lunedì 31 ottobre 2005

Cresce la "community della legalità" in attesa della marcia del 4 novembre


In tanti su Repubblica con i giovani di Locri. I ragazzi (e i messaggi) del blog a "Primo Piano" del Tg3. Dall'Anci ai sindacati molti appelli per la manifestazione

Cresce la "community della legalità"
in attesa della marcia del 4 novembre


di DANIELE SEMERARO

ROMA - A tre giorni dalla "marcia della legalità" del 4 novembre continuano a ritmo incessante le manifestazioni di solidarietà, i commenti e, in generale, il grande dibattito sulla mafia che si è aperto sul blog "Ammazzateci tutti", il diario online dei ragazzi di Locri ospitato da Scuola&Giovani di Repubblica.it, tanto che si sta creando una vera e propria "community della legalità", a cui partecipano lettori da ogni parte d'Italia e dall'estero. E, insieme,- iniziano a parlarsi direttamente e a pensare ad una "rete" i ragazzi protagonisti di associazioni di "resistenza" alla mafia, soprattutto dalla Sicilia.

Tant'è che Primo Piano del Tg3 in onda questa sera alle 23.20 dedicherà parte della trasmissione, in collegamento con Locri, ai "ragazzi del blog". Al programma, durante il quale saranno letti i messaggi più significativi tra gli oltre mille inviati dai lettori, parteciperà anche il Procuratore Antimafia Piero Grasso.

Il blog in queste ore è stato anche un punto d'incontro tra i ragazzi della Locride e le centinaia di persone, sparse per l'Italia, che volevano avere maggiori informazioni sulla marcia della legalità che si terrà a Locri il 4 novembre. Tanti i messaggi di solidarietà da Comuni, associazioni o singoli cittadini che non potranno essere fisicamente in Calabria; altrettanto numerose, però, le promesse di partecipazione. Singolare il messaggio di un lettore: "Prenderò un giorno di ferie per essere lì con voi".

La "marcia", nata come una testimonianza dei giovani, si sta trasformando in una grande manifestazione antimafia. L'Anci della Calabria ha invitato tutti i sindaci della regione a partecipare "massicciamente, con fascia tricolore e gonfaloni", per dimostrare che "i Comuni restano in prima fila nella difficile e delicata battaglia contro la mafia". Enzo Carra, esponente della Margherita e componente della Commissione di Vigilanza Rai e Carlo Rognoni, consigliere di amministrazione di Viale Mazzini, hanno chiesto inoltre ai direttori di rete e tg di prevedere dirette e finestre informative affinché "la Rai tenda la mano ai ragazzi e alle ragazze di Locri e della Calabria che insieme a molte istituzioni si stanno mobilitando in modo straordinario contro la criminalità organizzata".

Una manifestazione che si prevede dunque numerosissima e che è stata promossa, fra gli altri, dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catizzone. E proprio l'on. Iervolino si è rivolta, tramite le nostre pagine, ai ragazzi del blog: "Sono felice - ha detto - che il mio invito ad aderire alla marcia pacifica a Locri stia raccogliendo un forte consenso che cresce di ora in ora, non soltanto nella nostra città, ma in vaste aree del Mezzogiorno e del Paese. Quando venerdì partiremo per Locri - dice ancora la Iervolino - saremo in centinaia, da ogni parte d'Italia, e sarà per voi tutti e per noi stessi. Perché la vostra indignazione è anche la nostra, la voglia di reagire è la stessa e saremo in tanti, il 4 novembre, a stringerci intorno a voi per lanciare insieme, ed ancora più forte, la nostra sfida contro la malavita". Ma sono tante le adesioni che iniziano ad arrivare, tra queste Francesco Rutelli e Piero Fassino.

Oggi, infine, quattro sigle sindacali (Cgil, Cisl, Cisal e Snals) dell'Università della Calabria hanno inviato al Rettore una lettera chiedendo che si realizzi nel Campus universitario di Arcavacata "una giornata di lotta alla criminalità e di promozione della legalità nella regione". Con questa giornata di lotta le associazioni vogliono dare "un segno tangibile di grande civiltà, moralità, solidarietà e impegno civile della più importante istituzione culturale regionale che vuole assumere il ruolo di soggetto che stimoli la mobilitazione forte e compatta della società calabrese, con in primo piano i giovani ed il loro spirito di libertà".

(31 ottobre 2005)

(Nella foto: il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso)

venerdì 28 ottobre 2005

"Solo insieme vinceremo". E si lancia la marcia di Locri

In tanti dialogano online su Repubblica con i ragazzi calabresi. Il 4 novembre manifestazione nella cittadina. Messaggio del sindaco di Napoli, Iervolino

"Solo insieme vinceremo"
E si lancia la marcia di Locri


di DANIELE SEMERARO

ROMA - 700 messaggi in 24 ore, praticamente uno ogni due minuti. È davvero grande l'affluenza di lettori nel blog "Ammazzateci tutti", il diario online dei ragazzi di Locri ospitato da Scuola&Giovani di Repubblica.it. Tra dibattiti sulla mafia, messaggi di solidarietà e proposte di iniziative si sta creando una vera e propria "community della legalità", a cui partecipano lettori da ogni parte d'Italia e dall'estero.
E, insieme, iniziano a parlarsi direttamente e a pensare ad una "rete" i ragazzi protagonisti di associazioni di "resistenza" alla mafia, soprattutto dalla Sicilia.

Il blog, aperto a due settimane di distanza dall'uccisione del vicepresidente della Calabria Francesco Fortugno, è diventato un punto di incontro per l'Italia che non vuole arrendersi alla mafia, e per i tanti calabresi che vogliono, in qualche modo, reagire.

Tra le richieste più pressanti che vengono dai lettori c'è quella di organizzare una grande manifestazione nazionale contro tutte le mafie. Magari a Roma, propone qualcuno. E mentre il popolo della Rete si organizza, dal comune di Locri fanno sapere che è tutto pronto per la grande marcia della speranza del 4 novembre, promossa, fra gli altri, dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catizzone. E proprio l'on. Iervolino si rivolge oggi, tramite le nostre pagine, ai ragazzi del blog: "Sono felice - ha detto - che il mio invito ad aderire alla marcia pacifica a Locri stia raccogliendo un forte consenso che cresce di ora in ora, non soltanto nella nostra città, ma in vaste aree del Mezzogiorno e del Paese. Quando venerdì partiremo per Locri - dice ancora la Iervolino - saremo in centinaia, da ogni parte d'Italia, e sarà per voi tutti e per noi stessi. Perché la vostra indignazione è anche la nostra, la voglia di reagire è la stessa e saremo in tanti, il 4 novembre, a stringerci intorno a voi per lanciare insieme, ed ancora più forte, la nostra sfida contro la malavita". Ma sono tante le adesioni che iniziano ad arrivare, tra queste Francesco Rutelli e Piero Fassino.

Tra gli altri temi dibattuti sul blog c'è anche quello dell'omertà. Sono molti i navigatori che si chiedono perché sia così difficile denunciare la malavita. Tra le tante voci c'è anche chi, con forza, chiede che i cittadini inizino a ribellarsi, che inizino a fare i nomi.
E intanto la notizia dell'apertura di questo spazio online per confrontarsi sui problemi di tutte le mafie sta facendo letteralmente il giro della rete. Sono già moltissimi, infatti, i blog che rimandano a quello ospitato da Repubblica.it.

(28 ottobre 2005)

"Vietato ai maggiori" compie 2 giorni. Ed è già blog-mania tra i giovanissimi

Centinaia i diari web aperti grazie all'iniziativa di Repubblica Scuola&Giovani
e Kataweb. Viaggio all'interno delle pagine più interessanti


"Vietato ai maggiori" compie 2 giorni
ed è già blog-mania tra i giovanissimi


L'innamorato, l'indipendentista sardo. E i ragazzi del collettivo...
di DANIELE SEMERARO


ROMA - Dall'indipendentista sardo al romanticone, dall'appassionato di cinema al rappresentante d'istituto. È un bilancio decisamente positivo quello dei primi due giorni di vita di "Vietato ai maggiori". Repubblica.it e Kataweb offrono a tutti i ragazzi la possibilità di creare il proprio blog, una sorta di "diario online" in cui esprimere opinioni, discutere di temi vari, raccontare le proprie giornate o magari chiedere consiglio sui propri problemi. Il tutto senza bisogno di particolari nozioni tecniche: basta sceglierne il nome, la veste grafica e l'argomento. Il gioco è fatto.

L'idea è quella di dare ai ragazzi uno spazio in cui si possano esprimere con una relativa libertà e non si sentano costretti, come spesso accade su altri siti, a dover dire le cose che gli adulti vogliono sentirsi dire.

E così già dalle prime ore spuntano i primi blog. Come quello di Adalberto, un patito di cinema, che scrive: "Anche se ho 14 anni non significa che non sia capace di tenere in mano una telecamera, scrivere storie, o semplicemente di montare un metraggio", proponendo ai suoi coetanei appassionati della macchina da presa di iniziare una collaborazione. Oppure c'è chi, senza rivelare il proprio nome, ha trovato un modo innovativo di dimostrare il proprio amore alla fidanzata: "Quella che vedete qui sotto è la mia ragazza - dice riferendosi a una fotografia -, dire che è stupenda è riduttivo. La devo ringraziare ogni istante per essere entrata nella mia vita".

Poi c'è chi racconta, secondo un format già sperimentato in moltissimi altri blog, le proprie giornate di lavoro, cercando di trovare uno spiraglio per evadere, anche per qualche istante, dal proprio ufficio e dalla propria scrivania. E chi, invece, come "KoLLetTivo KONTESTO" racconta l'emozione per la creazione di un collettivo nella propria scuola: "Eravamo pochi, è vero, ma eravamo davvero carichi e abbiamo passato due ore e mezzo di fiato a discutere dei problemi della nostra scuola e della scuola italiana".

Uno dei blog più singolari è certamente "Indipendentzia Repubblica de Sardignia", creato da Vilfredo, che invita tutti a partecipare a una discussione sull'indipendentismo sardo: "Non pensate a un indipendentista come a uno che va in giro col costume a cantare 'Nanneddu Meu'", dice, proponendo un confronto democratico con i coetanei. Il suo prossimo obiettivo? Creare, sempre sul blog, un piccolo dizionario sardo-italiano.

Le idee non mancano, come si può vedere, e siamo ancora agli inizi. Entro qualche giorno dalla creazione i blog cominceranno anche a essere indicizzati nei più importanti motori di ricerca (da Google a Yahoo! a Technorati) e da allora saranno ancora di più sotto gli occhi di tutti, e i commenti e i link incrociati aumenteranno a dismisura, creando una vera e propria community.

(28 ottobre 2005)

giovedì 27 ottobre 2005

"Ora una costituente sull'università". Ma Fini insiste: "Stop ai privilegi"


Le critiche della Conferenza dei Rettori: "Subito una proposta da presentare al prossimo Governo". La Moratti: "Legge fraintesa". Fini: "Pone fine ai privilegi"

"Ora una costituente sull'università"
ma Fini insiste: "Stop ai privilegi"


di DANIELE SEMERARO

ROMA - A due giorni dall'approvazione del Ddl Moratti sulla riforma dell'ordinamento giuridico dei professori universitari non si placa la polemica e la protesta all'interno del mondo accademico.

