mercoledì 23 novembre 2005

"La politica contrasti le mafie". E Veltroni indossa la t-shirt del blog


Incontro in Campidoglio tra il sindaco di Roma, il presidente della Regione Calabria Loiero e gli studenti. Alcuni ragazzi di Locri bloccati dalla neve

"La politica contrasti le mafie"
E Veltroni indossa la t-shirt del blog


ROMA - "Cosa può fare il mondo della politica per contrastare la mafia? Penso che se si candida alle elezioni gente che non è sospettata di collusione sia meglio". Lo ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni in un incontro, in Campidoglio, con i ragazzi di alcune scuole romane e il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, aggiungendo: "Se a me spettasse di fare le liste elettorali cercherei persone che possono dare garanzie di contrasto nei confronti del potere mafioso". Durante l'incontro il sindaco ha anche indossato, insieme ad alcuni studenti, la magliette dei ragazzi del blog con la scritta "E adesso ammazzateci tutti".

All'iniziativa odierna avrebbe dovuto partecipare anche una delegazione di studenti calabresi, che però, a causa della neve e delle avverse condizioni meteorologiche, è rimasta bloccata sull'A3 Salerno-Reggio Calabria. Al posto loro sono comunque intervenuti altri due ragazzi già presenti a Roma, che hanno parlato di "momento bellissimo ed esaltante, perché la volontà della Calabria di agire, dai giovani alle istituzioni, ha trovato un alto momento di confronto".

Il discorso di Veltroni sulle commistioni tra mafia e politica (nel quale il sindaco ha anche confermato che, anche se bisogna "mantenere sempre alta la guardia", la mafia a Roma non attecchisce) arriva a pochi giorni di distanza dalle parole di Romano Prodi, che ha espresso un fermo no nei confronti di possibili contaminazioni: "Troppe volte, in passato - ha detto il leader dell'Unione -, abbiamo letto sui giornali analisi che denunciavano la capacità di queste organizzazioni di influenzare i flussi elettorali. Noi diciamo a voce alta ai mafiosi che preferiamo perdere consensi se i voti sono contaminati dal vostro consenso".

(23 novembre 2005)

(Nella foto: Il sindaco di Roma Walter Veltroni con il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero "indossano" la maglietta del blog)

Cuochi scolastici, al via il campionato. "Ecco le ricette che tutti ci copiano"


"Per cucinare per i bambini c'è bisogno di tanta attenzione e soprattutto fantasia". I segreti degli chef e alcuni piatti semplici da preparare

Cuochi scolastici, al via il campionato
"Ecco le ricette che tutti ci copiano"


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Cuochi, chef ma anche giovani apprendisti degli istituti alberghieri si daranno battaglia, da oggi e per tre giorni, a colpi di forchette, cucchiai, mattarelli e farina. Non si tratta di una "normale" gara di cucina, ma del primo Campionato Nazionale della Refezione Scolastica. L'iniziativa, ospitata all'interno della Fiera di Genova, è uno dei tasselli di Abcd, la manifestazione che presenta ogni anno un panorama di strumenti innovativi, tecnologie e servizi per i diversi ambiti del sapere, dal salone delle tecnologie e delle attrezzature per l'istruzione e l'impresa alla borsa del turismo scolastico a quello, appunto, della ristorazione e dell'educazione alimentare.

"L'obiettivo della gara è quello di valorizzare la figura dei cuochi impegnati in questo importante settore - spiegano gli organizzatori - e di valorizzare i prodotti della nostra cucina tradizionale, dando la possibilità ai cuochi di esprimere creatività in un settore, quello della refezione scolastica, che nell'immaginario collettivo non è considerato creativo. Le mense scolastiche italiane, spesso e sempre più affidate a società esterne che preparano i piatti in "punti di cottura" e poi li distribuiscono sul territorio, stanno diventando negli ultimi anni dei veri e propri centri di eccellenza per la qualità dei prodotti utilizzati. Basti ricordare che in questi giorni in Italia alcuni rappresentanti del ministero dell'Istruzione inglese sono in trasferta per osservare, e poi cercare di imitare, il modo in cui i bambini italiani mangiano a scuola.

La gara è stata suddivisa in tre giornate, in cui si alterneranno le diverse figure professionali provenienti dal mondo della refezione scolastica. Ad aprire "le ostilità" saranno i cuochi comunali, che si cimenteranno con i primi piatti, sul tema "Grano, riso e verdure: dalla campagna al piatto"; domani, invece, sarà la volta dei cuochi provenienti da aziende private che lavorano per conto di scuole statali e comunali, che prepareranno i secondi piatti sul tema "Dalla stalla all'orto". Chiuderanno, venerdì, gli allievi degli istituti alberghieri, che a colpi di creme, cioccolato e zucchero gareggeranno su torte, dolci e dessert a base di frutta tra tradizione e innovazione (e infatti il tema è "Dal mattarello della nonna al ricettario web").

I piatti presentati (i cui ingredienti base dovranno essere di origine controllata o protetta) verranno poi giudicati da una giuria composta dai cuochi delle altre categorie, dai dirigenti dei settori ristorazione di alcuni comuni italiani e da dirigenti di aziende che operano nel settore. I premi per i vincitori non saranno in denaro, ma sono costituiti da "ferri del mestiere": dalle pentole di ultima generazione alle attrezzature professionali da chef.

C'è chi pensa che far da mangiare ai bambini sia cosa semplice, ma spesso non è così. "I bambini prediligono piatti non elaborati - spiega Stefano Silvestri, uno dei cuochi impegnati nella gara - e sono molto felici quando mangiano pasta al pomodoro, pasta in bianco, pizza". Aggiunge però Luca Corli, altro cuoco in gara: "È cambiata la maniera in cui i bambini mangiano. Oggi prediligono la pasta all'olio, gli spezzatini, la carne... ma è difficile dar loro da mangiare e far sì che tutti siano soddisfatti. Forse - spiega - perché i bambini ora sono più viziati e difficili da accontentare. Ad esempio tutto ciò che è verde loro non lo mangiano, e soprattutto in questo periodo che ci sono i cavolfiori o i cavoli che fanno molto bene, ma che hanno un odore molto forte, sono problemi. Stessa cosa con i piselli, che spesso vengono scartati a priori". E allora, raccontano, la soluzione può essere quella di abituarli a mangiare le verdure in casa fin da piccoli, oppure di nascondere le verdure all'interno delle pietanze: "I bambini della scuola dell'infanzia - continua ancora Corli - quando vedono una minestra di fagioli oppure un piatto di spinaci lo lasciano lì e non lo mangiano. Se però frulliamo i fagioli e ne facciamo un passato, oppure cuciniamo una frittata di verdure, allora li mangiano e chiedono anche il bis". I bambini, dunque, come conferma anche un altro collega, Andrea Nori, vanno nutriti dando loro i cibi che più si adattano all'età della crescita utilizzando un po' di fantasia, accostando i colori ("unendo - per fare un esempio - le rape con il pure di patate") o tagliando gli ingredienti in forme strane e divertenti.

Ai cuochi in gara è stato dato ordine tassativo di non divulgare le ricette prima della gara. Noi abbiamo chiesto a tre di loro, però, di consigliare alcune ricette nutrienti, semplici da preparare e, naturalmente, gustose. Buon appetito!

Stefano Silvestri, Genova. "La ricetta che propongo è quella delle crocchette di merluzzo, presente nel menu invernale delle scuole del Comune di Genova e particolarmente gradita ai bambini, soprattutto ai più piccoli". Ingredienti per 6 persone: filetti di merluzzo (500 gr.); patate (400 gr.); uova pastorizzate (200 gr., equivalenti a 4 uova con guscio); parmigiano reggiano grattugiato (50 gr.); carote, sedano, cipolla (per brodo vegetale); pane grattugiato (50 gr.); olio extravergine (50 gr.); succo di 1 limone; aglio, prezzemolo, maggiorana, sale. Preparazione: Preparate un brodo vegetale con carota, cipolla e sedano. Aggiungete il succo di limone e lessate il pesce nel brodo preparato. A parte lessate le patate in acqua salata e a fine cottura passatele al setaccio. Scolate i filetti di pesce, verificate e eventualmente eliminate la presenza di lische e amalgamateli alle patate, alle uova e al parmigiano. Aggiungete un trito di aglio, prezzemolo e foglie di maggiorana, correggete di sale se necessario. Formate delle crocchette di media grandezza, passatele nel pane grattugiato, adagiatele in una teglia precedentemente unta, cospargete le crocchette di olio e infornate a 180° per 20 minuti. Servite caldo.

