
A proposito di trucchi per affrontare l'esame di maturità, sono stato intervistato da Mario Sconcerti nel suo programma "Sconcerti quotidiani" su Radio Radio.
Clicca su play per ascoltare
Portfolio di Daniele Semeraro
Attualità, internet, tecnologie, comunicazione, università, curiosità


ROMA - A meno di dieci giorni dall'insediamento del nuovo governo, il nuovo ministero dell'Università e della Ricerca, guidato da Fabio Mussi, ha già iniziato a lavorare per "mettere una toppa" alla difficile situazione lasciata dal ministro uscente Letizia Moratti.
ROMA - A circa dieci giorni dall'insediamento del nuovo governo Prodi, Fabio Mussi, nuovo ministro della Ricerca e dell'Università (il dicastero è stato diviso da quello dell'Istruzione, dov'è andato Giuseppe Fioroni) è già a lavoro. Con una priorità: "Occorre subito incrementare le risorse, perché siamo alla metà o a un terzo di quello che spendono paesi a noi equivalenti". L'Italia, prosegue "perde colpi e non riesce a valorizzare l'enorme potenzialità che ha". Sottosegretari all'Università e alla Ricerca sono stati nominati Luciano Modica (senatore Ds ed ex-presidente della Conferenza dei Rettori) e Nando Dalla Chiesa (ex-senatore della Margherita e docente di Sociologia economica).La lattina contiene 95% di ossigeno concentrato e costa 4 euro
Viene venduta in due versioni: menta forte e pompelmo
Bombolette di ossigeno portatile
è boom in tutto il Giappone
di DANIELE SEMERARO
GUARDA IL VIDEO SU REPUBBLICA MULTIMEDIA
TOKYO - Usciamo a farci una passeggiata in un parco o ci inaliamo un po' di ossigeno portatile? Nelle città giapponesi avvolte dall'inquinamento, tra le poche soluzioni per respirare un po' d'aria pura c'è quella di utilizzare una bomboletta chiamata "O2 Supli".
Il prodotto, commercializzato dalla catena 7-Eleven Japan, è venduto in due versioni: menta forte e pompelmo. Entro giugno, inoltre, sarà distribuito in oltre ottomila negozi in tutto il Paese. Pur non essendoci, dal punto di vista medico, benefici nell'usare l'ossigeno portatile, il prodotto sta andando a ruba e la maggior parte dei clienti credono che alcuni "spruzzi" possano ridurre lo stress e alleviare la fatica.
Spiega uno dei portavoce della 7-Eleven che soprattutto negli ultimi anni "i cittadini giapponesi di tutte le età sono sempre più attenti alla salute". "Non siamo sicuri - continua - di come reagirà la gente all'idea di pagare l'ossigeno, ma anche per fare una prova abbiamo deciso di immetterlo comunque sul mercato".
La lattina, che contiere 95 percento di ossigeno concentrato, costa 600 yen, circa 4 euro, e dura una decina di giorni (quindi ogni inalazione costa circa 10 centesimi di euro).
"Non sono sicuro di voler continuare a spendere 600 yen per comprare ossigeno - ha detto Yasuhiro Kubota, 28 anni di Tokyo - anche se dopo che ho fatto alcune inalazioni mi sono sentito molto meglio per un po' di tempo". "Lavoro in un ufficio dove molte persone sono ammassate in un piccolo spazio e non credo che l'aria sia buona - spiega un altro acquirente, Taeko Kabayashi - così ogni tanto faccio qualche inalazione di ossigeno di buona qualità".
Il prodotto, in ogni caso, in Giappone sta andando benone: secondo i dati forniti da 7-Eleven, solamente nel primo giorno di commercializzazione sono state vendute oltre 3000 lattine di O2 Supli.
(25 maggio 2006)

L'iniziativa "One laptop per child", ideata al Massachussets Institute of Technology diretto da Nicholas Negroponte, è nata per informatizzare i paesi poveri, e prevede la vendita di un pc portatile per soli 100 dollari. Il laptop è equipaggiato con schermo a colori, connettività Wi-Fi, un processore da 500Mhz e 1Gb di memoria. Il computer sarà ricco di software e utilizzerà il sistema operativo Red Hat Linux. I laptop possono essere acquistati solamente da enti governativi, che a loro volta regaleranno i computer ai bambini in età scolastica. Per il momento, nella lista degli acquirenti, anche India, Cina e Brasile
GUARDA TUTTE LE ALTRE FOTO
Bill Gates punta a un rivoluzione nella fotografia digitale
Il "WMPhoto" comprimerà più del doppio dei sistemi attuali
Microsoft lancia "Media Photo"
Diremo addio all'amato Jpeg?
L'innovativo formato sarà integrato nel nuovo Windows Vista
di DANIELE SEMERARO
ROMA - In un periodo in cui si cerca di rendere compatibili tutti i formati dei file e i sistemi operativi, Microsoft spariglia e prova ad introdurre un'altra barriera. Questa volta nel campo della compressione fotografica, settore dove adesso regna incontrastato il formato "Jpeg". Secondo alcune anticipazioni, a partire dal lancio del prossimo sistema operativo, Windows Vista, Microsoft inserirà sul mercato il formato Windows Media Photo (WMPhoto), che andrebbe a migliorare tutti i limiti degli attuali formati di compressione. Così, verrebbero resi meglio i colori (sia per la visualizzazione sullo schermo che per la stampa) e ci sarebbe una minore perdita di qualità nella compressione da un formato grande a WMPhoto. I software, inoltre, interpreterebbero e convertirebbero questi file con una maggiore semplicità e impegnando minimamente la memoria ram. Unico limite è che il nuovo formato non è in grado di lavorare con immagini di peso superiore ai 4 Gb. Ma questa limitazione non darà problemi né all'utente domestico né a quello professionale.
Il formato in arrivo è stato interamente sviluppato dai laboratori Microsoft. Per adesso non sono state fornite altre specifiche né sono stati pubblicati esempi di compressione. È stato solamente reso noto che verrà reso compatibile anche con le attuali versioni di Windows Xp. Windows Media Photo, così, diventerà parte integrante della famiglia Windows Media Audio e Windows Media Video (i formati di compressione già esistenti).
Secondo le indiscrezioni, che come sempre in questi casi viaggiano su internet, il WMPhoto potrebbe arrivare a comprimere una fotografia fino a 24 volte (il formato Jpeg, attualmente lo standard in questo campo, comprime tra le 6 e le 12 volte). Se questi dati fossero confermati, si dimezzerebbe lo spazio necessario per archiviare le fotografie, permettendo ai sistemi di memorizzazione (come le fotocamere digitali) una maggior durata delle batterie e una maggiore velocità di trasferimento delle immagini.
Attualmente i formati di compressione più diffusi sono il Gif (che si utilizza, però, soprattutto per la grafica computerizzata) e il Jpeg. Quest'ultimo, in particolare, è diventato lo standard per lo scambio di fotografie, ed è supportato praticamente da tutti i software e da tutti i sistemi operativi. Così, il successo del WMPhoto sarà determinato proprio dagli scenari futuri: stampanti, macchine fotografiche, programmi di impaginazione, di grafica e browser internet accetteranno la sfida e implementeranno la nuova tecnologia? Oppure si affideranno ancora sul formato Jpeg?
(25 maggio 2006)
(Nella foto: Un'immagine Jpeg, da sinistra verso destra, sempre più compressa)
La scoperta al Laboratorio di Biologia Molecolare di Monterotondo
L'animale riprende funzionalità cardiaca e ripara tessuti muscolari
Staminali, nascono i "super-topolini"
dopo un infarto il cuore si autoripara
di DANIELE SEMERARO
ROMA - Topolini con il cuore che si autoripara dopo un infarto. E' la straordinaria scoperta del gruppo di ricerca guidato da Nadia Rosenthal, direttrice del Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) di Monterotondo, intervenuta al V convegno nazionale "Cellule Staminali e Progenitori Emopoietici Circolanti" a Roma.
I topolini, spiegano i ricercatori, riescono a riparare, da soli, il proprio cuore dopo un infarto grazie alla produzione di un fattore di crescita che potrebbe divenire determinante nelle strategie di riparazione di organi e tessuti. Il loro segreto è la capacità di produrre in modo continuo nel cuore un particolare fattore di crescita, il fattore insulinico 1 (IGF-1). Così, procurato un infarto al topo, l'animale è in grado di riprendere in modo straordinario la funzionalità cardiaca e alle cicatrici lasciate dall'infarto si sostituisce un tessuto muscolare funzionante.
