione mgliore prenderemo le decisioni necessarie per avvicinarci considerevolmente agli stanziamenti dello scorso anno". La decisione, fanno inoltre sapere, verrà ridiscussa all'interno delle prossime riunioni del Comitato Direzionale del ministero.

(23 febbraio 2006)

(Nella foto WHO/P.Virot: Il quartier generale dell'Oms a Ginevra)

mercoledì 22 febbraio 2006

Banda larga sui cellulari: Roma la prima città coperta




L'Hsdpa permette velocità molto superiori a quelle dell'Umts
I clienti "Tre" della Capitale saranno i primi in Europa a poterne usufruire


Arriva la banda larga sui cellulari
è Roma la prima città coperta


Anche Tim e Vodafone stanno sperimentando il "Super Umts"
Partiranno a giugno con la nuova rete e i nuovi telefonini

di DANIELE SEMERARO


ROMA - La super-linea Adsl per telefonia mobile parte, prima in Europa, da Roma. Questa mattina Tre Italia, l'ultimo nato tra i gestori di telefonia del nostro Paese, ha presentato quella che ha ribattezzato "Adsm", ovvero l'Adsl mobile. L'Hsdpa (High Speed Downlink Packet Access è il suo nome tecnico) permetterà agli utenti connessioni internet a una velocità compresa tra 1,8 Mbit/secondo (circa cinque volte più veloci dell'attuale Utms) fino a punte di 14 Mbit/secondo entro la fine del 2008.

"La buona notizia per i consumatori - ha detto l'amministratore delegato di Tre, Vincenzo Novari - è che fra qualche settimana avranno a disposizione la banda larga in mobilità con prestazioni, nella stragrande maggioranza dei casi, superiori a quelle del fisso a un prezzo competitivo e con tanta flessibilità in più". Novari, poi, ha aggiunto che l'Adsm sarà fortemente integrabile con il Dvb-H, cioè con la tv digitale terrestre via cellulare.

L'Hsdpa, dunque, partirà da Roma, prima città italiana completamente coperta con oltre 300 antenne, dal prossimo marzo. Poi sarà la volta di Milano ed entro fine giugno 2006 la copertura toccherà le 150 principali città italiane. Ma di che cosa si tratta esattamente? Questo nuovo standard, chiamato da molti anche "super-Umts", sarà fruibile sia attraverso una scheda da inserire nel pc (che Tre metterà in vendita tra qualche settimana) che permetterà di collegarsi a internet a velocità molto elevate da ogni parte della città, sia attraverso una sim-card che offrirà la possibilità di effettuare le stesse operazioni sul cellulare. L'arrivo delle sim e dei nuovi "tvfonini" (così li hanno ribattezzati) è previsto per giugno.

La Tre prevede che grazie all'Adsm "il download di allegati multimediali trasmessi in posta elettronica, di contenuti musicali, di video e di film di alta qualità, la navigazione internet o l'accesso a giochi interattivi ad alta risoluzione saranno ancora più veloci e, quindi, più adatti alla fruizione in mobilità". Per fare un esempio, per scaricare dal web un video di 3Mb serviranno 12,3 secondi contro i 67,2 richiesti dall'Umts.

L'Hsdpa, dunque, promette di moltiplicare la velocità di collegamento, di ampliare l'efficienza della rete e, soprattutto, di essere implementata, entro breve tempo, sulle reti Umts già esistenti. E su questo terreno tutti gli operatori sono in grande fermento.

Tim. Anche Telecom Italia Mobile sta lavorando molto per lanciare il "super Umts" entro i primi mesi del 2006. In particolare, questa tecnologia partirà a maggio a Roma, Milano e Torino e prevede un investimento tra i 60 e i 70 milioni di euro che consentirà di potenziare 5mila antenne Umts. In questo momento il servizio è in fase di sperimentazione a Roma e Milano in collaborazione con Ericsson (la stessa che ha progettato il sistema Adsm di Tre), a Bologna con Nokia e in Veneto con Siemens. La velocità di connessione, fanno sapere inoltre da Tim, sarà, già dall'inizio, di 3,6 Mbit/secondo.

Vodafone. Anche Vodafone sta mettendo a punto la propria rete in vista del lancio (e della commercializzazione dei nuovi terminali) che avverrà prima dell'estate nelle principali città italiane. Il sistema Hsdpa viene testato da agosto dell'anno scorso e la principale preoccupazione, fa sapere l'operatore britannico, è quella di fornire una copertura e una qualità del servizio molto alta. Anche in questo caso la velocità di connessione partirà da 3,6 Mbit/secondo

Wind. Wind in questi ultimi mesi ha puntato molto sull'Umts e ha già coperto con la sua rete le principali città italiane. Peculiarità della rete di terza generazione di Wind è che può essere utilizzata per usufruire dei servizi i-mode, tecnologia della quale ha l'esclusiva in Italia per cinque anni e che fornisce tutte le funzionalità di internet in mobilità, tra cui anche il download di musica e l'e-commerce. L'Hsdpa, però, fanno sapere da Wind, sarà lanciata "quando il mercato sarà più maturo".

(22 febbraio 2006)

(Nella foto: Vincenzo Novari, amministratore delegato di Tre Italia)

martedì 21 febbraio 2006

Cruciverba, vincono gli "umani" nella sfida studenti-computer




Alla competizione organizzata dall'ateneo senese, e sponsorizzata da Google, 54 studenti hanno battuto il sistema elettronico nel risolvere 4 tavole

Cruciverba, hanno vinto gli umani
computer sfidato da 181 studenti


di DANIELE SEMERARO

ROMA - E così, alla fine, l'uomo ha vinto, ancora una volta, sul computer. Nella sfida di cruciverbistica che si è tenuta all'Università di Siena tra gli studenti e il programma elaborato dalla facoltà di Ingegneria "WebCrow", infatti, l'elaboratore elettronico si è classificato "solo" al cinquantacinquesimo posto.

Alla gara hanno preso parte 181 partecipanti (più il computer), tutti studenti provenienti dalle nove facoltà dell'ateneo. I ragazzi, davanti a computer collegati in rete, hanno provato a risolvere quattro cruciverba. E alla fine ha vinto "lachmann" (questo il suo nomignolo), che li ha risolti tutti e quattro in 57 minuti e 39 secondi commettendo solo un errore, seppur di lievissima entità. Al secondo posto "PaulZolos", che è riuscito a risolvere i quattro rompicapo in 32 minuti e 46 secondi (e che, pur avendo impiegato meno tempo del suo collega, ha commesso un errore un po' più grave).

I cruciverba, quattro abbiamo detto, erano di livello crescente: dal più semplice a quello intermedio a quello difficile a quello di "livello Bartezzaghi" (comunemente i più difficili e appassionanti che si trovano sulla "Settimana Enigmistica"). La macchina, che si è piazzata al cinquantacinquesimo posto, si è comportata meglio sugli "indovinelli" più difficili che su quelli semplici, con un'accuratezza di circa 85/110 (i vincitori avevano ottenuto il punteggio record di 109/110).

"Lo spirito con cui abbiamo intrapreso quest'iniziativa è quello che, da diversi anni, sta dietro alle competizioni di intelligenza artificiale, come ad esempio le partite di scacchi tra uomini e computer", spiega Marco Gori, coordinatore del progetto e docente alla facoltà di Ingegneria. "Mentre per gli scacchi, però, si tratta sostanzialmente di competenze logiche - spiega - in questo caso si tratta di capire le ambiguità del linguaggio naturale, gli enigmi e di disporre di conoscenze che spaziano dalla poesia alla musica alla cucina".

Ma come funziona esattamente il sistema "WebCrow"? Quale procedura segue? "È abbastanza facile capirne lo spirito - spiega Gori - perché il computer prova a fare un po' come l'uomo, ipotizzando delle parole candidate per ogni riga e per ogni colonna. La grande differenza è che noi, di solito, siamo certi delle risposte che scriviamo, mentre il computer prova sempre diverse possibilità, e, potremmo dire, usa la gomma molto più di quanto non lo facciamo noi". La peculiarità del sistema, però, è un'altra: per andare a scovare le risposte, infatti, WebCrow dialoga con Google (che, tra l'altro, è uno degli sponsor del progetto). Il computer fa una domanda al motore di ricerca, e questo restituisce delle risposte come fa normalmente con gli utenti umani. A quel punto un agente scandaglia le pagine e va a filtrare le parole che ritiene opportune (sulla base della lunghezza). Per fare un esempio, se si accorge che la risposta è un femminile singolare, allora butta via tutto ciò che è maschile o plurale, e così via...

"Dalla competizione è emerso ciò che già ci aspettavamo - racconta il prof. Gori - e cioè che attualmente, almeno in questo campo, il computer, anche servendosi di internet, non è ancora in grado di battere l'uomo. I primi a cimentarsi in questo campo - continua - sono stati gli americani, che hanno sviluppato un sistema, 'Proverb', che utilizza un database molto vasto. Anche noi utilizziamo una base di dati, costituita più che altro da cruciverba già risolti, inseriti, nella maggior parte dei casi, addirittura a mano dagli studenti volenterosi che hanno scannerizzato pagine e pagine dei giornali di enigmistica. L'uso del web però nel nostro caso, anche se i risultati ancora non sono di ottimo livello, fa la differenza".