Per il presidente della Conferenza dei Rettori Piero Tosi "il provvedimento è stato purtroppo approvato lasciando irrisolte questioni fondamentali per il rilancio concreto del sistema universitario. Ora - continua Tosi - dobbiamo subito valorizzare quanto è emerso da cuore delle università e della società civile in questi ultimi mesi, in termini di dibattito e di concreta elaborazione, per trasformarlo in una proposta da affidare al prossimo Parlamento. Per questo la Crui, con tutte le componenti del sistema, realizzerà quanto prima quell'assise nazionale sull'Università, già proposta con la relazione al Paese lo scorso 20 settembre, che determini la più ampia partecipazione e condivisione". Per Tosi, dunque, la "Costituente dell'Università" avrà l'obiettivo di individuare proposte per mettere "la ricerca al centro dei diritti e doveri dei docenti" e garantire "agli Atenei un finanziamento adeguato alle risposte che da loro giustamente il Paese pretende".

E intanto i Ds rendono noto che creeranno un Forum per discutere ed elaborare le politiche per la ricerca e l'università, in vista "di scadenze importanti: l'opposizione alle scelte governative, la definizione del programma per la prossima legislatura, le elezioni e una nuova opportunità di governo del Paese".

Ieri durante una conferenza stampa il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti aveva detto che la riforma non è stata capita: "Temo che questo decreto non sia stato neppure letto e che la riforma sia stata strumentalizzata. Non capisco a che fine - continua la Moratti, che martedì è stata fortemente contestata da studenti, ricercatori e docenti con l'"assedio pacifico" a Montecitorio -, visto che l'istruzione e la formazione superiore sono un bene comune del Paese".

D'accordo con il ministro anche il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, secondo cui il provvedimento "determina reazioni perché pone fine, in prospettiva, a tutta una serie di privilegi e di baronati che non hanno alcun senso in questo periodo. Non è vero - ha detto Fini - che si introduce il precariato, e per quanto riguarda i ricercatori, se uno è bravo credo che la meritocrazia e la competizione finiscano per stimolare la ricerca".

(27 ottobre 2005)

(Nella foto: Il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti)

Palma d'oro all'Harvard University. La top-20 degli atenei premia gli Usa


La ricerca del Times di Londra. Nessuna università italiana tra le migliori del mondo. Nella classifica delle prime venti Inghilterra, Francia e Cina

Palma d'oro all'Harvard University.
La top-20 degli atenei premia gli Usa


LONDRA - L'Università americana di Harvard è la più prestigiosa del mondo. Anche quest'anno nessun ateneo italiano, invece, figura tra i 20 più quotati. Lo rivela una ricerca del quotidiano londinese Times.

Secondo la classifica, redatta grazie alla valutazione di 2375 docenti universitari, l'ateneo del Maryland è seguito a breve distanza dal Mit, il Massachussets Institute of Technology. Non potevano poi mancare le due storiche università inglesi, Cambridge e Oxford. E ancora, Stanford, l'università californiana con sede a Palo Alto, nel cuore della Silicon Valley, l'Università Berkeley della California e Yale, a New Haven, nel Connecticut. Tra i primi sette atenei, dunque, ben cinque sono statunitensi.

Oltre a Cambridge e Oxford, il primo ateneo europeo che si incontra è la francese École Polytechnique, al decimo posto, mentre a sorpresa al quindicesimo posto compare l'università di Pechino.

Tra i fattori che hanno influenzato la classifica, il numero di studi citati dagli altri atenei, il rapporto numerico tra docenti e studenti e il numero di professori, alunni e ricercatori provenienti dall'estero che lavorano nelle diverse facoltà e dipartimenti.

(Nella foto: L'Università di Harvard, a Cambridge, nel Maryland)

La sfida dei ragazzi della Locride. "Ammazzateci tutti" diventa un blog

Sarò io a curare, per i primi giorni, il blog dei ragazzi della Locride. Un'iniziativa fortemente voluta dalla redazione Scuola&Giovani di Repubblica.it


Avevano sfilato, senza parole, dopo l'assassinio di Francesco Fortugno.
Ora hanno la possibilità di esprimersi attraverso un diario online


La sfida dei ragazzi della Locride
"Ammazzateci tutti" diventa un blog


di DANIELE SEMERARO

Avevano fatto riflettere e commuovere l'Italia, il 19 ottobre scorso, in occasione dei funerali del vicepresidente della Calabria Francesco Fortugno, barbaramente ucciso a Locri in un agguato fuori da un seggio delle Primarie dell'Unione. Avevano portato in piazza, in una manifestazione silenziosa, diversi striscioni, tra cui quello che poi è diventato l'emblema del rifiuto dei ragazzi ad arrendersi al terrorismo: "E adesso ammazzateci tutti". Repubblica.it, a due settimane di distanza, offre da oggi l'occasione ai giovani della Locride di non restare soli, ma di rimanere in contatto con quell'"Italia che non li abbandona", come ha affermato il presidente Ciampi, attraverso un blog, in cui esprimere i propri pensieri e confrontarli con tutti.

"A noi giovani - avevano detto - interessa trovare un modo per reagire e per capire quali siano gli strumenti da adottare per liberarci dal giogo mafioso. Il sacrificio di Franco Fortugno è stata una frustata che ha colpito tutte le genti della Calabria. Noi giovani ci siamo svegliati dal torpore in cui vivevamo e abbiamo riscoperto la capacità di indignarci". Il blog, una sorta di "diario online", permetterà a chiunque lo desideri di commentare ciò che scriveranno i ragazzi, esprimendo un pensiero, un'opinione, o anche semplicemente un gesto di solidarietà.

Uno slogan importante, quello "Ammazzateci tutti", che darà anche il titolo a una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale per la legalità, promossa dalla Regione Calabria, a cui hanno dato l'adesione numerosi noti esponenti, calabresi di nascita, del mondo dello sport, dello spettacolo e della moda. Al loro contributo si affiancherà anche la produzione e distribuzione gratuita di oltre ventimila magliette.

(27 ottobre 2005)

(Nella foto: Lo striscione esposto durante la manifestazione del 19 ottobre scorso)

IL BLOG È QUI

mercoledì 26 ottobre 2005

"L'Enel paghi quello studente". Un dipendente vince in Cassazione

La sentenza della Corte suprema dà ragione a un universitario-lavoratore
che si era visto rifiutare il diritto ai permessi retribuiti per studio


"L'Enel paghi quello studente". Un dipendente vince in Cassazione

ROMA - "Incoraggiare e agevolare" il più possibile gli studenti lavoratori, perché il loro arricchimento culturale "si riverbera positivamente sulla collettività". È l'invito rivolto alle aziende dalla Corte di Cassazione. Con una sentenza della sezione Lavoro, il tribunale ha dato ragione a uno studente, Aldo, che lavorava presso l'Enel Distribuzione, e che si era visto negare dalla Corte d'Appello de L'Aquila il pagamento dell'indennità corrispondente alla mancata concessione dei permessi retribuiti in ragione degli esami sostenuti presso una scuola speciale, all'interno della Facoltà d'Ingegneria dell'Universita aquilana, per il conseguimento del diploma di Esperto in Tutela Ambientale.

Nonostante il Giudice del Lavoro del Tribunale di Sulmona, nel dicembre '99, avesse imposto all'Enel di concedere allo studente i permessi "retribuiti nella misura di due ore giornaliere, per un periodo massimo di dieci giorni per ogni esame universitario", la Corte d'Appello glieli aveve revocati, sostenendo che il diploma di esperto ambientale conseguito da Aldo non era paragonabile a un "diploma universitario", e che "allo stato della legislazione in materia, i diplomi rilasciati dalle scuole dirette a fini speciali non hanno ancora avuto una loro collocazione giuridica, tant'è che può dubitarsi anche del valore legale del diploma".

Il giovane si è quindi appellato in Cassazione e ha vinto il ricorso. Secondo la Suprema Corte, infatti, è compito delle aziende aiutare e stimolare chi impiega le "residue energie", dopo il lavoro, nel raggiungimento di un titolo di studio. "I lavoratori studenti - si legge nella sentenza - iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legale, hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a presentazioni di lavoro straordinario o durante i riposi settimanali". Un principio che "riguarda tutti i lavoratori studenti, compresi quelli universitari", in nome del "diritto allo studio garantito dall'articolo 34 della Costituzione e dall'articolo 10 dello Statuto dei Lavoratori".

Ma non è tutto: i permessi giornalieri retribuiti per studio, continua la Cassazione, spettano anche "al lavoratore studente autodidatta, candidato all'esame in qualità di privatista", che intenda dedicarsi allo studio "per conseguire la possibilità di affrontare, senza remore di carattere economico, gli esami per ottenere titoli riconosciuti dall'ordinamento giuridico statale".

Ora a stabilire l'esatta retribuzione per lo studente lavoratore, in ragione degli esami sostenuti, sarà la Corte d'Appello di Perugia, alla quale la Cassazione ha passato il caso.

(26 ottobre 2005)

Casini: "Condanno le provocazioni". E sugli scontri scoppia la polemica


Il riferimento all'atteggiamento dei deputati di An fino al "dito medio alzato" della Santanchè. Ds: "Non si può infangare una bella giornata di democrazia"

Casini: "Condanno le provocazioni". E sugli scontri scoppia la polemica

Pisanu venerdì alla Camera. La Mussolini difende le forze
dell'ordine, ma non c'è ancora chiarezza sul motivo degli scontri


ROMA - In uno Stato democratico "la libertà di manifestazione è intangibile, ma non può sfociare in violenza". Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini torna sugli incidenti accaduti ieri nei pressi di Montecitorio durante le manifestazioni contro la riforma universitaria. E bacchetta chiunque "voglia cavalcare episodi violenti, nell'opposizione come nella maggioranza".

"Se c'è una manifestazione - continua Casini - non mi ci vado a ficcare in mezzo per il gusto di provocare perché questo è assolutamente sbagliato". Ieri infatti alcuni deputati di An, in primis Ignazio La Russa, durante le prime fasi dell'"assedio" degli studenti a Montecitorio erano scesi in piazza con l'intento di provocare.
E ancora: "Credo che bisogna avere grande intelligenza. C'è un proverbio molto saggio che dice: chi ha più intelligenza la usi". Chiaro il riferimento al gesto di Daniela Santanchè, "beccata" da diversi giornalisti mentre col braccio alzato mostrava ai manifestanti il dito medio alzato, sorridendo.
Pronta la replica della deputata di An: "È vergognoso che si metta in risalto un gesto irrilevante, mi urlavano cose irripetibili".

"Poiché questi episodi - conclude Casini - toccano in parte la Camera dei Deputati, ma in larga parte toccano il Paese, ciascuna forza politica deve assumersi la responsabilità di condanne, ferme se sono necessarie perché ambiguità o equidistanza su questi fatti non ci possono essere".

Dello stesso parere il segretario Ds Piero Fassino: "Quella di ieri - ha detto - è stata una grandissima manifestazione che non può essere offuscata da episodi, tutto sommato, marginali. Penso anche - aggiunge, in riferimento alle provocazioni - che sarebbe una buona cosa che i parlamentari si dedicassero in primo luogo all'attività legislativa ed evitassero, come hanno fatto ieri alcuni parlamentari di An, di farsi coinvolgere in episodi che potevano essere evitati".