Il sospetto che IGF-1 fosse un fattore di crescita con particolari poteri di rigenerare il tessuto cardiaco, ha spiegato la Rosenthal, è sorto dopo anni di ricerca su diversi fattori di crescita. Dai risultati degli studi è emerso che IGF-1, la cui funzione è importante in tutto il corpo, sembrava "speciale", perché, per esempio, si era visto che in condizioni di carenza di IGF-1 si manifestava atrofia del miocardio.
Con queste premesse, continua la ricercatrice, "abbiamo inserito IGF-1 nel Dna del topolino, in modo che il suo cuore lo producesse continuamente, e abbiamo visto innanzitutto che il topo non risente in alcun modo di questa modifica genetica". L'animale, prosegue la scienziata, non si ammala di cancro né di altre malattie in qualche modo collegabili a un fattore di crescita prodotto continuamente.
Così, gli scienziati sono passati alla fase successiva: hanno procurato un infarto ai topolini transgenici e hanno notato che dopo pochissimo tempo la loro funzione cardiaca recupera in modo straordinario. Non è tutto, perché il tessuto fibroso e cicatriziale (che nel paziente è alla base dell'insufficienza cardiaca post-infarto) pian piano viene riassorbito e sostituito da tessuto muscolare miocardico. Il recupero visto nei topolini è straordinario "come mai visto prima".
Ancora non si è scoperto su quali elementi vada a influire IGF-1 per dare simili risultati: quel che è certo, in ogni caso, è che è un fattore di crescita tra i più promettenti nella rigenerazione cardiaca. È possibile, si ipotizza, che richiami in sede cellule staminali dal midollo o che stimoli quelle cardiache già presenti, oppure che semplicemente comandi la riorganizzazione del tessuto miocardico post-infarto senza una vera e propria costruzione di nuovo tessuto. Questo sarà l'oggetto delle prossime ricerche.
Lo studio, conclude la Rosenthal, ha messo in luce due importanti risultati: non solo indica quale sia un fattore di crescita su cui puntare per la rigenerazione cardiaca, ma conferma che se il cuore riceve lo stimolo a ripararsi subito dopo il danno, i risultati della riparazione sono molto più significativi e si può prevenire la formazione di tessuto cicatriziale a tutto vantaggio della funzionalità del cuore.
(25 maggio 2006)

ROMA - Le fotocopie rimpicciolite dei testi scolastici e i bigliettini, da nascondere in ogni luogo immaginabile, sembrano andare sempre meno di moda. Ora, per copiare agli esami si utilizzano computer palmari, telefoni cellulari e, novità del momento, l'iPod. La Maturità si avvicina sempre più velocemente per circa 400mila studenti, e sono in molti coloro che iniziano a guardarsi intorno per cercare di trovare l'idea più geniale per "fregare" compagni e professori. D'altronde, sono d'accordo tutti, la Maturità è uno degli esami più importanti della propria vita, e nessuno può permettersi di sfigurare. Nuovo caso di violenza tra giovanissimi. Germania sotto shock
A scatenare la tragedia una lite per il possesso di lettore Player
Berlino, 13enne uccide coetanea
"L'ha massacrata per un mp3"
di DANIELE SEMERARO
BERLINO - E' morta a soli tredici anni per un lettore mp3, assassinata da un suo coetaneo. E' questa l'agghiacciante ricostruzione fornita dagli investigatori tedeschi che da sabato erano alla ricerca di Jennifer, la ragazzina che sembrava svanita nel nulla a Chemnitz, una piccola località nella Germania Est. L'omicidio sarebbe avvenuto dopo una lite per il possesso di un mp3-player. Ieri sono scattate le manette (ma la notizia è stata diffusa solo oggi) per il giovanissimo omicida che, nella prima fase delle indagini, aveva addirittura partecipato alle prime fasi della ricerca della piccola Jennifer. Gli inquirenti, secondo le prime indiscrezioni, potrebbero già contare su una parziale confessione, anche se mancano alcuni riscontri alla versione fornita dal giovane assassino.
La scena dell'omicidio è un'area desolata ad Annaberg dove sorge un'ex fabbrica ormai in disuso. Il ragazzino avrebbe picchiato a morte Jennifer cercando di occultarne il cadaverne ricoprendolo con i detriti recuperati nel capannoni della fabbrica.
L'omicidio della ragazzina tedesca è solo l'ultimo episodio di violenza del genere in Germania. Un allarme era stato lanciato appena due settimane fa dal ministero della Sicurezza: nel suo rapporto annuale aveva messo in guardia dal pauroso incremento di casi che riguarda il mondo degli adolescenti.
(24 maggio 2006)

ROMA - Un'alta percentuale di ragazzi tra i 14 e i 19 anni (circa il 40-45%) non sa scrivere in corsivo. La scoperta è emersa da una ricerca durata oltre 10 anni svolta da Giuliana Ammannati, pedagogista clinico che opera nelle zone di Pesaro e Urbino e che fa parte dell'Associazione Nazionale dei Pedagogisti Clinici guidata dal prof. Guido Pesci. Ammannati, che è anche docente di filosofia, psicologia, sociologia, pedagogia e metodologia della ricerca al liceo "Mamiani" di Pesaro, ha iniziato a studiare numerosi anni fa questo fenomeno, che riscontrava sempre più spesso nella correzione dei compiti dei propri alunni. Tre piloti (uno è stato ritrovato) sono caduti in mare. In corso le ricerche
La collisione è avvenuta al largo di Karpathos, nel Dodecanneso
Egeo, si scontrano due caccia
Atene: "I turchi sconfinano spesso"
di DANIELE SEMERARO
ATENE - Due aerei militari, un caccia F-16 da combattimento dell'aviazione militare greca e un velivolo da ricognizione RF-4 turco si sono scontrati in volo stamani nel cielo sopra Karpathos, la più meridionale delle isole del Dodecanneso, nel mar Egeo.
Ne ha dato notizia un portavoce del ministero della Difesa greco citato da alcune tv locali e dalla Cnn.
Al momento, ha reso noto il ministero della Difesa ellenico, elicotteri Puma della Marina e motovedette della Guardia costiera si stanno dirigendo a tutta velocità verso il tratto di mare dove i piloti (uno greco, due turchi) sarebbero caduti in acqua. La televisione Ntv ha riferito che uno dei piloti turchi, Halil Ibrahim Ozdemir, è stato tratto in salvo da una nave civile a circa 100 miglia dalla costa. Tecnicamente, i due jet erano impegnati in un'azione di reciproco "ombreggiamento", cioè una ricognizione tattica aerea del nemico.
Secondo un portavoce dell'Aeronautica di Atene, citato dall'Adnkronos, la collisione si è verificata dopo che il caccia turco ha violato lo spazio aereo greco. L'incidente, rilevano diversi commentatori radio-televisivi, era temuto da tempo. Sono anni, infatti, che i caccia turchi in formazione violano costantemente lo spazio aereo ellenico. In genere i velivoli con la mezzaluna rossa vengono riconosciuti e intercettati dai caccia greci e fatti allontanare. Spesso, però, gli aerei ingaggiano rischiosi combattimenti simulati che, come sembrerebbe per il caso odierno, possono concludersi con una collisione in volo.
La Turchia ha reso noto che il capo delle Forze armate si è messo in contatto con il collega greco. Secondo Ankara, l'aereo turco "era in volo di addestramento di routine ed è stato ostacolato da velivoli dell'aeronautica militare greca".
Nel 1996, Grecia e Turchia, divise dalla questione cipriota, arrivarono sull'orlo della guerra a causa di una disputa su un isolotto disabitato conteso dai due Paesi, Imia per i greci, Kardak per i turchi.
(23 maggio 2006)
(Nella foto: L'isola di Kárpatos, in Grecia - da Google Earth)
Messaggio a Maria Falcone in occasione della ricorrenza della strage
"Il suo esempio ha dato frutti, l'attacco alla Repubblica è stato fermato"
Napolitano nell'anniversario di Capaci
"Il Paese sia unito contro la mafia"
di DANIELE SEMERARO
ROMA - Contro la mafia ci deve essere "un impegno che deve instancabilmente proseguire e vedere unite le forze sociali e politiche del Paese". Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato a Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso, in occasione dell'anniversario della strage di Capaci.
"Quattordici anni orsono - scrive Napolitano - la strage di Capaci segnò il culmine dell'attacco mafioso contro lo stato democratico. L'angoscia e l'allarme di quelle ore restano incancellabili nella mia memoria". L'Italia, ricorda il capo dello Stato, "fu brutalmente colpita nelle persone di uno dei suoi più degni, combattivi e moderni magistrati, Giovanni Falcone, della sua valorosa consorte e collega Francesca Morvillo, degli agenti Antonio Montinaro, Rocco di Cillo e Vito Schifani dedicatisi alla loro sicurezza".