Ma se noi "umani", forse, siamo tutto sommato contenti di aver battuto, per una volta, il computer, il prof. Gori non è della nostra stessa idea: "Per adesso WebCrow è considerato simpatico perché ha perso con gli studenti. A noi che l'abbiamo sviluppato, però, piacerebbe che diventasse un po' più antipatico". Il sogno del gruppo di ricerca, infatti, è quello di andare avanti nella progettazione e dare la possibilità al sistema, posta una domanda, di fornire una risposta precisa.

"Certo - ammettono - c'è una grande differenza: i vincoli che ci sono nei cruciverba (come il numero delle lettere o gli incroci con le altre caselle) tolgono al sistema molta incertezza. Cosa diversa sarebbe invece se il sistema dovesse frugare nel web e dare una risposta precisa a una domanda precisa. Ma noi ci stiamo lavorando e chissà che un giorno questo tipo di software non possa essere utilizzato anche in altri campi, come ad esempio quello immobiliare o in tutte le situazioni di problem solving".

Ai vincitori sono andati in premio un iPod, una fotocamera digitale, tre chiavette usb e abbonamenti a riviste scientifiche. E il futuro di questo tipo di competizioni? Entro la fine di agosto dovrebbe essere disponibile una versione di WebCrow in inglese, poi ne è prevista anche una spagnola. E chissà che, fra qualche anno, il computer non riesca a ottenere 110 punti su 110.

(21 febbraio 2006)

Galles, torturata sui banchi riceve 20mila sterline dalla scuola


È successo in Galles, dove Sophie Amor ha ricevuto 20mila sterline di risarcimento per essere stata vittima dei propri compagni di classe

Bullismo, torturata da bambina
la scuola la ripaga dopo il diploma


di DANIELE SEMERARO

LONDRA - Una ragazza britannica di 23 anni ha ottenuto 20mila sterline (pari a circa 30mila euro) di risarcimento danni per essere stata vittima del bullismo nella scuola elementare pubblica in Galles, che aveva frequentato dai 4 agli 11 anni.

Sophie Amor, questo il nome della ragazza, ha ricevuto il risarcimento per aver subito alla St. Peter's Church in Wales School, nel paesino di Blaenavon, sette anni di persecuzioni che, sostiene, le hanno rovinato la vita.

"Ogni giorno avevo il terrore di entrare a scuola", ha raccontato Sophie, che ora è diplomata in Arte, ricordando come i suoi compagni delle elementari la tormentavano, le sputavano addosso, la prendevano in giro perché grassa e la picchiavano, tanto che una volta fu costretta a mettere dei punti intorno all'occhio dopo essere stata sbattuta di proposito per terra.

"Facevo di tutto per scomparire, ma sembrava che tutti mi fissassero, canzonandomi, ridendo di me e puntandomi il dito contro. Non potevo nemmeno camminare nei corridoi senza che qualcuno facesse un commento o sbattesse, di proposito, contro di me", ha aggiunto la ragazza, che addirittura all'età di nove anni tentò il suicidio con un'overdose di farmaci e all'età di 14 si ritirò da scuola perché le fu diagnosticata la depressione.

"E ora - continua - non esco nemmeno più di casa se vedo che in strada sta passando qualcuno dei ragazzi che mi hanno offeso o malmenato. Quella che sto vivendo non è una vita vera e propria... è un'esistenza e basta. Purtroppo odio questo mio modo di reagire, ma non posso cambiarlo".

La madre di Sophie, che ha avuto regolari colloqui con il preside e i professori della scuola, ha ammesso di non aver voluto di proposito mai sporgere denuncia, perché pensava che la situazione potesse addirittura peggiorare: "È la cosa più frustrante del mondo - ha spiegato - vedere la propria figlia soffrire, perdersi i migliori anni della giovinezza e non poter nemmeno muovere un dito per fare qualcosa".

Il comune di Torfaen, al quale fa capo la scuola di Blaenavon, ha comunque negato ogni responsabilità: "La vicenda è stata affrontata dagli assicuratori del Comune, che hanno accordato di pagare 20mila sterline per risolvere la questione e minimizzare i costi. Torfaen - continua - prende sul serio tutti i reclami degli studenti. Ogni scuola del Comune ha adottato vigorose politiche anti-bullismo accompagnate da chiare linee guida da seguire", ha spiegato un portavoce del sindaco della cittadina gallese.

(21 febbraio 2006)

(Nella foto: Sophie Amor)

venerdì 17 febbraio 2006

La sentenza: "Tornati indietro di cinquant'anni"


Bufera dopo la sentenza-shock della Cassazione sullo stupro "meno grave"
per chi ha già avuto rapporti. La Prestigiacomo: "Incomprensibile"


"Tornati indietro di cinquant'anni"
Lo sdegno di politici e associazioni


di DANIELE SEMERARO

ROMA - La sentenza della Cassazione che definisce "meno grave" lo stupro se la vittima ha già avuto rapporti sessuali,sta scatenando una bufera, sia tra le associazioni che difendono le donne e i minori che negli ambienti della politica.

Telefono Rosa. "Ho pensato di essere tornata indietro di cinquant'anni, è come se mi fosse arrivato un pugno nello stomaco". La prima reazione alla sentenza arriva da Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, che proprio pochi giorni fa aveva fornito dei dati che confermano che la violenza alle donne è in crescita, specialmente nelle fasce più giovani. "È inconcepibile che un reato contro la persona così grave, che spezza la vita di una donna, a prescindere dall'età, e anche dalla sua famiglia, possa avere due pesi e due misure, se la ragazza è vergine e non lo è".

Prestigiacomo. "È sorprendente che la non illibatezza della vittima di violenza sessuale sia un'attenuante". ha detto, appena appresa la notizia della sentenza, il ministro delle Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo. "Ci troviamo dinanzi ad una posizione incomprensibile in quanto subordinerebbe alle esperienze della vittima la valutazione della gravità della violenza sessuale. È un'impostazione - ha aggiunto - che credo non possa trovare alcun appiglio né nella lettera né nello spirito della legge che sanziona gli abusi sessuali".

Osservatorio sui Diritti dei Minori. Dello stesso avviso anche Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, che parla di sentenza "stucchevole, incredibile e scioccante". "Quanto teorizzato dalla magistratura è socialmente pericoloso ed eticamente inaccettabile", perché "non si può ammettere che, per legge, chi violenta una donna, anche se minorenne, possa ottenere il riconoscimento dell'attenuante fondato sulla minore gravità in nome della perduta illibatezza della vittima".

Ds. Sdegno anche dai Ds. Per Livia Turco, ex ministro degli Affari sociali, si tratta di una sentenza "segnata da un'impronta misogina da cancellare. Ancora una volta - spiega - si vuole evidenziare il ruolo della donna peccatrice perché si sottolinea il ruolo da protagonista che la ragazzina aveva nel rapporto con il patrigno".

Udc. Per Luca Volontè, capogruppo alla Camera dell'Udc, "il rispetto nei confronti delle alte magistrature dello Stato è fuor di dubbio, tuttavia le anticipazioni circa l'accoglimento del ricorso del patrigno che ha stuprato la figlia appaiono scandalose. È inaccettabile - continua - attenuare la pena, quasi giustificarla, basandosi su rapporti sessuali, liberi e precedenti".

Mussolini. Anche la leader di Alternativa Sociale, Alessandra Mussolini, commenta in modo negativo la sentenza e parla di decisione "devastante dal punto di vista psicofisico della donna. A 16 anni - racconta la nipote del Duce - fui baciata a forza da un uomo, dico un bacio, non stupro. Per anni ho avuto il rifiuto del bacio".

Grosso. Per il penalista Carlo Federico Grosso, ex-vicepresidente del Csm, si tratta di una "sentenza insensata e viziata dalla presunzione e dalla credenza dei giudici che la donna che ha rapporti sessuali è già di per sé poco seria"

(17 febbraio 2006)

Paura per il pattinatore Plushenko


Il fuoriclasse russo stava viaggiando da Torino a Milano

Nebbia, paura per Plushenko
coinvolto in maxi-tamponamento


Nessuna conseguenza, ma seri danni alla macchina

di DANIELE SEMERARO


TORINO - Momenti di paura per l'angelo russo Evgeni Plushenko, il danzatore dei pattini che ieri ha conquistato l'oro a Torino. Erano da poco passate le 8 e si trovava sull'autostrada Torino-Milano, direzione aeroporto, dove lo aspettava il volo per tornare a casa. All'improvviso è scesa fitta la nebbia ed è cominciato l'inferno: tamponamenti a catena, vetri e fari in frantumi, feriti, ambulanze.

Alla guida c'era Lorenzo Boglione, il figlio diciannovenne di Marco, patron del Basic Village-Robe di Kappa, dove la Russia ha insediato il suo quartier generale. Dietro l'allenatore, Alexej Mishin. Eugeni dormiva, felice, medaglia sul cuore e nelle orecchie ancora la standing ovation del Palavela e il ricordo della grande festa a Casa Russia, durata fino alle 4 di notte tra champagne e balli. Un party grandioso, al quale hanno partecipato tutti i vip russi presenti alle Olimpiadi di Torino: vecchie medaglie d'oro, giocatori della squadra di hockey, pattinatori, politici, cantanti e attori.

Solo poche ore di sonno, poi la partenza. Quindi la paura: "È stato un momento terribile, non si vedeva nulla", racconta Lorenzo Boglione, autista dell'Audi Q7 (in Italia non è ancora in vendita) messa a disposizione da Casa Russia. "Solo un attimo, poi sono riuscito a frenare - continua Lorenzo - ma purtroppo è cominciato un tamponamento a catena, il colpo è stato violento. La vettura che ci seguiva si è schiantata contro la nostra procurandosi gravi danni. Eugeni si è svegliato di soprassalto, io continuavo a scusarmi e lui mi diceva che non dovevo preoccuparmi, che ero stato bravissimo. Mi ha ringraziato un milione di volte".