Ieri in Aula l'opposizione aveva chiesto al governo di chiarire la dinamica dei tafferugli. "Una lunga giornata di democrazia, sia all'interno che all'esterno del Parlamento - avevano detto Grignaffini e Tocci dei Ds - non deve essere macchiata da problemi di ordine pubblico". E mentre per Alessandra Mussolini "non si possono mettere sul banco degli imputati le forze dell'ordine", oggi si apprende che il ministro dell'Interno Pisanu riferirà sugli incidenti venerdì alla Camera.

Nella tarda serata di ieri, al termine degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, che hanno visto anche alcuni feriti tra studenti e giornalisti, era arrivata anche la precisazione della Questura di Roma, che parla di provocazioni degli studenti ma, afferma: "I due agenti intervenuti in via del Corso, dando il via al contatto con i manifestanti e i conseguenti tafferugli, hanno deciso di agire di loro iniziativa".

(26 ottobre 2005)

(Nella foto: Il presidente della Camera Pierferdinando Casini)

lunedì 24 ottobre 2005

Atenei, ultimo scontro sulla legge. La protesta di scuole e università


Oggi la riforma Moratti approda alla Camera: già annunciato uno scontro sulla costituzionalità. Atenei mobilitati. La manifestazione di domani a Roma

Atenei, ultimo scontro sulla legge. La protesta di scuole e università

di DANIELE SEMERARO

ROMA - È iniziata oggi una due giorni che vede una grande mobilitazione del mondo della scuola, dell'università e della ricerca nei confronti del Ddl Moratti sul riordino dell'intero settore. Dopo l'approvazione, la scorsa settimana, della riforma della scuola secondaria, approda oggi pomeriggio a Montecitorio la discussione del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari. Ed è scontro anche tra i due poli.

Venerdì scorso la commissione parlamentare Affari Costituzionali aveva infatti rinviato l'articolo 1 del Ddl ritenendolo "incostituzionale". A sorpresa, poi, nel pomeriggio, lo strappo della commissione Cultura della Camera, che ha approvato un ordine del giorno del presidente Ferdinando Adornato con il quale è stato deciso che la votazione sarebbe stata portata in aula anche in presenza di dubbi di costituzionalità, ignorando così i ripetuti appelli provenienti dal mondo universitario e dei sindacati di cogliere l'occasione per ridiscutere parti della riforma. Durissimo lo scontro con il centro-sinistra: i Ds hanno fatto sapere che in Aula chiederanno di "ripristinare la legalità parlamentare, eliminando l'assurdo colpo di mano effettuato sul parere di costituzionalità".

Oggi dunque l'inizio della discussione, per domani è prevista l'approvazione definitiva. In concomitanza è stato organizzato un corteo di protesta che si snoderà a partire dalle 9.30 da Piazza della Repubblica per percorrere poi alcune strade del centro di Roma, fino a piazza Navona. È prevista un'altissima adesione: da tutte le università d'Italia stanno partendo delegazioni di studenti e ricercatori che prenderanno parte al corteo. Alla protesta parteciperanno anche gli studenti delle scuole medie superiori, scesi già in piazza venerdì scorso, per protestare contro la "loro" riforma. Una manifestazione, dunque, che vedrà coinvolto tutto il mondo dell'istruzione: studenti e ricercatori ma anche docenti e genitori per dire no a una legge che non risolve i problemi del mondo della scuola.

Durante le scorse settimane in agitazione tutto il mondo dell'università: ci sono stati diversi blocchi della didattica, soprattutto a Roma dove sono state occupate molte facoltà della "Sapienza" e la facoltà di Architettura di "Roma Tre", mentre a Bologna le dimissioni di numerosi ricercatori hanno bloccato l'inizio delle lezioni. Proteste che si sono unite con gli studenti medi, che al grido di "aiutateci a fermarla" hanno occupato numerose scuole in tutto il Paese.

(24 ottobre 2005)

venerdì 21 ottobre 2005

Un piccolo aiutino :)

MESSAGGIO IMPORTANTE


Per la mia tesi sto conducendo un'inchiesta sull'utilizzo e l'attendibilità delle nuove tecnologie nel mondo dell'informazione. Ho bisogno di contattare 250 persone, e purtroppo non è cosa semplice.
Ho fatto un piccolo questionario (per compilarlo bastano 2 minuti, giuro!) che potete scaricare QUI. Una volta compilato lo dovreste rimandare al mio indirizzo, d.semeraro @ libero.it. Ovviamente vi sarei molto grato se, oltre a voi, lo poteste rigirare anche ai vostri parenti e amici e dire loro, poi, di inviarmelo via e-mail.
Il funzionamento è molto semplice: basta aprire il file (è un semplice documento Word) e inserire una X accanto alla vostra risposta.

Molti di voi l'hanno già fatto, e per questo vi ringrazio davvero tanto!

Che altro aggiungere?

Grazie ancora dell'aiuto che vorrete darmi, davvero!

D@di

Sfregiata a scuola per vendetta. Dodicenne vittima del bullismo


La storia di Shanni Naylor aggredita da una coetanea in una scuola di Sheffield. Il padre: "Mia figlia aveva difeso un compagno di classe"

Sfregiata a scuola per vendetta. Dodicenne vittima del bullismo

SHEFFIELD (Inghilterra) - Shanni Naylor, una ragazzina di dodici anni, è stata ripetutamente accoltellata all'interno della sua scuola a Sheffield, nell'Inghilterra Centrale, a una cinquantina di chilometri da Manchester, dopo aver cercato di difendere un altro ragazzino che da giorni veniva continuamente preso in giro. È accaduto ieri alla Myrtle Springs school.

Il padre ha riferito che Shanni per poco non ha perso un occhio: "È stato un miracolo - ha detto - che non sia rimasta accecata". Secondo alcune testimonianze, durante la colluttazione, la sua avversaria l'ha accoltellata urlando e dicendo parolacce. Un'insegnante, sentite le urla è accorsa immediatamente a dividere le due ragazzine, sotto lo sguardo terrorizzato degli altri alunni.
"Un'aggressione davvero immorale - continua il padre - perché mia figlia non è stata sfregiata solo una volta, ma ripetutamente. Non riesco ancora a credere che è successa una cosa del genere nel bel mezzo di un normale giorno di scuola. Mia figlia è traumatizzata".

Shanni, subito ricoverata, è stata medicata con 30 punti di sutura, e sarà sottoposta a un intervento di plastica facciale. Secondo quanto riferiscono i medici, potrebbe rimanere sfregiata a vita.
"La mia Shanni non aveva possibilità di difendersi, il suo volto era dilaniato e soffriva". ha riferito la nonna di Shanni, Kathleen Naylor, annunciando che la famiglia intende denunciare i dirigenti dell'ufficio scolastico cittadino e chiederanno spiegazioni ben precise: "Non è possibile - ha detto - che si lascino dei ragazzini portare con sé delle armi dentro le aule scolastiche. Mandiamo i nostri figli a scuola per educarli, non per sfregiarli a vita".

Questo è solo l'ultimo clamoroso esempio di una violenza crescente nelle scuole britanniche. Tant'è che il governo di Londra ha recentemente approvato una legge per imporre una più ferrea disciplina delle scuole.
Il segretario inglese all'Educazione Ruth Kelly, infatti, ha affermato che "saranno introdotte nuove possibilità, legalmente riconosciute, per punire i ragazzi e reprimere i loro comportamenti, quando questi diventano estremamente scorretti".

(21 ottobre 2005)

(Nella foto: Il volto di Shanni Naylor)

martedì 18 ottobre 2005

Innocente, 11 anni in carcere. E ora la Cassazione lo assolve.


Giuseppe Lastella era stato condannato a 30 anni di reclusione
Ad accusarlo era stato un pregiudicato in fin di vita nel '90


Innocente, 11 anni in carcere e ora la Cassazione lo assolve

La sentenza della suprema corte dopo nove giudizi, una sentenza definitiva e un processo di revisione

ROMA - Era stato condannato a trent'anni per concorso in omicidio volontario ma, dopo undici anni passati dietro le sbarre, è stato assolto. È la storia di Giuseppe Lastella, barese di 41 anni, che dopo nove giudizi, una sentenza definitiva ed il processo di revisione, si è visto riconoscere dalla Corte di Cassazione l'assoluzione perché "estraneo ai fatti".

La vicenda cominciò nell'aprile del 1990, quando nei pressi di Cosenza il pregiudicato Domenico Chironna, che si scoprì poi essere coinvolto in un traffico di stupefacenti, fu ucciso in un agguato sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Chironna prima di morire fece il nome dei suoi aggressori, indicando anche Lastella. La vicenda, così, si è trascinata per undici anni tra processi, appelli e annullamenti di sentenze.

Giuseppe Lastella, rinviato a giudizio, fu processato a Cosenza in Corte d'Assise ma fu assolto. Poi ci fu l'appello del Pm e il processo di secondo grado davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro, che si concluse con la condanna a trent'anni di reclusione. La sentenza, subito impugnata in Cassazione, arrivò alla Corte d'Assise di Reggio Calabria che confermò la condanna. Nel dicembre del 2001 i difensori di Lastella presentarono alla Corte di Appello di Catanzaro una richiesta di revisione del processo, sulla base di nuove testimonianze. La domanda, inizialmente respinta, approdò di nuovo in Cassazione, che dispose il processo di revisione davanti alla Corte d'Appello di Salerno. Qui i due presunti complici di Lastella dichiararono che questi era completamente estraneo all'uccisione di Chironna e così, nell'aprile dello scorso anno, la Corte d'Assise d'Appello di Salerno concluse il giudizio di revisione dichiarando l'innocenza di Lastella. Ancora una volta la sentenza venne impugnata, ma l'11 ottobre scorso è arrivata la decisione dei supremi giudici: assoluzione definitiva.

La Corte di Cassazione, così, ha messo la parola fine alla vicenda riconoscendo una volta per tutte l'estraneità dell'imputato ai fatti contestati. Lastella ora si accinge a chiedere un sostanzioso risarcimento per ingiusta detenzione.

(18 ottobre 2005)

(Nella foto: il Palazzo di Giustizia a Roma)

Alitalia, domani cancellati 102 voli. In sciopero i controllori dell'Enav


L'astensione dal lavoro dalle 12 alle 16 per protesta
contro il mancato rispetto degli accordi sui turni di lavoro


Alitalia, domani cancellati 102 voli
in sciopero i controllori dell'Enav


ROMA - Domani sarà difficile volare a causa di uno sciopero di quattro ore dei controllori di volo Enav, la società nazionale di controllo del traffico aereo. Alitalia ha reso noto che dalle 12 alle 16 saranno cancellati 102 voli, 62 nazionali e 40 internazionali.

Lo sciopero, indetto da Licta (Lega Italiana Controllori Traffico Aereo) e Anpcat (Associazione Nazionale Professionale Controllori e Assistenti al Traffico Aereo), coinvolgerà principalmente il centro di controllo di Roma, che gestisce le rotte dalle Alpi a Malta.
"Abbiamo deciso di scioperare perché l'Enav non ha rispettato gli accordi firmati sugli orari e i turni di lavoro" ha spiegato il responsabile sindacale di Licta Sandro Campanella.

Prima di recarsi in aeroporto è consigliabile controllare se il proprio volo è stato confermato. Per questo la compagnia di bandiera ha messo a disposizione il numero 06/2222 oppure il sito Internet www.alitalia.it.

(18 ottobre 2005)

La riforma e gli insegnanti: ecco il nuovo percorso formativo


I corsi saranno ripartiti sulla base dei posti effettivamente disponibili.
L'accesso avverrà tramite selezione dopo la laurea di primo livello.