Ma la battaglia e l'esempio di Giovanni Falcone, prosegue Napolitano, "diedero i loro frutti. L'attacco mafioso alle istituzioni repubblicane fu fermato, L'azione della magistratura e delle forze dell'ordine, nonostante le difficoltà, è continuata con successo, anche se ad un prezzo ancora elevato di rischi e sacrifici. Sono stati anche di recente assicurati alla giustizia alcuni dei più pericolosi capi dell'organizzazione criminale. Le indagini e gli interventi repressivi - si legge ancora nel messaggio - hanno conosciuto nuovi sviluppi, volti a contrastare vecchie e nuove forme di penetrazione e aggressione mafiosa".
"Nel nome di Giovanni e Francesca Falcone, la Fondazione da lei presieduta, cara signora Maria, - conclude Napolitano - ha dato e continua a dare un contributo prezioso alla diffusione della cultura della legalità, alla mobilitazione di tutte le forze sane della società e in particolar modo delle generazioni più giovani per la conquista di condizioni di sicurezza e convivenza civile in Sicilia".
(Nella foto: Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano)

ROMA - Verrà molto probabilmente abbattuto l'orso bruno di tre anni proveniente dal Trentino che da qualche giorno è sconfinato prima in Austria e poi in Germania, dove sta creando problemi soprattutto agli allevatori locali. Il sistema verrà commercializzato a breve nei paesi più poveri
In Brasile, dove è stato sperimentato, le vendite sono raddoppiate
Microsoft lancia il pc "ricaricabile"
"Si usa come un telefono cellulare"
di DANIELE SEMERARO
ROMA - Affrontare il costo di un nuovo pc, specialmente nelle nazioni più povere e nelle economie emergenti, è nella maggior parte dei casi proibitivo. Al costo dell'hardware, poi, bisogna aggiungere anche quello del sistema operativo (Windows è il più diffuso) e del software che lo accompagna, come il pacchetto Office. Il risultato è che continuano a moltiplicarsi le copie pirata, che in alcuni Paesi del mondo raggiungono anche quota 90% di tutte quelle in circolazione. Per questi due motivi la Microsoft, una delle aziende leader nel campo dell'informatica, ha pensato a un nuovo approccio al problema economico presentando il "pc-as-you-go", cioè il computer "a consumo".
L'annuncio è arrivato dall'annuale Windows Hardware Engineering Conference di Seattle, dove l'azienda di Bill Gates ha presentato la tecnologia "FlexGo" in collaborazione con numerosi rivenditori e partner finanziari. L'iniziativa, avviata sperimentalmente in Brasile, dove ha riscosso molto successo, verrà introdotta entro un mese anche in India, Cina, Russia e Messico. Prima della fine dell'anno, inoltre, potrebbe approdare anche in Vietnam e Slovenia.
Il funzionamento del pc a consumo, presentato in due versioni, è molto semplice ed è paragonabile a quello di un cellulare con carta ricaricabile. La prima modalità consiste in una carta prepagata acquistabile in rete o nei negozi: man mano che il pc viene utilizzato, la carta si "scarica". I prezzi praticati sono del tutto simili a quelli degli internet cafe. La seconda modalità, invece, è un abbonamento mensile che permette di utilizzare il computer in maniera illimitata per trenta giorni, al termine dei quali si dovrà effettuare un nuovo pagamento. Con un apposito software l'utente in ogni momento può controllare minuti e credito residuo. Una volta terminato il credito, il computer entrerà in una modalità di accesso limitato. Per entrambe le versioni, inoltre, l'utente dovrà munirsi di pc adeguato, che però pagherà a un prezzo molto basso.
FlexGo fa parte dell'iniziativa denominata "Starter Edition", spiega Mike Wickstrand, direttore dell'iniziativa, che è parte integrante del programma di espansione della Microsoft nei mercati emergenti. "Il programma non è destinato a coloro che non hanno danaro - spiega ancora Wickstrand - bensì a coloro che non hanno un reddito fisso, ma che varia di mese in mese". Per adesso in Brasile, fanno sapere dalla catena di negozi Magazine Luisa, che hanno commercializzato il "pc-as-you-go" in anteprima, le vendite sono raddoppiate rispetto agli anni passati; inoltre, il 31% di coloro che sono stati intervistati dopo aver acquistato un sistema FlexGo hanno ammesso che senza questa iniziativa non avrebbero mai potuto permettersi un computer.
Il progetto di Bill Gates è in opposizione a quello Olpc (One laptop per child) di Negroponte, che promuove un pc che si carica a manovella, destinato ai paesi più poveri, al prezzo di 100$ (e che dalla Microsoft era stato definito "un'idea sgangherata"). Negroponte, appoggiato da Google e dai sistemi Linux, punta su prezzi molto bassi; adesso Microsoft, con partner di primo livello (tra cui Intel e Amd) e un'idea originale introduce la flessibilità di pagamento.
(23 maggio 2006)
(Nella foto: La carta per "ricaricare" il pc)
Il software è prodotto dall'azienda californiana Narus. La società telefonica AT&T è accusata di averlo installato per controllare le comunicazioni Usa
"Ecco come spiavano gli americani"
Wired svela il "sistema definitivo"
di DANIELE SEMERARO
WASHINGTON (Usa) - Le intercettazioni condotte dalla Nsa, la National Security Agency, per conto del governo americano nell'ambito della lotta al terrorismo erano gestite da un software installato in numerosi internet provider e società telefoniche. La notizia è stata pubblicata sulla rivista Wired, una delle più autorevoli in campo di tecnologia, che parla di "sistema d'intercettazione telematica definitivo". Il software, chiamato "Semantic Traffic Analyzer", è prodotto dall'azienda californiana Narus.
Secondo quanto riporta Wired, la società telefonica americana AT&T avrebbe installato nella propria "stanza dei bottoni" il Semantic Traffic Analyzer per monitorare il traffico internet di milioni di cittadini e fornire dati sensibili direttamente all'antiterrorismo statunitense.
Messo a punto sulle macchine che gestiscono i servizi di un service provider, Semantic Traffic Analyzer è in grado di controllare in maniera totale, dalla navigazione in rete alla posta elettronica ai newsgroup, le attività degli utenti. Per utilizzare il programma sono necessari normalissimi server con sistema operativo Linux; il sistema è in grado d'identificare i pacchetti dati ad una velocità di circa 10 gigabytes al secondo. Il software, poi, può essere connesso con dei "server logistici" centralizzati, equipaggiati con applicazioni specializzate, e la combinazione dei due sistemi può analizzare e registrare praticamente ogni tipo di comunicazione via internet.
Spiega Steve Bannerman, responsabile di Narus, che con il Semantic Traffic Analyzer "è possibile registrare tutto il traffico internet che passa attraverso i server sul quale è installato. Si possono ricostruire, ad esempio, tutte le e-mail inviate, compresi gli allegati, o analizzare le pagine web su cui una persona ha cliccato e, addirittura, ricostruire le chiamate tramite VoIp".
Ed è proprio per gestire e controllare i servizi di VoIp, la telefonia a basso costo (o addirittura gratuita) che sfrutta la rete, che Brasil Telecom e molte altre compagnie telefoniche sudamericane attualmente utilizzano i prodotti Narus. Così come compagnie cinesi e mediorientali (tra cui Telecom Egypt e Saudi Telecom) li sfruttano per bloccare e censurare le chiamate tramite VoIp.
C'è da dire che la Narus non ha possibilità di controllare in che modo i suoi prodotti vengano utuilizzati, e che le apparecchiature ufficialmente vengono vendute come strumenti per mantenere la sicurezza telematica delle infrastrutture di rete utilizzate dagli operatori telefonici: "Il nostro prodotto è stato sviluppato per essere compatibile con tutte le leggi dei Paesi nei quali è venduto - spiega ancora Bannerman - molti dei nostri clienti hanno costruito, sul nostro software, altre applicazioni. Ma noi a quel punto non c'entriamo più niente".
Lo scandalo delle intercettazioni ha coinvolto direttamente l'amministrazione Bush e le principali società di telecomunicazione americane. Ieri il generale Micheal Hayden, ex direttore della Nsa e destinato a diventare nuovo direttore della Cia, è tornato a difendere il programma di intercettazioni ordinato da George Bush all'indomani dell'11 settembre: se è vero - ha detto - che "la privacy dei cittadini americani è costantemente una preoccupazione", è altrettanto vero che "abbiamo trovato un equilibrio privacy e sicurezza". "Ci sono controlli molto forti - continua - ma le decisioni su chi intercettare vengono prese da persone dell'amministrazione che hanno una grande conoscenza di Al Qaeda", spiegando anche che il programma di intercettazioni sui cittadini americani sia molto mirato e rispettoso della privacy.