L'auto è poi ripartita alla volta di Malpensa, da dove Eugeni è partito alla volta di Mosca, per festeggiare ancora tra la sua gente, sul cuore sempre la medaglia olimpica.

(17 febbraio 2006)

(Nella foto: Evgeni Plushenko)

Prodi mortazza



Questa foto è spettacolare!!!



20060217 - BOLOGNA- POL: PRODI, IN TV VOGLIO CONFRONTO CON TUTTI RESPONSABILI DISASTRO. IL LEDAER DELL'UNIONE ROMANO PRODI AFFETTA UNA MORTADELLA OGGI A BOLOGNA, DOVE HA FESTEGGIATO UN ANNO DI ATTIVITA' DELLA 'FABBRICA DEL PROGRAMMA' CON I VOLONTARI IMPEGNATI NELLA CAMPAGNA ELETTORALE. GIORGIO BENVENUTI /ANSA

mercoledì 15 febbraio 2006

Allarme occupazione giovanile: "Calata del 3% in 11 anni"

L'indagine ministero del Welfare con Isfol, Istat e università "La Sapienza" di Roma. Il demografo Golini: "Riflettere sull'efficacia del sistema formativo"

Giovani, in calo le offerte di lavoro
ed è allarme disoccupazione


di DANIELE SEMERARO

ROMA - L'occupazione giovanile è calata del 3% in undici anni. Era, infatti, a più del 30% nel 1993 mentre si attesta al 27% nel 2004. Non è tutto: in Italia il tasso di disoccupazione tra i giovani è fra i più alti d'Europa, 23% rispetto al 15% della media europea. "Un dato significativo - ha dichiarato Saverio Gazzelloni, responsabile Istat dell'indagine - è quello dell'aumento degli inattivi (il cui 40% è costituito da giovani), ossia coloro che non sono disponibili a lavorare e neanche cercano un posto. Una scelta che, secondo noi, più che dallo scoraggiamento, negli ultimi tempi sembra essere determinata da un cambiamento 'di strategia', che tende a far prolungare la permanenza degli studi". I risultati provengono dal volume "Nuove generazioni a lavoro", edito dal ministero del Welfare ed è frutto di un lavoro di ricerca congiunto tra Isfol, Istat e Università "La Sapienza" di Roma.

Di qui al 2050, si legge nella ricerca, la popolazione adulta di età compresa fra i 55 e i 64 anni sarà esattamente il doppio di quella giovane fra i 20 e i 30 anni. Questa rapida ascesa della popolazione anziana a discapito di quella giovane è confermata anche dal dato che indica che fra il 2000 e il 2015 perderemo un milione di persone di età compresa fra i 20 e i 30 anni, pari a circa 100mila giovani in meno all'anno.

Di fronte a quest'invecchiamento della popolazione, i giovani dovranno sobbarcarsi il peso maggiore del mutamento: "Siamo in una situazione in cui, da una parte, l'Unione Europea ci chiede di attivare azioni per arrivare alla 'società della conoscenza' - spiega Lea Battistoni del ministero del Welfare - e, dall'altra, abbiamo giovani con un difficile passaggio al mondo del lavoro e una rivoluzione demografica che limita di molto l'espansione occupazionale delle giovani generazioni". Per questo, ha aggiunto, anche a livello comunitario "il tema dell'occupazione giovanile è diventato rilevante negli ultimi anni. Basti vedere - ha aggiunto - che negli ultimi piani nazionali per l'occupazione di molti paesi, fra cui Francia e Danimarca, gli interventi a favore dei giovani sono un tema centrale".

"La diminuzione della classe giovanile in Italia è molto più rapida che in altri paesi europei, come in Francia, e il nostro tasso di fertilità non fa certo pensare a un'inversione di tendenza" ha spiegato Antonio Golini, docente di Demografia alla "Sapienza" di Roma, che ha aggiunto che "il 27% di chi lavora dichiara di non percepire contributi previdenziali", il che "la dice lunga sulla percezione che i giovani hanno del loro lavoro".

Per il 50% degli intervistati, inoltre, la preparazione scolastica si è rivelata "poco" o "per niente" utile al lavoro: "Un dato - ha spiegato ancora Golini - che deve far riflettere sull'efficacia del sistema formativo, soprattutto universitario".

(15 febbraio 2006)

Ancora immagini da Abu Ghraib: torture e un prigioniero ucciso

Le foto, terribili, sono state diffuse ieri dalla televisione pubblica di Canberra
Mostrano ulteriormente le sevizie e gli abusi dei carcerieri Usa sui detenuti iracheni


Nuove immagini-choc su Abu Ghraib
trasmesse dalla tv australiana


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Dopo averne anticipate alcune, la televisione pubblica australiana Sbs ha mandato in onda oggi una serie di fotografie inedite (la provenienza non è stata rivelata) che documentano ulteriormente le sevizie e gli abusi ai quali sono stati sottoposti, dai loro carcerieri americani, gli iracheni detenuti nel carcere di Abu Ghraib, alla periferia di Baghdad.

"Queste sono le foto che il governo degli Stati Uniti non vuole voi vediate" ha detto l'annunciatore dell'emittente durante il programma "Dateline", all'interno del quale sono state trasmesse le immagini. Poco prima aveva avvertito gli spettatori che quanto stavano per vedere sarebbe potuto risultare ai loro occhi "repellente, sconveniente, sconvolgente".

In rapida sequenza, infatti, sul video compaiono un uomo con la gola praticamente squarciata da un vistoso sfregio, un altro con vaste e gravi lesioni alla testa, insanguinato da capo a piedi e disteso su una barella. Un terzo ricoperto da quelli che sembrano senza dubbio escrementi. Alcuni iracheni, inoltre, come documentato anche nelle immagini del 2004, appaiono terrorizzati da cani che fanno l'atto di azzannarli. Altri sono ritratti completamente ustionati.

Le foto diffuse dalla Sbs mostrano, per di più, alcuni dei soldati-guardiani già coinvolti nella vicenda e puniti dai giudici, a cominciare dalla soldatessa Lynndie England, che all'epoca dei fatti era incinta e partecipava agli abusi insieme al suo partner. Stando all'emittente sarebbero state escluse le immagini che la ritraggono impegnata in atti sessuali.

Le immagini fanno parte di un gruppo composto da oltre cento fotografie e quattro video girati nel carcere a pochi chilometri da Bagdad e poi consegnate alla divisione per le indagini criminali dell'esercito americana. La loro pubblicazione sulla rete televisiva Sbs è stata autorizzata da un giudice di New York su richiesta del gruppo American Civil Liberties Union. "Le foto devono essere pubblicate - ha commentato Amrit Singh, uno dei legali dell'associazione - cosicché la gente possa farsi un'idea di quello che è successo ad Abu Ghraib".

(15 febbraio 2006)

Napoli, ditta batte l'Intel: può usare il marchio "inside"


Il tribunale dà ragione alla Sbf Elettronica: il colosso americano
dell'hardware l'aveva accusata di aver usato la popolare dicitura


Azienda napoletana batte l'Intel
vinta causa per il marchio "inside"


di DANIELE SEMERARO

NAPOLI - Succede che a Napoli, sull'asse commerciale che dal Golfo arriva negli Stati Uniti, Davide batta Golia. Quante volte, durante un pubblicità radiofonica o televisiva di computer, abbiamo visto in grande evidenza il marchio "Intel inside" (e ascoltato il classico jingle che lo caratterizza), che sta a evidenziare che nella macchina proposta è montato un processore Intel? La parola "inside", però, da oggi non andrà più a caratterizzare esclusivamente il marchio della famosa azienda produttrice di componenti hardware, ma potrà essere richiamata anche in altri marchi. E questo grazie a un'azienda di Napoli.

Il Tribunale del capoluogo campano ha detto di no alla richiesta dei legali della Intel Corporation di annullare il marchio registrato nel 1994 dall'azienda Sbf Elettronica, in cui compare la parola "inside".

La causa ebbe inizio nel settembre del 2003, quando l'Intel, titolare del marchio "Intel inside" diede mandato ai suoi legali di agire nei confronti della Sbf Elettronica, "colpevole di generare, con il proprio marchio 'G Genoa Power Inside', confusione nel consumatore". Tramite i suoi avvocati, l'Intel sosteneva che la presenza all'interno del marchio della parola "inside" - ormai distintiva del proprio logo - induceva il consumatore medio ad associare i prodotti della Sbf a quelli della Intel, ledendone, così, i diritti.

La sentenza emessa della sezione specializzata in materia di proprietà industriale ed intellettuale del Tribunale di Napoli, però, ha accolto, dopo poco più di due anni, la tesi difensiva della Sbf, presentata dagli avvocati Davide Cesiano e Bruno Capponi, i quali hanno dimostrato che "non esistono analogie grafiche tra i due marchi, che la parte distintiva del marchio Intel Inside è la parola Intel (e non 'inside')" e che in entrambi i casi "Intel Inside" e "G Genoa Power Inside" "non ricopre affatto funzione distintiva".