Andrea Nori, Brescia. "Un piatto stagionale che piace molto, soprattutto al Nord, è la millefoglie di zucca, una specie di lasagna al forno con zucca e formaggio". Ingredienti per 4 persone: zucca di qualità "lunga" (500 gr.); ricotta (300 gr., da stemperare con 100 gr. di mascarpone); formaggio grattugiato (200 gr.); crosta di pane grattugiato (100 gr.) da tostare in 150 gr. di burro con aggiunta di timo, rosmarino, salvia tritata finemente; verza (200 gr.); sale, pepe e olio d'oliva. Preparazione: Tagliate la zucca a fette e disponetela su una teglia di alluminio con carta da forno cosparsa di olio, sale e pepe; fatela cuocere in forno per 30 minuti a bassa temperatura (100-110 gradi) con la valvola del forno aperta per eliminare l'umidità. A fine cottura mantenetela tiepida e nel frattempo preparate un ripieno con ricotta fresca, formaggio grattugiato e servitelo molto soffice con del burro o delle erbe sminuzzate finemente assieme alla crosta di pane grattugiato. Il piatto può essere accompagnato da purea di verza, frullata in 50 gr. di acqua di cottura e olio extravergine.

Luca Corli, Genova. "La ricetta che posso proporre ai lettori è un piatto semplice, sostanzioso ma soprattutto della tradizione. Si tratta della pasta al pesto con patate e fagiolini, un classico della nostra regione che piace molto soprattutto ai più giovani". Ingredienti per 4 persone: 10 mazzi di basilico; mezzo spicchio d'aglio; pinoli (10 gr.); parmigiano reggiano (100 gr.); patate pulite (50 gr.); fagiolini (50 gr.); trenette (350 gr.); sale e olio extravergine di oliva. Preparazione: Frullate insieme aglio, pinoli, basilico e olio extravergine. Una volta che la salsa è diventata densa, aggiungete il parmigiano e rifrullate il tutto in modo da rendere cremoso. Aggiungete il sale e abbiamo ottenuto il pesto. Nel frattempo fate bollire fagiolini e patate e tenete il tutto al caldo. Mettete a cottura le trenette in abbondante acqua salata e ritiratele fuori dopo 10-12 minuti, in modo che la cottura sia "al dente". Aggiungete patate e fagiolini e condite col pesto.

(23 novembre 2005)

(Nella foto: Un momento del laboratorio di cucina nella scorsa edizione di Abcd)

martedì 22 novembre 2005

Inaugurata scuola "Silvio Berlusconi"


Questa notizia ha dell'incredibile!
In Thailandia è stato inaugurato oggi l'istituto scolastico e professionale "Silvio Berlusconi". Si trova a Lamsai, 40km a Nord di Bangkok. La scuola è un dono personale di Berlusconi e sarà gestita dalla Comunità Incontro di Pietro Gelmini.
Bah.

venerdì 18 novembre 2005

La "Carovana" tra i ragazzi di Locri. Don Ciotti: "Non lasciamoli soli"


Dopo aver viaggiato per tutta Italia i "carovanieri antimafia" di Libera arrivano nella Locride, per una "marcia della memoria". Giovani sempre protagonisti

La "Carovana" tra i ragazzi di Locri
Don Ciotti: "Non lasciamoli soli"


di DANIELE SEMERARO

ROMA - "I ragazzi sono il nostro presente, ci sono e l'hanno dimostrato, a Locri come in mille altre occasioni. E il mondo degli adulti non deve abbandonarli". È con questo intento che Don Luigi Ciotti e la "Carovana" di Libera, l'associazione, di cui Rita Borsellino è presidente onoraria, che da anni si occupa di lotta alla mafia, saranno domani a Locri, ancora una volta insieme ai giovani, che stanno creando un vero e proprio movimento contro la criminalità.

L'appuntamento, di cui più volte negli ultimi giorni si è discusso sul blog dei ragazzi di Locri, ospitato da Repubblica Scuola&Giovani, è per una marcia che partirà dalla casa di Fortunato Correale (ucciso dalla 'ndrangheta dieci anni fa) e toccherà alcuni punti simbolici della città, come le abitazioni di altre vittime della criminalità. "Questa è una marcia della memoria - ha detto Francesco Rigitano, rappresentante di Libera nella Locride - e proprio il senso della Carovana, muoversi, toccare diversi punti del Paese, serve a non dimenticare e ricordare chi ha perso la vita e sostenere i loro parenti".

La marcia continuerà poi verso il Liceo Scientifico, dopo un percorso di quasi 5 chilometri, "che è un altro posto simbolico - spiega Rigitano - perché rappresenta la speranza verso il futuro della nostra terra". Lì il saluto del sindaco di Locri, del Vescovo, poi gli interventi dei tanti ragazzi presenti (si attendono oltre 15 pullman da ogni parte d'Italia), i discorsi di tante personalità (da Nando Dalla Chiesa a Nuccio Iovene a Giuseppe Lumìa).

La conclusione è affidata alle parole di Don Ciotti, che ha voluto mandare un messaggio ai ragazzi del blog, ma anche al mondo degli adulti: "Ho incontrato i ragazzi della Locride in diverse occasioni, e ho preso l'impegno, con loro, di tornare anche quando i riflettori su questa faccenda saranno spenti. Ho apprezzato molto tutti gli striscioni che sono stati scritti durante le manifestazioni delle scorse settimane. Quello che vi chiedo però - continua Don Ciotti - è di esporre davanti alle vostre scuole, i vostri comuni, le vostre chiese un unico cartello, con la scritta, a lettere cubitali: 'continuità'. Abbiamo bisogno di continuità, e allora costruiamola insieme, e chiediamola alle istituzioni tutte".

Don Ciotti ha parlato anche del coraggio che hanno avuto questi ragazzi nell'esporsi in prima persona, sia attraverso il blog, sia anche attraverso le numerosissime trasmissioni televisive a cui hanno partecipato, proprio a proposito di quei tanti messaggi che chiedevano loro di denunciare i mafiosi: "La denuncia è una cosa importante, ma la dobbiamo fare tutti. Non possiamo delegarla ai ragazzi, sarebbe troppo comodo. Dobbiamo trovare tutti la forza di mettere in gioco quello in cui crediamo. I giovani ora hanno bisogno che gli adulti (che sono i loro punti di riferimento nella famiglia, nella scuola, nella chiesa) li prendano per mano e li accompagnino, e creino le condizioni per un sano protagonismo".

La Carovana Antimafia di Libera arriverà dunque a Locri dopo quasi due mesi di viaggio in tutta Italia, e non solo: "Abbiamo tre furgoni con cui giriamo tutto il Paese con qualche sconfinamento anche in altri stati d'Europa - ha detto uno dei carovanieri, Michele Langella -. Arriviamo nelle città, ci fermiamo nelle piazze e nelle scuole e la prima cosa che facciamo è trovare il contatto con i ragazzi. Attraverso la Carovana cerchiamo di coinvolgere tutti a impegnarsi nella lotta alla mafia, cerchiamo di capire cosa ne pensano i nostri coetanei, dialoghiamo con loro. Credo che sia come un seme che viene piantato, poi tocca a loro far germogliare il frutto della legalità".

Michele, napoletano, un ragazzo come tanti altri, da diversi anni ha preso l'impegno, insieme ad alcuni amici, di girare per l'Italia e confrontarsi con le tematiche della mafia, sia al Sud, dove quest'argomento è spesso all'ordine del giorno, sia al Nord, dove forse se ne parla ancora troppo poco. La Carovana, che da undici anni opera sul nostro territorio, e che ogni volta che arriva in una città o in un paese riesce ad attirare tantissimi giovani, "è un movimento che punta a far nascere un coordinamento giovanile contro le mafie. Abbiamo avuto l'adesione - continua Michele - di oltre duecento ragazzi che vogliono creare con noi una grande rete, e forse costruiremo anche una radio via Internet, con collegamenti in tutte le città d'Italia e anche in molti Paesi d'Europa".