(19 maggio 2006)

ROMA - "È chiaro che la conoscenza dei vantaggi di una corretta alimentazione, specialmente quando si studia e si ha dunque bisogno di una particolare efficienza fisica e mentale, ha una innegabile valenza educativa". Il neo-sottosegretario all'Istruzione del governo Prodi Mariangela Bastico, da tanti descritta come l'anti-Moratti per le lotte combattute contro una legge che ha fortemente contestato, commenta in modo favorevole la scelta del collega britannico che ha annunciato che dalla dieta delle mense scolastiche verranno eliminati i cibi ricchi di sale e grassi (come hamburger, salsicce, patatine), i dolci e gli snack. In Inghilterra un giovane giocatore di football è stato ucciso da un coetaneo
In Italia la Suprema Corte ha confermato la detenzione per alcuni ragazzi
Bullismo, ragazzino muore a Londra
La Cassazione: è giusto il carcere
di DANIELE SEMERARO
ROMA - In Inghilterra il bullismo tra giovani miete, purtroppo, un'altra vittima, l'ultima di una lunga serie, mentre in Italia con una discussa sentenza la Cassazione ha stabilito che per i baby-bulli, in determinate situazioni, "il carcere è meglio della scuola". Il fenomeno della violenza tra giovanissimi, dunque, continua ad essere all'ordine del giorno.
L'ultima vittima del bullismo nel Regno Unito è Kiyan Prince, un ragazzino di 15 anni, che è stato ridotto in fin di vita e ritrovato da alcuni professori vicino ai cancelli della propria scuola, la London Academy School di Edgware, periferia nord-ovest di Londra. Il ragazzino è morto due ore dopo al Royal London Hospital.
Steven Morgan, un ufficiale di polizia giudiziaria, ha spiegato che si è trattato di "un tragico incidente" (il ragazzo che lo ha ridotto in fin di vita, molto probabilmente, non voleva ucciderlo). Al momento della colluttazione, erano le 15.30, un sedicenne è stato visto allontanarsi correndo. Per ora la polizia non ha in mano altri indizi.
Kiyan, un promettente giocatore di football (militava nel settore giovanile dei Quenns Park Rangers), molto inserito e conosciuto nella scuola e nel quartiere, è stato probabilmente ridotto in fin di vita da un avversario per una lite sul campo di gioco. "Quando ho dovuto dare l'annuncio della sua morte - racconta il preside della London Academy Phil Heame - avevo vicino a me in lacrime tutti i membri del consiglio scolastico. Eravamo tutti scioccati, non riusciamo ancora a comprendere. Non sappiamo chi potesse avercela con lui, eppure ormai i ragazzi più 'discoli' li conosciamo molto bene". La mamma del ragazzo è ancora all'ospedale, in stato di shock. "In questa stagione è rimasto per molto tempo infortunato - racconta un suo compagno di squadra - ma è rimasto in ogni caso il miglior giocatore under 16 di tutta Londra. Era un ragazzo meraviglioso, non aveva nemici".
Questa è solo l'ultimo, lo dicevamo, di una lunga serie di reati tra giovani classificati sotto il termine di "bullismo". E, tornando in Italia, è di ieri la notizia che la Cassazione, nell'affrontare il caso di un gruppo di studenti abruzzesi tra i 15 e i 16 anni che si sono resi protagonisti, a scuola, di una violenza sessuale di gruppo, ha deciso che è meglio il carcere della scuola: un ritorno sui banchi avrebbe "gettato nel panico la vittima e le altre minori dell'istituto".
Secondo la Suprema Corte, anche se i ragazzi sono tutti minori, si sono "resi protagonisti di una violenza sessuale di gruppo" mostrandosi sordi "a tutti i richiami dei docenti". La corte non ha accolto, così, le richieste della difesa di sostituire la custodia cautelare in carcere con misure meno afflittive, anche perché non si può rivendicare l'interruzione dei processi educativi nei confonti di ragazzi che mostrano "totale diseinteresse per lo studio".
Ma se questo è un fatto molto grave, il problema del bullismo è assai diffuso e in Italia coinvolge, secondo i dati di Telefono Blu, almeno un minore su tre. Da una ricerca condotta su un campione di 3.453 adolescenti, infatti, risulta che circa il 35,4% è stato coinvolto in episodi di bullismo che, spiega l'associazione, è un fenomeno di prevaricazione e disagio molto diffuso tra i giovani nell'età evolutiva, soprattutto tra i 7-8 anni e i 14-16 anni.
(19 maggio 2006)

ROMA - Si conclude oggi a Milano, tra circuiti elettrici, pannelli fotovoltaici e esperimenti di ogni genere, la "Primavera della Scienza", un'iniziativa organizzata dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia che ha visto impegnate oltre 60 scuole (elementari, medie e superiori) che hanno presentato le esperienze scientifiche realizzate durante l'anno. Protagonisti assoluti gli studenti, che per questa fiera della "scienza under 18", arrivata alla nona edizione, hanno mostrato al pubblico progetti di primo livello, estremamente interessanti e soprattutto non semplici da mettere in atto. Dal 2002 è rettore dell'università "Federico II" di Napoli. Il primo messaggio al Governo: "Rilanciare la centralità dei nostri atenei per lo sviluppo del Paese"
Trombetti nuovo presidente Crui
"Ecco le proposte al nuovo Governo"
di DANIELE SEMERARO
ROMA - Sarà Guido Trombetti il nuovo presidente della Crui, la Conferenza dei Rettori. Trombetti è stato eletto questa mattina dall'assemblea a maggioranza assoluta.
Laureato in matematica nel 1971, Trombetti ha svolto attività di docente presso la Facoltà di Scienze Mfn dell'università Federico II di Napoli. È stato allievo di Carlo Miranda e durante la sua attività scientifica ha collaborato con numerosi autori italiani e internazionali. È anche autore di numerose pubblicazioni.
È stato da poco rieletto, con il 92% di preferenze, per il secondo mandato di rettore dell'università Federico II di Napoli, incarico che ricoprirà fino al 2010. Un'elezione significativa, perché per la prima volta è riuscito a ricompattare l'ateneo (che, al momento della sua prima elezione, si era spaccato), e che gli ha dato prestigio anche all'interno della Conferenza dei Rettori. Trombetti ha ricoperto i ruoli di preside della Facoltà di Scienze Mfn e ha ricevuto dal presidente Ciampi la medaglia d'oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte nel 2003.
L'attività di Trombetti si caratterizza per forti relazioni con gli enti locali (le sue idee di sviluppo dell'università coincidono con le idee di sviluppo della città) ed ha lavorato molto tempo insieme al neo-ministro delle Riforme e Innovazione nella P.A. Luigi Nicolais, soprattutto quando quest'ultimo ha ricoperto l'incarico di assessore regionale all'Università e alla Ricerca della Campania. Trombetti si è da sempre schierato contro la riforma Moratti della docenza universitaria: in particolare, ha da sempre difeso i diritti dei ricercatori sostenendo che non possono essere condannati alla precarietà.
"Il Paese - ha spiegato il nuovo presidente - attraversa oggi un momento di forte cambiamento: un nuovo governo, un nuovo progetto. L'università non sarà da meno. In qualità di presidente della Crui mi impegnerò per un rilancio delle quattro parole d'ordine che i rettori italiani hanno ormai da anni messo a fondamenta del futuro dell'università: risorse, valutazione, trasparenza, autonomia".
"In questo senso - ha detto Trombetti, subito dopo l'elezione - accolgo con grande favore le dichiarazioni del neo-ministro Mussi, che intende mettere in cima alla lista dei suoi obiettivi il tema dei finanziamenti. Gli atenei non possono vivere senza risorse adeguate, la situazione odierna ce lo dimostra. D'altra parte non si può più chiedere senza essere valutati, la trasparenza e la misurazione dei risultati rappresentano l'unica via verso il riconoscimento sociale del nostro lavoro e verso un'autonomia responsabile. In quest'ottica - ha concluso - il ruolo della Crui sarà quello di crocevia del dialogo fra sistema universitario, da una parte, e istituzioni politiche, territorio e opinione pubblica, dall'altra. Un osservatore attento, garante dell'autonomia e del rilancio della centralità dei nostri atenei per lo sviluppo e la centralità del Paese".
L'assemblea della Crui ha anche nominato i membri del comitato di presidenza dei rettori che sarà composto da Decleva (Milano Statale), Mancini (Tuscia), Bianchi (Ferrara), Giannini (Stranieri Perugia), Milanesi (Padova), Marinelli (Firenze), Pasquino (Salerno), Dalla Torre (Lumsa), Silvestri (Palermo), Garbarino (Piemonte Orientale).