La riforma e gli insegnanti
ecco il nuovo percorso formativo


ROMA - Laurea triennale, laurea magistrale e un anno di tirocinio. Poi i futuri insegnanti potranno accedere al concorso. È questo il nuovo percorso formativo per diventare "nuovi prof". Siamo in grado di anticipare il testo che regola la nuova formazione e l'accesso alla docenza approvato dal Consiglio dei Ministri del 14 ottobre.

In particolare, i nuovi percorsi formativi, che sono a numero programmato, saranno ripartiti sulla base della previsione dei posti effettivamente disponibili in ciascuna regione, a cui si aggiungerà una percentuale del 30% per le esigenze delle scuole paritarie.

Ai corsi si potrà accedere tramite una selezione, e si svolgeranno dopo aver conseguito la laurea di primo livello. Alla fine del corso di laurea magistrale è previsto un esame di stato con valore abilitante, che permetterà, sulla base del voto conseguito, l'iscrizione in un apposito albo regionale, tenuto presso gli uffici scolastici regionali e articolato in sezioni distinte per grado di scuola e classe di abilitazione. Coloro che conseguono l'abilitazione svolgeranno un anno di tirocinio, che si conclude con l'attribuzione di un punteggio: solo dopo questo percorso si potrà essere ammessi al concorso per l'assunzione vera e propria nelle scuole.

Si prevede anche meno precariato, atteso che ci sarà una programmazione dei posti a cadenza triennale: un decreto infatti autorizzerà a bandire i successivi concorsi, in base a stime che terranno conto dei numeri dei posti di insegnamento, del numero degli alunni e del turn over dei docenti; il ministero ripartirà poi, anno per anno, nelle università, i posti.

(18 ottobre 2005)

(Nella foto: La riforma dovrebbe ridurre il precariato)

lunedì 17 ottobre 2005

La protesta arriva ai licei: primi blocchi contro la Moratti



In fermento l'intero mondo della scuola. A Roma occupato il liceo Mamiani.
A Napoli fermi tre istituti. Assemblee nelle scuole in molte città.


La protesta arriva ai licei
primi blocchi contro la Moratti


ROMA - Il vento della protesta dalle università inizia a passare verso i licei, in agitazione contro la riforma delle scuole superiori. Liceo Mamiani occupato e altre trenta scuole italiane in mobilitazione. È l'inizio di una settimana di protesta che potrebbe portare, a partire da oggi, presìdi, blocchi della didattica, autogestioni e occupazioni nelle scuole di tutta Italia.

Questa mattina allo storico liceo classico Terenzio Mamiani di Roma è stata decisa l'occupazione e il conseguente blocco della didattica. La protesta è sfociata dopo una lunga assemblea, al termine del quale c'è stata una votazione a scrutinio segreto. L'occupazione sarebbe stata votata dal 70,4% degli studenti. I professori e alcuni studenti contrari a questa forma di protesta ma favorevoli a un periodo di diattica alternativa si sono riuniti nell'aula magna del liceo per formulare nuove proposte.

A Napoli da oggi sono occupati i licei Vittorio Emanuele, Genovesi, Mercalli mentre da venerdì almeno altre trenta scuole sono in mobilitazione, e aumentano di ora in ora sit-in, assemblee straordinarie e occupazioni. A Salerno sono coinvolte più di dieci scuole. A Milano il blocco della didattica dovrebbe iniziare domani, così come a Brindisi, Barletta, Lecce, Foggia e Bari.

Il mondo della scuola e della formazione professionale è stato mobilitato questa mattina anche a Cagliari, dove ci sono stati due sit-in di protesta. Studenti e docenti si sono ritrovati davanti alla sede della Direzione scolastica regionale per dire no al decreto della riforma Moratti per le superiori.

Secondo quanto riferisce l'Unione degli Studenti, "i ragazzi, insieme agli insegnanti, stanno promuovendo in tutto il Paese azioni di protesta che, se affiancate al movimento che sta coinvolgendo l'università, indicano un chiaro giudizio nei confronti del progetto complessivo della Moratti: bocciata".

(17 ottobre 2005)

(Nella foto: L'occupazione al liceo Vittorio Emanuele di Napoli)

Occupazioni, cortei, proteste. Ancora fermento nelle università


Continuano le mobilitazioni negli atenei italiani. Da lunedì prossimo comincia
la discussione definitiva del Ddl alla Camera. Manifestazione a Roma.


Occupazioni, cortei, proteste
ancora fermento nelle università


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Si apre oggi una settimana cruciale nel mondo universitario per la protesta contro il Ddl Moratti che andrà a modificare lo stato giuridico della docenza. Sul decreto da domani inizierà la discussione in commissione alla Camera e da lunedì prossimo arriverà in aula. Ci sarà anche lì un inedito ricorso alla fiducia?
Dopo le accese manifestazioni della settimana scorsa, che hanno visto blocchi della didattica espandersi a macchia di leopardo in tutto il Paese, gli atenei italiani vivono una nuova situazione di attesa con un clima teso. Nelle diverse facoltà, infatti, in questi giorni sono previste assemblee e riunioni per decidere altre manifestazioni di protesta.

La giornata più importante è sicuramente quella di mercoledì, nella quale tutti gli organi universitari italiani sono chiamati a discutere e far propria la mozione deliberata all'unanimità dalla Crui. "Adesso la parola - dice la Conferenza dei Rettori - passa agli organi universitari sul territorio". Da domani, intanto, inizia la discussione in commissione alla Camera, mentre da lunedì prossimo è prevista la discussione in aula. Per mercoledì è stata indetto da Cgil, Cisl e Uil, insieme ai sindacati della scuola, un sit-in davanti alla Camera dei Deputati, con rappresentanze e delegazioni che arriveranno da tutt'Italia.

Anche questa settimana, comunque, docenti, ricercatori, studenti e rettori sono mobilitati contro il Ddl Moratti. All'Università "La Sapienza" di Roma la maggior parte delle facoltà è ancora occupata e ancora molti docenti continuano a fare lezione all'aperto. All'interno della facoltà di Psicologia stanno partendo corsi alternativi, concordati da studenti e docenti, e saranno organizzate manifestazioni e cortei a livello nazionale e territoriale. Per mercoledì è stata indetta una riunione di tutti gli organi dell'ateneo romano, si prevede che parteciperanno oltre 1000 persone. A "Roma Tre" per il 20 ottobre gli studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia hanno organizzato un corteo che si snoderà per le strade di Roma, da Piramide fino a Montecitorio. Alla manifestazione è stato chiesto a tutti i partecipanti di indossare l'abito da cerimonia funebre, perché si celebreranno i "funerali dell'università".

Grande mobilitazione anche negli altri atenei italiani. A Firenze e Padova, dopo diverse assemblee gremite di studenti, si stanno organizzando nuove forme di protesta, tra cui sono previste ancora lezioni all'aperto e manifestazioni che coinvolgano anche i cittadini. Stessa situazione a Bologna, dove molto probabilmente arriveranno in questi giorni le dimissioni di presidi e presidenti dei corsi di laurea; ancora in discussione un ulteriore blocco della didattica. Un'intensificazione della mobilitazione è presvista anche negli atenei milanesi e a Sassari. Per il senato accademico dell'Università della Basilicata con questa legge "sarà sempre più difficile esercitare la professione di docente universitario nell'inscindibile nesso di ricerca e didattica, e sarà comunque impossibile svolgere reale opera di indirizzo e governo: le dimissioni dagli organi accademici appaiono inevitabili per chi abbia senso di responsabilità e cura della propria dignità". A Torino, che la settimana scorsa aveva visto una mobilitazione sia dell'Università che del Politecnico, studenti e docenti si stanno riorganizzando.

Intanto secondo un documento approvato dal Coordinamento Nazionale dei Presidi di Facoltà nel Ddl Moratti permangono ancora troppi aspetti critici tra cui l'istituzione di una nuova figura di docenza "in una forma che non è esagerato definire ambigua, in luogo della richiesta terza fascia; l'ammissione alla docenza universitaria di figure senza alcun processo di selezione e valutazione; lo stravolgimento - ancora- del concetto di requisiti minimi per l'attivazione di corsi; l'assenza di ogni riferimento all'Europa e di ogni riscontro degli impegni assunti in sede europea; la mancata previsione - infine - di adeguate risorse che si traduce in riforme a costo zero".

(17 ottobre 2005)

(Nella foto: una lezione di protesta dei ricercatori a Bologna)

sabato 15 ottobre 2005

"Scienza dimenticata dalle scuole". Ecco la proposta di Orientagiovani.


Tra gli ospiti della giornata Montezemolo e Jean Todt. Ciampi: "Un'occasione per riflettere sul rapporto tra giovani e cultura scientifica"

"Scienza dimenticata dalle scuole"
ecco la proposta di Orientagiovani


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Scienza, tecnologia e occupazione sono i temi che verranno affrontati oggi nella dodicesima giornata nazionale "Orientagiovani" organizzata da Confindustria in collaborazione con Alma Laurea e il ministero dell'Istruzione. Mai come nel secolo appena trascorso, infatti, le nuove tecnologie hanno così profondamente inciso sulla nostra vita. Eppure - denuncia Confindustria - gli iscritti alle facoltà di matematica, fisica e chimica sono ancora troppo pochi. La giornata, allora, servirà ad offrire ai ragazzi l'opportunità di conoscere più da vicino il mondo dell'impresa ed avere indicazioni utili per scelte formative che possano favorire il successivo inserimento professionale.

"La giornata in realtà - ha detto Alessandro Musmeci, 1direttore generale dei sistemi informativi del Miur - è il più importante di una serie di eventi dedicati alla collaborazione tra scuola, università e aziende. Vogliamo creare spunti di riflessione sulle problematiche scientifiche e tecnologiche relative al mondo attuale e al futuro dei giovani".

Tra gli interventi più significativi quello di Gianfranco Bologna, direttore scientifico Wwf, quello dell'astronauta Umberto Guidoni e di Jean Todt, direttore generale Ferrari. Chiuderanno la giornata Elio Catania, ad di Ferrovie dello Stato e Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria.
La sessione sarà aperta da un videomessaggio del ministro dell'Istruzione Letizia Moratti. Alla manifestazione parteciperanno oltre 1300 studenti, mentre altri ventunomila seguiranno gli interventi dalla propria scuola tramite il satellite.

I temi che verranno affrontati quest'anno riguardano la scienza e la tecnologia per migliorare la qualità della vita, ma si parlerà anche di meccanica avanzata e wireless. Si cercherà, però, soprattutto di combattere la "crisi delle vocazioni": "Negli ultimi anni - ha detto Claudio Gentili, direttore del Nucleo Education di Confindustria - i laureati nella media europea tra i 25 e i 64 anni sono 28 su 100; in Italia sono invece 10 su 100, molto al di sotto della media. Per questo - ha aggiunto - Confindustria ha realizzato a partire dallo scorso anno un grande programma insieme al ministero dell'Istruzione per contrastare la crisi delle facoltà scientifiche".

"Le istituzioni, i centri di alta ricerca, le università, le imprese e le associazioni - si legge in un comunicato inviato oggi alla platea di Orientagiovani dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi - devono concorrere a diffondere una più forte condivisione sociale del sapere scientifico. Occorre rafforzare - ha detto Ciampi - questo lavoro comune, necessario per realizzare modelli professionali nuovi e competitivi e promuovere orizzonti di crescita sostenibile e durevole, attraverso una piena diffusione dell'economia della conoscenza e dell' innovazione condivisa".