Dopo l'assassinio del vicepresidente della Regione Calabria Francesco Fortugno, infatti, i giovani della Locride, soprattutto attraverso il blog e le uscite in televisione, sono riusciti ad entrare nelle case di tutti i ragazzi d'Italia: basti pensare che dalla Valle D'Aosta alla Sicilia, durante il viaggio della Carovana, sono stati raccolti numerosissimi quaderni pieni di dediche, messaggi, firme, ma anche libri, striscioni e altri regali simbolici per i ragazzi di Locri. Doni che verranno distribuiti proprio durante la manifestazione di domani.

(18 novembre 2005)

(Nella foto: Don Luigi Ciotti)

Il wrestling è la "nuova favola". Ma i bambini temono il bullismo


Secondo il rapporto Eurispes-Telefono Azzurro su infanzia e adolescenza un quarto dei bambini italiani non ha mai ascoltato fiabe dai genitori

Il wrestling è la "nuova favola"
ma i bambini temono il bullismo


di DANIELE SEMERARO

ROMA - I genitori italiani potrebbero non sentirsi più chiedere dai propri bambini "Papà, mi racconti una favola?" prima di andare a letto. Secondo il sesto rapporto nazionale sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Eurispes e di Telefono Azzurro, per molti bambini sta svanendo l'idea romantica dei genitori che raccontano loro le fiabe. Per un quarto degli intervistati, tra i sette e gli unidici anni, addirittura si tratta di un'esperienza familiare mai fatta; solo il 40%, invece, si è sentito raccontare "Cenerentola" o "Biancaneve" qualche volta, mentre il 30,9% di loro ammette di ascoltare favole più frequentemente.

Ad accompagnare, allora, la crescita dei bambini è sempre più la tv (di gran lunga preferita ai libri, ai fumetti e alla radio) e gli strumenti informatici. Un terzo dei bambini intervistati segue programmi televisivi o cartoni animati da 1 a 3 ore al giorno, mentre ben l'8,4% di loro la guarda oltre 5 ore. Il dato forse più allarmante è che oltre la metà dei bambini afferma di vedere programmi col bollino rosso, mentre solo il 21,6% lo fa in compagnia di un adulto. Tra i programmi più seguiti c'è sicuramente il wrestling, che entra talmente nell'immaginario dei più piccoli al punto di suscitare tentativi di emulazione: al 31,6% dei bambini, infatti, è capitato di lottare contro qualcuno "come al wrestling".

Compagno di viaggio sempre più gettonato dell'adolescenza è poi il computer, insieme a Internet. Questi mezzi vengono solitamente utilizzati per giocare o scaricare musica e film. Ma non solo: la maggior parte degli intervistati utilizza la Rete per cercare informazioni relative ai propri interessi, e quasi il 50% di essi la utilizza per fini di studio. Anche il telefonino, ormai, entra nelle tasche della metà dei bambini: il servizio preferito rimane l'invio di sms.

Un altro dato purtroppo allarmante, che si collega, però, con la moda sempre più dilagante del wrestling, è quello che arriva dal bullismo: tre bambini su quattro, infatti, temono questo fenomeno e si difendono da esso. Il 42,3% degli intervistati fra i 7 e gli 11 anni dichiara di subire spesso brutti scherzi, il 39,6% provocazioni o prese in giro ripetute. Luoghi privilegiati per queste offese immotivate, la scuola e la strada. Di solito i bambini chiedono aiuto agli adulti, c'è anche chi però si aggrega al gruppo del bullo dominante e chi, invece, fa finta di nulla. Tra i soprusi più diffusi il furto di oggetti e di cibo.

(18 novembre 2005)

(Nella foto: I bambini di una scuola elementare di Roma acclamano il loro eroe del wrestling, Bobby Lashley)

giovedì 17 novembre 2005

In strada con un cartello umiliante. E negli Usa scoppia la polemica


Coretha, 14 anni, obbligata dai genitori a esporre una scritta in cui ammette di
comportarsi male e non fare i compiti. Ma i suoi voti sono subito migliorati


In strada con un cartello umiliante
e negli Usa scoppia la polemica


di DANIELE SEMERARO

EDMOND, Oklaoma (Usa) - "Non faccio i compiti, mi comporto male a scuola e così i miei genitori mi stanno preparando al futuro: sono disposta a lavorare in cambio di cibo". È il curioso cartello che Coretha Henderson, 14 anni, ha dovuto indossare ed esibire, per oltre un'ora, su un marciapiede all'angolo di un incrocio molto trafficato di Oklaoma City. Ed esplode la polemica mentre la notizia rimbalza sul web.

I genitori infatti, non contenti dei pessimi voti scolastici e del comportamento scorretto nei confronti loro e degli insegnanti, dopo averle provate tutte, hanno così deciso di dare alla ragazza una punizione eclatante. "Potrebbe anche non funzionare, non sono un'educatrice di professione - ha detto la madre, trentaquattrenne - ma credo che per il bene dei miei figli almeno devo provare a fare qualcosa". La notizia ha suscitato molto scalpore nell'opinione pubblica e ha fatto subito il giro degli Stati Uniti, tanto che i media locali sono stati sommersi da lettere di protesta di cittadini che non erano d'accordo con questa sorta di punizione pubblica.

"I genitori della ragazza hanno bisogno di maggiore educazione di quella che vogliono impartire, se non riescono a capire che, distruggendo psicologicamente la propria figlia, otterranno l'effetto contrario", scrive un lettore dell'"Oklaoman", il quotidiano locale. Un passante, invece, dopo aver visto la scena ha chiamato la polizia e ha denunciato la donna per abuso psicologico, anche se, ammettono dalla locale stazione di polizia, non ci sono gli estremi per un reato.

Ma la reazione più inaspettata è stata proprio quella della figlia, che in pochi giorni ha cambiato improvvisamente condotta, diventando una studentessa modello. "È stata una punizione umiliante - ha commentato la ragazza - ma ho capito la lezione".

(17 novembre 2005)

(Nella foto: Coretha Anderson insieme alla madre Tasha)

"Noi, studenti e portatori di diritti". Manifestazioni in 70 città italiane


Il 17 novembre è considerato il "Primo Maggio" dei giovani. Un appuntamento internazionale: cortei in tutto il mondo. Manifesto aperto da Fo e Sepulveda

"Noi, studenti e portatori di diritti"
manifestazioni in 70 città italiane


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Una data storica per i diritti degli studenti nel mondo, il 17 novembre. Si celebra quello che è stato definito il loro "primo maggio". Tra le rivendicazioni, quella di poter migliorare le condizioni di apprendimento, la possibilità di accesso al futuro, la scelta di libertà individuale e collettiva "perché studiare sia un diritto e non un privilegio".

La ricorrenza. Il 17 novembre del 1939 centinaia di studenti cecoslovacchi che si opponevano alla guerra furono arrestati e uccisi dai nazisti. Due anni dopo alcuni gruppi di studenti in esilio, gli stessi che avrebbero poi costituito il nucleo centrale dell'International Union of Students decisero che quella data ogni anno sarebbe diventata l'International Students Day, la giornata internazionale di mobilitazione studentesca. E così, da quel giorno ogni anno in decine di Paesi gli studenti si sono mobilitati in ricordo di quel massacro e per rivendicare il diritto di studiare per tutti e la necessità di costruire un mondo di pace, giustizia, democrazie e libertà. Stesso giorno, altri due avvenimenti importanti: nel 1973 gli studenti greci del Politecnico di Atene che manifestavano proprio in difesa di questi principi furono massacrati dai carri armati del regime dei Colonnelli; nel 1989, ancora in Cecoslovacchia, i carri armati del regime, questa volta comunista, repressero duramente gli studenti che manifestavano.

Dal 1939 a Porto Alegre. L'assemblea studentesca internazionale di Bombay, così, nel 2004 ha deciso di ripristinare questa data della memoria e di renderla un momento importante di mobilitazione studentesca. E migliaia di studenti in tutto il mondo anche quest'anno si mobiliteranno (già lo hanno fatto l'anno scorso) perché siano riconosciuti i loro diritti, così come scritto nell'articolo 26 della Dichiarazione Universale dei diritti umani: "Ogni individuo ha il diritto all'istruzione: essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l'amicizia fra tutte le nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire il mantenimento della pace". "E proprio il 30 gennaio di quest'anno alla quarta Assemblea Internazionale degli Studenti all'interno del World Social Forum di Porto Alegre - tiene a precisare Valerio, dell'Unione degli Universitari - abbiamo portato insieme all'Unione degli Studenti e alla Mutua Studentesca, per il secondo anno consecutivo, la proposta di costituire un'agenda comune di mobilitazione che rivendichi più diritto al sapere per tutti, contro la privatizzazione dei saperi. La marcia - dice Valerio - è apolitica, non scendiamo in piazza solo ed esclusivamente contro la Legge Moratti, ma ha una valenza sindacale, di rivendicazione di diritti".