(18 maggio 2006)
(Nella foto: Guido Trombetti è il nuovo presidente della Crui)
Il presidente iraniano scriverà a personalità e capi di stato
Nei giorni scorsi aveva inviato una missiva a George Bush
Ahmadinejad prepara lettera al Papa
verrà inviata nei prossimi giorni
di DANIELE SEMERARO
TEHERAN - Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad sta preparando una lettera per Papa Benedetto XVI, dopo quella inviata nei giorni scorsi al presidente statunitense, George W. Bush. La notizia è stata data oggi dal giornale iraniano conservatore, Jomhuri-ye Eslami, molto vicino all'ayatollah Ali Khamenei, suprema guida spirituale dell'Iran. La lettera verrà inviata nei prossimi giorni.
Pochi giorni fa il presidente iraniano aveva inviato al collega americano George Bush la prima comunicazione diretta da vent'anni a questa parte. In essa, Ahmadinejad criticava la politica estera americana. Secondo alcuni analisti, dietro il messaggio vi era la volontà di Teheran di aprire un dialogo con Washington sulla questione nucleare. Ahmadinejad aveva anche annunciato che avrebbe scritto ad altre personalità mondiali e capi di stato.
Questa mattina l'agenzia Isna aveva riportato un discorso del presidente iraniano, secondo cui i paesi che si oppongono al progresso dell'Iran in campo nucleare soffrono di "malattia mentale e si devono fare curare". Noi - ha detto il presidente - dichiariamo chiaramente che non siamo in conflitto con alcuno ma che lottiamo per ottenere il nostro diritto e non vi rinunceremo".
Ieri Ahmadinejad aveva detto no alle proposte messe a punto dalla Ue per cercare di convincerlo a sospendere l'arricchimento dell'uranio: "Non accetteremo - ha detto - alcuna sospensione né fermata del nostro programma: pensate di parlare a un bambino di quattro anni, al quale offrire un po' di cioccolata per avere in cambio oro?".
(18 maggio 2006)
(Nella foto: Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad)
Maurizio Trupiano abusava della sua posizione per "ricattare" un'azienda dalla quale avrebbe incassato mazzette per 60mila euro. Bloccato mentre riceveva il denaro
Minacce ed estorsione a un imprenditore
arrestato consigliere di Legambiente
di DANIELE SEMERARO
TREVISO - Un consigliere nazionale di Legambiente, Maurizio Trupiano, è stato arrestato dai Noe, il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri, con l'accusa di aver ricevuto 60mila euro dal titolare di un'impresa bergamasca, la Gtm, coinvolta nell'inchiesta "Bonnie e Clyde" sul traffico illecito di rifiuti.
Trupiano, 42 anni di Bagnatica (Bergamo), è accusato di estorsione. I carabinieri del Noe, coordinati dal Gruppo tutela dell'ambiente di Treviso, hanno anche sequestrato un'automobile, un'Alfa 164, che sarebbe stata acquistata e donata dalla Gtm all'uomo che è, tra l'altro, consigliere regionale lombardo e presidente di Legambiente per la provincia di Bergamo.
Trupiano, secondo quanto hanno accertato gli investigatori, avrebbe più volte fatto visita all'azienda, avvalendosi della sua posizione di dirigente di Legambiente, per ammonirla di eventuali sanzioni in seguito a possibili problemi d'impatto ambientale. La faccenda, però, si sarebbe potuta tranquillamente "chiudere" dietro il pagamento di una certa somma di denaro. Proprio ieri sera infatti tra Trupiano e il proprietario della Gtm ci sarebbe stato un incontro, durante il quale l'imprenditore ha consegnato 10mila euro al consigliere.
Proprio nel momento dello scambio sono intervenuti i carabinieri del Noe di Brescia, gli stessi che qualche anno fa, per la loro attività, erano stati premiati da Trupiano, in qualità di presidente di un premio letterario a Cavernago (Bergamo), organizzato dall'associazione ambientalista.
Secondo quanto accertato dai militari, l'indagato si sarebbe fatto consegnare dal titolare della ditta altri 50mila euro. Nella perquisizione domiciliare dell'uomo, il Noe ha sequestrato documentazione ritenuta interessante ai fini dell'inchiesta.
Nell'ambito dell'inchiesta "Bonnie e Clyde", tra il marzo e l'ottobre dello scorso anno, il Noe di Brescia aveva sgominato un sodalizio accusato di essere dedito al traffico illecito di rifiuti in varie regioni del Nord, arrestando cinque persone, tra cui un dirigente della Provincia di Bergamo, e procedendo a 32 sequestri (7 relativi ad impianti) e ad una trentina di perquisizioni.
(18 maggio 2006)
I dati emergono da una ricerca condotta dalla Doxa per l'Iss
Nel Belpaese hanno il "vizio" 1,6 milioni di uomini e 800mila donne
Italia, cala il numero dei fumatori
2,5 milioni in meno in 5 anni
Dati allarmanti arrivano dai giovani: sotto i 15 anni fuma il 20%
di DANIELE SEMERARO
MILANO - Nel nostro Paese cala il numero dei fumatori, come pure l'ammontare delle sigarette accese ogni giorno. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Doxa per conto dell'Istituto Superiore della Sanità in collaborazione con la Lega contro i tumori e l'Istituto Mario Negri di Milano su un campione di oltre tremila persone.
"In cinque anni - si legge nella ricerca - sono 2,5 milioni in meno i fumatori nel Belpaese: 1,6 milioni di uomini e 800mila donne. Che, in media, oggi accendono 13,6 sigarette al dì, contro le 16,8 del 2002".
C'è da aggiungere inoltre che mentre si moltiplicano i luoghi pubblici in cui la sigaretta è bandita, gli italiani iniziano ad apprezzare anche il divieto di fumo sui posti di lavoro: "Oggi - dicono i ricercatori - il 76,1% dei fumatori promuove a pieni voti l'iniziativa, contro il 68,8% dei favorevoli nel 2005".
Dallo studio emerge poi che il 18,9% degli italiani assaggia la prima sigaretta prima dei 15 anni, il 40% circa tra i 15 e i 17 anni, il 37,5% tra i 18 e i 20 anni e solo il 14,1% dopo i 20 anni. Le donne iniziano a fumare più tardi degli uomini; inoltre, cominciano a dire addio alle sigarette, dopo anni in cui sembravano non ascoltare gli allarmi degli esperti.
Dati interessanti anche per quanto riguarda la "cultura del non fumo", che inizia a prendere piede soprattutto all'interno delle famiglie, come spiega Piergiorgio Zuccaro, direttore dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Iss: "Agli ospiti nel 54,6% delle case non è consentito fumare se non in terrazza o in balcone, nello 0,9% dei casi si fuma solo in cucina e nell'1,5% non c'è mai nessuno che accende una sigaretta indisturbato".
Numeri, quelli di cui abbiamo parlato, che "descrivono una riduzione significativa dei fumatori in pochi anni, con risultati superiori rispetto a tutti i vicini europei, grazie soprattutto alla legge Sirchia: in un anno - sottolinea Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano - 500mila italiani hanno deciso di dire addio al vizio. Ma esistono ancora problemi importanti", in special modo quelli legati al fumo tra i giovanissimi.
I ricercatori che oggi a Milano hanno presentato la ricerca hanno messo in evidenza un dato molto allarmante: il 20% dei ragazzi con meno di 15 anni fuma, con un forte rischio di epidemie di malattie da fumo in età precoce. Lo studio, inoltre, sottolinea anche una maggiore tolleranza dei genitori nei confronti dei figli fumatori: nel 44,6% delle famiglie i ragazzi sotto i 25 anni possono fumare dove vogliono. Aumentano contestualmente i consigli anti-sigaretta dei medici di famiglia: al 22,3% dei fumatori, infatti, è capitato negli ultimi 12 mesi che il proprio medico suggerisse di smettere.
"Dobbiamo puntare - spiega ancora Garattini - a ridurre del 20% il numero degli italiani col vizio entro il 2010. Un obiettivo importante per la salute". Il farmacologo ha inoltre ricordato che un fumatore vive in media dieci anni in meno di una persona senza il vizio: "Chi smette a 40 anni guadagna 9 anni di vita, chi lo fa a 50 ne guadagna 6 e chi lo fa a 60 ben 4". Ogni anno il tabagismo causa circa 85mila morti, con una spesa sanitaria pari a 35 milioni di euro.
(17 maggio 2006)

ROMA - La notizia è di quelle che si attendevano da tempo. Dopo l'arrivo sul mercato del MacBook Pro, il computer portatile di fascia alta destinato a un pubblico professionale, a 90 giorni di distanza Apple (di martedì, come accade sempre per i grandi annunci) lancia un nuovo prodotto destinato a scalare le classifiche di vendita: si tratta del MacBook 13". Che integra, come il fratello maggiore MacBook Pro, il nuovo processore Core Duo della Intel. È tra i massimi esperti italiani di diritto societario
Ha guidato la Consob, Ferfin-Montedison e Telecom Italia
Federcalcio, arriva Guido Rossi
sarà il commissario straordinario
di DANIELE SEMERARO
GUIDO Rossi, 75 anni, da oggi commissario straordinario della Federcalcio, è nato il 16 marzo del 1931, si è laureato in giurisprudenza all'università di Pavia e nel 1954 ha conseguito il Master of laws ad Harvard. È stato professore ordinario di diritto commerciale presso le università di Trieste, Venezia, Pavia e successivamente presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università Statale di Milano e nell'Università Bocconi.