Secondo quanto riferito da Alma Laurea, il consorzio di atenei che raggiunge la maggioranza dei laureati italiani, gli iscritti alle facoltà scientifiche trovano un'occupazione in tempi minimi. E la conoscenza delle tecnologie informatiche aumenta del 20% in più la probabilità di trovare lavoro in tempi ragionevoli, anche con una laurea di tipo umanistico.

(14 ottobre 2005)

(Nella foto: Jean Todt)

venerdì 14 ottobre 2005

I rettori: "Tra riforma e manovra il governo affonda l'università"


Un documento della Crui chiede "modifiche integrali" alla legge
Piero Tosi: "Un testo che non risolve i problemi e lede la nostra autonomia".


I rettori: "Tra riforma e manovra il governo affonda l'università"


ROMA - "Fermate la riforma sullo stato giuridico dei docenti universitari". Oggi la Conferenza dei Rettori, presieduta dal rettore dell'Università di Siena Piero Tosi, ha confermato le critiche al Ddl Moratti.
Nel documento firmato all'unanimità dai 77 rettori si chiede a tutti i parlamentari, soprattutto a quelli della commissione Cultura della Camera, dove il testo verrà discusso la prossima settimana, di "modificare integralmente il testo del decreto, che lede l'autonomia degli atenei sancita dalla Costituzione, e perché non risolve e non affronta il problema ufficiale della figura del ricercatore. I numerosi mutamenti introdotti nel testo originario - si legge nel documento - hanno soltanto ridotto gli aspetti più controproducenti senza modificarne l'impianto di fondo".

Il Ddl sullo stato giuridico, secondo la Conferenza dei Rettori, fa infatti ricadere sugli Atenei tutti gli oneri finanziari aggiuntivi, indispensabili per dare un seguito effettivo alle norme, come le integrazioni delle retribuzioni del personale docente e il finanziamento di un numero adeguato di posti di professore associato ed ordinario da bandire.

I rettori hanno inoltre criticato anche la legge Finanziaria, che "di fatto taglia i fondi e crea una miscela esplosiva che metterà a repentaglio l'equilibirio del sistema uiniversitario".

Il presidente Tosi ha poi annunciato che scriverà una lettera al presidente del Senato Pera "per stigmatizzare il comportamento tenuto da alcuni parlamentari, che nel dibattito in aula hanno insultato i docenti universitari e i rettori".

Per il 19 ottobre è stata indetta una giornata di mobilitazione generale di tutti gli organi accademici per discutere e ribadire, all'interno dei singoli atenei, la posizione della Conferenza, con l'ipotesi di comprare anche una pagina sui principali quotidiani nazionali per esprimere il proprio dissenso nei confronti del Ddl e della Finanziaria.

Già da lunedì, la Crui aveva denunciato che la riforma dell'università "non risolve i problemi del personale universitario, e soprattutto non offre ai giovani reali prospettive di adire a ruoli stabili e di essere valutati in modo continuativo per il loro effettivo valore".

(13 ottobre 2005)

(Nella foto: Piero Tosi, Presidente della Crui)

mercoledì 12 ottobre 2005

"Assumeremo altri 30mila docenti". Polemica sull'annuncio del ministro.


Oggi sono stato linkato qui http://bellaciao.org/it/.
La protesta nel mondo dell'università sta dilagando sempre più. Vedremo come andrà a finire.

La Moratti: i primi ventimila ingressi già all'inizio del prossimo anno. Sindacati soddisfatti a metà. Per i precari è solo "propaganda elettorale"

"Assumeremo altri 30mila docenti"
polemica sull'annuncio del ministro


ROMA - Il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti ha annunciato che sono in arrivo "trentamila assunzioni di insegnanti", dopo aver avuto il benestare dei ministeri dell'Economia e della Funzione Pubblica. I primi ventimila nuovi prof dovrebbero arrivare già a inizio 2006, altri diecimila nel 2007. Per il ministro queste assunzioni si aggiungono "alle 130 mila già fatte nel corso di quattro anni arrivando in tutto a un totale di 160 mila, con una riduzione del precariato storico del 50%".

L'annuncio è stato accolto in maniera abbastanza positiva dalla Uil scuola, anche se non c'è completa soddisfazione: "Sono contento per i trentamila assunti - ha detto Massimo Di Nenna, leader della Uil scuola - ma si copre a mala pena il turn over, e il precariato resta.
Più scettica la Cgil scuola, per la quale l'annuncio rappresenta "una risposta parzialissima alla marea di precarietà e di posti vacanti che caratterizza la scuola pubblica e disattende il voto parlamentare che chiedeva al Ministro Moratti un piano pluriennale di nomine per coprire i posti vacanti, che sono molti e molti di più di quelli individuati dal decreto del Ministro. La Moratti ha servito un brodino caldo sul precariato".

Per i Cip, i Comitati insegnanti precari, si tratta invece di "una propaganda ingannevole, un 'sapone elettorale' di grande impatto mediatico e nessun effetto pratico".

(12 ottobre 2005)

(Nella foto: il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti)

martedì 11 ottobre 2005

News "ufficiali" insieme ai blog: Yahoo! lancia le "notizie fai da te"


L'annuncio del portale Usa. Accanto ai big dell'informazione
i contributi da 10 milioni di blog e dagli archivi foto personali


News "ufficiali" insieme ai blog. Yahoo! lancia le notizie "fai da te"

di DANIELE SEMERARO

ROMA - Yahoo! ha cominciato a utilizzare, nel proprio portale dedicato all'informazione, il lavoro dei bloggers accanto alle notizie scritte dai giornalisti professionisti. E, ha aggiunto il motore di ricerca, questa distinzione tra le due fonti sarà pian piano livellata. I blog sono il fenomeno del momento, che ha preso piede anche in Italia: "diari online" gratuiti e di facile realizzazione, su cui ognuno può scrivere aggiungendo notizie, commenti, opinioni personali. La svolta del portale americano si inserisce nella polemica tra chi considera le fonti tradizionali come le uniche affidabili e chi invece, in nome della massima libertà di espressione, reclama dignità per quelle forme di "informazione dal basso". I blog, appunto.

Attualmente, si legge nella home page di Yahoo!News, il servizio è in fase di testing, ed è stato implementato solamente all'interno del motore di ricerca delle notizie. Come funziona? Fatta una richiesta, si viene portati in una pagina in cui, accanto alle fonti ufficiali (sono 6500 tra agenzie di stampa, quotidiani e televisioni on line) compaiono anche blog, notizie, foto e link pubblicati nei siti personali messi su dai milioni di utenti della rete. Se, ad esempio, cerchiamo "Katrina hurricane", la schermata principale indica le news provenienti dalle principali testate del mondo, ma sulla destra si apre una finestra (con la scritta Blogs beta) che mostra i link ai principali blog che trattano questo argomento.

Al momento il servizio è attivo solo nella versione internazionale (in inglese) del portale. "I media tradizionali non hanno il tempo e le risorse per coprire tutte le storie - ha spiegato Joff Redfern, direttore di Yahoo!Search - e con questa soluzione diamo certamente qualcosa in più".

"Per adesso - ha aggiunto Redfern - teniamo ancora una linea di demarcazione tra i media tradizionali e i blog". Se, tuttavia, si preme su "More Blog results..." si può accedere ai risultati di una ricerca completamente incentrata sui blog. Quelli monitorati sono oltre dieci milioni. E si può cercare anche tra le fotografie pubblicate dai vari utenti, in particolare sul sito Flickr, un'enorme archivio pubblico con oltre 42 milioni di immagini.

L'iniziativa di Yahoo! è di sicuro impatto perché, se quasi certamente finirà alimentare il fenomeno del "reporter diffuso", al tempo stesso rischia di mettere in discussione il ruolo del giornalista professionista. Con i blog, infatti, l'utente dell'informazione esce dal ruolo del semplice ricevente e diventa attivo, diventa 'editore di se stesso'.

Naturalmente, nelle reazioni ci si divide tra favorevoli e contrari. Per il critico dei media Jeff Jarvis, quella di Yahoo! è una decisione importante perché i principali portali Internet, che fino ad ora continuavano a considerare i blog come una fonte secondaria, e spesso poco attendibile, di notizie, si dovranno ricredere. Perplesso Robert Thompson, docente di "media studies" all'Università di Syracuse, nello stato di New York: "C'è una forte distinzione tra una notizia passata attraverso tutti gli stadi di un processo editoriale e un'altra, invece, inserita in rete da qualcuno che nemmeno li conosce".

(11 ottobre 2005)

(Nella foto:Jerry Yang e David Filo, co-fondatori di Yahoo!)

"Noi, sulle orme dei deportati". Studenti nei luoghi della memoria


Dalla Polonia il diario di Thomas e Claudia, in viaggio ad Auschwitz insieme ad altri duecento studenti romani, ad alcuni sopravvissuti e al sindaco Veltroni

"Noi, sulle orme dei deportati". Studenti nei luoghi della memoria

Ho intervistato Thomas e Claudia e ho creato per loro un "diario" in diretta dalla Polonia. Buona lettura :).

CRACOVIA (Polonia) - 204 studenti romani questa mattina sono stati ad Auschwitz per visitare i campi di concentramento dove i nazisti sterminarono un milione e mezzo di persone. Con loro alcuni dei sopravvissuti e il sindaco Veltroni. Il viaggio è stato organizzato dal Comune di Roma in collaborazione con la comunità ebraica e l'associazione degli ex-deportati.
Quello che segue è il racconto in prima persona delle impressioni di Thomas e Claudia, due sedicenni provenienti rispettivamente dal liceo classico "Plauto" e dal liceo scientifico "Plinio Seniore".


Quando siamo arrivati a Cracovia il tempo era bello, prometteva bene. Noi ci aspettavamo il gelo. Siamo partiti da Roma in 300: quattro alunni e un professore per 51 classi. E con noi tanti giornalisti, fotografi, ed ex-deportati. Dopo essere arrivati in albergo siamo stati in giro per la città, nel quartiere ebraico. Abbiamo visitato il ghetto e la sinagoga Temple. Qui sono iniziati i discorsi "seri", di un certo livello, molto toccanti. Il sindaco Veltroni e l'assessore alla scuola Maria Coscia ci hanno spiegato il significato di questo viaggio, che vuole essere la continuazione di un progetto iniziato a scuola insieme ai professori.

Questa mattina abbiamo avuto un piccolo inconveniente, perché si è rotto un vetro del pullman che ci doveva portare all'ex campo di sterminio di Birkenau. Meno male che ce l'abbiamo fatta e siamo arrivati in tempo! Lì ad aspettarci c'erano diversi ex-deportati: il sig. Venezia, il sig. Terracina, il sig. Mogliani, che si sono rivelate delle persone molto valide, e con cui siamo stati insieme per tanto tempo, ad ascoltare le loro testimonianze.