Secondo quanto affermato dall'avvocato Davide Cesiano, infatti, "la parola 'inside', diffusissima in lingua inglese e ormai anche in italiano, è presente in altre 116 richieste di registrazione a livello di marchi comunitari". L'alto numero di queste richieste, per il legale della Sbf, "è indicativo della genericità della parola stessa, che non è in grado, di per sé, di individuare e di richiamare alla mente del consumatore il collegamento con l'impresa titolare del marchio 'Intel inside'".

La sentenza, così, oltre a consentire la riproducibilità della parola "inside" in altri marchi senza che Intel debba lamentare la violazione dei propri diritti si è espressa anche in merito ai cosiddetti "marchi di rinomanza" per i quali, come è il caso della Intel, "vi è l'esigenza di evitare il formarsi di monopoli ridondanti sui segni e sulle suggestioni che essi possono evocare".

(15 febbraio 2006)

(Nella foto: A sinistra, il logo "G Genoa Power Inside" della Sbf Elettronica e, a destra, il logo "Intel Inside")

martedì 14 febbraio 2006

Studio, sesso, canne e tv la notte prima degli esami

Da un'indagine di Cofimp, la business school di Bologna, le abitudini di ragazzi e ragazze in tema di comportamento e scelte universitarie

"La nostra notte prima dell'esame"
le differenze uomo-donna in ateneo


di DANIELE SEMERARO

BOLOGNA - Riposo, divertimento, "sballo" o sesso. Divisi, ma non troppo, gli studenti nei riguardi delle attività "da svolgere" la notte prima dell'esame. Secondo un'indagine di Cofimp, la business school di Bologna, che ha intervistato 1000 ragazzi, la maggior parte di loro (38% dei maschi e 44% delle femmine) dichiara di studiare tutta la notte, magari davanti a macchinette di caffè fumante.

A parte gli ansiosi e gli studiosi dell'ultim'ora, cosa fanno coloro che preferiscono chiudere i libri? Molti ragazzi ammettono di concedersi una giornata di riposo: il 16% decide di non pensarci ed esce con gli amici, il 17% va a letto presto per arrivare in forma alla mattina successiva. C'è poi chi dichiara di non avere abitudini consolidate, se non quella di "alzare gli occhi al Cielo": il 4% dei maschi, infatti, afferma di pregare. E il restante 25% si rilassa "fumando cannabis". Stessa distrazione scelta dalle ragazze (15%), che però preferiscono ricorrere a metodi più "classici" per scaricarsi: il 12% ammette di alleggerire la tensione facendo l'amore, il 17% ascolta musica o guarda un film, l'8% esce mentre "solo" il 4% va a letto presto.

L'identikit degli universitari nasce, spiega la Cofimp, dal desiderio di "avviare un percorso per avvicinarsi in modo originale all'universo giovanile e indagare sul mondo degli studenti universitari". Dall'indagine sul campione di 500 ragazzi e 500 ragazze risulta, poi, che ancora oggi le differenze di genere hanno un peso anche nello studio e nella vita universitaria. Le studentesse, ad esempio, affollano le facoltà di Lettere e Filosofia, Economia, Giurisprudenza e Scienze della Comunicazione, mentre i maschi privilegiano Medicina, Ingegneria, Biotecnologie e Informatica. Gli studenti hanno sostenuto più esami rispetto alle colleghe (6% in più) ma tutti dedicano mediamente dall'una alle cinque ore allo studio quotidiano. E mentre l'84% delle ragazze preferisce studiare in gruppo, i colleghi maschi si dimostrano più solitari.

Stessa situazione per quanto riguarda la scelta della facoltà: l'80% degli studenti vengono influenzati dai possibili sbocchi professionali, menter il 73% delle ragazzer dichiara di aver orientato la propria valutazione in base agli interessi personali. E se il 18% delle ragazze ha cambiato almeno una volta facoltà, i colleghi dell'altro sesso sembrano andare avanti sulla strada intrapresa.

Due dati, infine, sembrano accomunare entrambi i sessi: un'altissima propensione alla mobilità (più del 70% del campione totale ha infatti dichiarato di essere disposto a trasferisrsi all'estero per un periodo di studio o di lavoro) e un forte spirito di volontà, che spinge la maggior parte degli studenti a svolgere un'attività part-time per mantenersi.

(14 febbraio 2006)

lunedì 13 febbraio 2006

Warcraft, vittoria dei gay dopo esclusione dal gioco


La casa di produzione del gioco aveva chiuso una "gilda" omosex
Ma dopo le proteste si è scusata e ha cambiato la propria politica


Warcraft world, "vincono" i gay
Blizzard li aveva sospesi dal gioco


di DANIELE SEMERARO

ROMA - La casa di produzione del popolare gioco di ruolo online "Warcraft world", Blizzard, accusata da un'associazione che difende i diritti degli omosessuali di discriminazione, ha annunciato di voler cambiare la propria politica nei riguardi delle squadre composte da giocatori gay. La decisione è stata presa dopo le proteste di moltissimi tra gli oltre cinque milioni di utenti che regolarmente si connettono da tutto il mondo per partecipare al videogame online.

Scopo del gioco è quello di fronteggiare i mostri ed accrescere la propria esperienza. I giocatori, che possono scegliere, a scelta, di essere maghi, guerrieri, druidi, paladini o chierici, si riuniscono poi in "gilde", con cui si aiutano a vicenda nel raggiungimento dell'obiettivo. E proprio una di queste gilde è stata, negli ultimi tempi, al centro dell'attenzione. Alcune settimane fa, infatti, una ragazza di nome Sara Andrews aveva inaugurato una gilda di nome LGBT (Lesbo, Gay, Bisexual, Trans) Friends, tutta dedicata agli amici di quelle "minoranze sessuali" presenti nel gioco. L'iniziativa era stata largamente sponsorizzata su uno dei forum ufficiali del gioco e così la Blizzard l'ha subito bloccata.

A questo punto l'associazione Stonewall, che da 1989 si occupa della difesa dei diritti delle lesbiche e degli omosessuali, ha dichiarato di essere "indignata" per l'accaduto: "La nascita di una gilda per gli amici degli omosessuali dovrebbe essere approvata, non bloccata sul nascere". Uno dei portavoce, Jonathan Finney, si è poi augurato che quanto è accaduto "sia solamente un'incomprensione, senza l'intenzione di offendere nessuno", auspicando che la Blizzard "riveda i piani in proposito di regolamento fino ad oggi applicato". E così, in effetti, è stato: con un comunicato ufficiale, la Blizzard ha annunciato di essersi scusata (via e-mail) con Sara Andrews e di aver riabilitato la gilda, per la felicità di tutti i giocatori omosessuali. E per chi si batte contro le discriminazioni.

(13 febbraio 2006)

Nucleare, l'Iran è ripartito: via all'arricchimento dell'uranio


L'annuncio arrivato da fonti diplomatiche riservate dell'Aiea
Imminente la rimozione dei sigilli alla centrale di Natanz


Nucleare, la sfida di Teheran
"Riavviato arricchimento uranio"


Domani in Iran gli ispettori dell'Agenzia Onu per l'energia atomica

di DANIELE SEMERARO


VIENNA - L'Iran ha già riavviato le proprie attività di arricchimento dell'uranio. È quanto hanno riferito fonti diplomatiche riservate al quartier generale dell'Aiea, l'Agenzia internazionale dell'Onu per l'Energia Atomica, a Vienna. La notizia è confermata anche dall'agenzia di stampa semi-ufficiale "Fars", che ha spiegato che "è imminente la rimozione dei sigilli e delle telecamere di controllo dall'impianto nucleare di Natanz".

"I responsabili iraniani hanno cominciato a far inserire uranio allo stato gassoso nelle apposite centrifughe del loro impianto-pilota di Natanz", hanno affermato le fonti. Si tratta della prima fase della procedura preliminare che poi, a seconda del grado di prosecuzione e affinamento cui è portata, può condurre alla produzione di mero combustibile nucleare per reattori, da usare dunque anche a semplici fini civili, oppure alla confezione di materiale altamente fissile, atto a costituire il nucleo di una bomba atomica.

Un portavoce del governo iraniano, Gholam Hossein Elham, ha spiegato che l'attività di arricchimento dell'uranio, sospesa da oltre due anni a causa delle pressioni dell'occidente, riprenderà "sicuramente prima del 6 marzo" (data in cui è in programma la prossima riunione dell'Aiea a Vienna) al solo scopo di effettuare ricerche per produrre energia atomica.

E intanto domani alcuni ispettori dell'Aiea, l'Agenzia Onu per l'energia atomica, si recheranno a Natanz per verificare lo stato dell'impianto.

(13 febbraio 2006)

(Nella foto: L'impianto nucleare iraniano di Natanz)

sabato 11 febbraio 2006

Ecco tutte le novità sulle elezioni del 9 e 10 aprile


Il consiglio dei Ministri di oggi ha indetto i comizi elettorali
Tra le novità, scrutinio elettronico e voto a domicilio per gli infermi


Il 9 e 10 aprile oltre 50 milioni alle urne
Pisanu: "Ci sarà sorveglianza massima"


Il ministro, poi, aggiunge che la par condicio è già iniziata
"Preoccupanti numerosi episodi di violenza politica"

di DANIELE SEMERARO


ROMA - Saranno oltre 50 milioni, 50.317.812 per l'esattezza, di cui 24.246.420 maschi e 26.071.392 femmine, gli elettori, compresi i residenti all'estero, chiamati alle urne per le elezioni politiche di aprile.
Lo ha reso noto il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, aggiungendo che i seggi saranno aperti domenica 9 aprile dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 10 aprile dalle ore 7 alle ore 15. I comuni interessati saranno 8.101, e le sezioni dove si vota 60.798.