Fra i massimi esperti italiani di diritto societario, è stato presidente della Consob, l'organismo di vigilanza sulla borsa, dal 15 febbraio 1981 al 10 agosto 1982 e senatore (nella sinistra indipendente) nella decima legislatura. Fra le attività parlamentari, si ricorda la presentazione del disegno di legge antitrust del maggio 1988.
È autore di diversi volumi, tra i quali, in particolare, "Il fallimento nel diritto americano" del 1956, "Trasparenze e vergogna. Le società e la borsa" del 1982, "La scalata del mercato" del 1986, nonché di numerosi studi monografici in tema di società, impresa, mercati mobiliari e legislazione antitrust (tra questi in particolare lo studio: "Antitrust e teoria della giustizia" del 1995). Le sue ultime opere di grande diffusione sono state "Il conflitto epidemico" e "Il gioco delle regole" del 2003.
Rossi è stato, inoltre, presidente del gruppo Ferfin-Montedison dal giugno 1993 al febbraio 1995 e della Telecom Italia Spa dal 30 gennaio 1997 al 28 novembre 1997.
(16 maggio 2006)
(Nella foto: Guido Rossi)

Signor Presidente,
onorevoli deputati,
onorevoli senatori,
signori rappresentanti delle Regioni d'Italia,
è con profonda emozione che mi rivolgo a voi in quest'Aula nella quale ho speso tanta parte del mio impegno pubblico, apprendendo dal vivo il senso e il valore delle istituzioni rappresentative, supremo fondamento della democrazia repubblicana. Sono le assemblee elettive, è innanzitutto il Parlamento, il luogo del confronto sui problemi del paese, della dialettica delle idee e delle proposte, della ricerca delle soluzioni più valide e condivise.
La nuova legislatura si è aperta nel segno di un forte travaglio, a conclusione di un'aspra competizione elettorale, dalla quale gli opposti schieramenti politici sono emersi entrambi largamente rappresentativi del corpo elettorale. L'assunzione delle responsabilità di governo da parte dello schieramento che è sia pur lievemente prevalso rappresenta l'espressione naturale del principio maggioritario che l'Italia ha assunto da quasi un quindicennio come regolatore di una democrazia dell'alternanza realmente operante.
Ma in tali condizioni più chiara appare l'esigenza di una seria riflessione sul modo di intendere e coltivare in un sistema politico bipolare i rapporti tra maggioranza e opposizione. Non si tratta di tornare indietro rispetto all'evoluzione che la democrazia italiana ha conosciuto grazie allo stimolo e al contributo di forze di diverso orientamento.
Ma il fatto che si sia instaurato un clima di pura contrapposizione e di incomunicabilità, a scapito della ricerca di possibili terreni di impegno comune, deve considerarsi segno di un'ancora insufficiente maturazione nel nostro paese del modello di rapporti politici e istituzionali già consolidatosi nelle altre democrazie occidentali.
Ebbene, è venuto il tempo della maturità per la democrazia dell'alternanza anche in Italia. Il reciproco riconoscimento, rispetto ed ascolto tra gli opposti schieramenti, il confrontarsi con dignità in Parlamento e nelle altre assemblee elettive, l'individuare i temi di necessaria e possibile limpida convergenza nell'interesse generale, possono non già mettere in forse ma, al contrario, rafforzare in modo decisivo il nuovo corso della vita politica e istituzionale avviatosi con la riforma del 1993 e le elezioni del 1994. Ciò potrà avvenire solo ad opera delle forze politiche organizzate e delle loro rappresentanze nelle istituzioni rappresentative, sorrette dalla consapevolezza e dal dinamismo della società civile.
A chi vi parla, chiamato a rappresentare l'unità nazionale, spetta semplicemente trasmettere oggi un messaggio di fiducia, in risposta al bisogno di serenità e di equilibrio fattosi così acuto e diffuso tra gli italiani. Sono convinto che la politica possa recuperare il suo posto fondamentale e insostituibile nella vita del paese e nella coscienza dei cittadini. Può riuscirvi quanto più rifugga da esasperazioni e immeschinimenti che ne indeboliscono fatalmente la forza di attrazione e persuasione, e quanto più esprima moralità e cultura, arricchendosi di nuove motivazioni ideali.
Tra esse, quella del costruire basi comuni di memoria e identità condivisa, come fattore vitale di continuità nel fisiologico succedersi di diverse alleanze politiche nel governo del paese. Ma non si può dare memoria e identità condivisa, se non si ripercorre e si ricompone in spirito di verità la storia della nostra Repubblica nata sessanta anni fa come culmine della tormentata esperienza dello Stato unitario e, prima ancora, del processo risorgimentale.
Ci si può - io credo - ormai ritrovare, superando vecchie laceranti divisioni, nel riconoscimento del significato e del decisivo apporto della Resistenza, pur senza ignorare zone d'ombra, eccessi e aberrazioni. Ci si può ritrovare - senza riaprire le ferite del passato - nel rispetto di tutte le vittime e nell'omaggio non rituale alla liberazione dal nazifascismo come riconquista dell'indipendenza e della dignità della patria italiana. Memoria condivisa, come premessa di una comune identità nazionale, che abbia il suo fondamento nei valori della Costituzione. Il richiamo a quei valori trae forza dalla loro vitalità, che resiste, intatta, ad ogni controversia. Parlo - ed è giusto farlo anche nel celebrare il sessantesimo anniversario dell'elezione dell'Assemblea Costituente - di quei "principi fondamentali" che scolpirono nei primi articoli della Carta Costituzionale il volto della Repubblica. Principi, valori, indirizzi che scritti ieri sono aperti a raccogliere oggi nuove realtà e nuove istanze.
Così, il valore del lavoro, come base della Repubblica democratica, chiama più che mai al riconoscimento concreto del diritto al lavoro, ancora lontano dal realizzarsi per tutti, e alla tutela del lavoro "in tutte le sue forme e applicazioni", e dunque anche nelle forme ora esposte alla precarietà e alla mancanza di garanzie. I diritti inviolabili dell'uomo e il principio di uguaglianza, "senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione", si integrano e completano nella Carta europea, aperta ai nuovi diritti civili e sociali. Essi non possono non riconoscersi a uomini e donne che entrano a far parte, da immigrati, della nostra comunità nazionale contribuendo alla sua prosperità. Il valore della centralità della persona umana viene a misurarsi con le nuove frontiere della bioetica.
L'unità e indivisibilità della Repubblica si è via via intrecciata col più ampio riconoscimento dell'autonomia e del ruolo dei poteri regionali e locali. Si rivela lungimirante come fattore di ricchezza e apertura della nostra comunità nazionale la tutela delle minoranze linguistiche. Essenziale appare tuttora il laico disegno dei rapporti tra Stato e Chiesa, concepiti come, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
La libertà e il pluralismo delle confessioni religiose sono state via via sancite, e ancora dovranno esserlo, attraverso intese promosse dallo Stato. Presentano poi una pregnanza ed urgenza senza precedenti, tanto lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica, quanto la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione. Infine, i valori, tra loro inscindibili, del ripudio della guerra e della corresponsabilità internazionale per assicurare la pace e la giustizia nel mondo, si confrontano con nuove, complesse e dure prove. Ebbene - Signor Presidente, onorevoli parlamentari, signori delegati regionali - chi può mettere in dubbio la straordinaria sapienza, e rispondenza al bene comune, dei principi e valori costituzionali che ho voluto puntualmente ripercorrere? In questo senso, è giusto parlare di unità costituzionale come sostrato dell'unità nazionale.
Un risoluto ancoraggio ai lineamenti essenziali della Costituzione del 1948 non può essere scambiato per puro conservatorismo. I costituenti si pronunciarono a tutte lettere per una Costituzione "destinata a durare", per una Costituzione rigida ma non immutabile, e definirono le procedure e garanzie per la sua revisione. Nei progetti volti a rivedere la seconda parte della Costituzione che si sono via via succeduti, non sono stati mai messi in questione i suoi principi fondamentali.