Il sig. Modiani, ad esempio, era stato deportato nel campo di concentramento all'età di tredici anni. Ora a noi sembra assurdo pensare a un ragazzo di quell'età che viene strappato dalla propria casa e viene portato qui dopo un viaggio estenuante, con poca acqua, poco cibo. Non potevano muoversi, stavano sempre in piedi. Il suo è un caso particolare, perché era stato messo a lavorare proprio nei pressi di una camera a gas dove vennero sterminate tantissime persone. Ha addirittura visto morire un suo parente! Ci ha portato davvero una bella testimonianza, ci ha fatto capire soprattutto come in quel luogo era molto semplice perdere la dignità umana: ci voleva una gran forza per resistere. E poi un'altra cosa che ci ha colpito tantissimo: l'entrata del campo sembrava un'enorme bocca, che prima o poi sembrava volerci risucchiare.

Auschwitz era un campo di lavoro forzato e ora è diventato un museo. Là abbiamo potuto vedere diverse stanze che ci hanno colpito profondamente. C'era anche una prigione sotterranea, dove venivano mandati quelli che organizzavano una resistenza interna al campo di lavoro. E poi venivano fucilati. Un'altra stanza che ci ha colpito molto è stata quella in cui c'erano le immagini di tutti quelli che avevano trovato lì la morte. Vedevamo persone sofferenti, con visi smunti. Molti di noi non hanno potuto trattenere le lacrime. Era più forte di noi.
La giornata è trascorsa con dei ritmi pressanti, è stata un po' pesante, ma ne è valsa la pena.

Avevamo studiato questi avvenimenti a scuola, ma attraverso i libri non s'intuisce che questa è davvero una forma di bestialità umana. Quando si entra nel campo di concentramento si percepisce subito un'aria di desolazione, un aspetto tetro. Appena siamo entrati siamo rimasti attoniti.

Capire cosa è successo è una parola difficile. Noi non possiamo capirlo a fondo. Possiamo solo avvicinarci, grazie soprattutto alle persone che ci hanno raccontato la propria storia. Ascoltandoli abbiamo provato molta tristezza, un senso continuo di oppressione. Abbiamo visto un lato dell'uomo... veramente incredibile. Non pensavamo che l'uomo potesse progettare uno sterminio simile.

I sopravvissuti sono stati davvero fondamentali per quest'esperienza. Anche loro si sono commossi. E poi loro erano soli al mondo, e qui hanno visto delle cose dell'altro mondo. Non le dimenticheranno mai più.

Anche il sindaco Veltroni è stato molto importante per quest'esperienza: è stato sempre vicino a noi. Mangiava con noi, parlava, faceva le foto. È stato di grande aiuto per spiegarci le vicende storiche e ci ha confortato nei momenti più difficili.

È stata un'esperienza davvero differente rispetto a un campo scuola. Ci sentiamo come investiti di una carica rispetto ai nostri compagni rimasti a Roma. La complicità tra tutti noi è stata automatica. Abbiamo parlato delle nostre impressioni, ci siamo confrontati, abbiamo parlato... Siamo tutti adolescenti, abbiamo provato tutti le stesse impressioni. Quando siamo tornati in pullman dopo questa visita, c'era solo tanto silenzio. Volevamo riflettere, volevamo capire.

Siamo convinti che dopo questa esperienza noi dobbiamo essere degli ambasciatori verso gli altri che sono a Roma. Un domani gli ex-deportati non ci saranno più, e noi dovremo portare la loro esperienza alle nuove generazioni. Non sarà facile, ma dobbiamo farlo.

(10 ottobre 2005)

(Nella foto: Gli studenti romani nel campo di concentramento di Auschwitz)

lunedì 10 ottobre 2005

Bombardato il villaggio dei Puffi. Dall'Unicef il cartone-shock


Belgio, campagna per la riabilitazione dei bambini in zone di guerra
Il messaggio: "Non lasciate che i conflitti influiscano sulle vite dei vostri figli"


Bombardato il villaggio dei Puffi
Dall'Unicef ecco il cartone shock


Ma il video non sarà trasmesso in tv prima delle ore 21

BELGIO - I puffi cantano allegramente facendo girotondo, circondati da uccellini azzurri e coniglietti saltellanti. All'improvviso una minaccia si abbatte su di loro. Ma questa volta non si tratta del malvagio Gargamella: dal cielo vengono sganciate numerose bombe che distruggono il villaggio di Puffolandia e decimano gli ometti blu. Non è l'ultima puntata del celeberrimo cartoon, ma uno spot con il quale Unicef Belgio pubblicizzerà la sua campagna "Laissez les enfants en paix", per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla condizione dei bambini nelle zone di guerra.

Le immagini sono impressionanti, soprattutto per i più piccoli: "Baby puffo" con la tutina lacera che singhiozza disperatamente tra cadaveri e macerie, il corpo senza vita di Puffetta riverso in terra, con una sola scarpa, casette distrutte e incendiate. Tanto impressionanti che è stato deciso di non mandare in onda il filmato prima delle 21.

"È un'iniziativa controversa - ha ammesso Philippe Henon, portavoce di Unicef Belgio -. È la prima volta che facciamo una cosa del genere, ma col passare degli anni ci siamo resi conto che la reazione alle campagne di tipo più consueto è limitata".

Lo spot ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla condizione dei bambini ex-soldato in Burundi, e per raccogliere fondi per la loro riabilitazione. Per l'Unicef belga questa è la prima di diverse inziative, e si configura come punto di partenza per raccogliere almeno 120 mila Euro.

Julie Lamoreaux, responsabile della campagna Unicef per l'agenzia pubblicitaria Publicis, ammette che il risultato finale è molto meno "forte" di quello pensato inizialmente: "Volevamo qualcosa - ha detto - che desse il senso della guerra vera, come puffi mutilati, puffi decapitati, ma ci hanno detto di no".
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I puffi sono stati inventati nel 1958 proprio in Belgio da un'icona della cultura popolare, Peyo, e proprio il fan club ufficiale ha approvato quest'iniziativa. Oggi una sequenza dello spot è andata in onda in anteprima: 25 secondi nei telegiornali nazionali. Il video ha suscitato diverse reazioni: mentre gli adulti ne hanno apprezzato la drammatica efficacia, qualcuno è rimasto colpito negativamente, ma non è difficile immaginare che saranno sicuramente i bambini a subire il contraccolpo dello spot-shock.

(10 ottobre 2005)

(Nella foto: Un fotogramma dello spot-shock dell'Unicef)

Oggi è San Daniele!


..e speriamo che mi aiuti!

Qualche info: Daniele deriva dall'ebraico Dani'èl che significa "giudice divino, eletto da Dio". L'onomastico si festeggia il 10 ottobre in onore di San Daniele, martire francescano, decapitato dai musulmani a Ceuta, in Marocco, con altri compagni religiosi, nel 1227. Con questo nome la Chiesa ricorda pure: un martire di Cesarea il 16 febbraio; il beato Murano, camaldolese, il 31 marzo; il santo di Lodi, il 22 aprile; un martire con Leonzio e Maurizio a Nicopoli in Armenia, il 10 luglio; il profeta biblico, vissuto a Babilonia all'epoca di Ciro, patrono dei minatori, il 21 luglio; un anacoreta vissuto nel V secolo, il 19 ottobre; il beato di Grünberg, il 2 novembre; e "lo Stilita", nato a Samosata nel 419 e morto a Costantinopoli nel 490, l'11 dicembre.

(Nella foto: Il più famoso prosciutto San Daniele :D)

Didattica bloccata, lezioni in strada. Le università contro la Moratti.


Un bel modo per festeggiare il mio onomastico :).

Da oggi la maggior parte degli atenei italiani in agitazione contro la riforma
Tosi: "Un disegno di legge confuso e frettoloso, che non risolve i problemi"


Didattica bloccata, lezioni in strada
le università contro la Moratti


di DANIELE SEMERARO

ROMA - Da Torino a Palermo, da Venezia a Napoli fare lezione all'università da oggi e per tutta la settimana sarà molto difficile. Docenti, ricercatori, studenti e - nella maggior parte dei casi - anche i rettori si asterranno dal lavoro per protestare contro il disegno di legge, fortemente voluto dal ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, che andrà a riordinare lo stato giuridico dell'università e sul quale si attende il voto della Camera. Le proteste si estenderanno a macchia d'olio praticamente in tutte le regioni d'Italia, con blocchi della didattica, lezioni in piazza, atenei aperti al pubblico.

La riforma. Sono almeno quattro i punti più controversi della riforma che, nelle intenzioni del Ministro Moratti, andrà a modificare l'ordinamento giuridico del mondo universitario. Il primo punto riguarda la prospettiva dei contratti a termine per i 25mila ricercatori di ruolo e per i professori associati. Poi c'è una questione salariale: ai docenti che scelgono l'impegno a tempo pieno sarà dato lo stesso stipendio di quelli che optano anche per la libera professione. Terzo punto: nasce una nuova figura professionale, il "prof a sovvenzione", pagato da un'azienda e assunto a tempo determinato dall'ateneo. Infine, molto probabilmente svanirà la figura del professore aggregato (il titolo verrebbe concesso come sanatoria a ricercatori e personale tecnico, senza inquadramento contrattuale e, soprattutto, senza un euro in più).
Le riforme dovrebbero toccare anche il concorso nazionale per l'assegnazione di nuove cattedre (che sarà comunque più controllato, per evitare favoritismi).

I rettori. La quasi totalità dei rettori è in accordo con quanto affermato più volte in questi mesi dalla Crui, la conferenza dei rettori italiani. Per il presidente, Piero Tosi, si tratta di "un disegno di legge confuso e frettoloso, che non risolve i problemi del personale universitario, e che soprattutto non offre ai giovani reali prospettive di adire a ruoli stabili e di essere valutati in modo continuativo per il loro effettivo valore".

Le proteste, da oggi e per una settimana, si svolgeranno in maniera simile in quasi tutti gli atenei d'Italia, così come sono simili le posizioni ufficiali degli organismi ufficiali degli atenei.

Torino. Il rettore Ezio Pelliccetti, che già in passato aveva protestato vivacamente contro il Ministro, insiste molto sul fatto che il problema della riforma riguarda sì docenti, ma soprattutto la ricerca. Per oggi sono state organizzate una sospensione dell'attività didattica e un'assemblea generale.

Venezia. Il Rettore della Cà Foscari Francesco Ghetti ha programmato per stamattina alle 10 un incontro a cui è invitato sia il personale docente, ma anche studenti e ricercatori, per discutere sui temi della riforma: "Attueremo dei blocchi a scacchiera - dicono i ricercatori - con la speranza che tutte le altre università del Veneto ci seguano. Ci saranno altre assemblee anche a Verona e Padova, e oltre al blocco della didattica vorremmo organizzare anche lezioni in piazza".

Firenze. Il Consiglio di Amministrazione dell'Università ha giudicato inaccettabile che sia stata adottata "una procedura che ha troncato il necessario dibattito parlamentare", e senza prevedere "alcun finanziamento dei costi derivanti dall'applicazione del decreto". Massimo Grandi di Architettura, rappresentante dei ricercatori: "Un blocco a inizio lezioni è molto grave, e ci dispiace. Ma può darsi anche che alcuni docenti spostino le lezioni invece di annullarle del tutto". Lezioni sospese anche ad Agraria e Psicologia.

Siena. La posizione dell'ateneo è quella ufficiale della Crui, perché il rettore, Piero Tosi, è anche il presidente della Conferenza dei Rettori. Francesco Mugnaini, docente di Storia delle Tradizioni Popolari, è a capo di un coordinamento di ateneo: "Il blocco della didattica - ha spiegato - non è facile da attuare: ma informeremo gli studenti e abbiamo organizzato per mercoledì un'iniziativa di università aperta: ci sarà una specie di "maratona didattica", che prevede una staffetta di 48 ore consecutive di insegnamento aperto al pubblico. L'intera iniziativa, che forse vedrà anche Piazza del Campo trasformarsi in una grande aula a cielo aperto, sarà trasmessa in diretta sul sito web dell'ateneo.