Le manifestazioni. "Lo scorso anno in Italia - continua Valerio - sono scesi in piazza circa trecentomila studenti. Quest'anno puntiamo a superare questo record, sulla scia delle manifestazioni studentesche delle scorse settimane". I cortei principali, a cui seguiranno, nelle diverse città, forum, assemblee, concerti, sit-in, si terranno a Roma, Milano, Torino, Napoli e Palermo. Gli studenti, però, scenderanno in piazza, secondo diverse modalità, in oltre 70 città del Belpaese.

Le rivendicazioni. Tra le tante richieste che arrivano dal mondo studentesco, quella principale, ci spiega Valerio, è quella che riguarda i diritti degli studenti: "Nel nostro Paese non siamo considerati portatori di diritti, soggetti attivi. In questa giornata vogliamo farci sentire per sancire per sempre che gli studenti sono portatori di diritti". Tra le altre richieste, la possibilità di autogestire spazi e tempi di vita e formazione, il diritto di accesso al sapere come strumento per crescere "come cittadini e persone libere", la creazione di una legge quadro nazionale per il diritto allo studio e di una carta studentesca "che ci garantisca il diritto al sapere anche al di fuori della scuole e dell'università". Ancora, l'abolizione del numero chiuso e il diritto ad avere aule adeguate e strumentazioni moderne. Si parla anche, poi, dell'accesso al mondo del lavoro, e quindi vengono chiesti diritti e tutele "che trasformino la precarietà delle condizioni in reali possibilità di scelta lavorativa" e che vengano garantiti i diritti di tutti gli studenti che effettuano stage. C'è spazio, infine, anche per la solidarietà verso gli studenti che combattono ogni giorno contro le mafie, la guerra, la povertà, lo sfruttamento. Per cambiare "la scuola, l'università, la società e il mondo".
L'assemblea internazionale degli studenti all'interno del World Social Forum di Porto Alegre, il 30 gennaio 2005
Le adesioni. Moltissimi personaggi della politica e della cultura hanno già aderito alla manifestazione. In testa Dario Fo, premio Nobel per la letteratura, e lo scrittore Luis Sepulveda. Poi, ancora, Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, i presidenti di Libera (l'associazione che da anni combatte le mafie) Rita Borsellino e Don Luigi Ciotti insieme a numerosissimi altri esponenti.

(17 novembre 2005)

(Nella foto: La manifestazione del 17 novembre 2004 a Treviso)

mercoledì 16 novembre 2005

Maccheroni per gli studenti britannici. Gli inglesi copiano le nostre mense


Due inviati del governo di Londra studiano i pasti delle scuole italiane. Per migliorare la loro politica alimentare introdurranno nei college cibi italiani

Maccheroni per gli studenti britannici
gli inglesi copiano le nostre mense


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Entrano nelle mense delle nostre scuole, prendono appunti, assaggiano i cibi. Sono i due esperti inviati dal Consiglio di Ricerche Economiche e Sociali del Regno Unito, Kevin Morgan e Roberta Sonnino, che stanno preparando un rapporto che mette a confronto i pasti scolastici di Roma e Toscana con quelli inglesi del Carmanthenshire, Gloucestershire e Aberdeenshire. La relazione, poi, servirà al ministro dell'Istruzione britannico Ruth Kelly per migliorare la politica alimentare delle scuole inglesi.

Qualche mese fa il popolarissimo chef televisivo inglese Jamie Oliver aveva lanciato una campagna, subito raccolta dal governo Blair, per migliorare con più qualità e più cibi sani e freschi le mense scolastiche d'oltremanica. E così due nutrizionisti dell'Università di Cardiff sono volati in Italia nella speranza di importare i salutari menu delle nostre scuole. La questione non è quella di copiare i menu scolastici italiani e introdurli nelle scuole britanniche, ma di utilizzare ingredienti freschi e biologici, come quelli previsti dai menu delineati l'anno scorso per le 140 mila scuole di Roma.

"La cucina delle scuole italiane ha un odore così buono - ha detto al Times di Londra Kevin Morgan, visitando una scuola elementare nostrana - e nelle mense ci sono anche tovaglie di carta bianche e cestini di mele fresche". I due inviati, inoltre, si sono meravigliati di aver visto, al posto delle classiche patatine fritte, pasta al pomodoro e basilico, polpette di carne e insalata fresca, torta alle mele. "Abbiamo bisogno di questo in Inghilterra - continuano i due nutrizionisti - e non è solo questione di pasta e olio d'oliva, ma d'ingredienti stagionali associati al territorio".

(16 novembre 2005)

La radio grande amore degli italiani. Ogni giorno all'ascolto in 37 milioni

Pubblico quest'interessantissimo articolo - non mio - sulla radio. Buona lettura.


I dati di una ricerca statistica commissionata da Audiradio
L'80% di noi la ascolta: "Fa compagnia, emoziona e non invade"


La radio grande amore degli italiani
Ogni giorno all'ascolto in 37 milioni


ROMA - "Amo la radio, perché arriva tra la gente...". Lo cantava Eugenio Finardi negli anni Settanta. Erano i tempi delle radio libere, nate da un giorno all'altro per l'iniziativa di ragazzini avventurosi o di belle speranze. Ma oltre trent'anni dopo quell'amore non si è spento. Le radio sono cambiate, e all'entusiasmo vagamente naif sono seguiti business, marketing e professionismo. Ma l'amore è rimasto intatto. Gli italiani adorano la radio. E la prova sono i dati di una ricerca commissionata da Audiradio, l'"auditel" delle emittenti radiofoniche.

Più dell'80% di noi la ascolta. Tantissimi, il 72%, quando sono in casa o quando guidano (il 63%). Ma la radio fa compagnia, informa, rilassa anche mentre si lavora (il 23%), si fa jogging o altri tipi di sport (il 13%), si cammina (il 7%), si va in bici (il 5%). Tra tutto questi, c'è perfino lo "zoccolo duro": sono il 16% del totale quelli che la ascoltano, ovunque, qualsiasi cosa stiano facendo. Quelli che vivono con al radio accesa.

La ricerca che fa il punto sul rapporto tra gli italiani e la radio sarà presentata da Felice Lioy, presidente di Audiradio, e dal sociologo Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche. "E' un mezzo sempre più presente nella vita degli italiani - ha detto Finzi - ascoltato da oltre 37 milioni di persone ogni giorno".

Sulla base dei risultati dell'indagine, realizzata attraverso oltre 2000 interviste a persone dai 15 anni in su, Audiradio ha deciso di dar vita ad una vasta campagna istituzionale a favore della radiofonia che, pur costituendo un fenomeno molto diffuso, e' ancora ben lungi dall'espletare tutte le sue potenzialità, come invece è avvenuto in molti Paesi europei ed extraeuropei.

Per i suoi ascoltatori - sono spunti della ricerca - la radio è anzitutto un'amica che tiene compagnia (l'85%) e regala emozioni (per il 75% gioia, il 57% ricordi, il 54% fantasia). Un mezzo che procura allegria (per il 78%), divertimento (72%), distrazioni (63%), calma (59%), anti-depressione (52%). Ed è il sottofondo preferito della vita quotidiana: il 77% degli ascoltatori la usa per tenersi informata e il 55% l'utilizza anche per pensare, comprendere, avere nuove idee.

In molti, poi, la preferiscono a tv e cinema: perchè c'è poca violenza (54%), poca volgarità (54%), poche notizie iper-ansiogene e - per definizione - nessuna immagine tragica (40%). Inoltre la radio è sinonimo di libertà per tre ascoltatori su quattro: permette di fare altre cose contemporaneamente (77%), è poco invadente o aggressiva (53%), è articolata nell'offerta di moltissime emittenti (62%). E ancora, la radio, suggerisce e lascia libera l'immaginazione (74%), oltre ad essere insostituibile - e senza concorrenti - per alcuni milioni di lavoratori artigiani, camionisti, taxisti, lavoratori notturni, persone con problemi di vista. Come cantava Finardi, trent'anni fa, la radio insomma "libera la mente".