Ma già nell'Assemblea Costituente si espresse - nello scegliere il modello della Repubblica parlamentare - la preoccupazione di "tutelare le esigenze di stabilità dell'azione di governo e di evitare le degenerazioni del parlamentarismo". Quella questione rimase aperta e altre ne sono insorte in anni più recenti, anche sotto il profilo del ruolo dell'opposizione e del sistema delle garanzie, in rapporto ai mutamenti intervenuti nella legislazione elettorale.
La legge di revisione costituzionale approvata dal Parlamento mesi or sono è ora affidata al giudizio conclusivo del popolo sovrano; si dovrà comunque verificare poi la possibilità di nuove proposte di riforma capaci di raccogliere il necessario largo consenso in Parlamento. Esprimo il più sentito e convinto omaggio al mio predecessore Carlo Azeglio Ciampi per l'esemplare svolgimento del suo mandato, e in special modo per l'impulso a una più forte affermazione dell'identità nazionale italiana e di un rinnovato sentimento patriottico.
Nello stesso tempo, nessun ripiegamento entro confini e orizzonti anacronistici. Come già si disse, precorrendo i tempi, all'Assemblea Costituente, l'Europa è per noi italiani una seconda patria. Lo è diventata sempre di più nei quasi cinquant'anni che ci separano da quei Trattati di Roma che portano la firma, per l'Italia, di Antonio Segni e di Gaetano Martino: e il cammino dell'integrazione e costruzione europea cominciò ancor prima, ispirato dalle profetiche intuizioni di Benedetto Croce e di Luigi Einaudi, guidato dall'incontro tra i diversissimi apporti di personalità come Alcide De Gasperi e Altiero Spinelli, lo statista lungimirante e il paladino del movimento federalista, entrambi né meschinamente realisti né astrattamente utopisti. La crisi che da un anno ha investito l'Unione europea non può in alcun modo oscurare il cammino compiuto e far liquidare il grande progetto della costruzione comunitaria come riflesso di una fase storica, quella del continente diviso in due blocchi contrapposti, conclusasi nel 1989.
In effetti non solo si è portata a compimento la più grande impresa di pace del secolo scorso nel cuore dell'Europa, non solo si è realizzato uno straordinario e duraturo avanzamento economico e sociale, civile e culturale nei paesi che si sono via via associati al progetto, ma si sono poste le radici di un irreversibile moto di avvicinamento e integrazione tra i popoli, le realtà produttive, i sistemi monetari, le culture, le società, i cittadini, i giovani delle nazioni europee.
Non potranno arrestare questo processo le difficoltà pur gravi incontrate dall'iter di ratifica del Trattato costituzionale: l'Italia - dopo che il suo governo e il suo Parlamento hanno tra i primi provveduto alla ratifica di quel Trattato - è fortemente interessata e impegnata a creare le condizioni per l'entrata in vigore di un testo di autentica rilevanza costituzionale.
Ci inducono a riflettere ma non potranno fermarci i fenomeni di disincanto e di incertezza indotti nelle opinioni pubbliche da un serio rallentamento della crescita dell'economia e del benessere, da un palese affanno nel far fronte sia alle sfide della competizione globale e del cambiamento di pesi e di equilibri nella realtà mondiale, sia alle stesse prove dell'allargamento dell'Unione. Di certo non esiste dinanzi a queste sfide alcuna alternativa al rilancio della costruzione europea.
L'Italia solo come parte attiva della costruzione di un più forte e dinamico soggetto europeo, e l'Europa solo attraverso l'unione delle sue forze e il potenziamento della sua capacità d'azione, potranno giuocare un ruolo effettivo, autonomo, peculiare nell'affermazione di un nuovo ordine internazionale di pace e di giustizia. Un ordine di pace nel quale possa espandersi la democrazia e prevalere la causa dei diritti umani, e insieme assicurarsi un governo dello sviluppo che contribuisca a scongiurare tensioni e rischi di guerra, e ponga un argine all'intollerabile, allarmante aggravarsi delle disuguaglianze a danno dei paesi più poveri, dei popoli colpiti da ogni flagello come quelli del continente africano.
La strada maestra per l'Italia resta dunque quella dell'impegno europeistico, come il Presidente Ciampi ha in questi anni appassionatamente indicato. E in ciò egli ha incontrato, io credo, il sentire profondo ormai maturato soprattutto nelle nostre giovani generazioni, il cui animo italiano fa tutt'uno con l'animo europeo, e che non vedono avvenire se non nell'Europa. La priorità dell'impegno europeistico nulla toglie alla profondità dell'adesione dell'Italia a una visione dei rapporti transatlantici, dei suoi storici legami con gli Stati Uniti d'America e delle relazioni tra Europa e Stati Uniti, come cardine di una strategia di alleanze, nella libera ricerca di approcci comuni ai problemi più controversi e nella pari dignità.
È in tale contesto che va affrontata senza esitazioni e ambiguità la minaccia così dura, inquietante e per tanti aspetti nuova, del terrorismo di matrice fondamentalista islamica, senza mai offrire a questo insidioso nemico il vantaggio di una nostra qualsiasi concessione alla logica dello scontro di civiltà, di una nostra rinuncia al principio e al metodo del dialogo tra storie, culture e religioni diverse. Non è illusorio pensare che questa cornice degli orientamenti di politica internazionale dell'Italia possa essere condivisa dagli opposti schieramenti politici.
Entro questa cornice spetta al governo e al Parlamento indicare iniziative atte a contribuire al dialogo e al negoziato tra Israele e l'Autorità palestinese nel pieno riconoscimento del diritto dello Stato di Israele a vivere in sicurezza e del diritto del popolo palestinese a darsi uno Stato indipendente. Ed è ora di mettere al bando l'arma del terrorismo suicida e di contrastare fermamente ogni rigurgito di antisemitismo. Si impongono egualmente iniziative volte alla soluzione della ancora aperta e sanguinosa crisi in Iraq, alla stabilizzazione del processo democratico in Afghanistan, alla ricerca di uno sbocco positivo per lo stato di preoccupante tensione con l'Iran.
Più specificamente, compete al governo e al Parlamento definire le soluzioni per il rientro dei militari italiani dall'Iraq. Oggi, non può che accomunare quest'Assemblea l'omaggio riverente e commosso a tutti i nostri caduti, che hanno rappresentato il prezzo così doloroso di missioni all'estero assolte con dedizione e onore, qualunque sia stato il grado di consenso nel deliberarle.
Onorevoli parlamentari, signori delegati regionali, se rivolgo ora lo sguardo dal cruciale orizzonte europeo allo stato del nostro paese e al quadro delle nostre dirette responsabilità, posso solo consentirmi brevi considerazioni, senza affacciarmi in un campo che è, più di ogni altro, proprio del confronto tra diverse impostazioni e posizioni politiche. Posso, anche qui, esprimere solo un messaggio di fiducia, senza indulgere a diagnosi pessimiste sull'inevitabile declino del nostro sistema economico e finanziario, ma nemmeno sottovalutando la gravità delle debolezze da superare e dei nodi da sciogliere. Il nodo - innanzitutto - del debito pubblico. E insieme, le debolezze del sistema produttivo.
Le imprese italiane hanno mostrato di saper raccogliere la sfida che viene dall'operare in un mercato aperto e in libera concorrenza e di volersi impegnare in un serio sforzo per la crescita, l'innovazione e l'internazionalizzazione. Esse chiedono allo Stato non di introdurre o mantenere indebite protezioni, ma di favorire la competitività del sistema e gli investimenti privati e pubblici, nonché di riprendere quel processo di sviluppo infrastrutturale che tanta parte ebbe nella crescita del secondo dopoguerra. Ma all'esigenza di rimuovere limiti e vincoli ingiustificati, si accompagna quella di assicurare regole e controlli efficaci ed efficienti.
Il nostro paese non può rinunciare alle sue grandi tradizioni in campo industriale e agricolo, che ancora si esprimono in rilevanti prove di progresso anche tecnologico: tali da dar luogo di recente a casi di straordinario recupero in gravi situazioni di crisi e da animare nuove, vitali realtà produttive. Nello stesso tempo, appare indispensabile rafforzare e modernizzare il settore dei servizi, e valorizzare con coraggio e lungimiranza il patrimonio naturale e paesaggistico, culturale e artistico senza eguali di cui l'Italia dispone.
Di qui passa anche qualsiasi politica per il Mezzogiorno, le cui regioni diventano un asse obbligato del rilancio complessivo dello sviluppo nazionale anche per la loro valenza strategica nella nuova grande prospettiva dei flussi di investimenti e di scambi tra l'area euromediterranea e l'Asia. Né occorre che io aggiunga altro a questo proposito, signori parlamentari e delegati regionali, per la profondità delle radici e delle esperienze politiche e di vita che mi legano al Mezzogiorno: non occorrono altre parole per affidarvi un auspicio così intimamente sentito.