Le decisioni del CdM. Questa mattina, ha spiegato Pisanu, il Consiglio dei Ministri ha indetto i comizi elettorali, ma ha anche approvato due decreti che ripartiscono, con delle tabelle, i seggi assegnati alle diverse circoscrizioni per la Camera e alle diverse regioni per il Senato, riservando la quota per la circoscrizione estero che prevede 12 rappresentanti alla Camera e 6 al Senato. La riunione ha poi deliberato che la prima seduta delle Camere della nuova legislatura si terrà il 28 aprile.

I residenti all'estero. La circoscrizione estera sarà suddivisa in quattro ripartizioni: Europa e territori asiatici della Federazione Russa e della Turchia, l'America meridionale, l'America settentrionale e centrale e l'Africa, l'Asia, l'Oceania e l'Antartide. Il ministro ha anche chiarito che gli elettori della circoscrizione Estero sono 2.480.228, anche se bisognerà attendere fino al 20 marzo per avere il numero preciso.

Lo scrutinio elettronico. A proposito della rilevazione informatica dello scrutinio, questa avverrà in quattro regioni (Liguria, Lazio, Puglia e Sardegna) e, limitatamente alla Liguria, verrà sperimentata la trasmissione informatizzata dei dati diretamente dal seggio agli uffici circoscrizionali delle Corti d'Appello, che saranno chiamate a proclamare gli eletti. "Si tratta di un esperimento importante - ha aggiunto Pisanu - che ci aiuterà a decidere sulle migliori procedure per le operazioni di voto. Se emergesse una disparità di valutazione tra lo scrutinio tradizionale e quello con il sistema elettronico - ha rassicurato -, a valere sarà il risultato dello scrutinio tradizionale, quindi il rischio di brogli non esiste".

Le altre novità. Il ministro Pisanu ha poi aggiunto che la nuova legge elettorale prevede due novità: per la prima volta è consentito il voto a domicilio agli elettori affetti da gravi infermità, "una proposta - ha spiegato - che fu avanzata dai Radicali e che il governo ha doverosamente accolto: si attua appieno un principio costituzionale che riconosce pari dignità a tutti i cittadini". La seconda novità è che per la prima volta sarà introdotto in Italia il voto per corrispondenza, riservato però solo ad alcune categorie di elettori che si trovano temporaneamente all'estero (come i militari, i docenti e i ricercatori).

Par Condicio. Infine, sulla par condicio il ministro ha spiegato che questa "è scattata nel momento stesso in cui il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha firmato il decreto di convocazione dei comizi elettorali". Per quanto riguarda il terrorismo Pisanu ha aggiunto che "il rischio per ora è teorico, ma lo dobbiamo mettere in conto, perché la coincidenza con le elezioni, come ci insegnano altri paesi, può costituire un'attrattiva per gruppi terroristici che cercano non solo visibilità, ma d'influenzare decisioni popolari". Poi, a proposito dell'alto tasso di conflittualità politica di questi giorni, ha detto "che destano preoccupazione i 101 episodi di violenza politica registrati dal primo gennaio ad oggi. Il surriscaldamento del clima in merito alla eccessiva conflittualità di questa campagna elettorale - ha aggiunto - giova agli estremisti, non al pacato confronto democratico che tutti i cittadini si aspettano. Ci sarà quindi massima sorveglianza sui gruppi estremisti e impegno totale a garantire la più assoluta imparzialità nelle operazioni di voto".

(11 febbraio 2006)

(Nella foto: Il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu)

New York, fa il solitario in ufficio: licenziato dal sindaco Bloomberg


Un dipendente del Comune è stato cacciato dal sindaco Bloomberg
che lo aveva sorpreso, in un momento di pausa, a "perdere tempo"


Licenziato perché giocava a "Solitario"
New York, sindaco contro le distrazioni


Edward Greenwood IX è diventato il simbolo di un'ingiustizia arbitraria
E nella Grande Mela da giorni non si parla d'altro

di DANIELE SEMERARO


NEW YORK - Il sindaco di New York, Michael Bloomberg non ammette distrazioni sul lavoro. Tant'è vero che ha licenziato un dipendente del Comune, sorpreso a giocare a "Solitario".

Il primo cittadino repubblicano si trovava, infatti, a fare un giro di saluto e ringraziamento ai propri dipendenti. Al suo seguito, come sempre, numerosi giornalisti e fotografi. Nello stesso momento, Edward Greenwood, dipendente dell'Ufficio Studi Legislativi, si stava prendendo una (meritata, probabilmente) pausa dal lavoro. Utilizzando il proprio computer per giocare a "Solitario".

Proprio in quell'istante, il sindaco si è avvicinato alla sua scrivania, ed Edward si è alzato per stringergli la mano. Uno dei fotografi ha scattato la foto, ma il risultato dell'immagine non è stato quello previsto: proprio dietro i due, infatti, c'era in bella vista il computer del dipendente, con la schermata aperta sul gioco elettronico.

"Mi ci sono messo solo durante la mia ora di pausa pranzo, avevo bisogno di staccare un attimo", si è difeso l'impiegato, ma il sindaco non ha avuto pietà e lo ha licenziato: "I computer del Comune non possono essere utilizzati a scopo ricreativo o privato", ha motivato Bloomberg.

Greenwood, che lavorava in quello stesso ufficio da sei anni e guadagnava 27 mila dollari l'anno, ha spiegato: "Non sono l'unico che, ogni tanto, si concede qualche distrazione. Mica ci stavo da tante ore davanti al gioco di carte... ero pieno di cose da fare e dopo una mattinata di duro lavoro, invece di andarmi a prendere un caffè, ho fatto una breve partita. Che male c'è?".

Ma il sindaco è rimasto sulla sua posizione: "Mi aspetto che tutti i dipendenti di questa città lavorino duro - ha aggiunto - e non c'è niente di male a prendersi una pausa. Ma durante l'orario di lavoro questo non è il giusto comportamento da attuare alla propria scrivania".

Intanto tra i numerosi dipendenti degli uffici della Grande Mela da alcuni giorni non si parla d'altro: sembra infatti che Edward IX sia diventato il simbolo di un'ingiustizia arbitraria, un uomo messo alla porta per aver fatto quello che milioni di altri impiegati fanno tutti i giorni.

Ma non è tutto, c'è un altro caso curioso attorno al malcapitato cittadino, il chiamarsi IX, "nono", e cioè che da nove generazioni i Greenwood abbiano mostrato attaccamento al nome Edward: "Il primo della serie fu Edouard Boisvert, che emigrò dalla Francia nel Quebec canadese nel 1654 - ha spiegato l'uomo ai numerosi giornalisti che, in questi giorni, sono andati a trovarlo -. Un secolo dopo venne Edouard V che si trasferì in Massachussetts. Edward VI ebbe nove figli, Edward VII era un marinaio nella Seconda Guerra Mondiale, Edward VIII, mio padre, è andato in pensione dalle ferrovie ed è un musicista bluegrass. Poi ci sono io - aggiunge disorientato ai giornalisti, sperando che raccontando la sua storia possa almeno ricevere compassione dai propri concittadini - che oltre all'esperienza in Comune ho anche il diploma d'infermere, di meccanico di aerei e sono stato autista delle autolinee Greyhound. E poi, ovviamente, c'è mio figlio di tre anni. Indovinate come si chiama? Edward Decimo".

(11 febbraio 2006)

(Nella foto: Il gioco per computer "Solitario")

Berlusconi contestato a Palazzo Chigi


Nell'ultimo giorno della legislatura, il premier si affaccia alla finestra
di Palazzo Chigi per salutare alcuni ragazzi di Forza Italia che lo aspettavano


Berlusconi, saluto con imprevisto
dalla piazza arrivano anche insulti


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Romano Prodi non perde occasione, durante le trasmissioni televisive, per ricordare il suo addio a Palazzo Chigi, quando dalle finestre (che danno sul cortile interno) gli impiegati della presidenza lo salutarono con tanto di applausi. E così anche Berlusconi, nell'ultimo giorno della Legislatura, non ha voluto mancare questa grande occasione: si è affacciato, infatti, dalla finestra del terzo piano della presidenza del Consiglio, quella che dà all'esterno, su piazza Colonna.

In strada, in quel momento, ad attenderlo, una cinquantina di giovani di Forza Italia con striscioni e bandiere, che lo hanno accolto con un boato e applausi di sostegno. Tra gli slogan, "Presidente, presidente" e "Silvio, Silvio, grazie Silvio".

Il premier, però, ha dovuto anche fare i conti con una scolaresca proveniente dal sud Italia, che si trovava a passare proprio in quel momento in piazza. Cinque ragazze dal marcato accento campano hanno cominciato a cantare a squarciagola lo slogan "Berlusconi pezzo di m...".

Immediatamente è intervenuta la polizia, che ha chiesto loro di allontanarsi. "Ma in Italia c'è libertà di espressione, ha risposto una delle ragazze". "Espressione sì, insulti no", ha replicato l'agente, che ha aggiunto: "Siete maggiorenni o avete con voi un accompagnatore maggiorenne?". A quel punto le ragazze hanno capito che le cose potevano finire male e sono ritornate sui propri passi: "Siamo minorenni, è vero, abbiamo esagerato, ce ne andiamo".