(16 novembre 2005)

martedì 15 novembre 2005

Carriera, posto fisso e autonomia. Le aspirazioni dei diciottenni laziali


La ricerca dell'Università "La Sapienza" di Roma su 1500 ragazzi delle scuole superiori. Medico e libero professionista i mestieri più gettonati

Carriera, posto fisso e autonomia
le aspirazioni dei diciottenni laziali


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Vorrebbero un posto fisso, possibilità concrete di carriera e, soprattutto, la possibilità di potersi affermare organizzandosi, da soli, il lavoro. È la fotografia dei ragazzi che stanno per uscire dalla scuola secondaria che emerge da una ricerca della facoltà di Psicologia dell'Università "La Sapienza" di Roma, presentata oggi in un convegno con il ministro Maroni e il sindaco di Roma Veltroni.
Il sondaggio, realizzato su 1500 giovani del Lazio (circa il 3,5% di quelli che affronteranno l'Esame di Stato 2006), mette in evidenza come tra i desideri principali dei giovani ci sia un forte desiderio d'indipendenza e una molto limitata disponibilità ad allontanarsi da casa per cercare lavoro. In generale si prediligono inoltre le opportunità individualistiche mentre il lavoro di squadra è visto come poco valorizzante, anche se poi sul posto di lavoro vengono reputati importanti i rapporti amichevoli.

E mentre le ragazze sono più disposte a collaborare, ad ampliare le proprie conoscenze e a stabilire rapporti amichevoli con i colleghi, i ragazzi sognano di poter emergere sugli altri e poterli gestire e di lavorare "da leader".

Per quanto riguarda, poi, le aspirazioni di lavoro, il medico, a prescindere dal titolo di studio, forse per le possibilità di guadagno sembra essere la carriera più ambita. Al liceo classico le altre occupazioni più gettonate sono l'avvocato e il docente; l'ingegnere, il ricercatore e il libero professionista allo scientifico.
Usciti dagli istituti tecnici, invece, gli studenti vorrebbero lavorare come commercialista, dirigente o nel settore militare o dello spettacolo; i ragazzi degli istituti professionali, invece, sono orientati più verso la carriera di pubblicitario, infermiere, estetista.

Interessanti anche alcuni dati che emergono a livello locale: mentre gli studenti di Latina mostrano totale indifferenza nei confronti dell'ambito umanistico, a Frosinone c'è maggiore interesse verso le aree artistiche e a carattere aziendale. I romani dimostrano un forte interesse per le aree musicali e a carattere umanistico mentre si riscontra un totale disinteresse per le attività fisiche. Gli studenti di Rieti prediligono le aree scientifiche, quelli di Viterbo gli studi politici.

(15 novembre 2005)

(Nella foto: Un ragazzo allo sportello di un Centro per l'Impiego)

lunedì 14 novembre 2005

Quasi sei milioni di analfabeti. E il 66% degli italiani è a rischio

Tra coloro che non sanno leggere e scrivere e chi ha solo licenza media o elementare, oltre la metà della popolazione è in condizione di difficoltà

Quasi sei milioni di analfabeti
e il 66% degli italiani è a rischio


ROMA - Quasi sei milioni di cittadini italiani, il 12% della nostra popolazione (5.981.579 persone per la precisione), sono analfabeti e senza alcun titolo di studio. È quanto emerge da un'inchiesta dell'Università di Castel Sant'Angelo dell'Unla (Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo) sull'arretratezza e gli squilibri educativi nell'Italia di oggi.

La ricerca, che si basa sui dati del censimento Istat del 2001, mostra come i cittadini italiani per quanto riguarda il livello d'istruzione raggiunta formino una "piramide appuntita": in alto, il 7,5% pari a circa 4 milioni, figurano i laureati; subito sotto coloro che hanno frequentato la scuola superiore (il 25,85% della popolazione). Segue la scuola media (30,12%), mentre il 36,52% dei cittadini hanno frequentato solo la scuola elementare. In particolare, questi ultimi due dati sono molto importanti, perché, essendo le licenze media e elementare insufficienti per affacciarsi sul mondo del lavoro di oggi, se aggregati insieme a quelli degli analfabeti totali si arriva alla cifra impressionante di quasi 36 milioni (il 66% della popolazione) di "ana-alfabeti", e cioè del tutto analfabeti o appena alfabeti.

A livello territoriale, poi, nove regioni (Basilicata in testa, poi Calabria, Molise, Sicilia, Puglia, Abruzzo, Campania, Sardegna, Umbria) si attestano oltre la soglia di allarme dell'8%, calcolata dagli studiosi riguardo alla popolazione senza titolo di studio. Stessa situazione per le città con oltre i 250 mila abitanti: Catania, con l'8,4% è la più analfabeta, seguita da Palermo, Bari e Napoli. A livello mondiale, infine, l'Italia, in base ai dati Ocse 2004, si colloca al terz'ultimo posto nella classifica dei primi trenta paesi più istruiti, seguita solo da Portogallo e Messico.

"Tra il 20 e il 25% di ragazzi e ragazze che escono dalla scuola media inferiore non sa leggere o scrivere, segno inequivocabile che la la scuola dell'obbligo non ha fruttato. Aggredire questa massa significa dare un contributo straordinario al lavoro ordinario della scuola" è il grido d'allarme di Tullio De Mauro, docente di Linguistica all'Università "La Sapienza" di Roma. "L'investimento nella scuola ordinaria - continua De Mauro - deve essere al centro dei nostri pensieri, ma rende dopo anni. L'educazione degli adulti, invece, ritorna immediatamente, e da questo punto di vista è grave la negligenza del governo.

D'accordo anche Sergio Zavoli, giornalista e senatore Ds, che avanza una proposta innovativa: "In un tempo in cui la rivoluzione non è più il cambiamento ma è la velocità di questo, ascoltando questi dati abbiamo appreso che siamo tra i Paesi più attardati rispetto a questo fenomeno. Credo che sia il tempo di realizzare una forte sinergia tra scuola e tv: quest'ultima non solo deve informare, ma comunicare, trasmettere valori. Scuola e tv devono ricostruire un rapporto".

(14 novembre 2005)

sabato 12 novembre 2005

"L'Italia non investe sul futuro". Manovra, l'ira di Industriali e Crui

La Finanziaria taglia quattrocento milioni di Euro all'Università. Tosi (Crui): "Il rilancio del Paese passa per la ricerca. Così finiremo per chiudere"

"L'Italia non investe sul futuro"
Manovra, l'ira di Industriali e Crui


ROMA - Le legge Finanziaria "così come risulta dal testo approvato, taglia quattrocento milioni di Euro all'Università", e questo vuol dire che "l'Italia sta rinunciando a investire sul proprio futuro". E' un vero atto d'accusa al maxiemendamento approvato a Senato quello di Gianfelice Rocca, vicepresidente di Confindustria per l'education. Una bordata che si aggiunge a quella del presidente della Conferenza dei Rettori Piero Tosi, che torna a chiedere "un segnale serio e convinto da parte dello Stato che punti sulla meritocrazia, attraverso un sistema di valutazione indipendente, e sancisca definitivamente, già nei prossimi passaggi della Finanziaria, l'importanza dell'università per il rilancio competitivo del Paese".

In particolare, per Tosi "il testo approvato oggi dal Senato penalizza profondamente il sistema universitario diminuendo il Fondo di Finanziamento Ordinario, imponendo il versamento allo Stato degli importi accantonati in seguito al decreto taglia-spese del 2002, lasciando a carico dei bilanci degli Atenei gli oneri derivanti dagli adeguamenti stipendiali fissati dal Governo per il personale docente e tecnico-amministrativo", riducendo ulteriormente, oltre che i fondi per la ricerca, anche i sostegni per l'edilizia universitaria. Il presidente della Crui ha anche sottolineato come "l'appello di Confindustria, unito alle dichiarazioni rese ieri dal presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Matteo Colaninno ribadisce la gravità di scelte che rischiano di compromettere definitivamente lo sviluppo del Paese".