Sono più in generale le mie complessive esperienze politiche e di vita che mi inducono ad associare con forza il problema del rilancio della nostra economia a quello della giustizia sociale, della lotta contro le accresciute disuguaglianze e le nuove emarginazioni e povertà, dell'impegno più conseguente per elevare l'occupazione e il livello di attività della popolazione, il problema non eludibile del miglioramento delle condizioni dei lavoratori e dei pensionati e di una rinnovata garanzia della dignità e della sicurezza del lavoro. C'è bisogno di più giustizia e coesione sociale.
E se un ruolo decisivo spetta in questo senso ai sindacati, posti peraltro di fronte a un mercato del lavoro in profondo cambiamento che richiede forti aperture all'innovazione, è interesse e responsabilità anche delle forze imprenditoriali comprendere e assecondare politiche di coesione e di solidarietà. Quando ci domandiamo - dinanzi a problemi così complessi e a vincoli così pesanti - se possiamo farcela, dobbiamo guardare alle risorse di cui dispone l'Italia. Sono le risorse delle istituzioni regionali e locali che esercitano le loro autonomie in responsabile e leale collaborazione con lo Stato e contando sull'impegno unitario della pubblica amministrazione al servizio esclusivo della nazione.
Sono, insieme, le risorse di un ricco tessuto civile e culturale, da cui si sprigiona un potenziale prezioso di sussidiarietà, per l'apporto di cui si è mostrato e si mostra capace il mondo delle comunità intermedie, dell'associazionismo laico e religioso, del volontariato e degli enti non profit. Sono le risorse della partecipazione di base, che le istituzioni locali tanto possono stimolare e canalizzare. E sono le risorse delle famiglie: come quelle che abbiamo visto in queste settimane stringersi attorno alle spoglie dei caduti di Nassirya e di Kabul.
Famiglie laboriose e modeste che educano i loro figli al senso del dovere verso la patria e verso la società. Famiglie che rappresentano la più grande ricchezza dell'Italia. E ancora, abbiamo da contare - mi si lasci ricordare la splendida figura di Nilde Iotti - sulle formidabili risorse delle energie femminili non mobilitate e non valorizzate né nel lavoro né nella vita pubblica: pregiudizi e chiusure, con l'enorme spreco che ne consegue, ormai non più tollerabili.
Contiamo infine sulle risorse che possono essere attribuite ai giovani, uomini e donne in formazione, da un sistema di istruzione che fino al più alto livello offra a tutti uguali opportunità di sviluppo della persona, e premi il merito e la dedizione allo studio e al lavoro. Da tutto ciò le ragioni di una non retorica fiducia nel futuro del nostro paese. Il nostro futuro tuttavia è legato anche a problemi come quelli che ormai si collocano nel grande scenario dello spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.
Resta assai dura la sfida della lotta contro la criminalità, una presenza aggressiva che ancora tanto pesa sulle possibilità di sviluppo del Mezzogiorno, così come contro le nuove minacce del terrorismo internazionale e interno. Ci dà però fiducia il fatto che lo Stato ha mostrato anche negli ultimi anni di poter contare sull'azione efficace e congiunta della magistratura e delle forze dell'ordine, alle quali tutte - avendo io stesso, da responsabilità di governo, imparato a meglio conoscerne e apprezzarne l'impegno e lo slancio - desidero indirizzare il più vivo nostro riconoscimento.
Certo, i problemi della legalità e della moralità collettiva si presentano ancora aperti in modi inquietanti e anche in ambiti che avremmo sperato ne restassero immuni. Mentre sono purtroppo rimaste critiche le condizioni dell'amministrazione della giustizia, soprattutto sotto il profilo della durata del processo.
E troppe tensioni circondano ancora i rapporti tra politica e giustizia, turbando lo svolgimento di una così alta funzione costituzionale e ferendo la dignità di coloro che sono chiamati ad assolverla. Anche in questo delicatissimo campo, sono esigenze di serenità e di equilibrio, negli stessi necessari processi di riforma, quelle che si avvertono e chiedono di essere soddisfatte. Seri e complessi sono dunque gli impegni cui debbono far fronte la politica e le istituzioni.
L'Italia vive un momento difficile: ma drammatico, non solo difficile, fu il periodo che l'Italia visse negli anni successivi alla fine della guerra e alla Liberazione, dovendo accollarsi un'eredità di terribili distruzioni materiali e morali e superare anche le scosse di un conflitto elettorale e ideale come quello che divise in due il paese nella scelta tra monarchia e repubblica. Prevalse allora - la prova più alta la diede l'Assemblea Costituente - ed ebbe ragione di tutte le difficoltà il senso della missione nazionale comune : che fu più forte di pur legittimi contrasti ideologici e politici.
Così, oggi, il mio appello all'unità non tende a edulcorare una realtà di aspre divergenze soprattutto ai vertici della politica nazionale, ma proprio a sollecitare tra gli italiani un nuovo senso della missione da adempiere per dare slancio e coesione alla nostra società, per assicurare al nostro paese il ruolo che gli spetta in Europa e nel mondo. Ed è un appello che può forse trovare maggiore rispondenza in quell'Italia profonda, l'Italia delle cento province, l'Italia della fatica quotidiana e della volontà di progredire, che il mio predecessore ha voluto esplorare traendone l'immagine di una concordia di intenti e di opere più salda di quanto comunemente si ritenga. Considero mio dovere impegnarmi per favorire più pacati confronti tra le forze politiche e più ampie, costruttive convergenze nel paese ; ma è un impegno che svolgerò con la necessaria sobrietà e nel rigoroso rispetto dei limiti che segnano il ruolo e i poteri del Presidente della Repubblica nella Costituzione vigente.
Un ruolo di garanzia dei valori e degli equilibri costituzionali; un ruolo di moderazione e persuasione morale, che ha per presupposto il senso e il dovere dell'imparzialità nell'esercizio di tutte le funzioni attribuite al Presidente. Come rappresentante dell'unità nazionale, raccolgo il riferimento ben presente nel messaggio augurale indirizzatomi dal Pontefice Benedetto XVI - al quale rivolgo il mio deferente ringraziamento e saluto: raccolgo il riferimento ai valori umani e cristiani che sono patrimonio del popolo italiano, ben sapendo quale sia stato il profondo rapporto storico tra la cristianità e il farsi dell'Europa.
E ne traggo la convinzione che debba laicamente riconoscersi la dimensione sociale e pubblica del fatto religioso, e svilupparsi concretamente la collaborazione, in Italia, tra Stato e Chiesa cattolica in molteplici campi in nome del bene comune. Nel momento in cui inizia il suo mandato, il Presidente della Repubblica rende omaggio alla Corte Costituzionale, come organo di alta garanzia che da cinquant'anni veglia sul pieno rispetto della nostra legge fondamentale; al Consiglio Superiore della Magistratura, espressione e presidio dell'autonomia e indipendenza di quell'ordine da ogni altro potere; a tutte le amministrazioni pubbliche, a tutti gli organi e i corpi dello Stato, e in particolare alle Forze Armate italiane che si distinguono per sempre più alti livelli di moderna professionalità ed efficienza, così come alle diverse e distinte forze preposte con convergente impegno alla tutela del bene essenziale della sicurezza dei cittadini. Un segno di particolare attenzione va al mondo della scuola e dell'Università e a quanti sono chiamati a tenerne alta la funzione educativa.
Al mondo dell'informazione va indirizzato un convinto impegno a garantirne la libertà e il pluralismo come condizione imprescindibile di democrazia. Rivolgo un grato e rispettoso pensiero a tutti i miei predecessori, personalità rappresentative di diverse correnti ideali e tradizioni popolari, ritrovatesi nel primato dei valori essenziali: libertà, giustizia, solidarietà.
Uno speciale ricordo per il primo Presidente della Repubblica Enrico De Nicola, che fu simbolo di pacificazione in un contrastato passaggio storico e al quale fui legato da rapporti di antica amicizia famigliare e dal comune impegno, in diverse epoche, a rappresentare in Parlamento la nostra grande, generosa e travagliata città di Napoli. Signor Presidente, onorevoli parlamentari, signori delegati, mi inchino dinanzi a questa Assemblea nella quale si riconoscono tutti gli italiani, per la prima volta anche quelli che operano all'estero, le cui comunità hanno finalmente voce per far sentire le loro esigenze ed attese.
Non sarò in alcun momento il Presidente solo della maggioranza che mi ha eletto; avrò attenzione e rispetto per tutti voi, per tutte le posizioni ideali e politiche che esprimete; dedicherò senza risparmio le mie energie all'interesse generale per poter contare sulla fiducia dei rappresentanti del popolo e dei cittadini italiani senza distinzione di parte.
Viva il Parlamento!
Viva la Repubblica!
Viva l'Italia!
(15 maggio 2006)