Napoli. Il Rettore della "Federico II" Guido Trombetti, vicepresidente della Crui, ha protestato, con toni molto accesi contro la riforma. La settimana di agitazione prevede l'organizzazione da oggi e fino al 13 ottobre di riunioni nelle diverse facoltà, con la partecipazione di docenti, ricercatori, precari e studenti e con la sospensione delle attività didattiche nelle facoltà sedi delle riunioni. Franco Vintriglia, docente di Fisica alla facoltà di Farmacia, crede che non ci sia bisogno di bloccare completamente la didattica, per venire incontro alle esigenze degli studenti: "Siamo comunque tutti sconcertati per il modo arrogante e superficiale con cui è stata gestita questa vicenda". Iniziative analoghe saranno messe in atto anche a "Napoli 2", un'università che è diffusa sul territorio, tra Caserta, Capua, Aversa, e a Salerno.

Bologna. Il Rettore Pier Ugo Calzolari ha una posizione contraria alla riforma, "ma - dice - non è lo stato giuridico il cuore del problema", reclamando maggiori risorse e più servizi per gli studenti. Nel capoluogo emiliano i ricercatori faranno una manifestazione in Piazza Maggiore il 12 ottobre, insieme agli studenti. L'idea dei ricercatori, inoltre, è quella di ritirare le domande d'insegnamento: ci sono già state oltre cinquanta adesioni, e se la situazione rimanesse così sarebbe bloccato l'inizio di almeno 72 corsi. C'è poi anche l'idea di chiedere a presidi, docenti e presidenti di corso di laurea di dimettersi. Anche qui aule aperte, anche di sera.

Palermo. Il Senato accademico ha approvato una mozione che contesta non solo i contenuti della riforma, ma anche la mancata risposta alle istanze dei ricercatori. L'unico punto su cui l'ateneo siciliano è a favore è la riforma della politica dei concorsi, che torna su base nazionale. Per oggi è stata programmata un'assemblea, mentre da domani al 15 presso la facoltà di Scienze si terrà ogni giorno un dibattito.

Roma. Alla "Sapienza" il Senato accademico ha bocciato il Ddl Moratti. A Scienze della Comunicazione e Lettere è stata annunciata la sospensione dell'attività didattica, ma si prevede che anche in molte altre facoltà sarà difficile fare lezione.
A "Roma Tre" a muoversi è soprattutto il Consiglio di Lettere e Filosofia, che ieri ha approvato una mozione, in accordo anche con il rettore Guido Fabiani, che condivide le ragioni dello stato di agitazione dei docenti.

Provvedimenti analoghi sono stati presi anche a Perugia (facoltà di Lettere e Farmacia), alla facoltà di Lingue a Catania, a L'Aquila, a Modena, Genova. La "mobilitazione di tutto il personale" è stata indetta all'Università di Salerno.
"Si vuole dare un segnale forte - dice la Cgil - affinché la società civile capisca che queste riforme vanno a ricadere su tutti, non solo sull'università".

Trieste. L'ateneo triestino sembra essere uno dei pochi con una posizione favorevole alla riforma: "Ritengo che questo maxiemendamento - ci ha detto il rettore Domenico Romeo - rifletta almeno in parte le aspettative che c'erano nel mondo dell'università. Certo è un lavoro di taglia e cuci perché è stato rielaborato diverse volte, ma ci sono dei punti importanti, come il fatto di riportare i concorsi per le carriere al livello nazionale". Il rettore ammette comunque che ci sono degli aspetti preoccupanti: "La preoccupazione è per i ricercatori, che dal 30 settembre 2013 diventeranno a tempo determinato".

(10 ottobre 2005)

(Nella foto: la protesta del 29 ottobre scorso durante la discussione del Ddl al Senato)

sabato 8 ottobre 2005

"La legge rispetta gli impegni Ue". Tremonti difende la finanziaria


Fassino: "Le priorità non hanno soldi con cui essere sostenute"
Bassolino: "Destinare al Mezzogiorno il 45% degli interventi pubblici"


"La legge rispetta gli impegni Ue". Tremonti difende la Finanziaria

Per il ministro dell'Economia l'Italia non è "a crescita zero".
Il segretario Ds: "Risanamento e crescita se andremo al governo"


CAPRI (NA) - Di nuovo scontro sulla legge Finanziaria. Teatro, questa volta, il convegno dei giovani imprenditori di Confindustria in corso a Capri. Occasione ghiotta che metteva insieme diversi protagonisti e su posizioni distanti: dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, al segretario Ds Piero Fassino, a quello dellla Cisl Savino Pezzotta al governatore della Campania Antonio Bassolino.

Ottimista Tremonti, per il quale l'economia italiana "ha tenuto in modo straordinaria per merito degli industriali", mentre Fassino ha criticato la legge di bilancio dicendo che è "piena di entrate aleatorie", in un continuo ping-pong di cifre con il ministro.

Fassino. "Se vinceremo le elezioni non faremo una politica solo restrittiva, perché bisogna coniugare risanamento e crescita". Per il segretario Ds, la priorità economica del Paese è la spesa per l'innovazione, le imprese e le infrastrutture: "come può - dice - essere sostenibile la parola d'ordine del taglio generalizzato delle tasse, come ha fatto questo governo senza riuscire a realizzarlo? Sono 4 anni - continua Fassino, molto applaudito dalla platea di Capri, rivolgendosi al ministro Tremonti - che ci vengono presentate manovre finanziarie sovrastimate nelle entrate e sottostimate nella spesa. Poi, alla prima trimestrale di cassa si scopre che non è così". Il segretario Ds ha aggiunto che al 5% del rapporto deficit-pil si è arrivati così, e che "le priorità del paese non hanno una lira con cui essere sostenute, perché la manovra non intacca il livello del debito pubblico, non consentendo di rispettare gli impegni europei e non individua risorse per gli investimenti ed è discutibile per le previsioni di spesa perché le coperture sono aleatorie".

Pezzotta. Per Pezzotta, la strada è "ritirare il secondo modulo della riforma fiscale e utilizzare quelle risorse, oltre 6 miliardi, per il Mezzogiorno". Secondo il segretario della Cisl "la politica dei redditi è saltata, e si profila il rischio di una radicalizzazione delle relazioni industriali", e la Confindustria ha dimostrato "scarso coraggio". Pezzotta ha poi denunciato una scarsa attenzione ai problemi dell'impresa e, per quanto riguarda la finanziaria, ha accusato il governo di essere intervenuto sul taglio del costo del lavoro senza aver sentito le parti sociali.

Bassolino. Il governatore della Campania, Bassolino ha chiesto al ministro Tremonti di destinare al Mezzogiorno il 45% del totale degli interventi pubblici e fare modifiche importanti e significative alla Finanziaria, per affrontare oltre che il tema dei tagli agli enti locali anche quello degli investimenti. Bassolino ha anche evidenziato come "tutte le previsioni per i prossimi anni non sono positive, per l'Italia nel suo insieme e anche per il Mezzogiorno che, così stando le cose, dovrebbe crescere meno della media italiana per i prossimi anni e questo è un problema molto serio. Il rischio davanti a noi è quello di avere un Paese che cresca poco e poi male con troppe distorsioni e diseguaglianze".

Tremonti. Il ministro dell'Economia auspica invece che alla fine "il Parlamento faccia una buona legge. Di riforma del risparmio - dice - quasi nessuno ha mai parlato molto fino ad agosto, io ne ho parlato da alcuni agosto fa e non è vero - ha aggiunto - che in Italia c'è crescita zero e non è vero è il solo paese in Europa a crescita zero". Tremonti ha fatto anche un accenno alla tassa sul tubo: "Forse va modificata - ha detto - ma vi avverto: noi abbiamo tassato questo, gli altri tassano tutto il resto". E sul rapporto deficit-Pil, criticando Fassino: "Abbiamo delle difficoltà, ma manterremo gli impegni europei: io li ho sempre mantenuti".

(8 ottobre 2005)

(Nella foto: Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti)

venerdì 7 ottobre 2005

"Così mi sono laureato in due anni" - di Daniele Semeraro


Accettato il ricorso di un ragazzo di Lecce che si era visto bloccare la tesi
Il rettore: "Il percorso di studi è impostato per un apprendimento graduale"


"Così mi sono laureato in due anni"
e il Consiglio di Stato ha detto sì

di DANIELE SEMERARO



ROMA - Laurearsi in due anni è possibile. Lo ha confermato il Consiglio di Stato con un'ordinanza del 27 settembre scorso, convalidando la decisione del Tar di Lecce, che a giugno aveva dato ragione a uno studente, Alessandro Gravili, che in soli due anni era arrivato, con la tesi pronta, al termine del corso di studi e si era visto all'ultimo momento respingere la possibilità di laurearsi.

"Entro novembre - racconta Alessandro, studente di Filosofia - si poteva fare la preiscrizione con riserva al corso di laurea specialistico se si erano erano ottenuti almeno 140 crediti su 180 e a patto di laurearsi entro l'ultima sessione, il 30 aprile. Frequentavo il secondo anno di quella che ora chiamano 'laurea breve' e feci questa preiscrizione in modo da poter iniziare a dare gli esami della specialistica già a giugno e non perdere sette mesi di tempo, in attesa dell'inizio del nuovo corso". A questo punto l'università accetta la domanda e fissa la data di laurea, ma pochi giorni prima la blocca. "Con l'appoggio della famiglia - continua Alessandro - mi rivolgo al mio avvocato che presenta un ricorso immediato al Tar". Il tribunale amministrativo di Lecce, così, con un provvedimento urgente dà ragione al ragazzo, che riesce a laurearsi l'ultimo giorno utile, con la votazione di 110 e lode.

L'università, però, sia per non creare un precedente che per la convinzione di aver subito un torto si appella al Consiglio di Stato, che pochi giorni fa ha emesso la sentenza definitiva, inoppugnabile: la laurea è valida. In particolare, ci spiega l'avvocato del ragazzo, Vincenzo Greco, "dopo la riforma del '99 la normativa non parla più di durata 'legale' del corso, ma di durata 'normale' di tre anni". Il concetto è in effetti ancorato a una media statistica, che consiste in una determinazione convenzionale delle ore di studio necessarie per affrontare un esame. Nessuno, in sostanza, può impedire che uno studente accorci la durata del proprio corso di studi, così come nessuno vieta di potersi laureare "in ritardo". L'importante è che lo studente abbia acquisito i crediti necessari al conseguimento del titolo.
"Il fatto sconcertante - aggiunge il legale - è che l'accusa dell'università, in sede di appello, si è basata su un argomento assolutamente nuovo, cioè che in questo modo lo studente non paga un anno di tasse universitarie. È un'argomentazione che ha del paradossale, perché c'è stato anche nel 2001 un decreto della presidenza del Consiglio in virtù della quale tutti gli atenei sono stati autorizzati ad esentare dalle tasse gli studenti che conseguono la laurea nella durata normale del corso di studi. Un'argomentazione sciocca dal punto di vista politico e sconcertante dal punto di vista universitario".