Gianfelice Rocca spiega che Confindustria "è consapevole delle attuali difficoltà di bilancio", ma sottolinea come anche "nei momenti difficili occorra trovare le risorse per lo sviluppo. I tagli all'università - continua - avvengono nel momento in cui l'amministrazione pubblica impegna fondi consistenti per il mantenimento di una forte presenza pubblica nell'economia e per attività non essenziali o improprie. La spesa pubblica destinata all'università - fa notare Rocca - è nettamente inferiore alla media degli altri Paesi dell'Unione Europea". L'Italia, infatti, riserva al sistema universitario circa il 28% in meno di risorse rispetto a Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, destinando a questo settore un importo pari allo 0,9% del Pil.

E invece di "riservare le risorse pubbliche aggiuntive al mondo accademico", continua il vicepresidente di Confindustria, "questa Finanziaria prevede tre meccanismi in cui il risultato concreto è di ridurre di circa quattrocento milioni di euro il finanziamento per l'università. Il primo stabilisce che gli atenei versino allo Stato i fondi accantonati con il decreto taglia-spese del 2002 (circa 60 milioni di Euro); il secondo fa gravare sui bilanci delle università gli aumenti contrattuali decisi dal centro (circa 190 milioni di euro); il terzo, infine, impone un taglio di 55 milioni di euro al finanziamento ordinario e di 60 milioni di euro all'edilizia universitaria".

(11 novembre 2005)

venerdì 11 novembre 2005

"Boicottiamo le prossime elezioni". E i lettori del blog si confrontano


Ieri due ragazzi di Locri all'ultima puntata dello show di Celentano: "Chi spera, chi manifesta è rock". E sul "diario" si lancia la manifestazione del 19

"Boicottiamo le prossime elezioni"
e i lettori del blog si confrontano


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Ancora una volta il blog dei ragazzi di Locri, ospitato da "Scuola e Giovani" di Repubblica.it è al centro dell'attenzione. Ieri sera due ragazzi della cittadina calabrese sono stati ospitati nell'ultima puntata della trasmissione di Adriano Celentano, "Rockpolitik" oltre che a "le Iene". "Chi spara, chi ha paura, chi non rispetta la libertà altrui, chi uccide, chi è un mafioso è lento. Franco Fortugno, chi spera, chi non crede nell'omertà, chi manifesta, chi è onesto cittadino è rock", dice una ragazza, parafrasando l'ormai noto tormentone del Molleggiato.

Un gesto importante per i ragazzi di Locri, quello di andare a parlare in una delle trasmissioni televisive più viste nella storia della Rai, che denota la loro volontà di far rimanere la discussione sulla mafia all'ordine del giorno anche quando sembra che non sia più di stretta attualità, come ad esempio dopo la marcia del 4 novembre. Argomento, quello del disinteresse dei media, che è stato molto discusso sul blog proprio negli ultimi giorni. C'era infatti chi pronosticava che, "come l'influenza aviaria", non si sarebbe più parlato della 'ndrangheta.

E invece, molto probabilmente, non sarà così, perché continuano a nascere manifestazioni e eventi importanti: Libera, uno dei principali movimenti impegnati nella lotta per la legalità, insieme ai sindacati confederali e a diverse associazioni giovanili darà luogo a una manifestazione a Locri il 19 novembre, nell'ambito della "Carovana antimafie". L'appuntamento, già lanciato attraverso il blog su "Repubblica",vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Don Ciotti e Nando Dalla Chiesa.

Sul "diario online" dei ragazzi di Locri dunque continuano le discussioni sul tema della mafia. Oltre ai commenti sull'ultima puntata dello show di Celentano e agli ancora tantissimi messaggi di solidarietà che arrivano da ogni parte del mondo, in questi ultimi giorni tra i temi più dibattuti figurano sicuramente il ruolo dello Stato nella lotta alla criminalità e il "non voto". C'è infatti un ampio dibattito scatenato da un post di "LucaLibero" (questo è il nick), che propone di non andare a votare alle prossime elezioni, perché "i Signori dei palazzi si ricordano di noi solo quando ci sono le elezioni: non votando - continua - riusciremmo a smuovere le coscienze".

(11 novembre 2005)

(Nella foto: Due ragazzi di Locri alla trasmissione "Rockpolitik" di Celentano)

Usa: licenziati i prof anti-Darwin prima della decisione dei giudici


Pennsylvania, via i membri repubblicani del consiglio scolastico denunciati per aver introdotto nelle scuole pubbliche la teoria del "disegno intelligente"

Usa: licenziati i prof anti-Darwin
prima della decisione dei giudici


di DANIELE SEMERARO

Si è conclusa - per adesso - con la "bocciatura" di otto membri su nove del consiglio scolastico di Dover, nello stato americano della Pennsylvania, la polemica sullo studio dell'evoluzione che aveva messo la loro città al centro dell'attenzione per aver promosso il cosiddetto "disegno intelligente" in alternativa al Darwinismo.

Gli otto, tutti repubblicani, saranno sostituiti, secondo quanto deciso dagli elettori, da otto colleghi democratici, che si oppongono a modificare il curriculum delle scuole pubbliche in senso creazionista. I membri licenziati, infatti, erano stati i primi a introdurre in un distretto scolastico americano la teoria, di moda tra gli evangelici statunitensi, secondo cui il processo dell'evoluzione è così complesso che non può essere immaginato al di fuori di un "disegno intelligente" creativo. L'universo, secondo questa "scuola di pensiero", è rappresentato come un'entità talmente complessa che dev'essere stato necessariamente creato da una "forza superiore".

E così ai ragazzi veniva insegnato che la teoria evoluzionistica di Charles Darwin (secondo cui l'uomo sarebbe un'evoluzione della scimmia) è incompleta e ha dei buchi. La vicenda era poi finita, con grande clamore anche internazionale, in tribunale dopo la denuncia di undici genitori: secondo l'accusa, infatti, la teoria del "disegno intelligente" promuove la versione della creazione trasmessa dalla Bibbia, e, quindi, viola la separazione costituzionale tra Stato e Chiesa.

Secondo la maggior parte degli scienziati, infatti, il questa teoria non è scientifica, ma si tratta piuttosto di una forma di creazionismo che, secondo una sentenza della Corte Suprema del 1987, non può essere insegnata nelle scuole. Per adesso il processo si è concluso la settimana scorsa presso la Corte Federale di Harrisburg, ma la sentenza definitiva arriverà probabilmente a gennaio.

Una controversia simile, ma con la vittoria per 6 voti a 4 dei fautori del "disegno intelligente", era avvenuta pochi giorni prima nel distretto scolastico del Kansas. Il consiglio, però, questa volta ha approvato una mozione secondo la quale nelle scuole pubbliche si deve insegnare che ci sono ancora dubbi sulla teoria dell'evoluzione darwiniana.

Il caso italiano. Solo pochi giorni fa la rivista Micromega aveva pubblicato un documento che svelava un intervento censorio del ministero dell'Istruzione sul documento della commissione, di cui facevano parte anche i premi nobel Rita Levi Montalcini e Carlo Rubbia, istituita dopo l'insurrezione seguita - due anni fa - alle restrittive indicazioni sull'insegnamentoo di Darwin a scuola. La commissione aveva consegnato al ministero un rapporto nel quale si leggeva, tra l'altro, che "trascurare l'insegnamento dell'evoluzione [...] sarebbe un errore intollerabile in una società che si ritiene civile". Del documento, però, si persero le tracce, fino alla recente scoperta della rivista: è stato tagliato in alcune parti significative.

(11 novembre 2005)

(Nella foto: Una manifestazione di protesta a Dover in Pennsylvania contro il "disegno intelligente")

In piazza virtuale i ragazzi pensano al futuro


Riporto un lungo take dell'Ansa di questa mattina proprio sul blog dei ragazzi di Locri!!!