Ma prima di "volatilizzarsi" verso via del Corso, una di loro non ha perso l'occasione per salutare il poliziotto: "Comunque abbiamo detto ciò che pensiamo".

(11 febbraio 2006)

(Nella foto: Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi)

Torino 2006





Google festeggia le Olimpiadi Invernali di Torino 2006

venerdì 10 febbraio 2006

Il caldo record della Terra: "Mai così da 1200 anni"


La straordinaria scoperta è stata pubblicata sulla rivista Science
I climatologi hanno analizzato la crescita degli alberi secolari


Temperature, il record della Terra
"Mai così caldo da 1200 anni"


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Stiamo vivendo il periodo di caldo più intenso e prolungato degli ultimi 1200 anni. A rivelarlo è uno studio pubblicato sull'ultimo numero della rivista americana "Science", secondo cui la Terra non conosce da diversi secoli un riscaldamento climatico così intenso e prolungato.

I climatologi Timothy Osborn e Keit Briffa, dell'Università inglese di East Anglia, hanno analizzato quattordici diversi siti nell'emisfero nord, misurando gli anelli di crescita annuale dei tronchi d'albero (la pratica si chiama, in gergo, "dendroclimatologia"), le carote di ghiaccio provenienti dai ghiacciai perenni ed altri campioni climatici significativi, come i sedimenti che inglobano fossili di conchiglie. Tali misurazioni, infatti, consentono di determinare con sufficiente precisione le temperature in diversi periodi.

Gli anelli di crescita annuale degli alberi secolari sono stati analizzati in Scandinavia, Siberia e nelle Montagne Rocciose. Uno spazio maggiore tra due anelli indica per quell'anno temperature più elevate, che hanno permesso al tronco una maggiore crescita.

E così, comparando tali dati con le temperature dal 1856 (anno in cui cominciarono ad essere misurate scientificamente) i climatologi hanno maturato la convinzione che l'attuale periodo di riscaldamento atmosferico è il più forte, ma anche il più lungo dal nono secolo a questa parte.

Nel cercare di capire se l'aumento delle temperature rifletta o meno una fluttuazione naturale del clima, gli scienziati hanno comparato l'ampiezza relativa del riscaldamento attuale nell'emisfero nord ad altri periodi di raffreddamento o di riscaldamento dall'anno 800. Per far questo, si sono basati su giornali, diari e altri documenti storici, dal Medioevo in poi, che testimoniano fenomeni climatici particolari, come la formazione di ghiaccio in alcuni canali dei Paesi Bassi.

Osborn e Briffa hanno potuto, così, accertare indizi che confermano per l'emisfero nord un importante periodo di riscaldamento nel Medioevo, tra l'890 e il 1170. Tra il 1580 e il 1850, invece, vi sarebbe stato un lungo periodo di raffreddamento del clima, noto comunemente come "mini-era glaciale".

(10 febbraio 2006)

Padre Fedele candidato. Sarà in lista per il Senato


Il frate missionario verrà presentato nelle liste del Senato in Calabria
Il difensore: "Non è un violento, né una persona aggressiva"


Elezioni, padre Fedele candidato
Corbelli: "Non è un mostro"


di DANIELE SEMERARO

ROMA - È in arrivo un'altra candidatura che farà discutere per le prossime elezioni politiche. Il partito per i Diritti Civili di Franco Corbelli ha annunciato, infatti, di voler inserire padre Fedele Bisceglia, il frate missionario agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale, nelle proprie liste per il Senato in Calabria.

"Adesso basta - ha spiegato Corbelli -, padre Fedele non è un mostro e domani, in una conferenza stampa nei pressi dell'Oasi Francescana, spiegheremo i motivi della sua candidatura al Parlamento sotto il simbolo di Diritti Civili".

Padre Fedele si trova attualmente agli arresti domiciliari presso il convento di Belvedere Marittimo, dopo le accuse di maltrattamento e violenza sessuale (rimbalzate agli occhi di tutti dopo le inchieste della trasmissione satirica di Antonio Ricci "Striscia la Notizia") da parte di numerose donne.

"Padre Fedele non è un violento né una persona aggressiva. Lo si può definire un uomo buono e umile che ha seguito gli insegnamenti mistici", così Simonetta Costanzo, consulente della difesa del padre missionario e moglie del criminologo Francesco Bruno.

(10 febbraio 2006)

(Nella foto: Padre Fedele Bisceglia)

giovedì 9 febbraio 2006

"Yahoo!" si piega a Pechino, un altro blogger in manette


Per la seconda volta in meno di sei mesi la multinazionale americana
collabora con gli investigatori per far arrestare un dissidente


Cina, un altro blogger in manette
Arrestato dopo una "soffiata" di Yahoo!


Ultimamente anche altri colossi come Microsoft e Google
hanno accettato di collaborare con il governo di Pechino


È destinato a far discutere il nuovo caso di censura del governo cinese nei confronti di un sito internet di un dissidente, provocato da una "soffiata" di una multinazionale delle comunicazioni. Per la seconda volta in meno di sei mesi, infatti, il motore di ricerca Yahoo! è stato accusato, da Reporter Senza Frontiere, di "collaborare con il governo cinese nella repressione del dissenso".

L'ultimo caso, che risale a pochi giorni fa, è stato denunciato riprendendo un articolo pubblicato su internet dallo scrittore Liu Xiaobo. Yahoo! Inc., infatti, avrebbe cooperato con gli investigatori fornendo le informazioni che hanno portato all'arresto del dissidente Li ZXhi. Li è stato condannato a otto anni di reclusione per "sovversione", dopo aver tentato di aderire al Partito Democratico Cinese.

Nel primo caso, denunciato a settembre, Yahoo! è stato accusato di aver fornito alle autorità cinesi il nome e l'indirizzo di Shi Tao, un giornalista che è stato condannato a dieci anni di reclusione per aver diffuso in rete la circolare con la quale il governo ha vietato ai giornali di parlare del quindicesimo anniversario del massacro di piazza Tiananmen. L'articolo di Liu Xaobo è basato sulla memoria difensiva degli avvocati del dissidente, e mette in evidenza che il caso risale al 2003, circostanza che dimostra come Yahoo! stia collaborando con le autorità cinesi già da "molto tempo prima" che scoppiasse il caso di Shi Tao.

"Nella maggior parte dei Paesi, i governi non sono tenuti a spiegare perché richiedono una certa informazione", si è giustificato un portavoce della società statunitense. L'osservatorio dei media Reporter Senza Frontiere, invece, ha risposto che l'argomentazione secondo cui Yahoo! esegua solamente un ordine nel rispondere alle richieste delle autorità non basta: "Certamente si sapeva - accusano - che si stava contribuendo all'arresto di dissidenti politici o di giornalisti, non di criminali comuni".

In entrambi i casi sotto i riflettori è l'ufficio di Yahoo! di Hong Kong, che è stato la fonte delle informazioni. Interventi (anonimi) apparsi su alcuni blog cinesi, però, tendono a minimizzare il ruolo di Yahoo!, affermando in sostanza che le principali prove di accusa contro Li sono state le testimonianze di due agenti di polizia che si erano finti emissari del Partito Democratico. Come a dire che il dissidente sarebbe stato condannato anche senza l'intervento del motore di ricerca.

Negli ultimi mesi anche altre grosse compagnie, tra cui Google e Microsoft, hanno accettato di sottomettersi alle regole della censura di Pechino, suscitando aspre polemiche. Il nuovo caso Yahoo! coincide con un intensificarsi delle iniziative dei cosiddetti "attivisti", cioè gli esponenti della nuova generazione di dissidenti che, soprattutto da siti internet "candestini", predicano il rispetto della legge e ricorrono ad azioni non violente.

(9 febbraio 2006)

Wwf, ai Giochi la sufficienza



A due giorni dall'inizio delle Olimpiadi invernali l'associazione ambientalista
ha dato le prime valutazioni sull'impatto delle nuove strutture costruite


Wwf, sufficienza ai Giochi di Torino
"Ma i punti negativi sono ancora pesanti"


Tra le opere criticate, la pista per il Bob e quelle per il salto del trampolino ("due cazzottoni")
Giudizio sospeso per le strutture temporanee. Rassicurazioni dagli organizzatori


di DANIELE SEMERARO

TORINO - Il voto del Wwf sulle Olimpiadi di Torino è "sufficiente". A due giorni dall'inizio dei Giochi invernali l'associazione ambientalista ha espresso le prime valutazioni sull'aspetto organizzativo e regolamentare e sull'impatto ambientale "anche se - spiegano - una vera e propria analisi potrà essere fatta solo alla fine dell'evento". Nel rapporto "Ghiaccio, neve, città", dunque, il Wwf dà un giudizio tutto sommato positivo anche se a sospendere ogni verdetto "c'è la necessità di comprendere cosa avverrà delle strutture temporanee realizzate nei siti di montagna" (come tribune, bagni, area media e sponsor).

Gli elementi positivi riguardano innanzitutto la destinazione post-olimpica di alcuni impianti, la coerenza col piano regolatore ed i principi di bioarchitettura con cui è stato costruito il Villaggio Olimpico torinese. A questo si può anche aggiungere lo sforzo fatto un po' ovunque per utilizzare impianti e strutture esistenti, per la localizzazione in aree urbane di gran parte di quelle nuove, la riduzione dei bacini di innevamento al minimo necessario, la predisposizione di una serie di piani di sostenibilità (tra cui il piano trasporti, il piano rifiuti e il piano acque).