Totalmente in disaccordo, invece, il rettore dell'Università di Lecce Oronzo Limone: "Lungi da noi valutazioni di tipo economico-finanziario - replica -. Semmai il ricorso è di tipo amministrativo. Noi vogliamo che tutti si laureino entro i tempi, avremmo un turn-over più veloce di studenti". L'ateneo comunque ha accettato "di buon grado" la decisione del Consiglio di Stato, pur riservandosi di creare un nuovo regolamento didattico in tempi brevi, in accordo con l'autonomia delle università. "Sono felice per i nostri studenti se riescono a laurearsi prima, ma il rispetto delle norme è fondamentale. Il percorso di studi è stato impostato per un apprendimento graduale e una maturazione di tre anni".

Non si dà per vinto, comunque, Alessandro, che ora frequenta il primo anno della laurea specialistica in Storia della Filosofia e ha intenzione di laurearsi anche questa volta in anticipo. "Non mi sento più dotato degli altri, ma sono volenteroso e testardo. E sono molto contento che grazie a me altri ragazzi avranno la possibilità di laurearsi in anticipo".
Ma per laurearsi prima bisogna avere il dono dell'ubiquità e frequentare contemporaneamente le lezioni e studiare ogni momento possibile? Non è così, risponde Alessandro, basta sapersi organizzare: "Non sono un classico 'secchione', faccio sport ed esco con gli amici. E poi se le materie sono interessanti non si fa fatica a studiarle. Mi metto a disposizione, anche tramite il mio nuovo sito, - conclude - di tutti i ragazzi che vogliano fare quello che ho fatto io perché è giusto che anche altri, magari non tutti, possano usufruire di questa sentenza".

(7 ottobre 2005)

(Nella foto: Alessandro Gravili davanti al Consiglio di Stato)

giovedì 6 ottobre 2005

Sicilia, Rutelli candida Pippo Baudo


Il popolare presentatore a colloquio con Prodi e Rutelli
Cuffaro: sarebbe un confronto tra due cattolici democratici

Sicilia, Rutelli candida Pippo Baudo. "Entro domani sciolgo la riserva"
"Ci penserò, ma sono molto preoccupato"

ROMA - "Ho intenzione di riflettere sulla proposta di una mia candidatura per l'Unione alla guida della regione Sicilia, ma trovo molte difficoltà e onestamente guardo a questa idea con molta preoccupazione". È perplesso Pippo Baudo dopo l'incontro di oggi a pranzo a casa del leader della Margherita Francesco Rutelli. "Scioglierò la 'prognosi' domani - dice, con una battuta - stanotte ci dormirò sopra e ci penserò con calma...". Ieri sera Baudo aveva visto anche Romano Prodi, che avrebbe detto al presentatore di aver "raccolto dalla base un grande gradimento per questa candidatura".

Sulla richiesta del segretario della commissione di vigilanza della Rai, Pippo Gianni (Udc) di lasciare il mondo della televisione in caso di candidatura, Baudo ha detto di non avere dubbi: non utilizzerà la tv per i propri scopi personali. Il conduttore non ha voluto anticipare la sua decisione, anche se aggiunge di "non avere mai avuto tanta attrazione per la politica". In passato, ha più volte rifiutato la candidatura a sindaco della sua città, Catania.

L'eventuale candidatura del popolare presentatore tra le file dell'Unione non preoccupa, comunque, il governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro: "Se dovesse essere candidato Baudo - ha detto - sarei contento perché si tratterebbe del confronto tra due cattolici democratici. Guardo con grande serenità a questa eventuale candidatura, sapendo che la Sicilia sarà comunque in buone mani".

Franco Marini, della Margherita, è d'accordo con la decisione di Rutelli: "Il nome di Baudo non è una novità
assoluta - ha detto -. È un nome forte, un uomo non estraneo alla politica, accorto, preparato e intelligente". Forti critiche arrivano invece dall'esecutivo di An: per Maurizio Gasparri la sinistra ha un "vero conflitto d'interesse con la televisione", dopo le candidature di Piero Badaloni, Piero Marrazzo e Lilli Gruber.

(6 ottobre 2005)

mercoledì 5 ottobre 2005

Indagine sui concorsi truccati negli atenei


L'alto commissario contro la corruzione decide di avviare la maxi inchiesta dopo la denuncia di Gino Giugni e lo scambio di accuse nel mondo accademico

Lo scandalo dei concorsi truccati,
via all'indagine negli atenei


ROMA - L'alto commissario per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione, Gianfranco Tatozzi, ha aperto un'indagine conoscitiva in merito al regolare svolgimento dei concorsi universitari in materia di Diritto del Lavoro.

"Siamo appena partiti e l'indagine richiederà del tempo - ha detto Tatozzi - anche se ora non si può quantificare. Tutto dipenderà dagli atti e dai documenti che riusciremo ad acquisire negli atenei".

Il provvedimento segue di alcuni mesi le esternazioni di Gino Giugni, padre dello Statuto dei Lavoratori, che in una lettera al Corriere della Sera nel giugno scorso denunciava "una grave degenerazione nei rapporti interni alla nostra comunità scientifica, dovuta alla gestione combinata nella selezione dei giovani studiosi" e al fatto che "i migliori vengono scoraggiati dal proporre o mantenere la propria candidatura". I concorsi, aggiungeva, sono "sovente predeterminati secondo logiche non meritocratiche".

Alla denuncia di Giugni aveva fatto eco anche Piero Ichino, docente di Diritto del Lavoro all'Università di Milano, che aveva parlato di una "guerra tra bande negli atenei", in cui chi vinceva riusciva a far man bassa di tutti i corsi messi a concorso".

In seguito a questa denuncia si era mosso anche il ministro dell'Istruzione Letizia Moratti, decidendo, il 18 giugno scorso, l'istituzione di una commissione d'indagine, di cui avrebbe fatto parte anche una rappresentanza della Conferenza dei rettori.

Alla Camera a giugno, intanto, è stato anche approvato un disegno di legge che prevede precise regole per i concorsi, tra cui una diversa procedura per la formazione delle commissioni esaminatrici. Con il nuovo sistema - aveva detto il ministro - "saremo in grado di evitare incresciosi episodi che non fanno onore al nostro sistema universitario".

(5 ottobre 2005)

Il Real Madrid pensa già al futuro. "Ancelotti è in pole position"


Intervista del Guerin Sportivo a Ernesto Bronzetti, consulente
del club spagnolo: "Probabile". Sacchi: "Primo della lista"

Il Real Madrid pensa già al futuro
"Ancelotti è in pole position"


ROMA - Ernesto Bronzetti, agente Fifa e consulente italiano del Real Madrid, lancia Ancelotti: secondo il dirigente, dalla prossima stagione, Carlo Ancelotti potrebbe sedere sulla panchina delle merengues al posto di Wanderley Luxemburgo. "I conti su Luxemburgo - ha detto Bronzetti - li tireremo a fine stagione, decideranno i risultati. Nel caso non venisse riconfermato, Carlo sarebbe sicuramente il tecnico preferito per la sua sostituzione". Il contratto dell'allenatore brasiliano, infatti, è in scadenza a giugno, e difficilmente sarà rinnovato.

Al tecnico del Milan starebbe puntando l'intero staff dirigenziale del Real, a cominciare dal presidente Florentino Perez. Ancelotti, che rimarrà, secondo le parole di Silvio Berlusconi, "sulla panchina del Milan fino al termine della stagione", sarebbe stato segnalato proprio da Arrigo Sacchi, di cui è stato un allievo prediletto.

(5 ottobre 2005)

Nella foto: Carlo Ancelotti, tecnico del Milan

Telefonini, chat virtuali e Mms per adescare bambine online

Il mio primo articolo su Repubblica.it... ed è già in home page!!

La scoperta della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Trento
Arrestati due recidivi e denunciate altre 7 persone a Napoli e Firenze

Telefonini, chat virtuali e Mms
per adescare bambine online

Oltre trecento ragazzine coinvolte in tutta Italia

TRENTO - Mms contenenti fotografie pornografiche in cambio di ricariche telefoniche. Questa la richiesta che due pedofili inviavano tramite Sms a due ragazzine dodicenni di Trento, che erano solite frequentare chat grazie a telefonini di ultima generazione. "Piazze virtuali" per dialogare e incontrare coetanei, che però si rivelavano delle trappole. La scoperta dopo la denuncia dei genitori delle due ragazzine, che si sono accorti che sui cellulari delle proprie figlie continuavano ad arrivare messaggini "particolari".

Le indagini della Polizia Postale, svolte in diverse province d'Italia, hanno portato all'arresto di due pedofili: un quarantaduenne di Napoli, che solo sei mesi fa era uscito dal carcere dopo aver scontato otto anni di reclusione per violenza sessuale su minori, e un magazziniere trentaduenne di Firenze, anche lui recidivo. Oltre a loro sono stati denunciate altre sette persone e sono stati sequestrati 70 telefoni cellulari.
Le bambine coinvolte erano oltre trecento, e il metodo che i pedofili avevano ideato era relativamente semplice: prima si inserivano nella chat fingendo di essere coetanei delle bambine, poi si facevano dare il loro numero di telefono in cambio di presunte ricariche telefoniche. Alcuni giorni dopo arrivavano le richieste di foto, che diventavano via via sempre più esplicite.

Secondo l'associazione Meter, fondata da don Fortunato di Noto, la pedofilia in rete è un fenomeno in crescita e quasi incontrollato: "Non vogliamo mettere sotto accusa la famiglia, né tantomeno Internet - ha detto il sacerdote che da anni combatte la pedofilia, presentando una campagna informativa contro la pedofilia rivolta proprio ai minori - ma l'assenza dei genitori affianco ai figli genera vuoti esistenziali. Navigare online è educativo ed è una grande opportunità di libertà, di democrazia e di comunicazione, ma come in ogni cosa l'attenzione è l'elemento di fondamentale importanza".

(5 ottobre 2005)

martedì 4 ottobre 2005

Esercitazione antiterrorismo (2)


Esercitazione antiterrorismo Dadi6
Originally uploaded by D@di.
Questa è scena dell'esercitazione che si è tenuta tra Pzza Navona e Campo dei Fiori. La foto è mia.
Colgo anche l'occasione per segnalare che da domani inizio uno stage di tre mesi a Repubblica.it. Figata!!!

Esercitazione antiterrorismo a Roma

Sono stato all'esercitazione antiterrorismo del 3 ottobre a Roma. Se alle forze dell'ordine e ai soccorritori è servita, niente in contrario. Certo, però, mi è sembrata un tantino (ma giusto un po') inverosimile. Dalle 7 di mattina davanti alle caserme dei Vigili del Fuoco e davanti agli ospedali era pieno di automezzi pronti a partire, con i lampeggianti già accesi... e poi il traffico interrotto nel centro storico... è ovvio che senza traffico i soccorsi arrivano molto prima.
Forse i terroristi guardando l'esercitazione si sono fatti quattro risate. Speriamo non sia servita a loro, a capire che fare un attentato a Roma è molto più semplice di quel che sembri.
A questo indirizzo http://www.flickr.com/photos/danielesemeraro/sets/1070611/ è possibile vedere le foto che ho scattato. Ci sono anche quelle della manifestazione pacifista subito prima dell'esercitazione tra Pzza Navona e Campo dei Fiori.

sabato 1 ottobre 2005

Abbiamo vinto!


Oggi grande giornata! Con il Coro Musicanova siamo diventati il Coro Ufficiale della Basilica di San Paolo Fuori le Mura :)!!