FORTUGNO: IN PIAZZA VIRTUALE RAGAZZI PENSANO A FUTURO /ANSA
SU BLOG REPUBBLICA MESSAGGI COMMOZIONE PER FRASI A ROCKPOLITIK


(ANSA) - LOCRI (REGGIO CALABRIA), 11 NOV - E' un dibattito ricco di spunti e riflessioni quello che si sta svolgendo sul blog messo a disposizione dei giovani di Locri dal sito di 'Repubblica'. C'è chi pensa di disertare le urne in occasione delle prossime elezioni e chi si è commosso guardando la testimonianza dei due giovani locresi che ieri sera hanno partecipato alla trasmissione Rockpolitik.
Per i due giovani di Locri chi "spara, chi ha ha paura, chi non rispetta la libertà altrui, chi uccide, chi è un mafioso è lento", dice una ragazza. "Franco Fortugno, chi spera, chi non crede nell'omertà, chi manifesta, chi è onesto cittadino è rock". E stamane sul blog dei ragazzi di Locri sono comparsi i primi commenti alla presenza alle frasi pronunciate ieri sera nella trasmissione di Celentano. "Ieri sera, la cosa che mi ha più emozionato - scrive Roberto D. - a RockPolitik è stata la testimonianza di quei due ragazzi di Calabria. Mi sono venute le lacrime e credetemi non succede spesso. Perchè so e avverto quanto è costato arrivare a questo, e purtroppo so che ancora costerà tanto. Dobbiamo però essere pronti ad affrontare difficoltà e sacrifici affinchè non solo i calabresi onesti, ma tutti gli onesti di questo paese possano vivere senza la mafia attorno. Vogliamo soprattutto vivere, amare e sognare".
La proposta provocatorio di non andare a votare alle prossime elezioni è di LucaLibero (il nick utilizzato sul blog). "Io vorrei lanciare - scrive sul blog LucaLibero - qui una proposta.
Visto che i 'Signori dei palazzi' si ricordano di noi del sud solo quando ci sono le elezioni....io direi non andiamo più a votare! fin quando in Calabria, in Sicilia, in Campania, in tutto il sud non si vede, anzi non si tocca con mano quello che lo stato ha realmente realizzato per combattere contro la mafia.
Fin quando non ci saranno i presupposti per una vita decorosa Non voteremo... secondo me riusciremmo a smuovere le loro coscienze - anche se coscienza i politici non ne hanno mai avuta". Ed è su questa proposta provocatoria che da stamane si sta svolgendo un ampio dibattito che vede anche interventi di persone che non risiedono in Calabria. I pareri, ovviamente, sono contrastanti ed all'invito di disertare le urne c'è Anna che ritiene "assolutamente necessario andare a votare e scegliere attentamente persone pulite. Il voto è l'unico strumento che abbiamo per mandare a casa i mafiosi politici". E c'è pure chi come Tiziana propone di "boicottare tutto ciò che è in odore di mafia o poco chiaro. E se veramente iniziassimo dalle elezioni farse? è palese che il colore politico non fa differenza davanti agli interessi e anzi sono specchietti per illuderci di vivere in uno stato democratico".
Ma la paura dei tanti partecipanti alla piazza virtuale è che a breve possa scemare l'interesse per i fatti accaduti a Locri. "Vedrete - scrive Marco - che tra un mese scenderà il silenzio: vi ricordate l'influenza aviaria: un casino autentico, oggi pare meno pericolosa di una puntura di insetto. Non sono contento di questo, ma la società detta civile, l'opinione pubblica, mettono in prima pagina sempre la notizia, e quando la notizia diventa il passato, il pezzo a cinque colonne diviene un trafiletto".(ANSA).

KSZ
11-NOV-05 12:03 NNNN

giovedì 10 novembre 2005

Diplomi falsi, arrestata una preside. Denaro in cambio di compiti corretti


Un imprenditore in manette e altri tre docenti dell'Istituto denunciati a piede libero. Sono accusati di aver "regalato" diplomi a decine di privatisti

Diplomi falsi, arrestata una preside
denaro in cambio di compiti corretti


ISOLA DEL LIRI (FR) - Una preside e un imprenditore in manette e altri tre professori denunciati a piede libero. L'accusa, per tutti, di aver "regalato", dietro pagamento, il diploma di maturità a decine di privatisti che partecipavano all'esame di stato. È accaduto all'Istituto Professionale di Isola del Liri, un piccolo paese a poco più di venti chilometri a ovest di Frosinone.

Secondo quanto riferiscono gli uomini della squadra mobile del capoluogo ciociaro, diretti dal vice questore Cristiano Tatarelli, questa mattina è stata arrestata la professoressa Gemma De Filippis, dirigente scolastico dell'Istituto Industriale, accusata di corruzione e concussione per aver intascato somme di denaro in cambio della totale correzione dei compiti. Per una cifra che si aggirava tra i cinquecento e i cinquemila Euro, a seconda della preparazione del candidato privatista che si presentava davanti alla commissione d'esame, infatti, la preside assicurava la promozione. La donna, inoltre, percepiva percentuali dai fornitori dell'Istituto: in manette anche un imprenditore romano, Riziero Vittorini. La denuncia è scattata anche per tre professori dell'Istituto e altri due imprenditori della zona.

La De Filippis già qualche anno fa, quando era preside dell'Istituto Tecnico per le Attività Sociali (Itas) di Sora, era rimasta coinvolta in una storia relativa alla vendita di diplomi falsi.

(10 novembre 2005)

martedì 8 novembre 2005

8 e 9 novembre sciopero


(Per problemi alla connessione Internet in questi giorni il Blog potrebbe non essere aggiornato. Mi scuso per l'inconveniente).

L'8 e il 9 novembre sciopero dei giornalisti.

"I giornalisti italiani sono nuovamente costretti alla mobilitazione e allo sciopero a causa dell’atteggiamento di netta chiusura degli editori della Fieg, dell'Associazione dell'emittenza locale Aeranti-Corallo e dell'Agenzia per il Pubblico impiego Aran nelle vertenze per i rinnovi contrattuali della categoria.
La Giunta esecutiva della Fnsi e i rappresentanti dell’Associazioni regionali di stampa hanno tentato oggi, fino in fondo, di trovare un’intesa con la Fieg per un accordo sulla proposta degli stessi editori di far slittare di due anni la trattativa per il rinnovo quadriennale del contratto.

Le proposte della Fieg sulla parte economica biennale, sul lavoro autonomo e sul recepimento della Legge 30 relativa alle flessibilità del mercato del lavoro, purtroppo non hanno consentito al Sindacato di trovare spazi di trattativa credibili. In particolare, sulla Legge 30 la Fieg si è dichiarata disponibile a discutere solo su quei pochi punti che la stessa legge demanda alla trattativa fra le parti. Per aspetti decisivi come il distacco, il trasferimento di rami di azienda o le cessioni, il lavoro in appalto, la Fieg ha escluso qualunque ipotesi di impegno meramente politico a contenere l’efficacia delle norme, preannunciando invece la piena applicabilità delle misure più pericolose per la professione giornalistica e l’autonomia della categoria.

Per il lavoro autonomo, la Fieg ha confermato di non ritenere il tema dei freelance e dei collaboratori un possibile oggetto di qualsivoglia trattativa futura. Gli editori hanno confermato di non essere controparte per regolare il lavoro autonomo e si sono limitati a confermare quanto è già scritto nel contratto per un esame del fenomeno di tipo statistico, respingendo quindi qualunque ipotesi di negoziato.

La Fnsi ritiene che un’intesa per un accordo biennale, una volta verificata l’attuale impossibilità di un contratto quadriennale per la distanza tra le due piattaforme, fosse possibile nel confronto di oggi e sia ancora raggiungibile se gli editori fossero disponibili a formulazioni avanzate e trasparenti. Il Sindacato dei giornalisti ha purtroppo dovuto verificare la rigidità della posizione della Fieg e quindi l’assenza di condizioni minime e credibili per un’intesa ragionevole.

Il Sindacato dei giornalisti deve inoltre registrare la totale assenza di un avanzamento delle posizioni di netta chiusura dell’associazione delle emittenti locali Aeranti-Corallo. Questa organizzazione, che oggi rappresenta aziende che occupano oltre mille giornalisti quasi tutti contrattualizzati, si ostina e respingere la piattaforma della Fnsi tendente a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle colleghe e dei colleghi uniformando, in particolare, il regime dell’orario di lavoro a quello degli altri giornalisti.

Il Sindacato non ha ancora ottenuto risposta dall’Aran alla richiesta di apertura delle trattative per il contratto dei giornalisti degli Uffici Stampa della Pubblica amministrazione. Una mancata risposta che contrasta con la recentissima sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma che ha sancito la legittimità contrattuale della Fnsi peraltro chiaramente prevista dalla Legge 150/2000. Nei prossimi giorni il Sindacato dei giornalisti formalizzerà nuovamente all’Aran la richiesta di fissare la data di inizio delle trattative.”