Tra i punti negativi, invece, il Wwf "pur prendendo atto degli sforzi fatti nella ricerca di una possibile compatibilità dei Giochi, mette sul piano della bilancia gli aspetti che intaccano gravemente l'ambiente montano". In particolare, spiegano, "si sono volute costruire in aree delicate e di pregio ambientale impianti imponenti - definiti dal segretario aggiunto del Wwf Gaetano Benedetto due "cazzottoni ambientali" - per due discipline sportive assai poco praticate nel nostro Paese, come la pista del Bob e quelle del trampolino per il salto". Per i trampolini non sarebbe stata rispettata la cosiddetta "opzione zero" (in gergo, il non intervento) in considerazione della vicinanza con gli impianti francesi di Abertville. Inoltre, "sono stati realizzati tre trampolini per l'allenamento non previsti e non necessari, ignorando così i vincoli idrogeologici, quelli paesaggistico-ambientali e la possibile interferenza con zone tutelate d'interesse comunitario.

Altro aspetto critico sarebbe quello dell'innevamento artificiale: "Per innevare con uno spessore di neve artificiale di appena 30 centimetri un'area di 5,5 milioni di metri quadrati - spiegano dal Wwf - si calcola che si dovranno consumare almeno 825 mila metri cubi d'acqua".

E le critiche non si fermano nemmeno davanti al già "maltrattato" fuoco olimpico: il braciere, in particolare, è accusato di consumare troppo. Per il Wwf, così, si potrebbero ridurre i consumi facendolo diventare "simbolo di sostenibilità: mentre ora farà bruciare per 15 giorni 8 mila metri cubi di metano all'ora, quanto serve in un anno a un paese di 3500 abitanti".

"Il Wwf - conclude il comunicato - pur ritenendo l'esperienza di Torino complessivamente positiva rispetto ad esperienze analoghe anche recenti, auspica che debbano essere gli stessi Comitati olimpici internazionali e nazionali a centrare con maggiore efficacia l'obiettivo ambiente, soprattutto se eventi sportivi così complessi avvengono in luoghi sensibili come le Alpi, protette da un'apposita Convenzione internazionale", ha detto Gaeteano Benedetto, Segretario aggiunto di Wwf Italia.

Secca invece la risposta di Mimmo Arcidiacono, presidente dell'Agenzia Torino 2006, che ha realizzato le due opere più contestate: "Direi che i cazzottoni se li sono dati loro: il trampolino è citato ad esempio nel mondo come poco impattante, tanto che non si vede dall'altra parte della valle. Per la pista temporanea di bob, mi chiedo con quale tecnologia inedita vogliano realizzarla, perché oggi non ne esistono". Sulle strutture temporanee la competenza, invece, è del Toroc. Roberto Saini, responsabile ambiente del comitato organizzatore, tranquillizza così il Wwf: "Cominceremo a smontare le strutture temporanee dal giorno dopo la fine dei Giochi, il 27 febbraio".


(8 febbraio 2006)

mercoledì 8 febbraio 2006

Condominio a rischio privacy, garante pronto a intervenire


L'Authority avvia una consultazione per una nuova normativa
"Sotto accusa" verbali delle riunioni, circolari e avvisi morosità


Il condominio nel mirino del garante
"A rischio la privacy degli abitanti"


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Privacy in condominio: un argomento sempre attuale e che, soprattutto, crea in continuazione battibecchi e piccole liti fra condòmini e amministratori. Da ora in poi, però, alcune "spiacevoli" situazioni (come i nomi dei morosi affissi nelle bacheche, la circolazione di dati personali dei condòmini, la conoscenza da parte di terzi dei prospetti contabili o dei verbali assembleari, la partecipazione di estranei alle assemblee) potrebbero non accadere più.

In seguito alle numerose segnalazioni giunte, infatti, il Garante della privacy ha deciso di avviare una consultazione pubblica sulle problematiche legate alla protezione dei dati personali nei condomìni. E così, in vista dell'adozione di un provvedimento generale in materia, l'Autorità, composta da Francesco Pizzetti, Giuseppe Chiaravalloti, Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato, ha deciso di dare voce a quanti (tra inquilini, portieri, associazioni di condòmini, proprietari, amministratori) sono interessati a dare un contributo di idee, suggerimenti, soluzioni. Per questo il Garante ha messo online sul proprio sito un documento di riferimento nel quale sono indicati gli usi leciti dei dati dei condòmini e i diritti a questi riconosciuti dal Codice della privacy.

In particolare, nel documento si legge che "possono formare oggetto di trattamento da parte dei condòmini le sole informazioni personali riferite a ciascun condòmino che siano necessarie allo svolgimemnto delle attività di gestione ed amministrazione delle parti comuni". Mentre "non possono essere messi a disposizione di soggetti terzi dati personali riportati nei prospetti contabili o dei verbali assembleari o consentendo la presenza in assemblea di soggetti non legittimati a parteciparvi. Analogamente - continua il documento - non possono essere diffusi dati personali, ad esempio mediante l'affissione di avvisi di mora in spazi condominiali accessibili al pubblico".

Si tratta di "una consultazione pubblica aperta a tutti per affrontare le tematiche della vita quotidiana e mediante la quale ognuno potrà finalmente dare il suo contributo, suscitando problematiche e inviando osservazioni e suggerimenti - ha detto Giuseppe Fortunato, componente dell'Authority -. È un metodo che innova nel rapporto tra istituzioni e cittadini all'insegna della trasparenza e della partecipazione democratica". I contributi dovranno giungere entro il 27 febbraio sul sito ufficiale del Garante.

(8 febbraio 2006)

Aviaria, il virus è in Africa. Scoperto da ricercatori italiani


Un virus H5N1 "ad alta patogenicità" è stato riscontrato
in alcuni volatili di un allevamento di Kaduna, in Nigeria


Arriva in Africa il virus dell'aviaria
individuato dai ricercatori italiani


Il ministro Storace: "Il nostro istituto profilattico
è un punto di riferimento per il mondo"

di DANIELE SEMERARO


ROMA - Il ministro della Salute, Francesco Storace, ha annunciato che presso il Centro di referenza nazionale per l'influenza aviaria dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie di Legnaro, in provincia di Padova, è stato isolato un virus H5N1 ad alta patogenicità in volatili domestici di un allevamento di Kaduna, in Nigeria. Si tratta del primo caso di influenza aviaria nel continente africano.

Secondo quanto riferisce il ministero della Salute, la scoperta è avvenuta nell'ambito di un progetto coordinato dall'istituto di Legnaro e dalla Fao (Training and cooperation programme), che ha l'obiettivo di sviluppare le tecniche di laboratorio per la diagnosi dell'influenza aviaria nei paesi dell'Europa dell'Est, del Medio Oriente e dell'Africa.

A far scattare l'allarme, la presenza di una "malattia non identificata" in un allevamento di volatili domestici (polli, galline, struzzi e oche) presso Kaduna, che ha insospettito gli esperti del National Veterinary Research di Vom (in Nigeria), che hanno, così, chiesto un parere all'istituto italiano. A una prima valutazione della situazione da parte dei veterinari nigeriani sono poi seguite le prime analisi sul posto su campioni prelevati dagli animali.

I risultati hanno inizialmente individuato la presenza di un virus influenzale e, constatata l'alta mortalità dei volatili presenti nell'allevamento (è morto circa il 90% degli animali) i campioni sono stati inviati in Italia per un accertamento. I risultati delle analisi effettuate dal Centro di referenza di Legnaro, così, hanno riscontrato la presenza di un virus H5N1 "ad alta patogenicità", molto simile a quelli già isolati in Mongolia e in Siberia.

"È significativo - ha affermato il ministro della Salute Francesco Storace - che il virus sia stato isolato al Centro di referenza di Legnaro, al quale era stata chiesta una consulenza. È la conferma dell'ottimo lavoro svolto dall'Istituto Zooprofilattico di Legnaro, che è anche centro di referenza per l'Oie (l'Organizzazione mondiale della sanità animale) e che, soprattutto in tema di influenza aviaria, rappresenta un punto di riferimento non solo per il nostro Paese, ma anche per il resto del mondo".

(8 febbraio 2006)

martedì 7 febbraio 2006

Ecco il mix GMail-chat




Il servizio entro fine febbraio in tutte le caselle di posta GMail
Si potrà chattare se chi ci ha scritto è al momento online


Google, la sfida dell'integrazione
"Nelle e-mail ora anche la chat"


L'unico ostacolo alla diffusione, per ora, l'accesso ancora
su invito e l'assenza di interoperabilità con gli altri messenger


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Alle novità introdotte, più o meno ogni settimana, dal colosso di internet Google siamo ormai abituati. Ma l'ultima, ovvero l'inserimento di un sistema di messaggistica istantanea all'interno del proprio servizio di posta elettronica GMail, si annuncia come una vera e propria rivoluzione della comunicazione in rete. Ma andiamo con ordine.

GMail. Da circa due anni Google ha lanciato GMail, un servizio di posta elettronica gratuito e innovativo. Ma tendenzialmente esclusivo: vi si può accedere e registrarsi, infatti, solo tramite l'invito di un altro utente già registrato. All'inizio gli utilizzatori erano davvero pochi; ora, grazie a un fenomeno "a catena", gli utenti si stanno moltiplicando in tutto il mondo. Il sistema è molto semplice da utilizzare e ha portato con sé, dal lancio avvenuto nel 2004, diverse novità: innanzitutto lo spazio a disposizione dell'utente per ricevere e memorizzare le proprie e-mail, di quasi 3 gigabyte e in continuo aumento. C'è poi un efficace sistema di eliminazione della posta indesiderata e una potente funzione di ricerca nei messaggi. GMail, pur funzionando molto bene, è tutt'ora rimasto solo a invito (anche se, c'è da dire, sul web esistono diversi siti, più o meno legali, che offrono la possibilità di iscriversi a GMail anche senza essere stati invitati).