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana

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Si riportano di seguito le modalità dello sciopero dei giornalisti:

i giornalisti dei quotidiani del mattino e dei quotidiani free press si asterranno dal lavoro nelle giornate di martedì 8 e mercoledì 9 novembre per impedire l’uscita dei quotidiani nelle giornate di mercoledì 9 e giovedì 10;

i giornalisti dei quotidiani del pomeriggio si asterranno dal lavoro in modo da impedire l’uscita dei quotidiani nelle giornate di mercoledì 9 e giovedì 10 novembre;

i giornalisti delle agenzie di stampa, dei service, delle strutture sinergiche nazionali e locali, dei giornali telematici, dei siti web e dei portali internet si asterranno dal lavoro dalle ore 07.00 di martedì 8 alle ore 07.00 di giovedì 10 novembre;

i giornalisti free-lance, i collaboratori ed i corrispondenti e i giornalisti degli uffici stampa si asterranno dal lavoro per le intere giornate di martedì 8 e mercoledì 9 novembre;

i giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva pubblica e privata analogica e digitale, nazionale e locale, e dei canali tematici satellitari legati o no a network terrestri si asterranno dal lavoro a partire dalle ore 06.00 di mercoledì 9 sino alle ore 06.00 di venerdì 11 novembre;

i giornalisti dei periodici settimanali si asterranno dal lavoro in modo da impedire l’uscita del primo numero utile raggiungibile;

i giornalisti dei periodici mensili parteciperanno all’azione sindacale nei modi e nelle forme decisi dai Comitati di redazione d’intesa con le rispettive redazioni.
Non sono previste deroghe di alcun tipo.

Nel corso dello sciopero, nelle emittenti radiotelevisive nazionali, saranno assicurati soltanto i notiziari in forma ridotta previsti da eventuali accordi aziendali. Le Associazioni Regionali di Stampa potranno, in casi particolari, autorizzare le emittenti locali a trasmettere una finestra informativa, di non più di 5 minuti, nel corso della quale dovrà essere data lettura dei comunicati sindacali. Pertanto, non andrà in onda nessuna trasmissione o rubrica giornalistica, né andranno in onda trasmissioni registrate in giornate precedenti, che abbiano come conduttori o protagonisti giornalisti, né avvenimenti sportivi con la cronaca di giornalisti. In ogni caso sarà assicurata la presenza dei Cdr in tutte le redazioni al fine di predisporre notiziari straordinari in presenza di eventi di particolare gravità e interesse per l’utenza.
Per impedire recuperi di produttività i Comitati di redazione potranno proclamare, ove necessario, lo stato di agitazione ed il blocco degli straordinari nei giorni precedenti e successivi agli scioperi.

sabato 5 novembre 2005

Licei e università, ancora proteste da Milano a Napoli contro la Moratti

(Per problemi alla connessione Internet in questi giorni il Blog potrebbe non essere aggiornato. Mi scuso per l'inconveniente).

Non si placano manifestazioni e occupazioni nel mondo dell'istruzione. A Milano occupata l'Università Statale, a Venezia ottocento studenti in corteo

Licei e università, ancora proteste
da Milano a Napoli contro la Moratti


A oltre una settimana di distanza dall'approvazione dei Ddl Moratti sullo stato giuridico della docenza universitaria e sul riordino della scuola superiore, non solo le proteste degli studenti non sono cessate, ma sembra invece che, in diverse città del Paese, stiano riprendendo vigore.

A Milano da venerdì scorso gli studenti dell'Università statale continuano ad occupare la sede dell'Ateneo per protestare contro il ministro Moratti. Il senato accademico, con in primis il rettore Decleva, ha chiesto di "porre fine a un'azione illegale" perché "la sede centrale non può diventare in alcun modo un porto franco per comportamenti impropri e avventuristici", riferendosi soprattutto alle decine di "ragazzi esterni" che sono entrati in ateneo e avrebbero derubato diversa merce dai bar. La protesta degli studenti, però, continua: "Va bene non essere d'accordo con le nostre inizaitive, ma non accettiamo le falsità", hanno detto, ricordando, a chi li accusava di essere poche decine, di essere oltre duecento. Questa mattina, insieme ai colleghi "più piccoli" delle scuole superiori hanno sfilato per le vie della città occupando per alcuni minuti l'anagrafe e interrompendo, sempre per breve tempo, la circolazione di alcune linee tramviarie. Gli studenti sono stati tenuti sotto controllo da un piccolo cordone di polizia e tutto si è svolto in modo tranquillo.

Una manifestazione anche a Venezia. Circa 800 studenti hanno partecipato al corteo che, attraversate le calli, ha sfilato fino al palazzo della Prefettura. Qui una delegazione è salita a parlare con il capo di gabinetto della Prefettura, illustrando le ragioni della protesta contro la riforma Moratti, ma anche contro l'intervento delle forze dell'ordine che, una decina di giorni fa, avevano sgomberato con la forza un istituto occupato. Anche qui, comunque, la manifestazione si è svolta senza incidenti.

A Pozzuoli, nel napoletano, continuano le proteste degli studenti delle scuole medie superiori. Mercoledì è stata attuata un'occupazione simbolica dell'Istituto professionale per il turismo e il commercio "Falcone" e dell'Istituto polispecialistico di Toiano. Gli studenti - circa mille - hanno bloccato con un sit in i cancelli di accesso all'istituto e bloccato l'adiacente strada con i cassonetti della spazzatura. Le proteste stanno andando avanti con assemblee d'istituto e riunioni tra i rappresentanti delle diverse scuole.

A Bari, invece, continua l'occupazione della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università. "Occuperemo a oltranza, fino ad arrivare alla completa autogestione della facoltà", dicono i manifestanti. Le lezioni dunque sono sospese e i docenti hanno sostenuto, insieme agli studenti, la protesta contro il Ddl Moratti. D'accordo con la protesta anche il presidente Corrado Petrocelli.

Singolare occupazione, infine, al liceo Tasso di Roma, dove la protesta si è intrecciata anche con alcune vicende interne all'istituto.

(4 novembre 2005)

venerdì 4 novembre 2005

Migliaia in corteo a Locri. Oggi la "marcia della legalità"

La manifestazione, nel giorno dell'Unità Nazionale, toccherà i luoghi simbolo della città calabrese. Arrivano giovani da tutti Italia. I ragazzi sul blog: "Saremo tantissimi".

Migliaia in corteo a Locri
Oggi la "marcia della legalità"


LOCRI (RC) - Migliaia di persone, soprattutto ragazzi, si stanno riversando a Locri per partecipare alla "marcia della legalità" (o "marcia della speranza", come tanti ormai iniziano a chiamarla) che si svolgerà questa mattina a partire dalle 12. L'evento, proposto dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catissone, e rilanciato sul blog dei ragazzi di Locri, ospitato da Repubblica Scuola&Giovani, è nato come un'iniziativa simbolica per manifestare il dissenso nei confronti delle piccole e grandi mafie che affliggono la Calabria (ma anche le altre regioni italiane) e ha visto, giorno dopo giorno, i suoi obiettivi ampliarsi. La stessa Iervolino si è detta sorpresa del numero di consensi e ha aggiunto: "Questa iniziativa è ricchezza che cresce, la gente di Locri non immaginava e non si aspettava tanta solidarietà".

Di sicuro agli ottocento studenti inizialmente previsti da Napoli e Caserta (sono stati organizzati oltre 20 pullman) si aggiungeranno i tantissimi ragazzi che arriveranno anche da altre parti d'Italia: Trenitalia ha infatti organizzato un treno speciale, partito ieri sera alle 23.30 da Bologna, che, durante la notte, ha toccato anche Firenze, Roma, Napoli, Lamezia, Catanzaro. Ai ragazzi in corteo saranno distribuite cinquemila gerbere gialle, il fiore simbolo della lotta alla mafia.

La marcia, che partirà da piazza del Lungomare, si snoderà per le vie cittadine e passerà da tre luoghi simboli della città: palazzo Nieddu (dove è stato ucciso, il 16 ottobre, il vicepresidente della Calabria Francesco Fortguno), il palazzo del Comune e il tribunale. La conclusione è prevista in Piazza dei Martiril, dove prenderanno la parola gli studenti di Cosenza, Locri e Napoli insieme ai sindaci delle tre città. Chiuderà la manifestazione il presidente della Regione Calabria Loiero.

(4 novembre 2005)