Google Talk. Parallelamente, Google aveva lanciato anche un sistema di messaggistica immediata, "Google Talk", attraverso il quale chattare e telefonare (gratuitamente, tramite il protocollo VoIp) ai propri amici online, utilizzando come credenziali le stesse fornite per l'accesso a GMail. Forse a causa dei potenti sistemi di messaggistica di Aol (53 milioni di utenti), Msn (27 milioni), Yahoo! (22 milioni) e Skype, Google Talk non era (fino ad ora, almeno) ancora riuscito a ritagliarsi una propria fetta di pubblico, attestandosi "solo" a 866mila unità. Troppo elitario forse, troppe poche funzioni rispetto ai concorrenti, poca pubblicità su internet.

"Google Chat". Ma da oggi sembra che le cose cambieranno. Gli utenti di GMail, infatti, aprendo la propria casella entro fine febbraio (l'attivazione avverrà gratuitamente per tutti, ma gradualmente) riceveranno una gradita sorpresa: il sistema di messaggistica immediata, infatti, è stato integrato all'interno della posta elettronica. Col nome di "Google Chat". Appena il sistema verrà attivato, gli utenti potranno vedere, in basso a destra della schermata di GMail, un piccolo riquadro in cui appaiono i contatti utilizzati più frequentemente. Se questi contatti sono in linea, basterà premere un tasto per poter chattare con loro.

"Stiamo cercando di abbattere alcune delle barriere artificiali che ancora esistono tra l'e-mail e la navigazione sul web", ha spiegato Salar Kamagar, vicepresidente di Google. "Abbiamo capito, parlando con i nostri utenti, che non esiste alcuna ragione per cui l'instant messaging sia differente da un messaggio e-mail".

"La comunicazione al giorno d'oggi può essere frustrante - si legge poi nelle istruzioni del nuovo sistema - perché spesso si scambia una quantità notevole di e-mail solo per piccoli discorsi o per brevi risposte immediate. E così accade che si usi un programma per mandare le e-mail, un altro (ma spesso due o tre) per scambiarsi messaggi e spesso non si riesca nemmeno a ricordarsi a chi si è detto cosa, e dove. Con Google - promette il messaggio di presentazione - non dovrai cambiare programma, ma potrai fare tutto da una sola interfaccia".

Unico problema, per adesso, è l'assenza di interoperabilità con gli altri colossi dell'instant messaging, come Aol Instant Messenger, Yahoo! Messenger e Msn Messenger. Il che, molto probabilmente, renderà difficile, almeno all'inizio, la diffusione del servizio.

(7 febbraio 2006)

(Nella foto: La schermata di GMail e, in rosso, la nuova area destinata alla chat)

Opposizioni all'attacco: "Uno scandalo"

Dai Ds a Rifondazione alla Cisl lo sdegno contro la decisione di abolire gli esami, alle private non parificate, per passare da un anno all'altro

Le reazioni di sindacati e opposizione
"Liquidazione totale dell'istruzione"


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Sindacati e partiti dell'opposizione uniti nel denunciare il nuovo "regalo" del ministero dell'Istruzione alle scuole private. Da quest'anno, infatti, gli studenti iscritti alle scuole "statali non paritarie" (quelle, cioè, che non ricevono sovvenzioni dallo stato) per passare da una classe all'altra non saranno più soggetti al consueto esame annuale.

Ds. "Avevamo annunciato il discount dell'istruzione, ora siamo alla liquidazione totale dell'istruzione primaria" ha dichiarato la senatrice Maria Chiara Acciarini, capogruppo Ds alla commissione Istruzione. "Siamo di fronte a una palese violazione della nostra Costituzione in materia di diritti all'istruzione. Da tempo denunciamo la volontà del ministro di annacquare la differenza tra scuole paritarie e scuole che paritarie non sono perché non garantiscono caratteristiche di qualità, rigore, pari accesso".

Rifondazione. Dello stesso avviso Loredana Fraleone, responsabile scuola della segreteria nazionale di Rifondazione comunista, che parla di ulteriore degrado nel quale il governo sta portando la scuola italiana: "In questo modo - spiega - viene meno un elemento di garanzia per i ragazzi che frequentano le private dal momento che viene cancellata una funzione di controllo della qualità da parte del sistema pubblico. Da oggi gli studenti delle scuole private - continua Fraleone - non avranno più alcuna garanzia nel momento in cui dovranno affrontare l'esame che conclude il ciclo scolastico, visto che fino a quel momento non ci sarà nessun momento di verifica". Per l'esponente di Rifondazione, inoltre, questo provvedimento è "un'operazione come tante che sta facendo il governo in queste ultime ore della legislatura, finalizzata alla sola ricerca di un consenso facile e di tipo clientelare".

Cisl. "La confusione e l'arbitrio regnano sovrani", ha detto il segretario generale di Cisl scuola Francesco Scrima. "Noi riteniamo che nell'attuale stato di confusione e fibrillazione in cui versa la nostra scuola ci mancavano soltanto le 'interpretazioni logico-sistematiche', peraltro del tutto prive di riscontro normativo sulla materia specifica, per aumentare caos e disorientamento".

(7 febbraio 2006)

lunedì 6 febbraio 2006

Striscioni nazisti all'Olimpico: indagati sei tifosi della Roma


Gli ultras di destra riconosciuti grazie alle telecamere dello stadio
Vari i reati ipotizzati, tra i quali l'istigazione alla discriminazione


Striscioni nazisti all'Olimpico
indagati sei tifosi della Roma


Con la vecchia legge rischiavano fino a 4 anni di reclusione

di DANIELE SEMERARO


ROMA - Sei tifosi della Roma sono indagati dalla magistratura per aver esposto, durante la partita Roma-Livorno del 29 gennaio, striscioni di carattere nazista.

I reati ipotizzati dai pm Elisabetta Ceniccola e Vittoria Bonfanti, al termine di una riunione con il procuratore Giovanni Ferrara e dopo aver valutato il rapporto presentato in mattinata dalla Digos, sono quelli di violazione della legge Reale (art. 3 della Legge 654/75, che punisce chiunque diffonda in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità e sull'odio razziale) recepita poi dall'articolo 2 della legge Mancino del '93 che, tra l'altro, "vieta l'accesso ai luoghi dove si svolgono competizioni agonistiche alle persone che vi si recano con emblemi o simboli che richiamino l'odio razziale".

I magistrati, inoltre, hanno anche contestato agli indagati di aver agito a volto coperto.
L'identificazione degli ultras da parte della Digos è stata possibile grazie alle telecamere a circuito chiuso, alle riprese televisive e al lavoro degli agenti infiltrati nella curva giallorossa.

I reati prevedono la reclusione fino a quattro anni. La pena, però, sarà diminuita non appena entrerà in vigore la legge (già approvata in Parlamento e in attesa di pubblicazione) che andrà a modificare il codice penale in materia di reati di opinione, e che punisce "con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a seimila euro chi propaga idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".

(6 febbraio 2006)

(Nella foto: Uno degli striscioni esposti all'Olimpico durante la partita del 29 gennaio scorso)

La nave da crociera più grande del mondo



La Royal Carribean sta per lanciare la più grande e costosa nave da crociera del mondo. Costruita in Finlandia, la "Freedom of the Seas", 158 mila tonnellate di stazza, sarà in grado di ospitare (comodamente) 3600 ospiti. Le cabine, tutte molto spaziose, avranno tv a schermo piatto e grandi balconi a picco sul mare. Ogni ambiente, inoltre, sarà coperto dal segnale di internet wi-fi (senza fili) e da quello per telefoni cellulari. Tra le attrazioni principali, a bordo ci sarà anche un parco giochi acquatico chiamato H2O zone, un solarium (solo per adulti) ambientato nella giungla, una piscina olimpionica e una pista per il pattinaggio su ghiaccio. La nave percorrerà itinerari di 7 notti nei Caraibi Orientali e Occidentali con partenza da Miami. La prima crociera è prevista per inizio giugno 2006. Il prezzo (a persona, per 7 giorni) dai 700 ai 1500 euro.

venerdì 3 febbraio 2006

Grasso: "La paura della mafia costa al Sud 4,3 miliardi di euro"

Mafia, Grasso: "Costa 4,3 miliardi
la paura degli imprenditori del Sud"


PALERMO - Il costo della paura degli imprenditori del Mezzogiorno (e cioè la spesa per polizia privata, videocamere ed altri sistemi di sicurezza) ammonta a 4,3 miliardi di Euro. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso intervenendo a Palermo al convegno "I costi dell'illegalità", organizzato da Fondazione Chinnici, Confindustria e Università degli studi.

"La spesa effettuata dagli imprenditori per difendersi dalla criminalità - ha spiegato Grasso - è una zavorra mafiosa che impedisce lo sviluppo. Il crimine, in particolare, determina un mancato fatturato per le imprese pari al 2,7% del Pil del Mezzogiorno".
Pietro Grasso ha anche spiegato come un aiuto al sistema dell'impresa potrebbe arrivare da una giustizia veloce.

(03-02-2006)